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Tiziana Fustini

Identikit d’Autore

Tiziana Fustini_ Identikit d’Autore

 

Mi sono avvicinata alla fotografia già da qualche anno, ma solo nel marzo del 2020 ho capito che per me la fotografia può diventare una vera passione, un modo per tirar fuori frammenti del mio mondo interiore. Frammenti conosciuti, molti nascosti ed ancora da scoprire, ironie della sorte e realtà vissute. Schizzi di una tela che rifiniscono la mia esperienza e rappresentano il mio sentire.

Il 2020 è stato l’anno del lockdown, e con la chiusura nelle case mi sono potuta concedere tempo e spazio. Ho scoperto l’autoritratto e me ne sono innamorata. Attualmente, non riesco a fotografare in altro modo. Con la macchina puntata verso di me, gioco e realtà si intrecciano, dando vita ad intime visioni. Immagini che mi esplodono dentro con un rumore profondo, senza lasciarmi più.

Quando fotografo entro in scena e, come nel cinema o sul palcoscenico di un teatro, tutto è vero e tutto è falso, in un gioco infinito di specchi, di rimandi, di sottintesi restituiti dalla mia personale interpretazione.

Di solito, il mio viso non appare. Una scelta pensata, per cercare di uscire dalla dimensione soggettiva del vissuto, dando universalità al soggetto del mio racconto, calato in situazioni verosimili, nelle quali in molti si possono riconoscere.

Mi piace narrare storie con la fotografia, facendo uso di un linguaggio visivo senza parole, alla ricerca di segni e significati.  Mi interessano soprattutto storie comuni di donne che sognano, ridono, lavorano, soffrono, amano. Donne che si allontanano e ritornano, soffi di vita, e fughe, e riflessioni. Ordinari fatti quotidiani evocati attraverso l’immagine fotografica. Scene costruite che catturano elementi dalla realtà, ma attingono anche dalla fantasia, per comporre un discorso e dialogare con lo spettatore.

L’autoritratto è un’esperienza di crescita che richiede cura e perseveranza. Fiducia e convinzione. Una presa di coscienza, un atto di coraggio, perché raccontare e raccontarsi è sempre uno sforzo, non viene da sé. Non so trovare bene le parole per dirlo, ma quando mi fotografo, sento che quello che faccio mi appartiene, ha un valore catartico per me, divento protagonista della mia storia.

Amo esprimermi con il portfolio. Con la foto singola ho più difficoltà. Forse perché, per formazione, sono abituata a ragionare in termini di progetto. La progettualità è per me un contenitore che mi dà sicurezza e strumenti pe raggiungere l’obiettivo. Mi organizza la mente.

Ho ancora tanti sogni nel cassetto, tanti realizzabili e tanti che resteranno solo sogni. Senza di loro mi mancherebbe il sale della vita.

Tiziana Fustini

Le Opere

Vita agli orti del CEP (2019)

Il lavoro della terra è fatto di fatica, amore e dedizione. Si capisce dalla sguardo degli ortolani che con orgoglio e soddisfazione aprono il cancello del loro pezzetto di terra per accogliere amici e visitatori.
Gli scatti sui particolari invece, restituiscono le azioni quotidiane di una giornata tipo.La vita all’orto è scandita dal tempo: il tempo della coltivazione, quello della raccolta  e, non ultimo, il tempo della memoria.
Soprattutto le persone più anziane sono depositarie di storie da raccontare, di consigli da dare, di ricordi da far riemergere, suscitando  emozioni in chi ascolta, per i tempi passati e le speranze sul futuro.
Piccole storie che seminano valori  e rispetto per l’ambiente, testimoniando buone pratiche e buone relazioni tra l’uomo e la natura.

 

Gli orti urbani del Comune di Pisa sono 72 e si trovano in Golena d’Arno.

Il progetto degli Orti Urbani nasce nel 1995, su richiesta di molti cittadini, prevalentemente pensionati, che volevano rivivere il contatto con la natura e riscoprire la cultura contadina, coltivando frutta e verdura. Stare all’aria aperta insieme agli altri crea amicizie, solidarietà, benessere. Negli ultimi anni, sono sempre più presenti persone giovani o straniere, creando occasioni di scambio tra generazioni e culture diverse

Frammenti di Mamma (2019)

Riuscire a conciliare lavoro e famiglia è un gioco di prestigio che in special modo le donne si trovano ad affrontare soprattutto quando ci sono bambini e bambine piccoli. al di là delle trasformazioni culturali o di politiche a favore del cambiamento. FRAMMENTI DI MAMMA si propone di affrontare questa tematica sociale  componendo delle immagini in cui è facile che si riconosca ogni donna con figli ancora in tenera età. La narrazione, semplice ma veritiera, si snoda su costellazioni di azioni che scandiscono la vita quotidiana, vivendo il momento, ma già anticipando il passo successivo in un mosaico di piccoli particolari.
L’orologio è la bussola. Scandisce il ritmo del tempo, creando una spirale circolare che dà sicurezza, ma anche imprigiona.
Ed intanto la famiglia si modella, i bambini crescono, il mosaico si comporrà di altri pezzi. È’ così che succede, un giorno cambierà.
 Dedico questo lavoro fotografico a mia figlia, che mi ha fatto da modello d’esperienza, ed a tutte le mamme con i bambini piccoli.

 

 

Giostrarsi tra impegni lavorativi, mariti, figli – magari anche genitori – economia domestica e compagnia bella spesso richiede dei superpoteri che  due terzi delle donne dimostrano di poter tirar fuori all’occorrenza, come dimostrato da un  recente studio ISTAT sui tempi della vita quotidiana degli italiani.
Alla cura dei figli – pasti, vestizione, nanna – le mamme in un giorno medio settimanale dedicano 57′, contro i 20′ dei papà. Dati che solo negli ultimi anni risentono di un miglioramento nella condivisione delle attività di cura con i figli, visto che al giorno d’oggi i padri sono più presenti per portare i bimbi a scuola, a fare sport a seguirli nei compiti a casa.
L’asimmetria maggiore resta però quella sul lavoro domestico, svolto per il 74,0% dalle donne, che vi dedicano ogni giorno 3h 01′ contro i 57′ dei loro partner.  Lavare, stirare, pulire casa e preparare i pasti grava ancora sulle donne.
Anche i tempi personali sono messi a rischio. Infatti, l’83% del campione intervistato dichiara di non avere nemmeno un minuto di tempo per sé. Dimentica la palestra (fare sport è il sogno nel cassetto per il 53% delle mamme italiane), il parrucchiere (43%) o semplicemente starsene stesa sul divano (lo desidera il 44% delle intervistate).
La conciliazione tra lavoro e famiglia resta quindi ancora prerogativa della sfera femminile.
Questa condizione di dedizione assoluta ha i suoi lati positivi: sembra le donne italiane non abbiano  sensi di colpa rispetto ai figli e alla famiglia. Ci si dedicano con amore e generosità, consapevoli dell’investimento che stanno facendo.


Una storia comune (2020)

Una storia comune entra nella vita di tante di noi e racconta storie di legami e di separazioni.
Storie di donne.
Donne che sognano, donne che sperano e non si arrendono.
Soffi di vita, e fughe, e riflessioni.
Un passato che ti tiene sempre compagnia  e che a volte riverbera nelle immagini della mente.
Per me, anche nelle immagini della fotografia.

 

So stare (2020)

La pandemia del coronavirus ha invaso la nostra quotidianità, trasformando  ritmi ed abitudini.
Ci ha costretti ad un temporaneo modo di vivere fuori dal comune, muovendo emozioni e paure nella decisione di restare a casa.
Ho vissuto vari sentimenti prima di trovare la giusta serenità in quella decisione. E mi sono semplicemente sentita una fra le tante…
Ho cercato di raccontare l’inizio della mia quarantena, rappresentando gli stati d’animo che hanno abitato il mio cuore e smosso i miei pensieri

 

Gente per Casa (2020)

In una notte insonne mi sono immaginata di stare seduta sulla sedia di casa mia a guardare passare strani personaggi, per altro molto simpatici, che mi rimandavano il ritmo della giornata.
Un’illusione, un piacevole sognare che mi ha tenuto compagnia.
Mi sono altresì divertita, ad assegnare ad ognuno di loro un nome, associandoli in un secondo momento a film o attori piuttosto conosciuti.

  1. LA CASALINGA : Cenerentola, la casalinga per eccellenza, che comincia di prima MATTINA a fare le pulizie di casa
  2. LA SEGRETARIA: Marlene, la perfetta segretaria di Little Murders di Agatha Cristhie, ci rimanda la frenesia del lavoro del POMERIGGIO
  3. DANDY : un richiamo al mitico Gary Grant in Notorius-L’amante Perduta, mentre si scola la sua bottiglia nell’ora della SERA
  4. IL LADRO: non poteva mancare Arsenio Lupin , che di NOTTE ruba il quadro, ribaltando la scena e chiudendo la storia

Con tutto quel via vai, sono comunque riuscita ad addormentarmi, sprofondando in un sonno tranquillo.

 

Tutto può succedere (2019-2020)

Si sentono sempre tante storie sulla violenza alle donne in famiglia. Si leggono nei libri come racconti immaginari. Si sfogliano sui giornali come testimonianze quotidiane. La televisione ne dà notizia continua. Con timore le donne ne parlano tra loro, sperando che non succeda mai nelle loro vite. Ma il pensiero c’è. E resta. Fa parte dell’immaginario di molte di noi, credo anche di molti uomini, perché la violenza fa paura e vorresti tenerla lontana. Sempre.
Con questo portfolio ho voluto realizzare, seppur virtualmente, una visione sulla sfera emotiva di una donna che deve affrontare una tragedia di questo tipo.  Mi piacerebbe che il  lavoro  toccasse l’animo di chi guarderà le mie foto, sensibilizzandolo ancor più verso l’argomento. A me è successo proprio così, mentre ero spettatrice di ciò che andavo facendo.
Inoltre, vorrei contribuire ad una riflessione su vecchie e nuove rappresentazioni della donna, e su quanto la relazione di aiuto e il supporto sociale possano essere vitali nei momenti di maggior fragilità.
“Tutto può succedere” è un lavoro nato da dentro, piano piano ha preso corpo e forma come progetto di denuncia, ma anche  di speranza.
Con la macchina fotografica puntata verso di me, in autoscatto, ho costruito la messinscena di un racconto tanto inventato, quanto possibile.

Sorellanza

Polina e me. Due amiche di lunga data, due sorelle, avvolte in una atmosfera carica di malinconica, quasi triste, che rimanda a sensazioni estranianti, a momenti surreali.
Brutte notizie si sono insinuate nella nostra storia amicale, contaminando come un virus gli animi di ambedue e questo traspare nei gesti e negli sguardi, che in altri periodi respiravano freschezza ed allegria.
Ma bisogna andare avanti. Un modo per farlo è congelare nel tempo di uno scatto  frammenti di azioni e di emozioni. Con fatica. Con speranza.
Una memoria che duri per sempre, anche dopo.
Il mistero dell’Amicizia.


Fatti di vita (2021)

Smartworking significa letteralmente lavoro agile. Una proposta organizzativa di lavoro da casa sempre più adottata per una sostenibilità ambientale pensata nel tempo, e per una gestione attuale dei tempi di vita e di lavoro. Soprattutto nell’ottica di politiche di genere.
Con questo portfolio ho voluto mettere in scena pezzi di vita quotidiana che molte donne mi hanno riportato sulla loro esperienza  del lavorare da casa.
Le immagini sono ironiche, colorate, quasi surreali, che però nulla tolgono all’importanza dell’argomento.
E nemmeno vogliono scavalcare quegli aspetti positivi che questa opportunità ha dato a tante e tanti.
Semplicemente, raccontano un punto di vista su fatti di vita reali, con la volontà di contribuire al dibattito in atto su questa tematica diventata pane quotidiano in seguito all’emergenza coronavirus.
Le foto sono un autoritratto realizzate in autoscatto

Accumulo Strong (2021)

Accumulo Strong mette in scena il desiderio eccessivo, quasi compulsivo, che oggi imperversa in molti di noi, di avere sempre più cose, al di là del bisogno oggettivo, rispondendo così ai dettami consumistici della società moderna.
Un impulso ad accumulare cibo, medicine, vestiti, oggetti, ma anche altro, addirittura mascherine, perfino impreziosite dalle esigenze di moda.
Viene in mente la “Roba”, la famosa Novella di Giovanni Verga.
Un comportamento che genera relazioni tossiche con le cose, creando cumuli di spazzatura di conseguenza, maggiore inquinamento. Un circolo vizioso di estrema attualità, su cui ci stiamo interrogando per andare verso nuove abitudini e per migliorare il mondo in cui viviamo.
Questo portfolio è un lavoro di autoritratto generato in autoscatto.

 

 

 

 

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8 commenti

    1. Carlo ti ringrazio per le tue parole. Sono nata in campagna. Risento di quel vivere comune e partecipato. Sono storie del cuore.

  1. Un lavoro di ricerca fotografica interessante e vario, belle composizioni sceniche e un uso della luce piacevole

  2. Foto bellissime e diverse.
    Molta attenzione al mondo femminile e alle varie funzioni che la donna svolge nella nostra moderna società andando anche nel surreale con un’ironia simpaticissima.
    Molto interessante e ben fatto anche il racconto di questi orti per anziani che vengono considerati un passatempo innocuo per persone ormai fuori dai giochi e che invece sono la riscoperta di un mondo sano e di un amore alla natura, l’unica che non potrà mai deluderci.
    Bravaaaaaaaaaaaaaaa

    1. Grazie Laura. Il tuo accenno al lavoro degli orti mi fa molto piacere. Io stessa rimasi affascinata dall’amore degli ortolani per quel pezzetto di terra. Mi fa piacere che si respiri nelle foto. Le storie di donne sono la mia passione…sono una donna…

  3. Tiziana Fustini, è una autrice che negli ultimi due anni si è distinta per i numerosi lavori presentati e per i risultati ottenuti con gli stessi. Finalista nel 2021 nell’ambito di Portfolio Italia, è stata esposta anche Presso gli spazi del CsfAdams per Kromart gallery a Roma. Tra i riconoscimenti ottenuti nel 2021 c’è anche il premio di Autore dell’Anno Fiaf Toscana 2021 .
    Nella maggior parte dei suoi lavori l’autrice esplora sé stessa e vediamo, come nei progetti presentati, che il racconto aumenta di consapevolezza nei contenuti e nella presentazione.
    Il percorso intrapreso è un viaggio attraverso le sue emozioni, raccontate anche in maniera ironica, volto a raccontare quella parte di sé spesso celata all’esterno.
    È stata anche autrice del libro “Tutto può succedere”, dove Tiziana ci porta una interessante testimonianza di una esperienza di emancipazione delle donne dalla violenza, raccontata da immagini fotografiche e testo scritto.

    1. Cara Silvia la tua presentazione mi emoziona. il mio percorso si snoda nel desiderio di raccontare e raccontarmi, ma non potrebbe trovare nessun sentiero senza persone disponibili ad accompagnarmi. E tu sei senz’altro tra queste. L’esperienza nei Laboratori che ho frequentato è stata per me molto stimolante e formativa. Grazie!

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