{"id":16868,"date":"2017-10-29T20:00:10","date_gmt":"2017-10-29T18:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=16868"},"modified":"2017-10-29T20:00:10","modified_gmt":"2017-10-29T18:00:10","slug":"manifesti-virtuali_-02-2-di-monica-mazzolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2017\/10\/29\/manifesti-virtuali_-02-2-di-monica-mazzolini\/","title":{"rendered":"MANIFESTI VIRTUALI_ 02.2 \u2013 di Monica Mazzolini"},"content":{"rendered":"<p>.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center\">Laboratorio di Storia della fotografia<br \/>\nLAB Di Cult 025 FIAF,<br \/>\ncoordinato da Monica Mazzolini<\/h3>\n<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\">Manifesto de \u201cLA BUSSOLA\u201d<br \/>\n(seconda e ultima parte)<\/h2>\n<p>Dopo aver descritto il contesto nel quale ci troviamo (Lab Di Cult 025 &#8211; Manifesti virtuali_02.1) passiamo ad analizzare il testo del Manifesto. Come anticipato nel precedente post per me \u00e8 suddivisibile in sette punti chiave che possiamo schematizzare come segue:<br \/>\n1- Il programma, come definito dalla redazione, \u00e8 preceduto da una nota iniziale che serve da presentazione e presa di posizione da parte della rivista che si rende sostenitrice e promotrice della politica culturale de \u201cLa Bussola\u201d; un paragrafo in cui viene evidenziata la necessit\u00e0 di rinnovamento per ottenere espressioni d\u2019arte utilizzando la fotografia. Da considerare che a partire dalla met\u00e0 del 1800 le riviste si sono fatte paladine delle nascenti e rivoluzionarie forme d\u2019arte. In particolare \u201cFerrania\u201d era la rivista specializzata pi\u00f9 importante in Italia: \u201crivista mensile di fotografia, cinematografia e arti figurative\u201d (dal 1947 al 1967) e nasce con un comitato di redazione, formato da Alfredo Ornano, Guido B\u00e9zzola (che dal 1954 diventer\u00e0 il direttore generale dell\u2019intera rivista) e Aristide Bosio.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16834\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/10\/01_Manifesto-Bussola-da-Rivista-Ferrania-pag-5-Milano-Maggio-1947-e1508659588720.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"830\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/10\/01_Manifesto-Bussola-da-Rivista-Ferrania-pag-5-Milano-Maggio-1947-e1508659588720.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/10\/01_Manifesto-Bussola-da-Rivista-Ferrania-pag-5-Milano-Maggio-1947-e1508659588720-210x300.jpg 210w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/>\u00a0<i>(da Rivista Ferrania pag. 5, Milano, Maggio 1947)<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n2- Il secondo capoverso descrive la premessa e le intenzioni dei firmatari che sperano nell\u2019unione spontanea, amichevole e rispettosa di persone appassionate di fotografia che abbiano un credo comune seppur divisi da ispirazione e stile. In effetti questo punto viene rispettato dai partecipanti al gruppo. Basti considerare che seppur usando tecniche e soggetti diversi e pur restando evidenti le soggettivit\u00e0 dei singoli fotografi, differenti anche per ceto sociale, le immagini dei componenti de \u201cLa Bussola\u201d sono caratterizzate dall\u2019high key ovvero la delicata gamma di bianchi e grigi chiari che ne \u00e8 stata cifra stilistica e che caratterizza le composizioni di Cavalli caposcuola del \u201cchiarismo fotografico\u201d; molte delle sue immagini hanno a mio avviso un valore metafisico attraverso l\u2019idealizzazione della realt\u00e0. Il tono alto \u00e8 tipico anche di Vender e Leiss con i loro soggetti architettonici, i nudi ed i ritratti. Specifici di Finazzi sono i nudi solarizzati che riprendono la lezione del Surrealismo ed in particolare di Man Ray, ed infine ci sono le immagini di astrattismo geometrico di Veronesi. Da considerare che l\u2019utilizzo dei toni chiari e luminosi, il lavoro <i>en plein air<\/i>, tipico degli impressionisti, il segno leggero e l\u2019assenza di profondit\u00e0 prospettica e di chiaro-scuro (bens\u00ec il tono su tono) erano le caratteristiche distintive del movimento pittorico nato in Lombardia negli anni \u201930 con il nome di \u201cChiarismo\u201d &#8211; che si espande anche in Veneto (con la \u201cScuola di Burano\u201d) &#8211; la cui poetica unisce il sentire di vari artisti che faranno capo a questo comune modo di esprimersi, un sentimento intimista a cui di certo il movimento de \u201cLa Bussola\u201d far\u00e0 riferimento. Da considerare che anche il fratello gemello di Cavalli, Emanuele, era un pittore ed anche fotografo che faceva parte del Chiarismo in particolare della \u201cScuola Romana\u201d. Nel 1933 \u00e8 stato uno dei firmatari del \u201c<i>Manifesto del primordialismo plastico\u201d <\/i>che aveva lo scopo di<i> <\/i>rafforzare lo spirituale e l\u2019astratto della ricerca pittorica tonale: \u201c<i>Noi crediamo [&#8230;] che la pittura sia giunta a massima autonomia di movimento, a estrema profondit\u00e0 di espressione e funzione della materia come densit\u00e0 ed interiorit\u00e0, secondo le conquiste moderne [\u2026] Vogliamo operare per il futuro, seguendo l&#8217;intuizione di attivit\u00e0 plastiche allo spirito che le ha mosse in noi: identificare cio\u00e8 la sostanza pittorica con la natura delle energie spirituali che ci premono cogliere la relazione tra il significato della forma e la natura della sostanza pittorica; superare il colore come espressione naturale; ricavare da esso un ordine, nella sua infinita variet\u00e0, identico alla sostanza della spiritualit\u00e0 moderna\u201d <\/i>(Fonte: http:\/\/www.scuolaromana.net).<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16869\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/10\/Manifesti_02_01.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"236\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/10\/Manifesti_02_01.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/10\/Manifesti_02_01-300x122.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n<i>A sinistra: Giuseppe Cavalli, La bambola cieca (1938)<\/i><br \/>\n<i>Al centro: Giuseppe Cavalli, Gioco di grigi (1948)<\/i><br \/>\n<i>A destra: Mario Finazzi, Solarizzazione (1952)<\/i><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16871\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/10\/Manifesti_02_02.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/10\/Manifesti_02_02.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/10\/Manifesti_02_02-300x116.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n<i>A sinistra: Ferruccio Leiss, Arabeschi (1952)<\/i><br \/>\n<i>Al centro: Federico Vender, Panni stesi (1940 circa)<\/i><br \/>\n<i>A destra: Luigi Veronesi, Fotogramma (1951)<\/i><br \/>\n<i>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16873\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/10\/Manifesti_02_03.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/10\/Manifesti_02_03.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/10\/Manifesti_02_03-300x85.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/> <\/i><br \/>\n<i>A sinistra: Man Ray, Ritratto di Lee Miller New York (1930)<\/i><br \/>\n<i>Al centro: Giorgio Morandi, Natura morta (1955)<\/i><br \/>\n<i>A destra: Emanuele Cavalli, Pergola (1940)<\/i><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n3- Con chiarezza viene descritto il motto, semplice ed incisivo: <i>\u201cNoi crediamo alla fotografia come arte\u201d. <\/i>In effetti coloro che sono iscritti a \u201cLa Bussola\u201d hanno lo scopo di superare l\u2019assioma per cui la fotografia \u00e8 uguale alla realt\u00e0, e sono votati alla ricerca del bello estetico come forma di verit\u00e0, in analogia con la pittura tradizionale, ma utilizzando nuove forme espressive a volte riprese dalle Avanguardie artistiche. Ovviamente questo nuovo modo di fare e pensare alla fotografia era di sicuro innovativo e per molti scomodo. Facendo un passo indietro &#8211; agli inizi della storia della fotografia &#8211; capiamo come questo \u201cproblema\u201d si era gi\u00e0 presentato: infatti la fotografia era nata come un mezzo tecnico per rappresentare pi\u00f9 velocemente ed in maniera pi\u00f9 fedele la realt\u00e0 oggettiva ma via via sempre pi\u00f9 si avvicinava all\u2019arte. A tal proposito \u00e8 utile ricordare Charles Baudelaire che attraverso il \u201cSalon\u201d (1859) scaglia forti critiche alla fotografia, alla sua invenzione ed ai suoi sostenitori: \u201c<i>La poesia ed il progresso sono due esseri ambiziosi che si odiano e, dato che si incontrano sulla stessa strada, bisogna che l\u2019uno si sottometta all\u2019altro. [\u2026] La fotografia dovrebbe tornare al suo vero compito, quello di ancella delle scienze e delle arti, piena di umilt\u00e0. Che la fotografia arricchisca l\u2019album del viaggiatore e restituisca ai suoi occhi la precisione che pu\u00f2 far difetto alla sua memoria, che adorni la biblioteca naturalista, ingrandisca gli animali microscopici, rafforzando con altre notizie le ipotesi dell\u2019astronomo; che essa sia infine il segretario, il taccuino di chiunque abbia bisogno di materiale esatto, che salvi le rovine cadenti, i libri, le stampe ed i manoscritti che il tempo divora, tutto questo non d\u00e0 luogo a discussione, ma merita bens\u00ec gratitudine e lode. Ma se alla fotografia si concede di sconfinare nella sfera dell\u2019impalpabile e dell\u2019immaginario, soltanto perch\u00e9 l\u2019uomo vi infonde qualcosa della propria anima, allora siamo perduti!\u201d. <\/i>Questo ben si collega con i punti successivi.<br \/>\n4- Vengono ben delineate le ragioni e la presa di posizione ideologica affermando, con parole forti, \u201cla <i>necessit\u00e0 di allontanare la fotografia, che abbia pretese di arte, dal binario morto della cronaca documentaria\u201d. <\/i>Questa \u00e8 certamente un\u2019affermazione forte ed in contrasto con il reportage e la fotografia documentaristica che nonostante quest\u2019attacco \u00e8 sopravvissuta ed ha continuato il suo percorso con i suoi autori di grande livello.<br \/>\n5- I componenti del gruppo considerano la fotografia documentaria utile solo ai fini della cronaca e della memoria e per rafforzare il loro credo condannano e polemizzano su ci\u00f2 che \u00e8 opposto o non in linea al motto e all\u2019ideologia: <i>\u201cNon si vuol con questo disconoscere l\u2019utilit\u00e0 nel campo pratico del documento fotografico e com\u2019esso sia vitale per la cronaca e il ricordo dei tempi. Ma il documento non \u00e8 arte\u201d.\u00a0<\/i><br \/>\n6- <i>\u201c[&#8230;] l\u2019assioma fondamentale che in arte il soggetto non ha nessuna importanza. Quel che soltanto importa \u00e8 che l\u2019opera, qualunque sia il soggetto, abbia o meno raggiunto il cielo dell\u2019arte: sia bella o no\u201d. <\/i>L\u2019idea \u00e8 proporre una fotografia artistica, in grado di rappresentare l\u2019armonia delle forme e del bello mettendo in relazione l\u2019estetica e l\u2019espressivit\u00e0 creativa.<br \/>\n7- La parte finale riguarda il compito, ossia lo scopo culturale, di diffusione, divulgazione e conversione all\u2019ideologia che gi\u00e0 \u00e8 iniziato con la pubblicazione del manifesto attraverso la rivista \u201cFerrania\u201d.<br \/>\nPer chi volesse approfondire lo studio del gruppo e del manifesto consiglio la lettura dell\u2019intero documento che potete trovare nel link qui di seguito e il libro \u201cForme di luce &#8211; Il gruppo La Bussola e aspetti della fotografia italiana del dopoguerra\u201d (Alinari) a cura di Italo Zannier e Susanna Weber con la collaborazione di Daniela Cammilli.<br \/>\nMonica Mazzolini<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>. &nbsp; . &nbsp; . &nbsp; . &nbsp; Laboratorio di Storia della fotografia LAB Di Cult 025 FIAF, coordinato da &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":16841,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7,12],"tags":[],"class_list":["post-16868","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio","category-comunicazioni-varie"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16868","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16868"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16868\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16841"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16868"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16868"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16868"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}