{"id":17611,"date":"2018-01-21T22:31:19","date_gmt":"2018-01-21T20:31:19","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=17611"},"modified":"2018-01-21T22:31:19","modified_gmt":"2018-01-21T20:31:19","slug":"manifesti-virtuali_-04-2-di-monica-mazzolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2018\/01\/21\/manifesti-virtuali_-04-2-di-monica-mazzolini\/","title":{"rendered":"MANIFESTI VIRTUALI_ 04.2 \u2013 di Monica Mazzolini"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\">Laboratorio di Storia della fotografia<br \/>\nLAB Di Cult 025 FIAF, coordinato da Monica Mazzolini<\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center\">I \u201cmanifesti\u201d degli albori della fotografia<br \/>\nSeconda parte: \u201cLa Lumi\u00e8re\u201d<\/h3>\n<p>A Parigi, mentre le ricerche per migliorare il metodo, le dispute tra gli inventori, i contrasti tra chi \u00e8 a favore e chi \u00e8 contro, procedono con gran fervore, molti fotografi e simpatizzanti hanno la necessit\u00e0 di riunirsi in gruppi ed a distanza di non molti anni dal rapporto di Arago viene costituita la prima societ\u00e0, la \u201cSoci\u00e9t\u00e9 H\u00e9liographique\u201d, che attraverso la fondazione della prima rivista che parla di fotografia &#8211; \u201cLa Lumi\u00e8re\u201d (Journal non politique &#8211; Beaux-arts, H\u00e9liographie, Science) &#8211; dar\u00e0 voce ai sostenitori del valore artistico della fotografia. Il 9 febbraio 1851 esce il primo numero della rivista. Il primo giornale non politico con uscita settimanale (la domenica) che sar\u00e0 stampata fino al 1867.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17612\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/01\/Louis-Jacques-Mande-Daguerre-Par-is-Boulevard-du-Temple-1838_res.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"323\" \/>Louis-Jacques-Mand\u00e8 Daguerre: Paris, Boulevard du Temple (1838)<\/i><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17613\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/01\/Paris-La-Seine-la-rive-gauche-et-lile-de-la-Cite-1846_res.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"171\" \/>Fr\u00e9d\u00e9ric Martens: Paris, La Seine. La rive gauche et l&#8217;ile de la Cite (1846)<\/i><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17614\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/01\/Paris-Pont-Neuf-1860-circa-fotografo-sconosciuto_res.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"604\" \/>Paris, Pont Neuf (1860 circa, fotografo sconosciuto)<\/i><br \/>\nQuesto primo numero \u00e8 una sorta di Manifesto del gruppo, dove \u00e8 descritto lo scopo del giornale e viene data la definizione della Societ\u00e0 ed il suo statuto (costituito da 18 articoli) con la lista (che viene definita una <i>\u201clista incompleta perch\u00e9 in aumento di giorno in giorno\u201d<\/i>) di tutti i componenti del gruppo tra i quali il presidente M. le baron Gros ed Eug\u00e8ne Delacroix. Un articolo \u00e8 dedicato all\u2019influenza dell\u2019eliografia nei confronti delle belle arti ed una parte ai primordi con la lettera di Joseph Nic\u00e9phore Ni\u00e9pce a Louis-Jacques-Mand\u00e9 Daguerre ed il loro contratto.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17615\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/01\/La-Lumi\u00e8re_9-febbraio-1851_pag1_res.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"830\" \/>Prima pagina de \u201cLa Lumi\u00e8re\u201d (Journal non politique &#8211; Beaux-arts, H\u00e9liographie, Science) &#8211; 9 febbraio 1851.\u00a0<\/i><br \/>\nGi\u00e0 dal titolo &#8211; che significa la luce (a cui possiamo dare un chiaro significato simbolico) &#8211; e dal sottotitolo \u00e8 ben evidente al lettore di che cosa tratta la rivista. Addentrandosi nel testo poi si comprende come lo scopo e lo statuto, sia della rivista che della societ\u00e0, ben descrivono quello che possiamo definire come manifesto programmatico.<br \/>\nScopo del giornale:<i> \u201cE\u2019 all\u2019uomo delle capitali mondiali, \u00e8 alla societ\u00e0 dotta delle citt\u00e0, \u00e8 all\u2019artista solitario dei nostri dipartimenti, che \u00e8 indirizzato questo giornale. La Lumi\u00e8re sar\u00e0 fedele al suo titolo. [&#8230;] Noi daremo la colpa a ci\u00f2 che ci sembrer\u00e0 colpevole; ma, soprattutto, il nostro compito sar\u00e0 quello di esaminare ci\u00f2 che \u00e8 buono, bello, interessante e nuovo. Resteremo estranei alla politica, e la letteratura, nelle nostre colonne, non avr\u00e0 altro posto che la sua influenza sulla perfezione della nostra scrittura, soprattutto per quanto riguarda le belle arti, per le quali il nostro motto invincibile sar\u00e0: nulla \u00e8 bello che il vero; ma si deve scegliere. [&#8230;] L\u2019eliografia, [\u2026] occupa il posto pi\u00f9 importante nella nostra rivista. L\u2019eliografia oggi occupa una posizione innegabile all\u2019interno delle belle arti e della scienza. Fa parte delle belle arti per l&#8217;imitazione della natura, l\u2019imitazione intelligente della natura selezionata; fa parte della scienza poich\u00e9 tratta con la chimica e la fisica. [\u2026] Noi tendiamo la mano verso tutti gli sforzi in questa difficile e nuova carriera.\u201d<\/i><br \/>\nE\u2019 specificata la ragione non politica ed il solo interesse verso l\u2019arte ed la scienza. Chiara la volont\u00e0, da parte della rivista, di voler essere il collante tra persone, interessate all\u2019arte, all\u2019eliografia ed alla scienza definendo che l\u2019eliografia, per le sue caratteristiche intrinseche, fa parte sia dell\u2019arte che della scienza. Inoltre evidenzia la posizione favorevole verso questa nuova arte e le nuove scoperte ad essa collegate. Non solo la rivista ma anche la societ\u00e0 ad essa collegata ha lo scopo di mettere in contatto le persone, la necessit\u00e0 di condivisione delle idee e delle tecniche, l\u2019importanza degli incontri e lo scambio non solo tra fotografi ma anche tra e con coloro che praticano le diverse arti e discipline scientifiche d\u2019interesse. Si ribadisce la continua evoluzione ed il miglioramento del procedimento fotografico e la sua influenza nelle belle-arti con le quali \u00e8 messa alla pari.<br \/>\nSociet\u00e0 eliografica:<i> \u201cLa Societ\u00e0 eliografica, fondata nel 1851, pu\u00f2 essere classificata tra le societ\u00e0 dotte e le societ\u00e0 di amici. Non offre n\u00e9 premi n\u00e9 medaglie [\u2026], ma svolge un ruolo utile, soprattutto nelle arti emergenti. Mette in contatto gli uni con gli altri gli uomini isolati<\/i> <i>tutti coloro che cercano di condividere, e che lottano da anni contro gli ostacoli che attraverso la comunicazione, lo scambio, il dibattito, possono essere superati in un\u2019ora\u201d.<\/i><br \/>\nStatuto:<i> \u201cIn primo luogo. I fondatori intendono, per associazione, accelerare i miglioramenti della fotografia\u201d. Art.3 Lo scopo degli incontri \u00e8 la comunicazione reciproca delle opere, lo scambio volontario di opere e di processi, la confidenza facoltativa delle scoperte. Art.4 Quando un socio ritenga opportuno far conoscere uno sviluppo, una scoperta, un progetto, la sua comunicazione deve essere effettuata alla Societ\u00e0 e per la Societ\u00e0, sar\u00e0 incluso in un libro destinato alla registrazione degli atti; la data verr\u00e0 registrata e certificata su questo registro. Art.14 Il fotografo, il pittore, lo scrittore, lo scienziato, lo scultore, l\u2019architetto, l\u2019ottico, l&#8217;incisore, possono consultarsi e rendersi mutui favori.<\/i><br \/>\nL\u2019influenza dell\u2019eliografia nelle belle arti:<i> \u201c[&#8230;] L\u2019eliografia evidentemente \u00e8 un processo della chimica e della fisica; ma ovviamente anche questa scoperta, perfezionata giorno dopo giorno, \u00e8 chiamata a svolgere nel campo dell&#8217;arte un\u2019influenza immediata e profonda. Poco tempo fa, chiamati ad esaminare i risultati pi\u00f9 recenti ottenuti da uomini studiosi, zelanti e ricchi di esperienze, siamo stati colpiti da un grande stupore. La fotografia \u00e8, in qualche modo, un&#8217;unione tra il dagherrotipo e l&#8217;arte vera e propria. Sembra che con il passaggio sulla carta, il meccanismo si sia animato; che l\u2019apparecchio si sia elevato a intelligenza che combina gli effetti, semplifica l\u2019esecuzione dei piani e delle linee l\u2019espressione dei sentimenti della fisionomia\u201d.<\/i><br \/>\n\u201cLa Lumi\u00e8re\u201d, con l\u2019uscita del 16 novembre 1851, modifica i suoi giorni di uscita (diventa quindicinale) ma soprattutto cambia il nome: \u201cLa Lumi\u00e8re\u201d revue de la photographie (Beaux-arts, H\u00e9liographie, Science &#8211; Journal non politique). Con queste premesse non potevamo non aspettarci anche la stesura di un programma firmato dal nuovo direttore del giornale (Alexis Gaudin). In questo numero viene ribadito lo scopo della rivista, legato alla fotografia definita come \u201cmeravigliosa arte\u201d. Con spirito patriottico si evidenzia il ruolo dei francesi nella scoperta e nello sviluppo della fotografia grazie alla loro inventiva e sensibilit\u00e0. Ancora importante lo scambio delle scoperte. Si descrivono le ragioni che hanno portato alla riduzione delle uscite della rivista spiegandone il carattere di ordine economico ma anche la necessit\u00e0 di avere un\u2019alta qualit\u00e0 della pubblicazione. Inoltre si evidenzia come sia utile la pubblicazione e la continuit\u00e0 d\u2019interazione con la societ\u00e0 eliografica (di cui \u00e8 il manifesto programmatico) per garantire la crescita della fotografia.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17616\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/01\/La-Lumi\u00e8re_16-novembre-1851_pag1_res.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"841\" \/>Prima pagina de \u201cLa Lumiere\u201d revue de la photographie (Beaux-arts, H\u00e9liographie, Science &#8211; Journal non politique) &#8211; 16 novembre 1851.<\/i><br \/>\n<i>Programma: [&#8230;] portare alla conoscenza di ognuno le scoperte e gli sviluppi che si ottengono ogni giorno in questa meravigliosa arte. [\u2026] qualsiasi processo nuovo, se ha il rapporto con la fotografia, catturer\u00e0 la nostra attenzione e sar\u00e0 presentato ai nostri lettori nella forma pi\u00f9 comprensibile.<\/i><br \/>\n<i>[\u2026] L&#8217;inventiva dei francesi come noto, ha giocato un ruolo importante nella scoperta della fotografia, e la sensibilit\u00e0 artistica che contraddistingue la nostra nazione ha trovato, si spera, un alimento utile nella nostra pubblicazione. Questo a quanto ci risulta. Sar\u00e0 il modo pi\u00f9 semplice di mettere in relazione i fotografi, facendo in modo che tutti godano delle scoperte altrui. In una parola, il nostro giornale tratter\u00e0 del Dagherrotipo e della fotografica permanente, vale a dire, sempre all&#8217;altezza della scienza, sia in Francia che all&#8217;estero.\u00a0<\/i><br \/>\n<i>[\u2026] Per quanto riguarda l&#8217;intervallo di una sola settimana tra due numeri, sembrava troppo breve per una buona scelta negli articoli da inserire; sembrer\u00e0, di conseguenza, che le due uscite al mese, che ridurranno il prezzo di sottoscrizione per metterlo alla portata di molti, rendendo in particolare gli articoli sia riguardanti il Dagherrotipo che la fotografia su carta, assicurando che i processi descritti siano molto chiari, eliminando quanto pi\u00f9 possibile i termini scientifici rendendolo, in una parola, essenzialmente pratico.<\/i><br \/>\n<i>[\u2026] Noi proponiamo di continuare la pubblicazione dei verbali della Societ\u00e0 H\u00e9liographique, data l&#8217;utilit\u00e0 che possono avere per il progresso della fotografia.<\/i><br \/>\n(Traduzione dal francese curata da Monica Mazzolini)<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Laboratorio di Storia della fotografia LAB Di Cult 025 FIAF, coordinato da Monica &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":17612,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-17611","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storico-della-fotografia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17611","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17611"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17611\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}