{"id":18309,"date":"2018-04-08T21:00:30","date_gmt":"2018-04-08T19:00:30","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=18309"},"modified":"2018-04-08T21:00:30","modified_gmt":"2018-04-08T19:00:30","slug":"i-revolution-irene-alison-a-cura-di-gabriele-bartoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2018\/04\/08\/i-revolution-irene-alison-a-cura-di-gabriele-bartoli\/","title":{"rendered":"I REVOLUTION, Irene Alison \u2013 a cura di Gabriele Bartoli"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\"><b>I REVOLUTION Appunti per una Storia della Mobile Photograpy<br \/>\n<\/b><b>conferenza dell&#8217;autrice Irene Alison.<\/b><\/h2>\n<p><i>La Mobile Photography \u00e8 diventata nel giro di pochi anni un fenomeno che riguarda milioni di persone.<\/i><br \/>\n<i>Un nuovo codice che supera ogni barriera linguistica, usato per raccontare, condividere, testimoniare, manifestare se stessi, alimenta un flusso ininterrotto di immagini che ha numeri\u00a0 impressionanti.<\/i><br \/>\n<i>\u00a0Ogni due minuti, oggi, scattiamo pi\u00f9 foto di quante l&#8217; Umanit\u00e0 ne abbia prodotte in tutto il diciannovesimo secolo.<\/i><br \/>\nCon queste prime dichiarazioni Irene Alison ha iniziato la riflessione sul suo libro:<br \/>\n<b>I REVOLUTION Appunti per una Storia della Mobile Photography.\u00a0<\/b><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18310\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/001-e1523208717568.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"725\" \/><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18311\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/001a-e1523208788545.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"439\" \/><br \/>\nCirca 350 milioni di queste foto vengono caricate ogni giorno su Facebook, 95 milioni finiscono invece su Instagram, social network fotografico da 400 milioni di utenti e via via scendendo di numero su varie piattaforme come Tumblr, Flickr ecc.<br \/>\nCi si rende conto che siamo sommersi da una quantit\u00e0 di immagini di cui \u00e8 quotidiana la mutazione del linguaggio, anticiparne la metamorfosi \u00e8 impossibile; la Fotografia diventa materia fluida e a questa liquidit\u00e0 \u00e8 altrettanto impossibile mantenerne il passo.<br \/>\nSi pu\u00f2 affermare, come ha fatto l&#8217;autrice scherzosamente: \u201c<i>che libri come questo vengono scritti sull&#8217;acqua e che siano gi\u00e0 vecchi al momento della loro uscita sul mercato<\/i>\u201d.<br \/>\nQuello che pu\u00f2 senz&#8217;altro rendere utile una ricerca come questa \u00e8 il tentativo di \u201c<i>storicizzare il presente<\/i>\u201d, di avere una testimonianza della prima fase storica di questo passaggio.<br \/>\nChe cos&#8217;\u00e8 la Mobile Photography? Come cambia il modo in cui comunichiamo? Si pu\u00f2 dire che la Mobile Photography cambi l&#8217;estetica e le forme della visione? Come ha cambiato l&#8217;utilizzo professionale della fotografia?<br \/>\nQueste sono solo alcune delle domande che la questione pone; in un momento nel quale, come detto, la situazione e il linguaggio muta in tempo reale, dare delle risposte \u00e8 alquanto incerto, ma quello che possiamo fare \u00e8 dare delle interpretazioni che possano contribuire a creare dei percorsi, a mappare l&#8217;evoluzione della Mobile Photography.<br \/>\nLa Fotografia oggi riguarda milioni di persone, noi fotografi in primis. E&#8217; un linguaggio universale che abbatte ogni barriera linguistica; come dice Alison: \u201c<i>\u00e8 un dialogare globale o un monologare collettivo, una dilatazione istintiva della nostra vita quotidiana<\/i>\u201d,<br \/>\nFotografiamo compulsivamente\u00a0 ma raramente riguardiamo i nostri scatti, generiamo una quantit\u00e0 enorme di fotografie che non possiamo o vogliamo ricordare; ecco quindi ad esempio il successo di un app come Instagram Stories, in cui le immagini caricate rimangono solamente 24 ore poi si cancellano; oppure Snapchat, app che permette di inviare da uno smartphone all&#8217;altro fotografie che si dissolvono dopo pochi secondi, che ha 100 milioni di utenti attivi al giorno. In ventiquattr&#8217;ore vengono condivise sul network oltre 700 milioni di immagini; questa brevissima durata delle immagini \u00e8 strana per noi appassionati, ma nella generazione dei Millenials \u00e8 molto radicata questa nuova concezione della Fotografia. Questa visione fluida che si compone e decompone continuamente sta cambiando le nostre percezioni e le nostre abitudini, addirittura la nostra identit\u00e0.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18312\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/002-e1523208854571.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"500\" \/><br \/>\nSe vogliamo fare esempi iperbolici sta cambiando anche i nostri gusti alimentari: se in epoca pre-Mobile dicevamo \u201c<i>siamo quello che mangiamo<\/i>\u201d, oggi possiamo affermare che \u201c<i>siamo quello che fotografiamo che mangiamo<\/i>\u201d visto il gran numero di immagini che riguardano i cibi e le portate che abbiamo sotto i nostri occhi. Irene Alison pone ad esempio anche\u00a0 l&#8217;aumento del consumo di avocado, frutto che non appartiene alla nostra tradizione culinaria, ma data la sua particolare \u201cfotogenia\u201d lo si trova sempre pi\u00f9 spesso rappresentato nei nostri piatti, arrivando\u00a0 a diventare addirittura un emoticon digitale.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18313\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/003-e1523208945139.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"580\" \/><br \/>\nSta cambiando le nostre citt\u00e0, dove sempre pi\u00f9 spesso architetti attenti a questi cambiamenti, hanno capito che il costruire edifici originali e arditi in determinate zone ha cambiato il rapporto tra le persone e le forme delle citt\u00e0. Un edificio originale pu\u00f2 diventare icona di una zona o citt\u00e0 e diffondendosi tramite le immagini attraverso i social si crea un indotto di \u201cturismo visuale\u201d, da qui l&#8217;aumento della costruzione di edifici \u201cfeticcio\u201d; edifici completamente avulsi dal contesto urbano in cui sono stati costruiti ma che stanno entrando nell&#8217;immaginario collettivo come icona appunto della citt\u00e0.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18314\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/004.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/004.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/004-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/004-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\nAncora pi\u00f9 intimamente Instagram sta cambiando la nostra sessualit\u00e0, per i pi\u00f9 audaci e creativi diventa un territorio libero per rivelare e rinegoziare i propri gusti sessuali; generazioni di giovani donne, sul filo della censura dei Social che non ammettono nudit\u00e0, stanno riscrivendo il rapporto con i loro corpi mettendoli in primo piano in maniera creativa per demolire lo stereotipo maschile del mito della femminilit\u00e0, utilizzando i social come amplificatori dei propri messaggi.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18315\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/005.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/005.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/005-300x194.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\nIl tanto vituperato selfie, accusato originariamente di essere solo un autoritratto dell&#8217;effimero, \u201croba da ragazzini narcisisti\u201d si diceva, \u00e8 anche un canale nel quale proiettiamo la nostra dimensione individuale nella sfera pubblica. Una volta, sempre in epoca pre- mobile, la fotografia era testimonianza dell&#8217;evento; oggi il selfie \u00e8 parte dell&#8217;evento. In un selfie siamo noi stessi attraverso le immagini che produciamo oppure esistiamo perch\u00e9 produciamo immagini? Quanti like? Quanta popolarit\u00e0 e quindi quanto consenso?<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18316\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/006.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/006.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/006-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/006-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\nLo sviluppo massiccio di Instagram in particolare ha permesso anche ai politici di ridefinire e veicolare la propria immagine e il proprio messaggio; il primo fu Barack Obama nel 2012, costruendosi la propria epica di candidato dal volto umano, diventando il leader politico con pi\u00f9 followers. Nel 2016 la campagna presidenziale americana \u00e8 stata la prima ad essere completamente \u201ccoperta\u201d dai vari social, utilizzati per avvicinarsi maggiormente agli elettori e tentare di riceverne il consenso.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18317\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/007.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/007.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/007-300x128.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\nDal punto di vista della fotografia professionale, chi ha accolto questi cambiamenti e ha intrapreso la via della Mobile Photography come cifra espressiva, ha avuto nuove possibilit\u00e0 di relazione ai soggetti, nell&#8217;approccio con i luoghi e le storie. Data questa nuova democratizzazione di ripresa, in cui tutti abbiamo la possibilit\u00e0 di produrre immagini, che ruolo resta al fotografo professionista? E in che modo il fotografo pu\u00f2 farne una ricchezza per la propria espressione?<br \/>\nAlcuni esempi sono: Ron Haviv, Benjamin Lowi e Michael Cristopher Brown, che utilizzano il telefono cellulare in contesti difficili e in situazioni di conflitto, dimostrando che con un&#8217; apparecchiatura meno ingombrante e invasiva, si ha maggior sicurezza e pi\u00f9 intimit\u00e0 nell&#8217;approccio e relazione con i soggetti.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18321\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/008.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/008.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/008-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/008-300x298.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18320\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/009.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/009.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/009-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/009-300x298.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18319\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/010.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/010.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/010-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/010-300x298.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18318\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/010A.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/010A.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/010A-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/010A-300x298.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\nBrad Mangin, fotografo di sport, che dopo aver coperto per lunghi anni la Major League di baseball negli U.S.A. con apparecchiature iperperformanti e zoom potentissimi per foto spettacolari, \u00e8 passato all&#8217;utilizzo di un cellulare per raccontare i momenti di stasi e gli attimi di quiete dietro le quinte, producendo immagini pi\u00f9 poetiche di quelle tradizionali piene di enfasi e frenesie.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18322\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/011.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/011.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/011-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/011-300x298.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18323\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/012.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"580\" 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photography, in cui anche in questo caso, la rapidit\u00e0 d&#8217;azione e la minor invasivit\u00e0 del cellulare sono requisiti indispensabili per ottenere \u00a0 risultati eccezionali.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18325\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/014.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/014.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/014-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/014-300x298.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\nO ancora Anastasia Taylor Lind che, durante le proteste a Kiev, ha installato un minuscolo studio fotografico nelle vicinanze dei manifestanti, invitandoli ad entrare per fotografarli con una Bronica a pozzetto sulla quale ha montato un telefono cellulare. Nel momento in cui premeva il pulsante di scatto della Bronica, registrava anche un piccolo video col cellulare dell&#8217;istante in cui l&#8217;otturatore si chiudeva e nasceva l&#8217;immagine fotografica, per documentare sia dall&#8217;interno l&#8217;esperienza della visione fotografo sia quella micro trasformazione del soggetto nel momento in cui sente il rumore del click dello scatto.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18326\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/015.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/015.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/015-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/015-300x298.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18327\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/016.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/016.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/016-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/016-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18328 size-full\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/017-e1523209820227.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"580\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-18329 size-full\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/018.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" 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nel libro di Alison, nel 2012 con il\u00a0 progetto personale I Dissey ha reinterpretato il poema di Omero percorrendo 1200 km nel Mediterraneo con solo il suo telefono e 5 copie dell&#8217;Odissea in 5 lingue diverse, per raccontare il pi\u00f9 antico patrimonio letterario dell&#8217;Occidente con il pi\u00f9 nuovo sistema di visione.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18332\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/020.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/020.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/020-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/020-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18333\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/021.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/021.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/021-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/021-300x298.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18334\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/022.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/022.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/022-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/022-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n&nbsp;<br \/>\nLIBERE CONCLUSIONI<br \/>\nEsiste dunque ancora una differenza tra i fotografi cosiddetti accidentali e fotografi consapevoli? Senza parlare di professionisti o non professionisti, ormai questa differenza comincia a perdere senso sia per ragioni economiche; ormai sono pochissime le persone che si mantengono con la fotografia, sia perch\u00e9 Instagram ha messo completamente in discussione questi confini, ci sono autori interessantissimi che non hanno una formazione fotografica che producono eccellenti lavori e fotografi affermati che su Instagram non riescono ad esprimersi se stessi come vorrebbero.<br \/>\nS\u00ec, la differenza tra fotografi accidentali e consapevoli rimane. E che cosa sanno fare i fotografi consapevoli di diverso rispetto a chi fotografa \u201c <i>i cappuccini e i cibi che mangia? <\/i>\u201d<br \/>\nPer annullare questa differenza si deve puntare sull&#8217;esercizio autoriale di un punto di vista sul mondo, sulla qualit\u00e0 dell&#8217;approfondimento, articolare una visione coerente frutto di una attenta progettazione o di una poetica rigorosamente personale.<br \/>\nTutto questo fa ancora la differenza tra una Fotografia che \u00e8 mera rincorsa del Reale, fatta da una\u00a0 bulimica e autoreferenziale condivisione e una Fotografia della Realt\u00e0, anche ,e soprattutto, attraverso lo smartphone che pu\u00f2 essere una rappresentazione culturale e una interpretazione potente.<br \/>\nGabriele Bartoli<br \/>\nAnimatore Culturale FIAF<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; I REVOLUTION Appunti per una Storia della Mobile Photograpy conferenza dell&#8217;autrice Irene Alison. &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":18310,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2,7],"tags":[],"class_list":["post-18309","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-animatore-culturale","category-archivio"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18309"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18309\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18310"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}