{"id":18390,"date":"2018-04-22T21:00:43","date_gmt":"2018-04-22T19:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=18390"},"modified":"2018-04-22T21:00:43","modified_gmt":"2018-04-22T19:00:43","slug":"manifesti-virtuali_-05-1-di-monica-mazzolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2018\/04\/22\/manifesti-virtuali_-05-1-di-monica-mazzolini\/","title":{"rendered":"MANIFESTI VIRTUALI_ 05.1 \u2013 di Monica Mazzolini"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\">Laboratorio di Storia della fotografia<br \/>\nLAB Di Cult 025 FIAF, coordinato da Monica Mazzolini<\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center\">I Preraffaelliti, il Pittorialismo ed il Simbolismo<\/h3>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong>Prima parte<\/strong><br \/>\nIn Inghilterra, durante la lunga epoca vittoriana (1837-1901) si assiste ad un periodo di stabilit\u00e0, ricchezza ed espansione economica, commerciale, industriale e coloniale con non pochi problemi sociali a causa del forte divario tra l\u2019ascesa della classe media ed il forte malessere per quelle meno abbienti. Nel mondo dell\u2019arte &#8211; per cercare di superare l\u2019<i>impasse<\/i> creativa causata delle convenzioni accademiche (la borghesia voleva un\u2019arte che rispecchiasse l\u2019epoca industriale nella quale era cresciuta) &#8211; si ha un crescente interesse nei confronti della bellezza e del misticismo. E\u2019 proprio in questo contesto che nel 1848 a Londra viene fondata una corrente artistica chiamata Pre-Raphaelite Brotherhood (Confraternita dei Preraffaelliti) i cui padri sono Dante Gabriel Rossetti, John Everett Millais, William Hunt e Ford Madox Brown. Seppur confinata in Gran Bretagna e di breve durata (si scioglier\u00e0 nel 1854), influenzer\u00e0 le avanguardie artistiche europee compresi il movimento Arts and Craft, il Simbolismo, l\u2019Art Nouveau e non in ultimo la, allora \u201cgiovane\u201d, fotografia. I Preraffaelliti rifiutano il Rinascimento che trovava in Raffaello l\u2019esponente pi\u00f9 tipico; le loro intenzioni poetiche e stilistiche si rifanno all\u2019epoca tardo-medioevale, in particolare alla spiritualit\u00e0 e allo stile tardo gotico e primo rinascimentale. Sogno, mito e bellezza sono le tematiche principali che diventano il \u201cmanifesto programmatico\u201d.<br \/>\nI dipinti dei preraffaelliti sono sensibili alla natura, ricchi di colore, simboli e riferimenti letterari traendo ispirazione dalla mitologia e dagli scritti di Keats, Tennyson, Shakespeare e Dante. Per citare un paio di esempi senza voler troppo addentrarmi nei dettagli ricordo due opere che sono icone di questo movimento: L\u2019<i>Ophelia<\/i> (1851-1852) di Everett Millais e la <i>Beata Beatrix<\/i> (1863) di Dante Gabriel Rossetti.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18391\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Dittico-1.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Dittico-1.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Dittico-1-300x132.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/>A sinistra: Ophelia (1851-1852) di Everett Millais che riprende la tragedia \u201cThe tragical history of Hamlet, Prince of Denmark\u201d di William Shakespeare.<\/i><br \/>\n<i>A destra: Beata Beatrix (1863) di Dante Gabriel Rossetti, la fonte letteraria che \u00e8 servita da spunto al dipinto \u00e8 la Vita nova (1293-1294) opera di Dante Alighieri\u00a0 dedicata al suo amore giovanile per Beatrice Portinari, in questo caso l\u2019opera \u00e8 dedicata alla moglie del pittore Elizabeth Siddal.\u00a0<\/i><br \/>\nTra gennaio e maggio del 1850 escono quattro numeri della rivista d&#8217;arte e lettere \u201c<i>The Germ<\/i>: <i>Thoughts towards Nature in Poetry<\/i>, <i>Literature<\/i>, <i>and Art<\/i>\u201d. La missione &#8211; come gi\u00e0 si evince dal titolo e come scritto alla fine di ogni numero &#8211; era: <i>\u201cQuesto periodico \u00e8 nato con lo scopo di acquisire i pensieri degli artisti, relativi alla natura in relazione all\u2019arte [&#8230;]. Perci\u00f2, per questa ragione, non \u00e8 aperto alle opinioni contrastanti di tutti coloro che impugnano il pennello e la tavolozza, e neppure \u00e8 limitato ai professionisti; ma ha lo scopo di enunciare i principi di coloro che, nel vero spirito dell&#8217;Arte, sostengono una stretta adesione alla semplicit\u00e0 della Natura sia nell&#8217;Arte che nella Poesia [&#8230;]\u201d<\/i>. Le scarsissime vendite (delle 700 copie stampate del primo numero ne furono vendute solo 70) costrinsero ad interrompere le pubblicazioni della rivista.<br \/>\nSpesso contestati e criticati i Preraffaeliti, ricevono un importante supporto dal lungimirante critico d\u2019arte John Ruskin (anche sostenitore della fotografia <i>\u201cla pi\u00f9 sublime invenzione del secolo\u201d<\/i>) che nel 1851 attraverso il saggio intitolato <i>\u201cPreraphaelitism\u201d <\/i>ed un paio di lettere scritte al<i> Times <\/i>prende le difese di questa moderna arte, come viene da lui stesso definita. Scrive: \u201c<i>Egregio Direttore, confido che, con la Vostra abituale liberalit\u00e0, vogliate concedere spazio, entro il Vostro giornale, all\u2019espressione del mio rammarico riguardo al tono, sprezzante oltre che severo, della critica apparsa sul \u201cTimes\u201d di mercoled\u00ec scorso in merito alle ultime opere di Millais e Hunt in mostra presso la Royal Academy\u201d <\/i>(pubblicata il 13 maggio 1851 sul Times).<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18392\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Dittico-2.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"433\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Dittico-2.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Dittico-2-300x224.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/>A sinistra: primo numero della rivista The Germ (data di pubblicazione: 1 Gennaio 1850) Nella prima pagina di ogni numero \u00e8 scritto: \u201cWhen whoso merely hath a little thought \/ Will plainly think the thought which is for him, &#8211; Not imaging another\u2019s bright or dim, \/ Not mangling with new words what others taught; \/ When whoso speaks, from having either sought \/ Or only found, &#8211; will speak, not just to skim \/ A shallow surface with words made and trim, \/ But in that very speech the matter brought: \/ Be not too keen to cry -\u201cSo this is all! &#8211; A thing I might myself have thought as well, \/ But would not say it, for it was not worth!\u201d \/ Ask: \u201cIs this truth?\u201d For is it still to tell \/ That, be the theme a point or the whole earth, \/ Truth is a circle, perfect, great or small?\u201d. Gli altri numeri usciranno il 31 gennaio, il 31 marzo ed il 30 Aprile.<\/i><br \/>\n<i>A destra: la prima pagina del saggio intitolato \u201cPreraphaelitism\u201d di John Ruskin (1851).<\/i><br \/>\nMolto legata ai preraffaeliti (sia da amicizia che poetica) \u00e8 la fotografa <b>Julia Margaret Cameron<\/b> <b>(1815-1879)<\/b> che nel 1874 pubblica \u201cGli annali della mia casa di vetro\u201d in cui scrive: <i>\u201cDesideravo fermare tutta la bellezza che avevo davanti e con il tempo questo desiderio \u00e8 stato soddisfatto. La difficolt\u00e0 accresceva il valore del proposito. Iniziai senza conoscere nulla dell\u2019arte. Non sapevo come posizionare la macchina come mettere a fuoco il mio modello e con mia grande costernazione cancellai la mia prima fotografia sfregando la mano sulla superficie della lastra. [\u2026] Ho trasformato la carbonaia in camera oscura e la casetta con finestre dove si tenevano i polli che avevo dato ai miei bambini \u00e8 diventata la mia casa di vetro il mio atelier. [\u2026] tutti simpatizzarono anima e corpo con il mio nuovo lavoro da quando la compagnia delle galline e dei pulcini si trasform\u00f2 in quella di poeti profeti pittori e amabili fanciulle tutti a turno immortalati nella piccola costruzione di campagna\u201d<\/i>. E ancora scrive: <i>\u201cChi ha il diritto di dire quale messa a fuoco sia quella giusta? La mia aspirazione \u00e8 quella di nobilitare la fotografia e di assicurarle il carattere e le qualit\u00e0 di una grande arte, combinando insieme il reale e l\u2019ideale e nulla sacrificando della verit\u00e0, pur con tutta la possibile devozione alla poesia e alla bellezza\u201d.<\/i><br \/>\nCome nell\u2019opera di Rossetti, anche in quella della Cameron prevale su tutto la figura femminile. In entrambi, la donna viene idealizzata attraverso l\u2019enfasi della posa e il trattamento delle lunghe chiome ma nelle fotografie della Cameron la caratteristica principale sar\u00e0 l\u2019uso dello sfuocato. Cercava di rappresentare un mondo di fantasia, insieme onirico e poetico. Il suo immaginario personale era intessuto di allegorie, simboli, riferimenti a storie bibliche e opere letterarie. Le sue immagini, intenzionalmente fuori fuoco, spesso graffiate o macchiate dagli acidi di sviluppo, venivano da lei realizzate e stampate sovvertendo le regole tecniche convenzionali e per questo le furono riservate anche dure critiche: <i>\u201cQuando mettevo a fuoco e mi accostavo a qualcosa che, ai miei occhi, era molto bello, mi fermavo l\u00ec, anzich\u00e9 stringere la lente per ottenere il fuoco pi\u00f9 definito su cui insistono gli altri\u201d<\/i> in modo da ottenere un ritratto come <i>\u201cuna finestra dell\u2019anima\u201d. <\/i>La tecnica come strumento per rappresentare la realt\u00e0 nella maniera pi\u00f9 fedele possibile non la interessava, ma impar\u00f2 a padroneggiarla per i propri scopi, costantemente impegnata nella sperimentazione e nella ricerca per ottenere gli effetti desiderati. Nel ritrarre i suoi soggetti, dava un&#8217;interpretazione idealizzata della loro personalit\u00e0, utilizzando un linguaggio stilistico affine a quello dei pittori preraffaelliti e simbolisti.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18393\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Dittico-3.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"363\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Dittico-3.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Dittico-3-300x188.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/>La fotografia \u201cPomona\u201d (1872) di Julia Margaret Cameron (a destra) ricorda la \u201cBocca baciata\u201d (1859) di Dante Gabriel Rossetti (a sinistra).<\/i><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18394\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Julia-Margaret-Cameron-I-Wait-1872.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"770\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Julia-Margaret-Cameron-I-Wait-1872.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Julia-Margaret-Cameron-I-Wait-1872-226x300.jpg 226w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/>I wait (1872) di Julia Margaret Cameron.\u00a0<\/i><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18395\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Julia-Margaret-Cameron-Venus-Chiding-Cupid-and-Removing-His-Wings-1872.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"689\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Julia-Margaret-Cameron-Venus-Chiding-Cupid-and-Removing-His-Wings-1872.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Julia-Margaret-Cameron-Venus-Chiding-Cupid-and-Removing-His-Wings-1872-253x300.jpg 253w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/>Venus chiding cupid and removing his wings (1872) di Julia Margaret Cameron.<\/i><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18396\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/The-Passing-Of-Arthur-by-Julia-Margaret-Cameron-1875.jpg\" alt=\"\" width=\"436\" height=\"554\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/The-Passing-Of-Arthur-by-Julia-Margaret-Cameron-1875.jpg 436w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/The-Passing-Of-Arthur-by-Julia-Margaret-Cameron-1875-236x300.jpg 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 436px) 100vw, 436px\" \/>The passing of Arthur (1875) di Julia Margaret Cameron.<\/i><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 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