{"id":18941,"date":"2018-06-10T23:20:57","date_gmt":"2018-06-10T21:20:57","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=18941"},"modified":"2018-06-10T23:20:57","modified_gmt":"2018-06-10T21:20:57","slug":"manifesti-virtuali_-06-1-di-monica-mazzolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2018\/06\/10\/manifesti-virtuali_-06-1-di-monica-mazzolini\/","title":{"rendered":"MANIFESTI VIRTUALI_ 06.1 \u2013 di Monica Mazzolini"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\">Laboratorio di Storia della fotografia<br \/>\nLAB Di Cult 025 FIAF,<br \/>\ncoordinato da Monica Mazzolini<\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center\">Quando la fotografia diventa \u201cIstantanea\u201d<br \/>\n(prima parte)<\/h3>\n<p>C\u2019\u00e8 una data precisa che segna il passaggio cruciale verso la fotografia moderna. E\u2019 l\u20198 settembre 1871 quando il <i>\u201cBritish Journal of Photography\u201d<\/i> pubblica un articolo intitolato \u201c<i>An Experiment with Gelatino-Bromide<\/i>\u201d del medico di professione e fotografo (dilettante) Richard Leach Maddox. L\u2019importanza di questo documento consiste nel fatto che viene descritto il procedimento per la preparazione di lastre fotografiche secche, fatte con la gelatina, che sostituiranno il collodio (umido e secco) utilizzato fino a questo momento. Il vantaggio della gelatina, ottenuta dalla bollitura di ossa e tessuti connettivi animali, consisteva nel fatto di essere meno tossica, pi\u00f9 sensibile (fenomeno dovuto alla chimica, alle reazioni tra la gelatina ed i sali d\u2019argento) e poteva essere prodotta in elevate quantit\u00e0.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18942\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/Richard-Leach-Maddox-1816\u20131902.gif\" alt=\"\" width=\"393\" height=\"500\" \/>Richard Leach Maddox (1816-1902)\u00a0<\/i><\/p>\n<p>L\u2019articolo di Maddox ha un incipit interessante (riportato qui di seguito) per le premesse fatte a proposito dell\u2019interesse da parte dei lettori e per il modo in cui la ricerca \u00e8 stata da lui svolta; nel testo originale viene scritto<i> \u201ccareless experiments\u201d <\/i>ossia<i> <\/i>esperimenti fatti con poca cura:<br \/>\n<i>\u201cI processi al collodio-bromuro hanno occupato per molto tempo un posto considerevole nelle pagine del British Journal of Photography\u2026 tanto che alcune osservazioni sull&#8217;applicazione di un altro medium potrebbero essere poco interessanti per i lettori della rivista, sebbene si possa dire qualcosa circa il risultato di esperimenti fatti con poca cura, provati all&#8217;inizio in un pomeriggio molto noioso\u201d [\u2026].<\/i><br \/>\nDopo tali premesse &#8211; quasi a tutelare il suo operato e la possibile validit\u00e0 del procedimento &#8211; inizia una minuziosa descrizione (ho aggiunto tra parentesi alcune precisazioni al testo originale tradotto):<br \/>\n<i>\u201cLa gelatina\u2026 \u00e8 stata provata al posto del collodio in questo modo: trenta chicchi di gelatina di Nelson <\/i>(un tipo di gelatina animale)<i> sono stati lavati in acqua fredda\u2026 con l&#8217;aggiunta di quattro dracme <\/i>(la dracma \u00e8 un\u2019unit\u00e0 di peso &#8211; \u00e8 anche una moneta &#8211; in uso nell\u2019antica Grecia: \u03b4\u03c1\u03b1\u03c7\u03bc\u03ae o drakm\u00e9 che corrisponde a 6.3 grammi)<i> di acqua pura e due piccole gocce di acqua regia <\/i>(una miscela, instabile a temperatura ambiente, composta da acido nitrico e acido cloridrico in rapporto di 1:3)<i>, e poi messi in una bacinella di acqua calda per la soluzione. Vengono aggiunti otto granelli di bromuro di cadmio sciolti in mezza dracma<\/i> <i>di acqua pura, la soluzione viene agitata delicatamente. Quindici granelli di nitrato d&#8217;argento sono poi disciolti in una provetta con mezza dracma d&#8217;acqua, e il tutto portato nella stanza buia, dove quest\u2019ultimo viene aggiunto lentamente al primo, mescolando il composto per tutto il tempo. Si ottiene una bella emulsione lattea, che viene lasciata a riposo a stabilirsi. Alcune lastre di vetro ben pulite vengono sistemate su una lastra di metallo posta sopra una piccola lampada; vengono, quando completamente scaldati, ricoperti dall&#8217;emulsione spalmata ai bordi da una bacchetta di vetro, quindi riposti e lasciati asciugare. Una volta asciutte le lastre presentavano un aspetto sottile, opalescente, e il deposito di bromuro sembrava essere distribuito in modo molto uniforme nella sostanza del substrato\u201d<\/i> [\u2026].<br \/>\nAltri dettagli sono specificati nel lungo articolo che descrive la procedura. Molto interessante \u00e8 la frase finale di Maddox che in maniera quasi timida evidenzia l\u2019importanza della scoperta e la necessit\u00e0 di apportarvi perfezionamenti:<br \/>\n<i>\u201cPoich\u00e9 non ci sar\u00e0 alcuna possibilit\u00e0 che io possa continuare questi esperimenti, essi sono posti nel loro stato grezzo prima di tutto per i lettori del giornale, e potrebbero eventualmente ricevere correzioni e miglioramenti ad opera di mani pi\u00f9 abili. Per quanto si possa giudicare, il processo sembra meritevole di esperimenti da condurre pi\u00f9 attentamente e, se ritenuto vantaggioso, potrebbe aggiunge un altro aiuto al lavoro del fotografo\u201d.<\/i><br \/>\nIn merito a questa importante innovazione Richard Leach Maddox il 12 febbraio 1901 ricever\u00e0 la medaglia della Royal Photographic Society.<br \/>\nIniziano una serie di esperimenti e prove per migliorare questa tecnica, non ancora del tutto performante e perfetta. Nel 1873 l&#8217;inglese Richard Kennet mette a punto un primo avanzamento per aumentare la sensibilit\u00e0 alla luce. Sempre nello stesso anno il ricercatore tedesco H.W. Vogel migliora la sensibilit\u00e0 al colore. Nel 1878 Charles H. Bennet riesce ad ottenere un\u2019emulsione con una sensibilit\u00e0 mai raggiunta prima, con tempi vicini a 1\/25 di secondo in pieno sole. Si raggiunge in questo modo la possibilit\u00e0 di fotografare soggetti in movimento. Tale tematica sar\u00e0 molto cara ai fotografi del movimento degli inizi del \u2018900 definito \u201cFotodinamismo\u201d (collegato al Futurismo in pittura) con i Fratelli Bragaglia come maggiori esponenti (un post sar\u00e0 dedicato a questo movimento e alla fotografia ad esso collegata). Per la velocit\u00e0 di ripresa, la fotografia diventa \u201cistantanea\u201d. Molti ancora i difetti e le caratteristiche da affinare ma\u2026 che grande rivoluzione!<br \/>\nUno dei pionieri della fotografia del movimento \u00e8 Eadweard Muybridge (1830-1904) che, inglese di origine, emigra negli Stati Uniti dove conduce i suoi studi. Nel 1872 Leland Stanford (governatore della California) gli conferisce l\u2019incarico di studiare il movimento dell\u2019andatura del cavallo. Il risultato \u00e8 la famosa sequenza di fotogrammi dal titolo \u201cCavallo al galoppo\u201d (1878) ottenuta mediante l\u2019attivazione di una serie di fotocamere &#8211; poste a prestabilite distanze l\u2019una dall\u2019altra durante il percorso &#8211; utilizzando lastre alla gelatina ed un tempo di esposizione pari ad 1\/500 di secondo. Un metodo che possiamo definire essere l\u2019antenato del fotofinish. Attraverso quest\u2019analisi (scientifica) si riesce a capire la reale sequenza del movimento che, se confrontato con i dipinti ottenuti fino a questo, momento ci fa comprendere quanto la fotografia sia (anche) un valido strumento di documentazione.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18943\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/Eadweard-J.-Muybridge-Cavallo-in-movimento-19-June-1878-Palo-Alto-e1528664219930.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"357\" \/>Eadweard Muybridge: Cavallo in movimento (19 giugno 1878 a Palo Alto)<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18944\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/The-1821-Derby-a-Epsom-Corsa-di-cavalli-18-21-Th\u00e9odore-G\u00e9ricault-Louvre-Museum--e1528664352923.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"419\" \/>Th\u00e9odore G\u00e9ricault \u201cDerby a Epsom, oppure Corsa di cavalli\u201d 1821 (Louvre Museum \u2013 Parigi)<\/i><\/p>\n<p>Il lavoro di analisi del movimento catturato da Muybridge viene in seguito portato a termine da Edgar Degas (1834-1917) che studier\u00e0 a fondo tutte le posizioni assunte dal cavallo comprendendo che la fotografia poteva essere, pi\u00f9 che una rivale nella rappresentazione della realt\u00e0, uno strumento di supporto che permetteva di andare oltre la capacit\u00e0 visiva dell\u2019uomo. \u201c<i>Le fotografie di Muybridge rivelano chiaramente gli errori in cui sono incorsi tutti gli scultori e i pittori quando hanno voluto rappresentare le diverse andature del cavallo<\/i>\u201d (Paul Val\u00e9ry, 1938).<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18945\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/Eadweard-J.-Muybridge-Woman-Dancing-Fancy-Plate-187-from-Animal-Locomotion-1887-1884-86-e1528664455164.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"250\" \/>Eadweard Muybridge: Donna che balla (1887) Scheda 187 tratta da \u201cAnimal Locomotion\u201d (1893)<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cSolo la fotografia ha saputo dividere la vita umana in una serie di attimi, ognuno dei quali ha il valore di un\u2019intera esistenza\u201d<\/i> (E. Muybridge).<br \/>\nMuybridge progetta lo Zoopraxiscopio ed inizia a collaborare con l\u2019Universit\u00e0 della Pennsylvania ottenendo la conseguente pubblicazione del libro dal titolo: \u201cDescriptive Zoopraxography. Animal locomotion\u201d (1893). Possiamo considerare tale strumento il mezzo che ha preparato la strada verso l\u2019invenzione del cinema essendo questo un proiettore che permetteva di vedere rapidamente singole immagini in sequenza, ottenendo una sorta di animazione.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18947\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/Dal-libro-di-Edweard-Muybridge_dittico.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/Dal-libro-di-Edweard-Muybridge_dittico.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/Dal-libro-di-Edweard-Muybridge_dittico-300x209.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/>Dal libro di Edweard Muybridge &#8211; \u201cDescriptive Zoopraxography. Animal locomotion\u201d (1893)<\/i><\/p>\n<p>A proposito d\u2019invenzioni, interessante \u00e8 il fucile fotografico (o fotofucile datato 1882) ideato da<i> <\/i>\u00c9tienne Jules Marey (1830-1904) un fisiologo, cardiologo ed inventore francese studioso dei movimenti ed un vero pioniere della cinematografia. Diventa famoso per la progettazione e costruzione di un sistema adatto alla registrazione fotografica del moto rapido di uomini e animali. Il fucile fotografico &#8211; dotato di 12 lastre separate poste in una piccola camera oscura con la canna che funziona da mirino e all&#8217;interno della quale \u00e8 collocato l&#8217;obiettivo &#8211; funzionava come un \u201cnormale\u201d fucile da caccia ma capace d\u2019impressionare dodici fotogrammi in un secondo\u2026 forse deriva da qui il modo di dire inglese \u201cshoot (sparare) a photo\u201d?<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18948\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/una-fotografia-di-\u00c9tienne-Jules-Marey_dittico.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/una-fotografia-di-\u00c9tienne-Jules-Marey_dittico.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/una-fotografia-di-\u00c9tienne-Jules-Marey_dittico-300x217.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/>A sinistra: una fotografia di \u00c9tienne Jules Marey (Napoli, marzo 1882) usata come modello per l\u2019incisione pubblicata sulla rivista \u201cLa nature\u201d. A destra: incisione che illustra il fucile fotografico pubblicato nel numero 464 della rivista \u201cLa nature\u201d il 22 aprile 1882 pagina 326.<\/i><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18949\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/Etienne-Jules-Marey-Schema-del-meccanis-mo-che-compone-il-fucile-fotografico-e1528664804563.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"442\" \/>Schema del meccanismo che compone il fucile fotografico: 1- visione d\u2019insieme dell\u2019apparecchio. 2- otturatore e il disco a finestra. 3- contenitore con lastre sensibili.<\/i><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18950\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/Etienne-Jules-Marey-Flight-of-the-pelican-1883-e1528664855970.jpg\" alt=\"\" width=\"579\" height=\"325\" \/>Etienne-Jules Marey &#8211; Volo del pellicano (1883)<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18951\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/Etienne-Jules-Marey-Palla-che-rimba-lza-studio-di-traiettoria-1886.jpg\" alt=\"\" width=\"354\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/Etienne-Jules-Marey-Palla-che-rimba-lza-studio-di-traiettoria-1886.jpg 354w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/Etienne-Jules-Marey-Palla-che-rimba-lza-studio-di-traiettoria-1886-300x215.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/>Etienne-Jules Marey &#8211; Palla che rimbalza, studio di traiettoria (1886)<\/i><\/p>\n<p>A Marey si deve uno dei pi\u00f9 antichi \u201cfilmati\u201d della storia: \u201cLa Vague\u201d (1891) della durata di 16 secondi, realizzato con questa sua invenzione. Guardandolo notiamo che la sequenza delle immagini si muove a scatti non restituendo pienamente l\u2019illusione di un movimento continuo.<br \/>\n<div style=\"width: 480px;\" class=\"wp-video\"><video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-18941-1\" width=\"480\" height=\"360\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/VIDEO-1_La-Vague-1891-.mp4?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/VIDEO-1_La-Vague-1891-.mp4\">https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/VIDEO-1_La-Vague-1891-.mp4<\/a><\/video><\/div>\nAltri studiosi si adoperarono per inventare e mettere a punto strumenti per la riproduzione di immagini in movimento. Nel Regno Unito il 14 ottobre 1888 Louis Le Prince riesce ad ottenere immagini di persone in un giardino \u201cRoundhay garden Scene\u201d (il filmato \u00e8 brevissimo pochi secondi ed \u00e8 qui mostrato in loop). Poi arriveranno i fratelli Auguste e Louis Lumi\u00e8re. Il primo film con il cinematografo (della durata di 1 minuto e mezzo circa) viene girato il 19 marzo 1895 al numero 21-23 di rue Saint-Victor a Lione mostrando operai ed operaie che escono dalla carpenteria della loro fabbrica dopo il lavoro.<br \/>\n<div style=\"width: 480px;\" class=\"wp-video\"><video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-18941-2\" width=\"480\" height=\"360\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/VIDEO-2_Roundhay-garden-Scene-1888.mp4?_=2\" \/><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/VIDEO-2_Roundhay-garden-Scene-1888.mp4\">https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/VIDEO-2_Roundhay-garden-Scene-1888.mp4<\/a><\/video><\/div>\n&nbsp;<br \/>\n<div style=\"width: 480px;\" class=\"wp-video\"><video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-18941-3\" width=\"480\" height=\"360\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/VIDEO-3_rue-Saint-Victor-a-Lione-1895.mp4?_=3\" \/><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/VIDEO-3_rue-Saint-Victor-a-Lione-1895.mp4\">https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/VIDEO-3_rue-Saint-Victor-a-Lione-1895.mp4<\/a><\/video><\/div>\nAltri sono i nomi di coloro che hanno studiato il movimento. Tra questi da ricordare Albert Londe (1858-1917) ricercatore medico parigino addetto a fotografare le pazienti durante le crisi isteriche e durante i trattamenti.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18955\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/albert-londe-photograph-entitled-hysterical-yawning-e1528665348796.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"378\" \/>Albert Londe &#8211; Donna isterica (1890)<\/i><\/p>\n<p>Inoltre &#8211; tornando indietro di un decennio dall\u2019utilizzo della gelatina &#8211; da ricordare un altro nome molto famoso: Nadar. In particolare F\u00e9lix Nadar (1820-1910) con il suo \u201cautoritratto rotante\u201d che risale al 1865 ma anche il figlio Paul che ritrae il padre che dialoga con Michel Eugene Chevreul (1886).<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18956\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/Autoportrait-22tournant22-de-Nadar-e1528665434217.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"662\" \/>F\u00e9lix Nadar &#8211; Autoritratto rotante (1865 pertanto antecedente all\u2019utilizzo della gelatina) <\/i><i>realizzato da pi\u00f9 angolazioni ottenendo una serie di 12 fotogrammi che poi mostra creando un semplice sistema per vedere le immagini in sequenza con un movimento di rotazione.<\/i><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18957\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/06\/08-e1528665505623.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"405\" \/>Paul Nadar (1856-1939) &#8211; Ritratto di F\u00e9lix Nadar e Michel Eugene Chevreul (1886). La sequenza delle fotografie viene pubblicata la domenica 5 settembre 1886 sulla rivista \u201cLe Journal illustr\u00e9\u201d numero 36. Il titolo dell\u2019intervista \u00e8: \u201cL&#8217;art de vivre cent ans\u201d (L\u2019arte di vivere cento anni) e le fotografie sono state fatte in occasione del compimento dei 100 anni di Chevreul.<\/i><br \/>\nTraduzioni a cura di Monica Mazzolini<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Laboratorio di Storia della fotografia LAB Di Cult 025 FIAF, coordinato da Monica &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":18950,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4,7,19],"tags":[],"class_list":["post-18941","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storico-della-fotografia","category-archivio","category-eventi-di-studio-della-fotografia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18941","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18941"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18941\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18950"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}