{"id":19587,"date":"2018-09-23T21:00:10","date_gmt":"2018-09-23T19:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=19587"},"modified":"2018-09-23T21:00:10","modified_gmt":"2018-09-23T19:00:10","slug":"manifesti-virtuali_07-1-di-monica-mazzolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2018\/09\/23\/manifesti-virtuali_07-1-di-monica-mazzolini\/","title":{"rendered":"MANIFESTI VIRTUALI_07.1 \u2013 di Monica Mazzolini"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\">Laboratorio di Storia della fotografia<br \/>\nLAB Di Cult 025 FIAF, coordinato da Monica Mazzolini<\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center\">La Photo-Secession e Camera Work: il manifesto<br \/>\n(prima parte)<\/h3>\n<p>Mezzo di documentazione o forma d\u2019Arte? Mimesi o interpretazione? Una dicotomia mai risolta fino in fondo. Lo scopo di Alfred Stieglitz consiste proprio nel dimostrare che la fotografia \u00e8 una vera e propria arte, con un suo percorso da seguire ed una sua specificit\u00e0. Influenzato dal Pittorialismo Inglese, ben conosciuto durante il suo soggiorno Europeo, e da quello Americano, di cui lui stesso faceva parte, Stieglitz sostiene che l\u2019aspirazione del movimento fotografico da lui fondato &#8211; e che prende il nome di Photo-Secession &#8211; \u00e8:<br \/>\n<i>\u201celevare la fotografia al ruolo dell\u2019espressione pittorica, riunire quegli americani che s\u2019impegnano o sono in altro modo interessati all\u2019arte e organizzare, di tanto in tanto, in luoghi diversi, mostre [\u2026].<\/i> <i>Vidi che quello che gli altri fotografi facevano era eseguire dure e fredde copie di duri e freddi soggetti in una luce dura e fredda. Non vedevo perch\u00e9 la fotografia non potesse essere un\u2019opera d\u2019arte e mi applicai per imparare come riuscirci\u201d<\/i>.<br \/>\nPertanto un allontanamento dalla fotografia tecnicamente perfetta ma non emozionale. Un distacco dalla fotografia mancante della soggettivit\u00e0 dell\u2019artista e la ricerca di un effetto maggiormente rivolto all\u2019impressione ed all\u2019espressione personale.<br \/>\nNon a caso viene utilizzato il termine secessione che &#8211; derivato dal latino <i>secessio-secessionis<\/i> e <i>seced\u0115re &#8211;<\/i> significa allontanarsi, separarsi. In generale le secessioni rappresentavano il distacco di un gruppo di artisti, letterati e critici dalla corrente cui appartenevano. L\u2019esempio pi\u00f9 noto \u00e8 la Secessione Viennese, il cui capostipite \u00e8 stato Gustav Klimt (1862-1918), ossia il movimento artistico sviluppatosi all&#8217;inizio del Novecento in Europa, con epicentro a Vienna, a cui aderirono gli artisti che non si riconoscevano nei canoni di pittura seguiti nelle accademie, e promuovevano nuove forme di sperimentazione.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19588\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/09\/Eugene-Stieglitz-Kuhn-e-Steich-en-che-analizzano-il-lavoro-di-Eugene\u201d.-La-fotografia-\u00e8-stata-scattata-da-Frank-Eugene-nel-1907-e1537728092430.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"419\" \/><br \/>\n<i>\u201cStieglitz, K\u00fchn e Steichen che analizzano il lavoro di Eugene\u201d (1907). Da sinistra a destra: Frank Eugene (1865-1936), Alfred Stieglitz (1864-1946), Heinrich K\u00fchn (1866-1944) e Edward Steichen (1879-1973).<\/i><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19589\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/09\/Ritratto-di-Gertrude-Kasebier-fotogra-fia-di-Adolf-de-Meyer-1900-circa-e1537728203352.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"743\" \/>Ritratto di Gertrude K\u00e4sebier (1852-1934), fotografia di Adolf de Meyer (1900 circa)<\/i><br \/>\nNon troppo distante dalla nascita della Photo-Secession (la data ufficiale \u00e8 17 febbraio 1902)<b> <\/b>viene pubblicato anche il primo numero della rivista \u201cCamera Work\u201d (gennaio 1903), organo ufficiale, che ha nell\u2019editoriale, firmato Alfred Stieglitz, quello che possiamo considerare il manifesto programmatico. Una presentazione e presa di posizione da parte della rivista che si rende sostenitrice e promotrice della politica culturale del movimento indicando la necessit\u00e0 di modifiche al fine di ottenere espressioni d\u2019arte utilizzando la fotografia. Da ricordare, per somiglianza, la rivista \u201cFerrania\u201d e la pubblicazione del Manifesto de \u201cLa Bussola\u201d (gi\u00e0 analizzato in dettaglio) datato 1947.<br \/>\nDi seguito i punti importanti:<br \/>\n<b>1-<\/b> Analizzando la copertina &#8211; che contiene una caricatura dello stesso Stieglitz ad opera di Marius De Zayas &#8211; leggiamo una frase contenente tre aggettivi che ben delineano il carattere della rivista stessa: <i>\u201cThe magazine without and If &#8211; fearless &#8211; independent &#8211; without favor\u201d<\/i> (Rivista senza Se &#8211; coraggiosa &#8211; indipendente &#8211; imparziale). Coraggio. Indipendenza. Imparzialit\u00e0. Parole categoriche, che suonano come un motto inneggiante alla libert\u00e0 di espressione artistica, d\u2019immagine, di parola e di pensiero.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19590\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/09\/Diapositiva1.jpg\" alt=\"\" width=\"402\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/09\/Diapositiva1.jpg 402w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/09\/Diapositiva1-223x300.jpg 223w\" sizes=\"auto, (max-width: 402px) 100vw, 402px\" \/>Camera Work I, gennaio 1903 &#8211; Caricatura di Alfred Stieglitz e definizione della rivista.<\/i><br \/>\n<b>2-<\/b> In un trafiletto &#8211; sempre considerando la descrizione della rivista &#8211; viene presentato il giornale definendo il numero di uscite, il costo ed alcuni importanti dettagli: \u201c<i>Una rivista quadrimestrale illustrata dedicata alla fotografia. Pubblicata e curata da Alfred Stieglitz. Editori associati: Joseph T. Keiley, Dallett Fuguet, John Francis Strauss. Prezzo di abbonamento per un anno, quattro dollari. Allo stato attuale, prezzo per la singola copia di questo numero, due dollari. Il diritto di aumentare il prezzo dell&#8217;abbonamento senza preavviso \u00e8 riservato. Tutte le copie sono spedite a rischio dell&#8217;abbonato [\u2026] contributi su qualsiasi argomento relativo alla Fotografia, manoscritti o fotografie [\u2026]. Indirizzare tutte le comunicazioni o le rimesse ad Alfred Stieglitz, 162 Leonard Street, New York, U.S.A. La copertina e il marchio sono progettati da Eduard J. Steichen. [\u2026]. Questo numero, numero 1, \u00e8 datato gennaio 1903\u201d.\u00a0<\/i><br \/>\nEcco che da subito compare un altro nome importante e da non dimenticare, si tratta di: Eduard Steichen.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19591\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/09\/Diapositiva2-e1537728286342.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"435\" \/>Camera Work I, gennaio 1903: descrizione della rivista.<\/i><br \/>\n<b>3-<\/b> Il vero e proprio manifesto programmatico lo troviamo nelle parole dell\u2019Apologia (<i>\u201cAn apology\u201d <\/i>pag.15-16 della rivista). Per apologia &#8211; che deriva dal latino <i>apolog\u012da e dal greco <\/i>\u1f00\u03c0\u03bf\u03bb\u03bf\u03b3\u03af\u03b1 -s\u2019intende un discorso di autodifesa ed elogio di una dottrina. Nelle parole di questo testo si evince la poetica e le ragioni che hanno spinto i fotografi aderenti a dare vita a questo Movimento ed alla sua rivista.<br \/>\n<i>\u201cSembrano maturi i tempi per la pubblicazione di una rivista americana indipendente dedicata alla fotografia e, in senso ampio, interessata alla fotografia pittorica. \u00abCamera Work\u00bb fa la propria apparizione come logica conseguenza dell\u2019evoluzione dell\u2019arte fotografica. Si propone di offrire un quadrimestrale illustrato rivolto soprattutto alla sempre crescente schiera di quanti nutrono fede nella fotografia come mezzo di espressione individuale e, inoltre, a quanti, al presente, non sono al corrente di tali possibilit\u00e0.\u201d<\/i><br \/>\n<i>\u201cNel complesso, essendo la fotografia un processo in monocromia, la sua bellezza artistica spesso dipende da sottili gradazioni di tono e livelli. Pertanto, \u00e8 altamente necessario che le riproduzioni del lavoro fotografico debbano essere eseguite con eccezionale cura e discrezione se lo spirito degli originali deve essere conservato, sebbene nessuna riproduzione possa rendere pienamente giustizia alle sottigliezze di alcune fotografie. Tale supervisione sar\u00e0 fornita a tutte le illustrazioni che appariranno in ciascun numero di \u00abCamera Work\u00bb. Solo esempi di tale lavoro come prova d\u2019individualit\u00e0 e valore artistico, indipendentemente dalla scuola, o contengono qualche caratteristica eccezionale di merito tecnico, o come esempi di qualche trattamento meritevole di considerazione, troveranno riconoscimento in queste pagine. Tuttavia, il pittorico sar\u00e0 la caratteristica dominante della rivista\u201d.<\/i><br \/>\n<i>\u201c\u00abCamera Work\u00bb \u00e8 gi\u00e0 certa del supporto di fotografi, scrittori e critici d&#8217;arte, [\u2026] Sebbene i contributi letterari siano i migliori del loro genere, non \u00e8 destinato a costituire un testo fotografico basilare, bens\u00ec la rivista per il fotografo dalle idee pi\u00f9 avanzate\u201d.<\/i><br \/>\n<i>\u201c\u00abCamera Work\u00bb non \u00e8 fedele a nessuna organizzazione o fazione, e anche se \u00e8 il capolavoro della Foto-Secession, a questo fatto non sar\u00e0 permesso di ostacolare la sua indipendenza in minima misura. Un\u2019impresa di questo tipo, iniziata con l\u2019unico scopo di promuovere la \u00abCausa\u00bb e con l\u2019intenzione di destinare tutti i profitti all\u2019ampliamento della bellezza e dello scopo della rivista, deve il suo successo sulla base della simpatia e della cooperazione, morale e finanziaria, dei suoi amici. Ed \u00e8 soprattutto su di te che dipende la vita di questa rivista. I molti abbonati che hanno risposto al nostro preavviso ci hanno incoraggiato a credere che il futuro della pubblicazione sia garantito oltre ogni limite; ma non possiamo esprimere troppo fortemente la speranza [\u2026]. Senza fare altre promesse vi presentiamo il primo numero di \u00abCamera Work\u00bb, permettendogli di parlare da solo\u201d.<\/i><br \/>\nLa rivista \u201cCamera Work\u201d sar\u00e0 pubblicata fino al 1917 e nel corso di questi 15 anni seguir\u00e0 un importante percorso. Non a caso uso il termine \u201cpercorso\u201d e non \u201ctrasformazione\u201d. Dall\u2019etimo della parola infatti, trasformazione (da <i>trans<\/i> ossia al di l\u00e0 e <i>formatio<\/i> da forma) significa cambiamento della forma, dell\u2019aspetto esteriore della fotografia in questo caso, ma sarebbe solo una definizione parziale considerando che verr\u00e0 a modificarsi anche il contenuto ovvero il significato, la sostanza, della stessa. Si passer\u00e0 ad una poetica del linguaggio fotografico che tende nuovamente al realismo per approdare non solo alla \u201cstraight photography\u201d (la fotografia diretta) con Paul Strand, tagliando ogni legame con la pittura per giungere alla scoperta dello specifico fotografico che trover\u00e0 importanti autori del gruppo f\/64 ma addirittura gettando le basi per la fotografia concettuale.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19592\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/09\/Diapositiva3-e1537728330872.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"435\" \/>Camera Work I, gennaio 1903<\/i><br \/>\nTra il 1903 ed il 1917 vengono pubblicati e stampati cinquanta numeri della rivista che viene considerata \u201cla poesia d\u2019amore, visiva e scritta\u201d, dedicata da Stieglitz alla fotografia ed \u00e8 descritta come una delle pi\u00f9 belle e autorevoli pubblicazioni nell\u2019arte americana. La serie completa comprende 53 numeri, inclusi tre fascicoli speciali fuori numerazione. Tre dei numeri regolari erano doppi (numeri 34\/35, 42\/43 e 49\/50) pertanto 50 fascicoli in totale. Il maggior pregio \u00e8 riconoscibile nella superba qualit\u00e0 delle riproduzioni di fotografie e opere d\u2019arte. I costi erano elevati e la tiratura, inizialmente di 1000 copie, mano a mano si riduce come anche il numero degli abbonati. Le uscite inizialmente si incentrarono su vari fotografi ma in seguito si occuparono anche di altri ambiti della produzione artistica grazie soprattutto all\u2019apertura nel novembre del 1905 di una galleria: \u201cThe little galleries of the Photo-Secession at 291\u201d &#8211; in un piccolo palazzo della quinta strada a New York &#8211; che diventa famosa con il nome \u201cGallery 291\u201d.<b><i>\u00a0<\/i><\/b><br \/>\n<b><i>\u00a0<\/i><\/b><br \/>\n<i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19593\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/09\/Alfred-Stieglitz-Galleria-291-e1537728377158.jpg\" alt=\"\" width=\"581\" height=\"299\" \/>A sinistra: Alfred Stieglitz posa in una sala della Gallery 291.<\/i><br \/>\n<i>A destra: Dettaglio dell\u2019interno della Galleria durante l\u2019esposizione di Gertrude K\u00e4sebier e Clarence H. White. La fotografia \u00e8 stata pubblicata su Camera Work N\u00b014 nel 1906. La Gallery 291 si trovava a Manhattan al numero 291 della Fifth Avenue tra la 30th e 31st Strada, NYC.<\/i><br \/>\nLa prima galleria ad esporre negli USA dipinti, disegni e sculture, tra gli latri, di Rodin, Matisse, Picasso, Braque, Brancusi, Toulouse-Lautrec, C\u00e9zanne, Picabia, Kandinsky e ad esplorare il Modernismo, il Futurismo e l\u2019Espressionismo. Inoltre espone anche fotografi inglesi del XIX secolo quali, per fare qualche esempio, Julia Margaret Cameron, David Octavius Hill &amp; Robert Adamson e Robert Demachy con lo scopo di definire il Pittorialismo Inglese come base della sua poetica. A tal proposito interessante la definizione: \u201cun lodevole passato per un glorioso futuro\u201d. Tutti questi autori oltre ad essere esposti in galleria vengono anche pubblicati su Camera Work. Come gi\u00e0 affermato molti articoli erano delle monografie e le fotografie erano corredate da un testo critico. Inoltre venivano proposti saggi, recensioni e novit\u00e0 tecniche. I lavori di Edward Steichen furono quelli pi\u00f9 utilizzati (68 immagini e 5 numeri a lui dedicati). Nelle ultime pubblicazioni i temi fondamentali riguardavano opere legate all\u2019astrattismo ed al modernismo; il tipo di fotografia ed di stampa si stava di molto allontanando dallo stile e dalla poetica iniziale. La prima guerra mondiale e questo cambio di direzione portarono alla chiusura della rivista.<br \/>\nNel prossimo post saranno presentati alcuni tra gli importanti e tanti nomi:<b> <\/b>Alfred Stieglitz, Edward Steichen, Frank Eugene, Gertrude K\u00e4sebier, Adolf Gayne De Meyer, Alvin Langdon Coburn, Paul Strand, Clarence H. White.<br \/>\n(Traduzione testi dall\u2019inglese a cura di Monica Mazzolini)<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Laboratorio di Storia della fotografia LAB Di Cult 025 FIAF, coordinato da Monica Mazzolini &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":19589,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4,7],"tags":[],"class_list":["post-19587","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storico-della-fotografia","category-archivio"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19587","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19587"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19587\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19589"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19587"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19587"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19587"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}