{"id":1997,"date":"2012-06-05T21:45:52","date_gmt":"2012-06-05T19:45:52","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=1997"},"modified":"2012-06-05T21:45:52","modified_gmt":"2012-06-05T19:45:52","slug":"la-camera-obscura-di-teofilo-celani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2012\/06\/05\/la-camera-obscura-di-teofilo-celani\/","title":{"rendered":"La camera obscura di Teofilo Celani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>LA CAMERA OBSCURA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La camera obscura \u00e8 un ambiente impermeabile alla luce (una stanza senza finestre o una scatola); su uno dei lati di questo ambiente viene praticato un foro dal quale la luce proietta, sulla parete opposta a quella del foro, l\u2019immagine capovolta di ci\u00f2 che si trova all\u2019esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 lo strumento ottico pi\u00f9 semplice tra quelli esistenti ed \u00e8 alla base di tutti gli apparecchi fotografici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il filosofo campano <em>Giovan Battista Della Porta<\/em> (1535-1615) ha, per primo, riferito in modo sistematico, sulla camera oscura come strumento di ausilio ai pittori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019aggiuntivo in questione consentiva di proiettare all\u2019interno di una stanza opportunamente oscurata, l\u2019immagine di ci\u00f2 che si trovava all\u2019esterno. Una lente collocata nel foro ne aumentava la nitidezza (camera ottica). Uno specchio concavo, posto nel mezzo del locale, consentiva di raddrizzare l\u2019immagine e rifletterla su di una tela posta di fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il sistema di base per il funzionamento della camera obscura era noto fin dai tempi antichi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa magia naturale aveva gi\u00e0 interessato <em>Aristotele<\/em> e, dopo di lui, il matematico arabo <em>Alhazan Ibn<\/em> <em>Al-Haitham<\/em>, lo scenziato olandese <em>Reinerus Gemma Frisius<\/em>, lo stesso <em>Leonardo<\/em>. Ma fu <em>Della Porta<\/em> che ne sugger\u00ec l\u2019uso ai pittori (in particolare a quelli che non possedevano le capacit\u00e0 riproduttive), nella sua opera <em>\u2018Magiae naturalis sive de miracoli rerum naturalium\u2019<\/em> (1558). L\u2019Autore si occup\u00f2 anche di chiarire come fare, attraverso l\u2019uso di una lente e di uno specchio concavo, a raddrizzare l\u2019immagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno scudo a specchio compare nel dipinto di Caravaggio <em>Conversione della Maddalena<\/em> ed \u00e8 altres\u00ec presente, unitamente ad un altro specchio grande rettangolare, nel verbale di pignoramento mobiliare subito dal Merisi il 26 agosto 1605. Con queste superfici riflettenti l\u2019Artista lombardo deviava sul soggetto\/modello da ritrarre la luce proveniente dalla finestra (o, secondo altra tesi, da un buco praticato sul soffitto). Talune fonti seicentesche ipotizzano, addirittura, che le pareti della stanza fossero intonacate di nero. Dalla fine del \u2018900 diversi storici dell\u2019arte hanno avanzato l\u2019ipotesi che Caravaggio utilizzasse particolari strumenti ottici in grado di proiettare sulla tela l\u2019immagine dei modelli in posa. Cos\u00ec come un recente campo di indagine tratta dell\u2019uso, da parte del pittore lombardo, di materiali fotosensibili e fluorescenti quali arsenico, magnesio, iodio e sali di mercurio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Monsignor <em>Daniele Barbaro<\/em>, nel 1568, descrisse la possibilit\u00e0 di riprodurre la prospettiva in scala, proiettando, in una stanza scura, le immagini esterne illuminate dalla luce del sole, praticando un foro in un infisso e ponendo su di esso una lente. Monsignor <em>Barbaro<\/em>, inoltre, anticipava il concetto della messa a fuoco, consigliando di porre lo schermo alla giusta distanza per ottenere la maggiore nitidezza. Scriveva l\u2019alto prelato nel saggio <em>La Pratica della perspettiva opera molto utile a pittori, a scultori et a architetti: \u201cSe vuoi\u00a0\u00a0 vedere come la natura pone le cose digradate\u2026..farai un buco nello scuro d\u2019una finestra della stanza di dove vuoi vedere, tanto grande quanto \u00e8 il vetro d\u2019un occhiale. Et piglia un occhiale da vecchio\u2026..et incassa questo vetro nel bucco assaggiato. Serra poi tutte le finestre, et le porte della stanza, si che non vi sia luce alcuna, se non quella, che viene dal vetro, piglia poi un foglio di carta, et ponlo incontra il vetro tanto discosto, che tu veda minutamente sopra \u2018l foglio tutto quello che \u00e8 fuori di casa, il che si fa in una determinata distanza pi\u00f9 distintamente, il che troverai accostando, overo discostando il foglio al vetro, finch\u00e9 ritrovi il sito conveniente\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dalla camera oscura stabile, descritta da <em>Della Porta<\/em> si pass\u00f2 a dispositivi mobili, meglio adatti alla ripresa di paesaggi. Il pittore <em>Hans Hauer<\/em> ne fece utilizzare, a Norimberga, una portatile ai suoi allievi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A fine seicento si diffusero dei modelli dotati di visore esterno, come documentato da <em>Johannes Zahn<\/em> nel saggio <em>Oculus Artificialis teledioptricus <\/em>(figura n. 1 e n. 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1999\" title=\"01\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/01.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/01.jpg 600w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/01-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli storici dell\u2019arte hanno cercato nella camera oscura indizi interpretativi sul realismo pittorico di <em>Caravaggio<\/em>, di <em>Johannes Vermeer<\/em>, sulla visione prospettica del pittore olandese <em>Gaspar van Wittel (Gaspare Vanvitelli),<\/em> sul vedutismo di <em>Antonio Canal<\/em> detto <em>Il Canaletto<\/em> e di suo nipote <em>Bernardo Bellotto<\/em>. Uno dei maggiori biografi di <em>Canaletto<\/em>, <em>Anton Maria Zanetti<\/em> riferisce nel 1771 \u201cdell\u2019uso giudizioso della camera ottica\u201d da parte del pittore vedutista. Secondo gli storici dell\u2019arte <em>Bernardo Bellotto<\/em> aveva raggiunto una tale abilit\u00e0, nell\u2019imitare le vedute dello zio, da confondere anche gli intenditori. La cosa non fu gradita dal Canaletto che interruppe bruscamente la collaborazione artistica con il nipote. Anche Bernardo Bellotto (che taluni chiamavano \u2018il giovane Canaletto\u2019) faceva uso della camera ottica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Terisio Pignatti, storico contemporaneo, riferisce di come il Canaletto, come tecnica grafica, si servisse, probabilmente, di uno schizzo di massima che l\u2019artista definiva \u2018scaraboto\u2019. Successivamente questa traccia veniva ridisegnata in sezioni (bande o parti, come le definiva l\u2019autore). Da queste sezioni ricostruiva, in studio, il disegno generale ed il successivo dipinto. Pignatti suppone che lo \u2018scaraboto\u2019 fosse eseguito con l\u2019ausilio della camera ottica, cio\u00e8 una camera oscura munita di lente. Si ritiene che talune deformazioni prospettiche siano da attribuire all\u2019uso di lenti grandangolari o teleobbiettivi corti. Nel dipinto \u2018Piazza San Marco verso la Torre dell\u2019Orologio\u2019, la Torre \u00e8 rappresentata molto pi\u00f9 vicina al primo piano di quanto sia in realt\u00e0. Uno schiacciamento tale di prospettiva si ottiene solo attraverso la visione con teleobbiettivo. (figura n. 3 ). Come il dipinto \u2018La Piazzetta verso sud\u2019 ha i piani prospettici allungati tipici della visione grandangolare (figura n. 4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2001\" title=\"02\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/02.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/02.jpg 600w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/02-300x128.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La camera oscura probabilmente appartenuta a <em>Canaletto<\/em> \u00e8 attualmente esposta al museo <em>Correr<\/em> di Venezia (figura n. 5); cos\u00ec come quella appartenuta al pittore <em>Joshua\u00a0 Reynolds<\/em> \u00e8 esposta a Londra presso la <em>Science and Society Picture Library<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019interesse per l\u2019uso della camera oscura in pittura ne ha, tra l\u2019altro, determinato l\u2019inserimento nella <em>Encyclop\u00e9die<\/em> di <em>Diderot<\/em> e <em>d\u2019Alembert (figura n. 6).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2002\" title=\"03\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/03.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/03.jpg 600w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/03-300x127.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec come nel ritratto allegorico dell\u2019artista tedesco <em>Joachimus Franciscus Beich<\/em> (1744) compare in primo piano una camera ottica, divenuta, nel frattempo, uno degli strumenti pi\u00f9 utilizzati in pittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dalla pittura l\u2019uso della \u2018scatola magica\u2019 si diffuse nell\u2019ambito dell\u2019architettura e poi in quello della fotografia; ma questa \u00e8 gi\u00e0 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p><strong><em>Teofilo Celani<\/em><\/strong><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA CAMERA OBSCURA La camera obscura \u00e8 un ambiente impermeabile alla luce (una stanza senza finestre o una scatola); su &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":2005,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7,19],"tags":[],"class_list":["post-1997","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio","category-eventi-di-studio-della-fotografia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1997"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1997\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2005"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}