{"id":20445,"date":"2019-01-20T22:00:42","date_gmt":"2019-01-20T20:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=20445"},"modified":"2019-01-20T22:00:42","modified_gmt":"2019-01-20T20:00:42","slug":"manifesti-virtuali_08-1-di-monica-mazzolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2019\/01\/20\/manifesti-virtuali_08-1-di-monica-mazzolini\/","title":{"rendered":"MANIFESTI VIRTUALI_08.1 \u2013 di Monica Mazzolini"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\">Laboratorio di Storia della fotografia<br \/>\nLAB Di Cult 025 FIAF, coordinato da Monica Mazzolini<\/h2>\n<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center\">Il Fotodinamismo dei fratelli Bragaglia e il Futurismo<br \/>\n(parte unica)<\/h3>\n<p>La fotografia, rappresentazione della realt\u00e0, permette di catturare un istante, fermarlo, come ci ha insegnato H. Cartier-Bresson parlando del \u201cmomento decisivo\u201d. La fotografia \u00e8 un <em>memento mori<\/em> come spiegato da Susan Sontag e Roland Barthes. Un\u2019istantanea in cui il tempo viene bloccato. Il gesto diventa immobile. Ma nella vita reale siamo immersi nello spazio e nel tempo pertanto il movimento ne \u00e8 parte costituente imprescindibile. I primi esperimenti fotografici condotti, tra gli altri, da Muybridge (vedi Manifesti virtuali 6.1) hanno fissato istanti che attraverso una serie d\u2019immagini disposte in successione cronologica mostrano una sequenza di momenti statici che descrivono la dinamica ma non ne evidenziano la traiettoria.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20446\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Eadweard-Muybridge-Human-and-Animal-Locomotion-1887-Man-walking-and-taking-off-a-hat-Animal-Locomotion-1887-plate-44-e1547542143762.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"348\" \/>Eadweard Muybridge &#8211; Human and Animal Locomotion (1887) &#8211; Man walking and taking off a hat (Animal Locomotion, 1887, plate 44)<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nSono i fratelli Bragaglia che a partire dal 1911 sperimentando con la fotografia evidenziano la capacit\u00e0 di catturare nel singolo scatto la realt\u00e0 con il suo divenire &#8211; e la nostra percezione di essa &#8211; cercando di superare il limite della staticit\u00e0 delle arti visive.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nSe fino a questo momento il dinamismo era solo suggerito, evocato (un esempio tra i molti \u00e8 dato dal Discobolo cos\u00ec come il \u201cratto di Proserpina\u201d del Bernini), attraverso l\u2019analisi attuata dal Fotodinamismo \u00e8 stato possibile catturarlo e descriverlo mediante la scia tracciata dalla direzione del movimento. Non si deve dimenticare che in questo stesso periodo Cubismo e Futurismo hanno provato a descrivere la dinamica &#8211; la \u201cdimensione tempo\u201d &#8211; provando a superare i limiti bidimensionali del supporto.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20447\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Immagine1-e1547542194153.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"488\" \/>A sinistra: Discobolo (copia romana del perduto bronzo originale del 460 a.C. ca) Roma, Museo nazionale romano. A destra: Gian Lorenzo Bernini \u201cRatto di Proserpina\u201d (1621-1622) presso la Galleria Borghese a Roma.<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nIl manifesto del Futurismo firmato da Filippo Tommaso Marinetti \u00e8 stato pubblicato sulla rivista \u201cLe Figaro\u201d il 20 febbraio 1909 (preceduto da altre pubblicazioni su riviste italiane che per\u00f2 hanno dato meno notoriet\u00e0 al movimento). Uno degli undici punti affermava: <em>\u201c<\/em><em>Il gesto, per noi, non sar\u00e0 pi\u00f9 un <\/em><em>momento fermato<\/em><em> del dinamismo universale: sar\u00e0, decisamente, la <\/em><em>sensazione dinamica eternata come tale<\/em><em>. Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non \u00e8 mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente. Per la <\/em><em>persistenza delle immagini nella retina<\/em><em>, le cose in movimento si <\/em><em>moltiplicano<\/em><em>, si <\/em><em>deformano<\/em><em>, susseguendosi, come vibrazioni, nello spazio che percorrono. Cos\u00ec un cavallo da corsa non ha quattro gambe: ne ha venti, e i loro movimenti sono triangolari\u201d. Inoltre: <\/em><em>\u201cbellezza della velocit\u00e0. Un\u2019automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall\u2019alito esplosivo\u2026 un\u2019automobile ruggente\u2026<\/em> [\u2026] \u201c<em>lo spazio non esiste pi\u00f9\u2026 I nostri corpi entrano nei divani su cui sediamo, e i divani entrano in noi, cos\u00ec che il tram che passa entra nelle case, le quali alla loro volta si scaraventano sul tram e con esso si amalgamano<\/em>\u201d.<br \/>\n\u00c8 interessante sottolineare che la pittura futurista hai dei punti in comune con il cubismo ma anche delle diversit\u00e0 fondamentali: nella pittura cubista (in particolare nel cubismo analitico) il soggetto tridimensionale veniva osservato da pi\u00f9 angolazioni e in tempi diversi, scomposto in varie immagini e poi riassemblato in un piano unico creando una nuova rappresentazione della realt\u00e0 che vede il suo limite nella staticit\u00e0 del nuovo oggetto. Nella pittura futurista la questione \u00e8 pi\u00f9 complessa perch\u00e9 quello che l\u2019artista ricerca \u00e8 il superamento della stasi e l\u2019esaltazione del movimento, della dinamicit\u00e0 (per il futurista questo rappresenta la velocit\u00e0 e la modernit\u00e0) quindi si hanno immagini ripetute in sequenza dello stesso soggetto dipinto, usando la scomposizione del colore, oppure con linee di forze rette che danno l\u2019idea della scia e, cosa assai pi\u00f9 importante e innovativa, la compenetrazione del soggetto e dell\u2019ambiente fino a creare un nuovo linguaggio artistico, una svolta espressiva ed una realt\u00e0 in cui \u00e8 evidente la rappresentazione del movimento in atto.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20448\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Manifesto-del-Futurismo-firmato-da-Marinetti-sulla-rivista-\u201cLe-Figaro\u201d-20-febbraio-1909-e1547542250331.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"824\" \/>Manifesto del Futurismo firmato da Marinetti sulla rivista \u201cLe Figaro\u201d (20 febbraio 1909).<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20449\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Opere-di-Marcel-Duchamp-e1547542322901.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"432\" \/>Entrambe opere di Marcel Duchamp: a sinistra \u201cGiovane triste in treno\u201d (1911-1912, Peggy Guggenheim collection, Venezia); a destra \u201cNudo che scende le scale II\u201d (1912, <\/em><em>Philadelphia, Museum of Art<\/em><em>). Due opere che hanno caratteristiche pittoriche tra cubismo e futurismo.<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20450\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Eliot-Elisofon-e-Gjon-Mili-e1547542372717.jpg\" alt=\"\" width=\"581\" height=\"378\" \/>A sinistra: Eliot Elisofon &#8211; Marcel Duchamp che scende le scale (1952).<\/em><br \/>\n<em>A destra: Gjon Mili &#8211; Stroboscopic study of a nude descending staircase (1942)<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-20451 size-full\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Giacomo-Balla-Dinamismo-di-un-cane-al-guinzaglio-1912-e1547542429790.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"481\" \/><br \/>\n<em>Giacomo Balla &#8211; Dinamismo di un cane al guinzaglio (1912) The Museum of Modern Art &#8211; NY <\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20452\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Giacomo-Balla-Bambina-che-corre-sul-balcone-1912-e1547542495768.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"585\" \/>Giacomo Balla &#8211; Bambina che corre sul balcone (1912) &#8211; Galleria d\u2019arte moderna &#8211; Milano<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20453\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Anton-Giulio-Bragaglia-e-Arturo-Bragaglia-Macchina-da-scrivere-fotodinamica-1911-e1547542542266.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"413\" \/>Anton Giulio Bragaglia e Arturo Bragaglia &#8211; Macchina da scrivere fotodinamica (1911). <\/em><br \/>\n<em>Stampa all\u2019argento.<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20454\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Anton-Giulio-Bragaglia-e-Arturo-Bragaglia-Il-fumatore-1913.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"515\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Anton-Giulio-Bragaglia-e-Arturo-Bragaglia-Il-fumatore-1913.jpg 480w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Anton-Giulio-Bragaglia-e-Arturo-Bragaglia-Il-fumatore-1913-280x300.jpg 280w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/>Anton Giulio Bragaglia e Arturo Bragaglia &#8211; Il fumatore (1913). Stampa all\u2019argento.<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20455\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Anton-Giulio-Bragaglia-e-Arturo-Bragaglia-Il-violoncellista-1913.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"457\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Anton-Giulio-Bragaglia-e-Arturo-Bragaglia-Il-violoncellista-1913.jpg 512w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Anton-Giulio-Bragaglia-e-Arturo-Bragaglia-Il-violoncellista-1913-300x268.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/>Anton Giulio Bragaglia e Arturo Bragaglia &#8211; Il violoncellista (1913). Stampa all\u2019argento.<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nLo scopo del Fotodinamismo era quello di rappresentare il divenire di un\u2019azione nel tempo e nello spazio\u00a0 (due caratteristiche importanti per la fotografia) individuando la traiettoria del movimento. Una traccia grafica, una scia, che in una sola immagine doveva, attraverso lunghe esposizioni, avere lo scopo di esprimere una compresenza dei gesti con lo scopo di rendere concreto, tangibile, il tempo ed il suo fluire.<br \/>\nAnton Giulio Bragaglia (1890-1960) il teorico dei fratelli, tra il 1911 e il 1914 pubblica diverse versioni del \u201cFotodinamismo Futurista\u201d la cui uscita viene annunciata, in due date diverse, anche sulla rivista <em>Lacerba<\/em>. La datazione delle diverse edizioni non \u00e8 molto chiara e ci sono alcuni dati discordanti. Sulla rivista Fotologia (volume 20 del dicembre 1998 &#8211; gennaio 1999 \u201cLa verit\u00e0 sul Fotodinamismo\u201d a cura di Italo Zannier) si parla del trattato in questione pubblicato per la prima volta nel 1911. E\u2019 noto inoltre che in data 1 aprile 1913 sulla rivista \u201cNoi e il mondo\u201d viene pubblicato l&#8217;articolo \u201cFotografia del movimento. Fotodinamismo futurista\u201d.<br \/>\nLo scopo delle ricerche fotografiche \u00e8 ben descritto dalle parole dello stesso autore: <em>\u201cNoi vogliamo realizzare una rivoluzione, per un progresso nella fotografia: e questo per purificarla, nobilitarla ed elevarla veramente ad arte, poich\u00e9 io affermo che con i mezzi della meccanica fotografica si possa fare l\u2019arte solo se si supera la pedestre riproduzione fotografica del vero immobile e fermato in atteggiamento di istantanea, cos\u00ec che il risultato fotografico, riuscendo ad acquistare, per altri mezzi e ricerche, anche la espressione e la vibrazione della vita viva, e distogliendosi dalla propria oscena e brutale realisticit\u00e0 statica, venga ad essere non pi\u00f9 la solita fotografia, ma una cosa molto pi\u00f9 elevata che noi abbiamo detto Fotodinamica\u201d<\/em>.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20456\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Copertine-delle-diverse-versioni-del-trattato-\u201cFotodinamismo-Futurista\u201d-e1547542653123.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"248\" \/>Copertine delle diverse versioni del trattato \u201cFotodinamismo Futurista\u201d.<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20457\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Annuncio-in-data-1-luglio-e-15-luglio-1913-di-una-delle-pubblicazioni-del-\u201cFotodinamismo-Futurista\u201d-e1547542732887.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"288\" \/>Annuncio in data 1 luglio e 15 luglio 1913 di una delle pubblicazioni del \u201cFotodinamismo Futurista\u201d. Dato il prezzo indicato, comparato alle tre copertine rinvenute (vedi immagine precedente), non si tratta della prima edizione.<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nLa risposta da parte dei Futuristi inizialmente non fu positiva tanto il primo di ottobre del 1913 <em>Lacerba<\/em> pubblica un Avviso: <em>\u201cData l\u2019ignoranza generale in materia d\u2019arte, e per evitare equivoci, noi Pittori futuristi dichiariamo che tutto ci\u00f2 che si riferisce alla fotodinamica concerne esclusivamente delle innovazioni nel campo della fotografia\u201d<\/em> firmato il gruppo dei futuristi milanesi guidato da Boccioni, l\u2019acerrimo avversario della fotografia.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nNel 1930, l\u201911 aprile &#8211; con firma di Filippo Tommaso Marinetti e dell\u2019aeropittore Guglielmo Sansoni (detto Tato) viene pubblicato il Manifesto della fotografia futurista. Qui di seguito il testo.<br \/>\n<em>La fotografia di un paesaggio, quella di una persona o di un gruppo di persone, ottenute con un&#8217;armonia, una minuzia di particolari ed una tipicita\u0300 tali da far dire: \u201cSembra un quadro\u201d e\u0300 cosa per noi assolutamente superata. <\/em><em>\u00a0<\/em><em>Dopo il Fotodinamismo o fotografia del movimento creato da Anton Giulio Bragaglia in collaborazione con suo fratello Arturo, presentata da me nel 1912 alla Sala Pichetti di Roma e imitata poi da tutti i fotografi avanguardisti del mondo, occorre realizzare queste nuove possibilita\u0300 fotografiche: 1\u00b0 Il dramma di oggetti immobili e mobili; e la mescolanza drammatica di oggetti mobili e immobili; 2\u00b0 il dramma delle ombre degli oggetti contrastanti e isolate dagli oggetti stessi; 3\u00b0 il dramma di oggetti umanizzati, pietrificati, cristallizzati o vegetalizzati mediante camuffamenti e luci speciali; 4\u00b0 la spettralizzazione di alcune parti del corpo umano o animale isolate o ricongiunte alogicamente; 5\u00b0 la fusione di prospettive aeree, marine, terrestri; 6\u00b0 la fusione di visioni dal basso in alto con visioni dall&#8217;alto in basso; 7\u00b0 le inclinazioni immobili e mobili degli oggetti o dei corpi umani ed animali; 8\u00b0 la mobile o immobile sospensione degli oggetti ed il loro stare in equilibrio; 9\u00b0 le drammatiche sproporzioni degli oggetti mobili ed immobili; 10\u00b0 le amorose o violente compenetrazioni di oggetti mobili o immobili; 11\u00b0 la sovrapposizione trasparente o semitrasparente di persone e oggetti concreti e dei loro fantasmi semiastratti con simultaneita\u0300 di ricordo sogno; 12\u00b0 l&#8217;ingigantimento straripante di una cosa minuscola quasi invisibile in un paesaggio; 13\u00b0 l&#8217;interpretazione tragica o satirica dell&#8217;attivita\u0300 mediante un simbolismo di oggetti camuffati; 11\u00b0 la composizione di paesaggi assolutamente extraterrestri, astrali o medianici mediante spessori, elasticita\u0300, profondita\u0300 torbide, limpide trasparenze, valori algebrici o geometrici senza nulla di umano ne\u0300 di vegetale ne\u0300 di geologico; 15\u00b0 la composizione organica dei diversi stati d&#8217;animo di una persona mediante l&#8217;espressione intensificata delle piu\u0300 tipiche parti del suo corpo; 16\u00b0 l&#8217;arte fotografica degli oggetti camuffati, intesa a sviluppare l&#8217;arte dei camuffamenti di guerra che ha lo scopo di illudere gli osservatori aerei.\u00a0 Tutte queste ricerche hanno lo scopo di far sempre piu\u0300 sconfinare la scienza fotografica nell&#8217;arte pura e favorirne automaticamente lo sviluppo nel campo della fisica, della chimica e della guerra.<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20458\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Avviso-1913-e-Manifesto-della-Fotografia-Futurista-1930-e1547542780282.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"428\" \/>A sinistra: pubblicazione dell\u2019Avviso &#8211; in data 1 ottobre 1913 &#8211; come risposta da parte del gruppo dei pittori Futuristi in relazione al Fotodinamismo e la sua poetica.<\/em> <em>A destra: 11 aprile 1930 &#8211; con firma di Filippo Tommaso Marinetti e dell\u2019aeropittore Guglielmo Sansoni (detto Tato) &#8211; viene redatto il <\/em><em>Manifesto della fotografia futurista poi pubblicato nel 1931. Nell\u2019immagine \u201cPastore con l\u2019asinello\u201d fotografia di Guglielmo Sansoni (1930, gelatina d\u2019argento)<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\nAncora oggi, dal 1911, grandi fotografi ed amatori cercano il movimento attraverso la fotografia. Tra questi ricordo Harold Eugene \u201cDoc\u201d Edgerton (1903-1990), professore di ingegneria del Massachusetts Institute of Technology conosciuto per aver messo a punto &#8211; nel 1932 &#8211; la \u201cfotografia stroboscopica\u201d che consiste, secondo la definizione, nel registrare su pellicola una successione di movimenti ravvicinati, tradotti in immagini multiple con l\u2019ausilio di numerosi lampeggiatori elettronici sincronizzati che scattano varie volte al secondo in un ambiente buio.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-20459\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Eugene-Edgerton--e1547542832787.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"396\" \/><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Laboratorio di Storia della fotografia LAB Di Cult 025 FIAF, coordinato da Monica Mazzolini &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":20452,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4,7,18],"tags":[],"class_list":["post-20445","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storico-della-fotografia","category-archivio","category-documenti"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20445","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20445"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20445\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20452"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20445"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20445"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20445"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}