{"id":2171,"date":"2012-06-26T21:19:35","date_gmt":"2012-06-26T19:19:35","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=2171"},"modified":"2012-06-26T21:19:35","modified_gmt":"2012-06-26T19:19:35","slug":"il-fissaggio-di-enrico-maddalena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2012\/06\/26\/il-fissaggio-di-enrico-maddalena\/","title":{"rendered":"Il fissaggio  di Enrico Maddalena"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>L\u2019importanza del fissaggio nella nascita della fotografia<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che alcune sostanze scurissero sotto l\u2019azione della luce era noto da tempi remoti. George Fabricius aveva descritto nel 1565 le propriet\u00e0 fotosensibili del cloruro d\u2019argento e Johan Heinrich Schultze quelle del nitrato d\u2019argento nel 1727.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Porre oggetti\u00a0 su supporti sensibilizzati con tali sostanze ed esporre il tutto al sole \u00e8 un semplice metodo per produrre impronte di tali oggetti. Lo facevo da bambino quando mio padre mi regalava qualche cartoncino fotografico e non ho ancora dimenticato lo stupore di fronte ad un evento che mi appariva magico. Il problema \u00e8 nella instabilit\u00e0 di tali immagini: essendo necessaria la luce per osservarle \u00e8 la stessa luce che le ha prodotte a distruggerle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Thomas Wedgwood<strong> <\/strong>fu fra i primi a tentare di registrare delle immagini su carta e cuoio sensibilizzati con nitrato d\u2019argento. Le mostrava alla debole luce di una candela perch\u00e9 non svanissero in poco tempo. Erano immagini di oggetti che poneva sul supporto sensibile ed esponeva al sole. Tent\u00f2 con la camera obscura ma non vi riusc\u00ec a causa della bassa sensibilit\u00e0 alla luce del nitrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E non \u00e8 un caso che la famosa eliografia di Niepce, la veduta dalla finestra della sua casa di campagna a Le Gras, sia considerata la prima fotografia della storia (1827); \u00e8 infatti la prima immagine stabile. Joseph Nic\u00e9phore Niepce, prima di dedicarsi alle sue eliografie col bitume di Giudea, era riuscito a registrare le immagini di una camera obscura, avendo utilizzato cloruro d\u2019argento, pi\u00f9 sensibile del nitrato usato da Wedgwood. Ma lasci\u00f2 perdere perch\u00e9 deluso dall\u2019inversione dei toni. Qualche autore ha scritto che, al contrario di Talbot, Niepce non aveva intuito la possibilit\u00e0 di un processo negativo-positivo. A mio avviso, l\u2019abbandono del cloruro d\u2019argento da parte di Niepce fu dovuto all\u2019impossibilit\u00e0 di realizzare un controtipo positivo poich\u00e9 il negativo sarebbe stato distrutto dalla luce prima che il positivo avesse avuto il tempo di impressionarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Talbot ebbe il merito di scoprire l\u2019azione stabilizzante sull\u2019immagine di una soluzione concentrata di sale da cucina o di ioduro di potassio. Non si trattava ancora di fissaggio poich\u00e9 gli alogenuri d\u2019argento non esposti non venivano allontanati dalla carta, ma solo resi meno sensibili alla luce. Ma questo fu sufficiente all\u2019inizio, prima che Herschel\u00a0 rivelasse a Talbot l\u2019azione solubilizzante del tiosolfato di sodio (allora chiamato iposolfito di sodio, termine rimasto presso alcuni fotografi ancora oggi). Il tiosolfato solubilizza, permettendone l\u2019allontanamento dal supporto, gli alogenuri non ridotti rendendo permanente l\u2019immagine. Il metodo, lo sappiamo, \u00e8 in uso ancora oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E per il digitale, esiste il fissaggio? La domanda non \u00e8 peregrina. Le cariche elettriche prodotte dalla luce sui photosite del sensore, non durerebbero a lungo se non fossero convertite in numeri binari. Possiamo quindi definire il convertitore analogico\/digitale, come il \u201cfissaggio\u201d della moderna fotografia elettronica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Enrico Maddalena<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<div class=\"mceTemp mceIEcenter\" style=\"text-align: justify\">\n<dl id=\"attachment_2173\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 610px\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/impronte.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2173\" title=\"impronte\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/impronte.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"459\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/impronte.jpg 600w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/06\/impronte-300x230.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Ho sensibilizzato un foglio di carta con una soluzione di nitrato di argento e cloruro di sodio (si forma cloruro d\u2019argento). Ho posizionato la moneta, i fermagli, la spilla e la foglia di capelvenere sul foglio ed esposto il tutto al sole. Dopo alcuni minuti la luce ha annerito le parti della carta esposte, mentre quelle coperte dagli oggetti non ne hanno subito l\u2019influsso. Le impronte sono restate visibili all\u2019ombra per circa un\u2019 ora prima di scomparire completamente.<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019importanza del fissaggio nella nascita della fotografia Che alcune sostanze scurissero sotto l\u2019azione della luce era noto da tempi remoti. &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":2172,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7,19],"tags":[],"class_list":["post-2171","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio","category-eventi-di-studio-della-fotografia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2171","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2171"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2171\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2172"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2171"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2171"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2171"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}