{"id":22481,"date":"2019-11-03T16:00:24","date_gmt":"2019-11-03T14:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=22481"},"modified":"2019-11-03T16:00:24","modified_gmt":"2019-11-03T14:00:24","slug":"per-la-tangente-a-cura-del-colletivo-verona-off","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2019\/11\/03\/per-la-tangente-a-cura-del-colletivo-verona-off\/","title":{"rendered":"PER LA TANGENTE &#8211; a cura del Colletivo VERONA OFF"},"content":{"rendered":"<p>.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h4>Cronache Di Cult<\/h4>\n<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n.<br \/>\n<figure id=\"attachment_22484\" aria-describedby=\"caption-attachment-22484\" style=\"width: 526px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-22484\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Alessandro-Marchi-e1572713540199.jpg\" alt=\"\" width=\"526\" height=\"351\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22484\" class=\"wp-caption-text\">Alessandro Marchi<\/figcaption><\/figure>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\">PER LA TANGENTE<\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center\">progetto fotografico del\u00a0\u00a0Colletivo<\/h3>\n<h3 style=\"text-align: center\">VERONA OFF<\/h3>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<b><i>\u201cPer la tangente\u201d <\/i><\/b>\u00e8 un\u2019esplorazione fotografica collettiva sul paesaggio peri-urbano che si estende attorno alla citt\u00e0 di Verona e ai comuni limitrofi, in un ambito che non ha rigidi confini amministrativi ma piuttosto una correlazione con i territori abitualmente vissuti, percorsi e \u201cpercepiti\u201d dagli autori.<br \/>\nLa scelta di non delimitare esattamente il territorio di indagine \u00e8 volutamente legata alla consapevolezza di un comune denominatore che unisce questi luoghi, o paradossalmente alla mancanza di caratteristiche identitarie precise che possano differenziarli.<br \/>\nSi tratta del paesaggio delle frange peri-urbane di una citt\u00e0 dispersa come \u00e8 definita, urbanisticamente, Verona.<br \/>\nQueste aree, contrariamente<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>alle periferie di citt\u00e0 compatte, con quartieri ad assetto urbanistico tipico, sono zone in cui insediamenti urbani, pezzi di campagna, aree \u201cnaturali\u201d incolte o dedicate a verde pubblico, infrastrutture, attivit\u00e0 produttive attive o residuali, vie di comunicazione, si mescolano in un intreccio confuso ed imprevedibile.<br \/>\nQuesta \u201cterra di mezzo\u201d, tessuto connettivo interstiziale che si dirama e si fonde con quello di zone vicine , rappresenta la \u201cperiferia diffusa\u201d che costituisce, pi\u00f9 della cosiddetta \u201ccitt\u00e0 diffusa\u201d, la vera realt\u00e0 territoriale di una parte importante della pianura padana.<br \/>\nContrapposizioni classiche come citt\u00e0\/campagna o centro\/periferia perdono qui il loro significato originario e viene messo in crisi il concetto stesso di paesaggio che viene a rappresentarsi nel segno del caos, della frammentazione e dell\u2019omologazione.<br \/>\nAll\u2019inevitabile senso di \u201cspaesamento\u201d derivato dalla perdita dei caratteri identitari di luoghi ormai intercambiabili, subentra anche il rischio di una acquiescente accettazione, di una passiva dipendenza ad un modello di vita standardizzato e globalizzato, che indirizza,verso nuove ed artificiose realt\u00e0, l\u2019immaginario collettivo.<br \/>\nE\u2019 proprio da questa crisi di trasformazione del paesaggio che deriva l\u2019interesse per una fotografia che voglia analizzare questi eventi e cercare di ricomporre la frattura che si \u00e8 creata tra ci\u00f2 che ha determinato questi cambiamenti e chi li vive quotidianamente.<br \/>\nLa multi-autorialit\u00e0 del progetto fotografico pu\u00f2 costituire una chiave interpretativa che permetta la moltiplicazione dei punti di vista e delle strategie di visione finalizzate ad un\u2019azione di tipo conoscitivo od impressionistico, su un paesaggio tipicamente provvisorio e indeterminato, pi\u00f9 che ad una descrizione documentaristica di un fenomeno gi\u00e0 compiuto.<br \/>\nMauro Previdi<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_22493\" aria-describedby=\"caption-attachment-22493\" style=\"width: 530px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-22493\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Mauro-Previdi.jpg\" alt=\"\" width=\"530\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Mauro-Previdi.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Mauro-Previdi-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 530px) 100vw, 530px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22493\" class=\"wp-caption-text\">Mauro Previdi<\/figcaption><\/figure>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h3>Stare sui confini.<\/h3>\n<p>Come gi\u00e0 provocatoriamente domandava Andr\u00e9 Corboz alla met\u00e0 degli anni Novanta siamo ancora sicuri di aver chiaro cosa sia la citt\u00e0 contemporanea? Il racconto che la identifica con il suo centro (storico), spesso per contrapposizione ad una generica periferia o ad un\u2019idea estetizzata di campagna, per l\u2019autore rivelerebbe una sorta di falsa coscienza. L\u2019interpretazione dei paesaggi urbani contemporanei richiederebbe piuttosto uno sguardo pi\u00f9 critico e meno autocompiaciuto, capace di andare oltre alle narrative lineari e consolidate.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><br \/>\nNel racconto della citt\u00e0 andrebbero inclusi anche i quartieri industriali e operai, le opere di ingegneria civile, e aggiornando la lista rispetto alle specificit\u00e0 della citt\u00e0 diffusa della pianura padana potremmo includere anche i luoghi del divertimento, della produzione, del consumo, le infrastrutture. Questi, seppure spazi apparentemente anonimi e marginali, sono stati e restano altrettanti \u201cmomenti essenziali e testimoni vigorosi del processo urbano\u201d, raccontando del costante <i>farsi<\/i> e <i>disfarsi<\/i> della citt\u00e0. Di quest\u2019ultima allora emergerebbe piuttosto la natura di palinsesto complesso che si addensa e si dilata in maniera non lineare, che si diffonde o si interrompe lungo linee di confine mobili e negli spazi interstiziali delle vicine campagne urbanizzate.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><br \/>\nDare visibilit\u00e0 alle varie dimensioni e interconnessioni di un territorio avvicinandolo attraverso uno sguardo che permette di mostrarne le ferite, le fratture \u00e8 ci\u00f2 che si propone il progetto collettivo fotografico \u201cPer la Tangente\u201d di Verona OFF.<br \/>\nI nove fotografi coinvolti nel dar vita a un\u2019esplorazione fotografica collettiva su un territorio interstiziale tra la citt\u00e0 di Verona e i comuni limitrofi attivano uno sguardo che vuole \u201craccontare storie vicine al proprio vivere quotidiano\u201d, come dichiarano nella presentazione del percorso.<br \/>\nIl progetto continua l\u2019esplorazione del territorio urbano affrontata anche in lavori precedenti \u2013 come Periferika \u2013 dove gi\u00e0 emergeva un interesse non tanto per una narrazione di territori certi e marcati quanto per i luoghi dai confini sfumati, porosi, dove il limite tra citt\u00e0 e campagna non \u00e8 pi\u00f9 distinguibile e la presenza umana \u00e8 percepita anche nella sua assenza.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><br \/>\nSe per un verso le immagini sono frutto di una continua ricerca nel territorio veronese, per un altro, privilegiando squarci di territorio che scivolano nell\u2019anonimato, si dilatano nel raccontare una storia pi\u00f9 ampia. L\u2019esperienza quotidiana dell\u2019abitare questa \u201ccitt\u00e0 di citt\u00e0\u201d, che ridisegna costantemente la propria geografia attraverso centralit\u00e0 emergenti e spazi dell\u2019attraversamento, accomuna quasi tutti noi. In essa e attraverso essa si moltiplicano o vengono limitate le nostre traiettorie, desideri, possibilit\u00e0 di incontro; abbiamo imparato a riconoscerne le forme e le funzioni ma sempre pi\u00f9 spesso in maniera frammentata e discontinua, provando talvolta un senso di spaesamento. Anche se la attraversiamo quotidianamente raramente abbiamo la possibilit\u00e0 di entrare dentro ed osservare da vicino questo paesaggio che si declina in confini impliciti e spazi esplicitamente inaccessibili; percepiamo in questi luoghi una certa aria di famiglia pur condividendo l\u2019esperienza di un\u2019osservazione da lontano, che si realizza in maniera tangenziale e sempre pi\u00f9 distaccata. Come ricordava una studente durante la presentazione in aula del progetto fotografico, ci si pu\u00f2 riconoscere nelle immagini pur non avendo familiarit\u00e0 con questi luoghi perch\u00e9 esse rimandano ai tanti scorci di territorio che accompagnano coloro che quotidianamente attraversano in treno la pianura padana.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><br \/>\nIl racconto di questa ricerca visiva mostra da parte dei fotografi di Verona OFF una sensibilit\u00e0 che produce foto narranti. Osservati dall\u2019interno, attraverso un concreto atto di <i>engagement<\/i>, questi luoghi vengono sottratti tanto a categorizzazioni semplificate e riduttive, quanto a tentazioni globaliste per cui luoghi simili producono o riflettono ovunque identici tipi di relazioni. A antropologhe e antropologi ci\u00f2 parla di una ricerca di campo che si esercita nella prossimit\u00e0, di un percorso di entrate e uscite che racconta la difficolt\u00e0, ma al contempo la fertilit\u00e0, di una postura che sta sui confini, adottando un angolo visuale che permette un ascolto attivo e uno sguardo riposizionato.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><br \/>\nL\u2019abitare va oltre il semplice occupare uno spazio, pertanto riconoscere e, possibilmente, ricomporre i frammenti dei nostri paesaggi quotidiani diventa quindi necessario per ristabilire la relazione fondamentale tra abitanti e luoghi. Compresi in una narrazione ampia e a pi\u00f9 voci, anche gli spazi \u201caltri\u201d della citt\u00e0, come le tangenziali del progetto fotografico, sono capaci di raccontare il modo in cui il fondamentale atto del costruire va oltre la ragione tecnica, dando forma attraverso il paesaggio a valori sociali e culturali.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>In tempi di antropocene questo progetto assume un significato ancora pi\u00f9 rilevante perch\u00e9 lascia trasparire un\u2019idea di paesaggio non come contorno, che cerca di andare oltre al dualismo natura\/cultura, e da cui \u00e8 quindi assente la pretesa di stabilire una gerarchia tra umani e non umani. Mettendo al centro la fragilit\u00e0 dei territori le immagini sottolineano la necessit\u00e0 di coltivare una pi\u00f9 profonda coscienza dell\u2019abitare.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><br \/>\nSe la sensibilit\u00e0 condivisa nel raccontare il territorio e gli spazi tangenti alla citt\u00e0 accomuna il lavoro dei nove fotografi, la multi-autorialit\u00e0 del progetto si arricchisce negli incroci di sguardi dei singoli partecipanti e trova riscontro anche in questo testo volutamente pensato e scritto a pi\u00f9 mani, proprio per mantenere la stessa dimensione collettiva e relazionale.<br \/>\nAccogliere la mostra negli spazi dell\u2019Universit\u00e0 e in particolare al Polo Zanotto, luogo di ricerca e didattica, rientra tra i progetti di Public Engagement che l\u2019Universit\u00e0 di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Verona, e nello specifico il Dipartimento di Culture e Civilt\u00e0, promuove sul territorio.<br \/>\nProf.sa Anna Paini <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 <\/span>Dott.sa Valentina Bonello<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_22489\" aria-describedby=\"caption-attachment-22489\" style=\"width: 543px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-22489\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Gabriele-Migliaccio.jpg\" alt=\"\" width=\"543\" height=\"362\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Gabriele-Migliaccio.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Gabriele-Migliaccio-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 543px) 100vw, 543px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22489\" class=\"wp-caption-text\">Gabriele Migliaccio<\/figcaption><\/figure>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h3>La fotografia come conoscenza ed espressione artistica.<\/h3>\n<p>Pu\u00f2 essere utile la fotografia applicata alle modificazioni del proprio territorio?<br \/>\nData la natura concreta del tema, rispondere a questa domanda \u00e8 un modo per introdurre alla lettura del progetto fotografico \u201cPer la Tangente\u201d, ideato e realizzato dall\u2019Associazione Verona OFF, che \u00e8 un collettivo di fotografi costituitosi anche con l\u2019intento di rivolgere la propria pratica fotografica verso le dinamiche in atto sul territorio veronese. \u201cPer la Tangente\u201d \u00e8 il terzo progetto da loro realizzato, dopo \u201cPresente passante\u201d del 2014 e \u201cPeriferika\u201d del 2016; entrambi con tematiche rivolte a vari aspetti della vita contemporanea di Verona, conclusi con mostra e pubblicazione del catalogo delle opere.<br \/>\nIl concetto di utilit\u00e0 \u00e8 relativo alla mentalit\u00e0 dominante nella societ\u00e0 industriale e postindustriale nella quale viviamo che ha come imperativo l\u2019efficienza in ogni aspetto della vita, in particolare nell\u2019economia. Nell\u2019epoca della globalizzazione \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile rendere sostenibili sia le economie delle imprese che le conquiste sociali raggiunte nel secolo scorso. Le attivit\u00e0 industriali e commerciali hanno un ruolo fondamentale nel produrre le risorse economiche necessarie al mantenimento degli stili di vita e dei servizi faticosamente conquistati; un ruolo di peso imparagonabile alle potenzialit\u00e0 delle attivit\u00e0 agricole, anche se oggi queste ultime hanno saputo valorizzare la biodiversit\u00e0 della nostra penisola e avviare degli importanti piani di innovazione e sviluppo sotto ogni aspetto della gestione delle aziende agricole.<br \/>\nIn questo scenario di complessa dinamica economica, il territorio \u00e8 al centro delle trasformazioni, sia da un punto di vista della viabilit\u00e0 urbana che dell\u2019utilizzo del suolo. Inevitabilmente l\u2019impatto sul paesaggio \u00e8 enorme, e restiamo colpiti nel vederlo sconvolto con la sparizione dei campi coltivati o incolti, delle strade bianche, dei casolari e in genere dei segni storici della Civilt\u00e0 Contadina. Viviamo una modernit\u00e0 incalzante: la vita del singolo \u00e8 ritmata dagli smartphone, che con le \u201capp\u201d ormai investono anche i rapporti con le Istituzioni e i servizi; i social dietro la maschera della libera condivisione sono il principale canale di diffusione del nuovo consumismo dell\u2019e-commerce. Le nostre antiche citt\u00e0 sono soffocate da un crescente traffico di autoveicoli, necessari ad ognuno per svolgere le proprie attivit\u00e0, in risposta a ci\u00f2 le vie di comunicazione progressivamente vengono ampliate e sono realizzate anche le tangenziali. L\u2019uomo che vive in questo complesso di forti trasformazioni, soffre\u2026 di un disagio materiale e spirituale. C\u2019\u00e8 chi reagisce al disagio interiore cercando di ritrovare il <em>senso della realt\u00e0<\/em>; con questa nuova realt\u00e0.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_22487\" aria-describedby=\"caption-attachment-22487\" style=\"width: 484px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-22487\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Denis-Giusti.jpg\" alt=\"\" width=\"484\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Denis-Giusti.jpg 484w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Denis-Giusti-300x240.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22487\" class=\"wp-caption-text\">Denis Giusti<\/figcaption><\/figure>\n&nbsp;<br \/>\nLa fotografia \u00e8 molto utile nel rapportarsi con le cose perch\u00e9 il suo esercizio impone la \u201c<em>conoscenza diretta<\/em>\u201d del reale. La <em>conoscenza diretta<\/em>\u00e8 quella che l\u2019uomo acquisisce quando si pone fisicamente a contatto col mondo, e vive un\u2019esperienza personale che investe tutte le sue facolt\u00e0, sensoriali e mentali. Con la <em>conoscenza diretta<\/em>, una persona esercita la libert\u00e0 dell\u2019interpretazione soggettiva della realt\u00e0 e prova quelle emozioni che formano la memoria del proprio vissuto. La fotografia permette a chi la pratica di comporre immagini che rappresentano la visione soggettiva del soggetto, dando cos\u00ec compimento ad un personale processo di significazione della realt\u00e0. Da queste riflessioni si evince che la domanda iniziale trova gi\u00e0 una prima risposta affermativa: fotografare le modificazioni del proprio territorio \u00e8 utile al fotografo nell\u2019acquisire una <em>conoscenza diretta<\/em>della propria realt\u00e0. La fotografia per\u00f2, non si esaurisce col fotografare: per compiersi chiede di essere condivisa a livello collettivo. In questa ultima fase si aprono gli scenari molteplici che pone il processo di comunicazione.<br \/>\nDesidero ricordare che la fotografia \u00e8 il primo dei media visivi; oggi invasivi nella vita sociale. Essa ha donato al mondo l\u2019\u201dimmagine tecnica\u201d: un\u2019immagine non pi\u00f9 realizzata da mano umana, ma bens\u00ec con un processo tecnologico. Ma a ben guardare, l\u2019immagine tecnica non \u00e8 solo questo! Essa ha innovato il significato delle immagini con un nuovo segno rivoluzionario: il \u201clegame impronta\u201d. Infatti il soggetto per apparire nella fotografia deve essere posto davanti all\u2019obiettivo che lo ritrae, per lasciare cos\u00ec la propria \u201cimpronta\u201d sul materiale sensibile, con quel fascio di luce che penetra nella fotocamera all\u2019apertura dell\u2019otturatore. \u00c8 un\u2019impronta che, come un calco, ha la perfetta somiglianza col soggetto. Grazie a questo specifico segno le fotografie sono diventate un potentissimo mezzo per diffondere conoscenza, anche grazie all\u2019ingenuo stereotipo: fotografia uguale a realt\u00e0.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_22488\" aria-describedby=\"caption-attachment-22488\" style=\"width: 514px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-22488\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Flavio-Castellani.jpg\" alt=\"\" width=\"514\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Flavio-Castellani.jpg 484w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Flavio-Castellani-300x240.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 514px) 100vw, 514px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22488\" class=\"wp-caption-text\">Flavio Castellani<\/figcaption><\/figure>\n&nbsp;<br \/>\nVa chiarito subito che le fotografie non sono la realt\u00e0! Anche se sono prodotte dall\u2019impronta luminosa del soggetto, sono solo la sua rappresentazione iconica ideata dal fotografo. \u00c8 per questo che se la tecnica fotografica non pu\u00f2 mentire, il fotografo certamente si! Il tema del rapporto tra fotografia e verit\u00e0 \u00e8 un argomento intrigante, per la duplice natura della fotografia: essere impronta fisica del reale e insieme un\u2019interpretazione della realt\u00e0 stessa compiuta dal fotografo. Grazie alla perfetta somiglianza, l\u2019immagine fotografica comunica con un linguaggio figurato connaturale alla realt\u00e0, per questo potenzialmente ingannevole. Per queste sue specificit\u00e0 essa \u00e8 un\u2019immagine che pu\u00f2 essere interpretata secondo tre verit\u00e0: la verit\u00e0 ontologica (delle cose), la verit\u00e0 logica, la verit\u00e0 morale. Semplificando: la fotografia mostra degli \u201cstati di cose\u201d<a name=\"_ftnref1\"><\/a>[1]che sono determinati dal punto di ripresa e dal momento dello scatto. Essa, in tal modo, stabilisce delle relazioni di senso tra quelle cose ritratte e in base alla struttura della composizione sono determinati gli elementi di senso che portano a interpretarne il significato, o i significati, in termini logici e morali. L\u2019immagine fotografica, con la sua immaterialit\u00e0, si presenta innocua, come accade nella finzione, mentre in realt\u00e0 pone in essere dei processi silenti di formazione dell\u2019uomo, dalle conseguenze molto importanti.<br \/>\nL\u2019immagine fotografica \u00e8 un messaggio particolarmente penetrante perch\u00e9, come la realt\u00e0, parla ai sensi; non \u00e8 un codice, come la parola, che per essere assimilato richiede l\u2019atto volontario della lettura. La fotografia \u00e8 un messaggio che penetra fulmineamente, come un accadimento: basta uno sguardo perch\u00e9 questo raggiunga anche la sfera intima della persona, influenzandone il comportamento. La fotografia offre una \u201c<em>conoscenza indiretta<\/em>\u201d, perch\u00e9 chi la guarda \u00e8 posto a contatto con una \u201cvisione mediata\u201d della realt\u00e0, mediata dalle scelte compiute dal fotografo. La <em>conoscenza indiretta<\/em>conseguita con le immagini, si acquisisce rapidamente a basso costo e permette di assimilare una quantit\u00e0 sconfinata di informazioni. Dalla seconda met\u00e0 del \u2018900, l\u2019ampio utilizzo della comunicazione per immagini nei mass media, ha portato a livello sociale la <em>conoscenza indiretta<\/em>: ci\u00f2 ha prodotto la rapida e silente formazione della nuova Societ\u00e0 Postmoderna, quella in cui oggi viviamo spesso ancora inconsapevolmente.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_22491\" aria-describedby=\"caption-attachment-22491\" style=\"width: 513px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-22491\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Favali.jpg\" alt=\"\" width=\"513\" height=\"513\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Favali.jpg 387w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Favali-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Favali-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 513px) 100vw, 513px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22491\" class=\"wp-caption-text\">Marco Favali<\/figcaption><\/figure>\n&nbsp;<br \/>\nOra consapevoli del complesso gioco della comunicazione posto in atto dalla fotografia, possiamo rispondere che pu\u00f2 essere utile la fotografia applicata alle modificazioni del proprio territorio, a patto che sia capace di sfuggire alla \u201cnarcosi iconica\u201d<a name=\"_ftnref2\"><\/a>[2]della <em>conoscenza indiretta,<\/em>grazie alla capacit\u00e0 di risvegliare la reazione soggettiva del lettore. Ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire se si leggono i portfolio fotografici degli autori, qui presentati, con l\u2019attenzione che richiede l\u2019opera d\u2019arte. Portfolio, \u00e8 un termine che definisce un\u2019opera che compone il suo senso grazie alla coerenza tematica e poetica tra le numerose immagini che la compongono.<br \/>\nCi\u00f2 che d\u00e0 forza al portfolio \u00e8 il seguente concetto: una sola immagine rappresenta un\u2019idea, un insieme coerente di immagini rappresenta un pensiero. Il fotografo statunitense Robert Adams alla domanda \u2013 Cos\u2019\u00e8 l\u2019Arte?- rispose: \u201cFondamentalmente \u00e8 il tentativo, nato da un\u2019amorosa attenzione al mondo, di trovare una metafora capace di redimerlo. In ultima analisi, il dono dell\u2019arte \u00e8 quell\u2019unit\u00e0 di coerenza, significato, risultato capace di dare piacere\u201d<a name=\"_ftnref3\"><\/a>[3].<br \/>\nPer un collettivo di nove fotografi affrontare un \u201ctema dato\u201d \u00e8 un\u2019operazione complessa, perch\u00e9 quel tema inevitabilmente deve diventare per ognuno di loro un \u201ctema personale\u201d. Ci\u00f2 \u00e8 semplice per chi l\u2019ha proposto, mentre per gli altri l\u2019affrontarlo comporta l\u2019avvio di un percorso interiore di conoscenza e attivazione del proprio immaginario creativo. Il tema \u201cPer la Tangente\u201d, richiede al fotografo di porre l\u2019attenzione concreta verso l\u2019ampio territorio di sviluppo urbanistico della citt\u00e0 di Verona, e mettere in atto una coraggiosa revisione dei propri stereotipi, che inevitabilmente ognuno forma nella sua vita sociale. Lo scenario ambientale non \u00e8 quello tipico del bel paesaggio italiano, ma uno spazio vuoto di senso di un territorio dai molteplici volti e in rapida trasformazione. Il fotografo si trova di fronte alla realt\u00e0 artificiale e provvisoria di un enorme cantiere che si dilata all\u2019inverosimile: sterrando i campi; costruendo vie di comunicazione di ogni tipo; accatastando attrezzature, materiali da costruzione e rottami che allo sguardo trasmettono il senso del caos.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_22494\" aria-describedby=\"caption-attachment-22494\" style=\"width: 526px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-22494\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Silvano-Zago.jpg\" alt=\"\" width=\"526\" height=\"351\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Silvano-Zago.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Silvano-Zago-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22494\" class=\"wp-caption-text\">Silvano Zago<\/figcaption><\/figure>\n&nbsp;<br \/>\nDi certo il primo impatto provato dal fotografo \u00e8 il richiamo dell\u2019\u201doggetto trovato\u201d, di influenza surrealista, che lo attrae col fascino dovuto al \u201cnon senso\u201d. L\u2019attrazione nell\u2019affrontare la rappresentazione del <em>non senso<\/em>non \u00e8 di oggi, gi\u00e0 nel 1980 Roland Barthes scriveva in una lettera aperta a Michelangelo Antonioni: \u201cassottigliare il senso fino a sottrarlo \u00e8 dunque un\u2019attivit\u00e0 politica seconda, come lo \u00e8 ogni sforzo che tende a sbriciolare, a turbare, a disfare il fanatismo del senso\u201d<a name=\"_ftnref4\"><\/a>[4]. Come spesso succede, l\u2019arte anticipa la spiritualit\u00e0 della nuova umanit\u00e0 che sta nascendo, il \u2018900 ha avuto i suoi profeti non sempre ascoltati e compresi. Di fatto il sentito delle avanguardie del secolo scorso, oggi \u00e8 diffuso a livello di massa anche se in modo inconsapevole; lo dimostrano i complessi mondi interiori e i comportamenti spesso sorprendenti che notiamo attorno e dentro di noi stessi.<br \/>\nL\u2019atto fotografico pu\u00f2 essere dettato dalla mente o dall\u2019intuizione, entrambi sono processi creativi validi per realizzare fotografie. Il mondo contemporaneo pretende dall\u2019autore la precisa consapevolezza di ci\u00f2 che significa la sua opera. Questa pretesa \u00e8 un modo sbagliato nel porsi di fronte all\u2019arte, perch\u00e9 il fotografo ha gi\u00e0 espresso il suo messaggio realizzando le fotografie; chiedergli anche la parola che lo spiega, spesso si blocca la lettura del mistero che pu\u00f2 essere rappresentato nelle immagini.\u00a0 Susan Sontag affermava: \u201cHo l\u2019impressione che il pensare sia una forma di sentimento e sentire sia una forma di pensiero\u201d<a name=\"_ftnref5\"><\/a>[5]. La fenomenologia della fotografia contemporanea mostra che ci sono opere che si leggono con la logica, altre con i sensi e altre ancora con entrambi; pertanto \u00e8 cos\u00ec, con questa elasticit\u00e0 mentale, che va letto questo libro.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_22490\" aria-describedby=\"caption-attachment-22490\" style=\"width: 531px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-22490\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Ignazio-Sfragara.jpg\" alt=\"\" width=\"531\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Ignazio-Sfragara.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Ignazio-Sfragara-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 531px) 100vw, 531px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22490\" class=\"wp-caption-text\">Ignazio Sfragara<\/figcaption><\/figure>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nIl territorio di riferimento offre al fotografo una vasta gamma di ambientazioni, tipica delle realt\u00e0 in radicale trasformazione. Nel processo di maturazione dal \u201ctema dato\u201d al \u201ctema personale\u201d, ognuno dei nove fotografi ha scelto di fotografare un solo aspetto di questo ampio scenario. In questo modo ogni autore ha mostrato dei tratti della propria soggettivit\u00e0 nel dare espressione all\u2019urgenza sentita scegliendo determinati aspetti tematici, piuttosto che altri. Anche in questo progetto si constata la sorprendente e misteriosa diversit\u00e0 tra un\u2019opera e l\u2019altra, nonostante che siano riprese nello stesso territorio. Questo \u00e8 il segno della individuale libert\u00e0 espressiva che ha animato il collettivo nel realizzare il progetto. Infine per agevolare una sintetica lettura di ogni opera, pongo in evidenza i concept dei nove portfolio, raggruppandoli per analogie tematiche:<\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019irruzione violenta della modernit\u00e0<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gabriele Migliaccio.<br \/>\nDocumenta i campi violati dai cantieri della tangenziale. Il centro abitato, il campo coltivato, l\u2019orto, fanno da sfondo all\u2019irruzione operata dal cantiere nel mondo della tradizione, sconvolgendo gli equilibri ambientali raggiunti in secoli.<br \/>\nSilvano Zago.<br \/>\nRacconta i segni della violenta azione della modernit\u00e0 nella vita contemporanea e della trasformazione del suolo. Si legge un sentimento sofferto davanti all\u2019incuria, al degrado e alla finzione invasiva simboleggiata dall\u2019immagine delle palme nella luce crepuscolare.<\/p>\n<ul>\n<li>La realt\u00e0 provvisoria e invasiva del cantiere<\/li>\n<\/ul>\n<p>Flavio Castellani.<br \/>\nCon una visione frontale, egli ricerca l\u2019armonia estetica con una composizione perfettamente controllata nelle prospettive con l\u2019uso di un obiettivo decentrabile. Inoltre si manifesta sensibile ai segni del comportamento umano. Prevalentemente inquadra centralmente il suo soggetto, conferendogli in tal modo un\u2019aura solenne, qualunque sia la sua natura.<\/p>\n<ul>\n<li>La tangenziale gi\u00e0 compiuta<\/li>\n<\/ul>\n<p>Alessandro Marchi.<br \/>\nCon l\u2019adozione in ripresa di un tempo lento d\u2019esposizione, egli ci pone di fronte all\u2019efficace effetto di mosso applicato al paesaggio. In queste immagini, dalla visione emozionale, le forme perdono i contorni, i flussi tonali riconfigurano l\u2019aspetto della realt\u00e0: cancellando informazioni e livellando ogni cosa al suo freddo simbolo.<\/p>\n<ul>\n<li>I quartieri finiti e le attivit\u00e0<\/li>\n<\/ul>\n<p>Marco Favali.<br \/>\nAutore sensibile interprete della finzione posta in atto nei nonluoghi della postmodernit\u00e0. Nell\u2019immobilit\u00e0 del tempo sospeso, gli esterni del supermercato diventano il teatro in cui si consumano le ritualit\u00e0 stereotipate del consumismo.<br \/>\nMauro Previdi<br \/>\nCi conduce in una narrazione che mostra i segni di una nuova realt\u00e0 nascente in attesa di ricevere senso. Il suo \u00e8 lo sguardo nei nonluoghi deserti di quartieri anonimi, volto alla rappresentazione dei contrasti di una modernit\u00e0 usurata in continua gestazione che eleva, come \u00a0totem, strutture scheletriche che attendono le immagini del consumismo.<br \/>\nIgnazio Sfragara<br \/>\nCi svela le atmosfere dense di creativit\u00e0 della bottega d\u2019arte, con un percorso narrativo che ci mostra il mondo operoso e accessorio che sta dietro alla realizzazione concreta dell\u2019opera d\u2019arte. Con raffinato gioco degli archetipi della rappresentazione, egli ci mostra i segni del lavoro artistico e le calde atmosfere in cui viene compiuto.<\/p>\n<ul>\n<li>Le aree vuote adiacenti alla tangenziale<\/li>\n<\/ul>\n<p>Denis Giusti<br \/>\nCi comunica una visione lirica del suolo sconvolto dalle trasformazioni in atto e dall\u2019abbandono. Con lo straniamento del B\/N, le immagini pongono al centro quel tratto dominante che, con la mediazione dell\u2019ambiente, compone metafore tendenti a comunicare spaesamento.<br \/>\nMarco Sempreboni<br \/>\nRealizza immagini B\/N con sguardo rivelatore e dalla armoniosa composizione, in cui la realt\u00e0 ci appare dal tempo sospeso. Viene condotta la ricerca spaziale dell\u2019ossimoro, in cui il perturbante dovuto al lieve disordine, destabilizza l\u2019armonia estetica delle geometrie degli elementi ambientali.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_22492\" aria-describedby=\"caption-attachment-22492\" style=\"width: 524px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-22492\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Sempreboni.jpg\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Sempreboni.jpg 516w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Sempreboni-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-22492\" class=\"wp-caption-text\">Marco Sempreboni<\/figcaption><\/figure>\n&nbsp;<br \/>\nIl progetto \u201cPer la Tangente\u201d, per i contenuti che ha prodotto, \u00e8 un valido complesso di visioni per richiamare l\u2019attenzione verso la realt\u00e0 veronese e avviare la riflessione sugli orientamenti di sviluppo intrapresi e da intraprendere. La fotografia esprime lo sguardo del singolo fotografo ma una volta diventata concreta immagine, diventa stimolo per sollecitare lo sguardo collettivo di chi vorr\u00e0 porsi con attenzione a leggere l\u2019intreccio intrigante delle cose, segni, simboli che le immagini pongono tra loro in relazione simbolica. Io ritengo che questo libro sia uno stimolo non solo per chi vive a Verona, perch\u00e9 sono evidenti le analogie tematiche con le altre citt\u00e0 italiane alle prese con i problemi della postmodernit\u00e0.<br \/>\nSilvano Bicocchi<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<a name=\"_ftn1\"><\/a>[1]Per una filosofia della fotografia \u2013 Vil\u00e9m Flusser, Ed. Bruno Mondadori<br \/>\n<a name=\"_ftn2\"><\/a>[2]Gli strumenti del comunicare, Mass media e societ\u00e0 moderna \u2013 Marshall McLuhan, Ed. NET<br \/>\n<a name=\"_ftn3\"><\/a>[3]Lungo i fiumi &#8211; Robert Adams \u2013 Ed. Itaca ULTREYA<br \/>\n<a name=\"_ftn4\"><\/a>[4]Orazione ufficiale di Roland Barthes in occasione della consegna da parte del sindaco di Bologna prof. Renato Zangheri dell\u2019\u201dArchiginnasio d\u2019oro\u201d, il prestigioso premio della citt\u00e0 a Michelangelo Antonioni, febbraio 1980.<br \/>\n<a name=\"_ftn5\"><\/a>[5]Odio sentirmi una vittima \u2013 Susan Sontag, intervista di Jonathan Cott \u2013 Ed. Saggiatore<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-22481 gallery-columns-2 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Mauro-Previdi.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Mauro-Previdi-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-22493\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-22493'>\n\t\t\t\tMauro Previdi\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Gabriele-Migliaccio.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Gabriele-Migliaccio-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-22489\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-22489'>\n\t\t\t\tGabriele Migliaccio\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Flavio-Castellani.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Flavio-Castellani-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-22488\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-22488'>\n\t\t\t\tFlavio Castellani\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Silvano-Zago.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Silvano-Zago-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-22494\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-22494'>\n\t\t\t\tSilvano Zago\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Favali.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Favali-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-22491\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Favali-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Favali-300x300.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Favali.jpg 387w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-22491'>\n\t\t\t\tMarco Favali\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Ignazio-Sfragara.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" 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Marchi\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Denis-Giusti.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Denis-Giusti-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-22487\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-22487'>\n\t\t\t\tDenis Giusti\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Sempreboni.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/11\/Marco-Sempreboni-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-22492\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-22492'>\n\t\t\t\tMarco Sempreboni\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n&nbsp;<br \/>\nSono pubblicate una foto per autore, il libro \u00e8 disponibile presso Verona OFF.<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>. &nbsp; Cronache Di Cult &nbsp; &nbsp; . &nbsp; . &nbsp; . &nbsp; &nbsp; PER LA TANGENTE progetto fotografico del\u00a0\u00a0Colletivo 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