{"id":225,"date":"2012-01-29T10:49:52","date_gmt":"2012-01-29T10:49:52","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=225"},"modified":"2012-01-29T10:49:52","modified_gmt":"2012-01-29T10:49:52","slug":"photospot-n-10-il-dramma-della-comunicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2012\/01\/29\/photospot-n-10-il-dramma-della-comunicazione\/","title":{"rendered":"Photospot n\u00b0 10 &#8211; Il dramma della comunicazione"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_226\" aria-describedby=\"caption-attachment-226\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/01\/10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-226\" title=\"Photospot 10\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/01\/10.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"449\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/01\/10.jpg 600w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/01\/10-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-226\" class=\"wp-caption-text\">Silvano Bicocchi- Modena 2007.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Il dramma della comunicazione.<\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando vogliamo farci capire da uno straniero, non conoscendo la sua lingua, ricorriamo all\u2019espressivit\u00e0 del nostro sguardo e della nostra bocca, che sono i <em>segni naturali<\/em> per comunicare il tono col quale ci rivolgiamo a lui, e poi incominciamo a mimare con i nostri gesti i contenuti delle parole che non abbiamo\u2026 Ecco il dramma della comunicazione!<br \/>\nPer comunicare tra noi occorre avere uno stesso linguaggio. Quando non sono condivisi linguaggi artificiali (come le lingue) si ricorre al linguaggio naturale del corpo. La fotografia \u00e8 un linguaggio, il quale si esercita con il <em>gesto<\/em> dell\u2019indice che punta su un soggetto ( e ci dice: <em>guarda quello<\/em>), e con l\u2019espressione dell\u2019idea di come il fotografo vuole rappresentare il soggetto ( che ci dice:<em> in questo modo!<\/em>); pertanto ogni fotografia ci dice: <em>guarda quello, in questo modo!\u00a0 \u00a0<\/em><br \/>\nNel capire <em>perch\u00e9<\/em> il fotografo ha indicato una determinata cosa, mostrandocela in un certo modo, noi comprenderemo il significato del suo messaggio. Alla base di ogni linguaggio c\u2019\u00e8 l\u2019uso dei sensi.<br \/>\nIl linguaggio fotografico consente di comunicare attraverso il solo senso della vista, a differenza della parola che pu\u00f2 essere percepita con la vista e l\u2019udito.<br \/>\nIn generale il processo di comunicazione di un messaggio inizia con l\u2019emissione di un <em>segno<\/em> da parte dell\u2019autore, e materialmente si compie con la\u00a0 percezione della parte sensibile del <em>segno<\/em> da parte del lettore.<br \/>\n<em>Il segno fotografico (guarda quello, in questo modo!<\/em>) \u00e8 formato da due elementi: <em>il significante<\/em> che \u00e8 l\u2019immagine, cio\u00e8 la sua parte visibile, e il <em>significato<\/em> che lo si comprende attraverso l\u2019elaborazione mentale, da parte del lettore, la quale (onde evitare una lettura superficiale o fasulla) pone il significante in relazione ad altre necessarie informazioni.<br \/>\nIl linguaggio fotografico consente di rendere comune l\u2019immaterialit\u00e0 di una conoscenza. I famosi detti: <em>\u201cUna fotografia dice pi\u00f9 di mille parole\u201d,<\/em> oppure\u00a0 <em>\u201cLa fotografia \u00e8 una lingua universale \u201d<\/em>, ci rimandano al valore informativo della fotografia, il quale per\u00f2 si fonda sulla condivisione di conoscenze concettuali e umane: <em>leggeremo un determinato sentimento in una fotografia solo se lo abbiamo vissuto.<\/em><br \/>\n<strong>Il Direttore del Dipartimento Cultura.<\/strong><br \/>\n<strong>Silvano Bicocchi<\/strong><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dramma della comunicazione. Quando vogliamo farci capire da uno straniero, non conoscendo la sua lingua, ricorriamo all\u2019espressivit\u00e0 del nostro &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":226,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[],"class_list":["post-225","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-photospot"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/225","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=225"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/225\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/226"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}