{"id":23072,"date":"2020-01-28T18:02:29","date_gmt":"2020-01-28T16:02:29","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=23072"},"modified":"2020-01-28T18:02:29","modified_gmt":"2020-01-28T16:02:29","slug":"linfinito-istante-di-geoff-dyer-seconda-parte-a-cura-di-antonio-desideri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2020\/01\/28\/linfinito-istante-di-geoff-dyer-seconda-parte-a-cura-di-antonio-desideri\/","title":{"rendered":"&quot;L&#039;infinito istante&quot; di Geoff Dyer; seconda parte &#8211; a cura di Antonio Desideri"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h4>Recensioni Di Cult<\/h4>\n<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-23064\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/01\/s-l1600-e1579966977892.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"715\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\"><strong>\u00a7\u00a7<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIl secondo percorso che ho scelto \u00e8, se possibile, ancora pi\u00f9 sorprendente perch\u00e9 determina, usando una citazione del critico letterario Sven Birkets, \u201cun legame speciale con quella panchina\u201d fino al punto di dotarla di una vita interiore che non sar\u00e0 mai quella di una sedia (\u201cle sedie si spostano, (\u2026) si riconfigurano secondo le esigenze della situazione sociale in cui si vengono a trovare\u201d), dice Dyer, ma avr\u00e0 \u201cuna vita notturna molto pi\u00f9 romantica\u201d. Insomma, vi avevo avvisato: le premesse sono scoppiettanti.<br \/>\nSiamo a Budapest, nel 1913, e la foto \u00e8 di Andr\u00e9 Kert\u00e9sz, <em>Jeno nel bosco di N\u00e8pliget<\/em> e Dyer vede il contesto<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-23057\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/01\/050_Dyer.jpg\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/01\/050_Dyer.jpg 482w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/01\/050_Dyer-300x179.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">nella sua ovvia malinconia, con le foglie secche a terra e tutto il resto. Ma non si ferma alla descrizione: il suo occhio indugia in lontananza, torna indietro poi si posa di nuovo sulle panchine vuote sullo sfondo e cercando un\u2019altra presenza trova invece un inganno della luce, forse delle foglie stesse, e cos\u00ec trasforma letterariamente quella presenza in un\u2019assenza: una persona che se ne sia andata.<br \/>\nCos\u00ec, da questa sensazione di malinconico abbandono Dyer passa, per contrasto, ad un fotogramma pieno di vita e di storie newyorchesi, anche minime, probabilmente vacue ed insignificanti. Siamo con Winogrand,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-23058\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/01\/060_Dyer.jpg\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/01\/060_Dyer.jpg 482w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/01\/060_Dyer-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 578px) 100vw, 578px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<em>World\u2019s Fair<\/em>, New York, 1964 e il piccolo mondo si muove qui come in una fiera, appunto, un campionario di gesti, gambe, vestiti, scarpe. Siamo nella frenesia di vivere, in pieno controcanto alle atmosfere precedenti. La panchina, come ci era stato promesso all\u2019inizio, ha preso vita, la sua personalit\u00e0 ha mostrato un\u2019altra faccia e il racconto ha trovato un tono nuovo che finisce in <em>Riviera<\/em>, foto di Brassa\u00ef del 1936 che invece si<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-23059\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/01\/070_Dyer.jpg\" alt=\"\" width=\"466\" height=\"583\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/01\/070_Dyer.jpg 368w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/01\/070_Dyer-240x300.jpg 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 466px) 100vw, 466px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\npresenta calda e soleggiata con forse quella leggera brezza che tutti ci aspettiamo, in riva al mare. Qui Dyer compie un\u2019operazione che definisce quasi di montaggio spostandosi sulla ringhiera e chiamando in causa Lartigue e la sua <em>Ren\u00e9e at Eden Roc<\/em> del 1931 che egli appaia alla precedente non solo a causa della loro<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-23060\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/01\/080_Dyer-e1579968376803.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"358\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nradiosa eleganza ma perch\u00e9 entrambe lo portano al suo successivo passaggio che \u00e8 un ulteriore salto spazio temporale ed arriva a Paul Strand e alla sua <em>White Fence, Port Kent<\/em>, del 1916. Naturalmente da qui proseguirebbe un nuovo percorso a dimostrazione di come, usando la sequenzialit\u00e0 del romanzo classico oppure la tecnica del montaggio, dell\u2019assonanza, dell\u2019allusione si riescano a leggere le fotografie non pi\u00f9 come documento del reale, non come specchio del pensiero dell\u2019autore, non soltanto come dispositivo dello sguardo che rimbalzando indietro configura l\u2019osservatore ma anche e soprattutto come scenario dentro il quale le cose fermate accadono ancora. Come nel primo percorso ci capitava di \u201cvederci accadere\u201d nell\u2019umanit\u00e0 consumata della Grande Depressione, cos\u00ec nel gioco pi\u00f9 intellettuale del secondo riusciamo a godere della bellezza formale che anche le parole possono regalarci, se utilizzate come strumento. Parole che sono utili anche per trovare le chiavi interpretative talvolta necessarie a, mi si perdoni la tautologia, dare un senso al senso immobile. Una direzione allo sguardo e al pensiero.<br \/>\nNaturalmente, come ho gi\u00e0 accennato, <em>L\u2019infinito istante<\/em> non si limita a questi percorsi i cui esempi ho cercato di illustrare ma si inoltra in quella che definirei una sorta di conversazione piacevole, colta e, perch\u00e9 no!, divertente che ha il pregio di spostare il baricentro di tanti saggi sulla fotografia apparsi in precedenza. La qualit\u00e0 letteraria del testo \u00e8 un ulteriore elemento che gioca a favore del libro e del lettore che vorr\u00e0 dedicarvisi. Per quel che vale il giudizio personale, io l\u2019ho trovato necessario.<br \/>\nAntonio Desideri<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Recensioni Di Cult &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; \u00a7\u00a7 &nbsp; Il secondo percorso che ho scelto \u00e8, &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":23059,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[68],"class_list":["post-23072","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-saggistica-archivio","tag-recensione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23072","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23072"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23072\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23059"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23072"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23072"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23072"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}