{"id":25688,"date":"2020-10-18T20:30:32","date_gmt":"2020-10-18T18:30:32","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=25688"},"modified":"2020-10-18T20:30:32","modified_gmt":"2020-10-18T18:30:32","slug":"luigi-ghirri-lomino-sul-ciglio-del-burrone-a-cura-di-antonio-desideri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2020\/10\/18\/luigi-ghirri-lomino-sul-ciglio-del-burrone-a-cura-di-antonio-desideri\/","title":{"rendered":"Luigi Ghirri, l\u2019omino sul ciglio del burrone \u2013 a cura di Antonio Desideri"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center\">Cronache Di Cult<\/h3>\n<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center\"><\/h3>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25689\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/10_Copertina-Ghirri_def.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"840\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/10_Copertina-Ghirri_def.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/10_Copertina-Ghirri_def-207x300.jpg 207w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center\">Luigi Ghirri, l\u2019omino sul ciglio del burrone<\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center\">a cura di Antonio Desideri<\/h3>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLuigi Ghirri (Scandiano, 1943 \u2013 Roncocesi, 1992) \u00e8 stato uno dei principali fotografi italiani e, molto probabilmente, uno dei pi\u00f9 grandi innovatori dello \u2018sguardo\u2019 contemporaneo. Questo piccolo libro, che ne vuole celebrare la figura e, soprattutto, il pensiero critico, ruota tutto intorno alla sua figura: da brevi ma precisi cenni biografici fino alla corposa bibliografia che cerca di dar conto in maniera pi\u00f9 completa possibile della vastissima produzione editoriale, sia fotografica che teorico-critica, di Ghirri stesso. La figura del fotografo emiliano viene introdotta da un saggio del curatore Antonio Desideri ed \u00e8 poi delineata da una serie di citazioni significative tratte appunto dal lavoro di riflessione ghirriano: questa parte intitolata \u201cParole e immagini\u201d \u00e8 suddivisa in sette argomenti (il paesaggio, l\u2019architettura, il Ghirri recensore dei suoi colleghi, la musica, ecc) che servono a tracciare l\u2019identikit del fotografo e fungono da mappa per muoversi tra i suoi scritti. Il volumetto \u00e8 aperto da una breve ma illuminante prefazione di Marco Fantechi, Presidente del circolo Rifredi Immagine e grande esperto ghirriano. Qui di seguito alcuni passi tratti dalle varie sezioni del libro.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25690\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/20_JEU-DE-PAUME_Ghirri_ingresso.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/20_JEU-DE-PAUME_Ghirri_ingresso.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/20_JEU-DE-PAUME_Ghirri_ingresso-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\u00abPersonalmente non ho mai incontrato Luigi Ghirri (\u2026) Per\u00f2, anche se lo avessi incontrato, in quegli anni avrei forse avuto difficolt\u00e0 a seguire il suo pensiero. Non erano i chilometri che separano la Toscana dall&#8217;Emilia la distanza da superare, ma una idea di fotografia, la sua, che per molti di noi era ancora ben pi\u00f9 lontana. (\u2026) Ci sono voluti molti anni di cammino per smettere di cercare di meravigliare il mondo con le nostre immagini ed iniziare a lasciare che fosse la nostra fotografia a meravigliarsi davanti al mondo. (\u2026) Cos\u00ec pian piano ci siamo avvicinati al valore fortemente connotativo dei lavori di Ghirri, a quelle domande che, tra luci e colori lievi, muovono dalla superficie delle sue fotografie. Interrogativi senza tempo, e quindi sempre attuali (\u2026)\u00bb (dalla prefazione di Marco Fantechi).<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25691\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/30_JEU-DE-PAUME_Ghirri_Paesaggi-di-Cartone.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"873\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/30_JEU-DE-PAUME_Ghirri_Paesaggi-di-Cartone.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/30_JEU-DE-PAUME_Ghirri_Paesaggi-di-Cartone-199x300.jpg 199w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\u00abBreve, troppo breve la parabola umana ed artistica di Luigi Ghirri. Che pure, dai primissimi scatti degli anni &#8217;70, in appena un ventennio di lavoro \u00e8 riuscito a lasciarci spunti e materiali critici e saggi e testi e riflessioni (oltre al corpus delle immagini, naturalmente) per chiss\u00e0 quante generazioni di fotografi. (\u2026) Gi\u00e0 da subito ci mise in guardia dal rischio \u00abdi giungere a un punto di scomparsa, a una insensatezza dello sguardo per eccesso di visibilit\u00e0 (\u2026) C\u2019\u00e8 un\u2019anestesia dello sguardo dovuta ad un eccesso di descrizione\u00bb.<br \/>\nNon so se di questa premonizione puramente culturale Luigi sarebbe stato oggi felice, lui che ha cercato l\u2019infinito in fondo ad ogni scatto. Non ha avuto il tempo di costruire il monumento di se stesso n\u00e9 di godere dei frutti della fama che gli arrise forse pi\u00f9 a posteriori ma, per nostra fortuna, il suo lascito \u00e8 vivo e pulsante. (\u2026) possiamo intendere la ricerca ghirriana come il tentativo di strappare un velo, il perenne cercare nettezza (del processo) della visione, restituendo allora non un mondo statico ma la fremente trasformazione che sta dietro ogni cosa. Il nostro sguardo, col suo, si trova a indagare, a cercare il senso nel punto di fuga, non soltanto nella prospettiva classica (che anzi nella sua opera non \u00e8 quasi mai determinante), quanto soprattutto nello spazio disteso dentro l\u2019inquadratura. Il suo \u00e8 un campo d\u2019azione, una chiamata all\u2019osservazione a cui si deve rispondere con l\u2019attenzione e la meraviglia della scoperta.\u00bb (da \u201cL\u2019omino sul ciglio del burrone\u201d di Antonio Desideri).<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25692\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/40_JEU-DE-PAUME_Ghirri_panoramica_2.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/40_JEU-DE-PAUME_Ghirri_panoramica_2.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/40_JEU-DE-PAUME_Ghirri_panoramica_2-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\u00ab(\u2026) la fotografia diventa un linguaggio che opera per accumulo diretto e grazie al cambiamento di significato che nasce quando il mondo dei segni si fonde con il mondo fisico; questi due elementi, combinandosi, permettono una contemplazione che va oltre quella originaria. La fotografia non \u00e8 pura duplicazione o un cronometro dell\u2019occhio che ferma il mondo fisico, ma un linguaggio nel quale la differenza fra riproduzione e interpretazione, per quanto sottile, esiste e d\u00e0 luogo a un\u2019infinit\u00e0 di mondi immaginari\u00bb. (L.G., <em>Topographie-Ikonographie \/ Topography-Iconography<\/em>, in <em>Camera Austria<\/em>, n. 7, 1982)<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25693\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/50_Mostra-Ghirri-incontra-Morandi_Grizzana-BO_estate-2016_seconda.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/50_Mostra-Ghirri-incontra-Morandi_Grizzana-BO_estate-2016_seconda.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/50_Mostra-Ghirri-incontra-Morandi_Grizzana-BO_estate-2016_seconda-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\u00abIo lavoro con la memoria, una memoria collettiva che inevitabilmente ha dei riscontri con la memoria personale. Mi spiego meglio: lavoro su una memoria personale per\u00f2 all\u2019interno di un mondo in cui le informazioni sono di carattere collettivo. Le due cose combaciano perfettamente. Del resto anche Giordano Bruno diceva che pensare \u00e8 speculare per immagini. Quel grande aveva concepito le stanze della memoria, luoghi di penombra, che per me, oggi, possono tranquillamente essere paragonati alla camera oscura. All\u2019interno di ogni stanza sono depositate determinate memorie, concatenate le une alle altre\u00bb. (da <em>Ritratto 1 Ghirri<\/em>, intervista a L.G. di Sergio Abelardi, in <em>Progresso Fotografico<\/em>, rivista, maggio 1982)<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25694\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/60_Mostra-Ghirri-incontra-Morandi_Grizzana-BO_estate-2016.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/60_Mostra-Ghirri-incontra-Morandi_Grizzana-BO_estate-2016.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/60_Mostra-Ghirri-incontra-Morandi_Grizzana-BO_estate-2016-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\u00abIl paesaggio \u00e8 per noi l\u2019incrocio tra la natura e la cultura quindi anche il luogo della distruzione, in un certo senso. (\u2026) Forse alla fine il paesaggio \u00e8 proprio il luogo della tensione infinita, in questo senso non riesci mai a collocare o a trovare un punto definitivo per determinare un ambiente. In questo senso non \u00e8 delimitabile ed ha una specie di circolarit\u00e0 anche della visione, che non finisce mai\u00bb. (Luigi Ghirri nel film <em>La strada provinciale della anime<\/em>, di Gianni Celati, 1991).<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\u00ad\u00ad\u00ad\u00ad\u00ad\u00ad\u00ad\u00ad\u00ad\u00ad___________________________________________________________________<br \/>\n<em>Antonio Desideri, \u201cLuigi Ghirri. L\u2019omino sul ciglio del burrone\u201d, Edizioni Clichy, pagg. 112, euro 7,90. In libreria dal 13 ottobre.<\/em><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25695\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/70_Mostra-Luigi-Ghirri.-Atlante-Maxxi-Roma-2017.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/70_Mostra-Luigi-Ghirri.-Atlante-Maxxi-Roma-2017.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/70_Mostra-Luigi-Ghirri.-Atlante-Maxxi-Roma-2017-150x150.jpg 150w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/10\/70_Mostra-Luigi-Ghirri.-Atlante-Maxxi-Roma-2017-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Cronache Di Cult &nbsp; &nbsp; &nbsp; Luigi Ghirri, l\u2019omino sul ciglio del burrone a cura di Antonio Desideri &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":25689,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7,16],"tags":[],"class_list":["post-25688","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio","category-cronache"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25688","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25688"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25688\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25689"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}