{"id":26468,"date":"2021-02-07T15:00:42","date_gmt":"2021-02-07T13:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=26468"},"modified":"2021-02-07T15:00:42","modified_gmt":"2021-02-07T13:00:42","slug":"immagini-dal-grande-freddo-la-fotografia-al-servizio-dellesplorazione-parte-prima-a-cura-di-renza-grossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2021\/02\/07\/immagini-dal-grande-freddo-la-fotografia-al-servizio-dellesplorazione-parte-prima-a-cura-di-renza-grossi\/","title":{"rendered":"Immagini dal grande freddo: la fotografia al servizio dell\u2019esplorazione. Parte Prima \u2013 a cura di Renza Grossi."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_26470\" aria-describedby=\"caption-attachment-26470\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-26470\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/10_Iceberg-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/10_Iceberg-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/10_Iceberg-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-26470\" class=\"wp-caption-text\">Iceberg, fotografia di Robert Edwin Peary<\/figcaption><\/figure>\n<h2><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center\"><strong>Robert Peary e l\u2019invenzione del Polo Nord<\/strong><\/h2>\n<h3 style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>Alcuni anni fa mi capit\u00f2 tra le mani un romanzo in cui si narravano le vicende di uno sfortunato esploratore inglese, Robert Falcon Scott, il quale mor\u00ec nel tentativo di conquistare il Polo Nord sfidando in una lotta contro il tempo il norvegese Roald Amundsen.<br \/>\nQuella di Scott e del suo contendente era solo una delle tante vicende di coloro che nel corso della storia avevano subito il fascino ammaliante del ghiaccio ed inseguito il bruciante desiderio di entrare per sempre nell\u2019Olimpo dei grandi esploratori. Forse \u00e8 proprio per lo stupore e la meraviglia suscitati dal pensiero di un mondo in cui le condizioni ambientali si impongono perennemente contrarie alla vita stessa, che addirittura gli antichi greci rivendicarono il primato nell\u2019esplorazione nell\u2019estremo nord.<br \/>\nPi\u00f9 mi appassionavo a queste storie di eroismo estremo pi\u00f9 mi rendevo conto di quanto fosse centrale il ruolo della fotografia come testimonianza e documentazione delle avventure narrate. In questa serie di articoli cercher\u00f2 di raccontare le vite di questi eroi e del loro rapporto con la fotografia.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<figure id=\"attachment_26471\" aria-describedby=\"caption-attachment-26471\" style=\"width: 265px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26471\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/20_Robert-Edwin-Peary-con-abiti-Inuit.-Autoritratto-e1612684644829.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"353\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-26471\" class=\"wp-caption-text\">Robert Edwin Peary con abiti Inuit. Autoritratto<\/figcaption><\/figure><\/td>\n<td>\n<figure id=\"attachment_26472\" aria-describedby=\"caption-attachment-26472\" style=\"width: 265px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26472\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/25Robert-Edwin-Peary-in-abiti-Inuit-sul-Roosvelt-e1612684664997.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"352\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-26472\" class=\"wp-caption-text\">Robert Edwin Peary in abiti Inuit sul Roosvelt<\/figcaption><\/figure><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Uno dei primi episodi che evidenzi\u00f2 la funzione delle immagini nei viaggi di scoperta, fu la vicenda che port\u00f2 Robert Edwin Peary verso la conquista Polo Nord.<br \/>\n<strong><em>Robert Edwin Peary<\/em><\/strong> (1856-1920) fu un ingegnere e ammiraglio navale americano di grande fama. Il suo lavoro lo condusse in varie parti del mondo fino a che nel 1896 si trov\u00f2 in Nicaragua per ispezionare i territori interessati all\u2019imminente costruzione del Canale di Panama. Fu proprio durante questo viaggio che si materializz\u00f2 nella sua mente l\u2019idea di concedersi un anno di congedo dal lavoro per dedicarsi alla sua pi\u00f9 grande passione: l\u2019esplorazione.\u00a0 La sua intenzione era quella di perlustrare il territorio della Groenlandia e successivamente raggiungere il Polo Nord. Fin dalla giovinezza l\u2019esploratore americano sognava di vedere il suo nome accanto a quelli di grandi personaggi come Colombo, Cortez, Livingstone, De Soto, e proprio come loro essere ricordato come scopritore di un territorio ancora inesplorato.<br \/>\nCosi, una volta tornato dal Nucaragua, comp\u00ec la sua prima spedizione in Groenlandia. Ad accompagnarlo in questa avventura c\u2019era Matthew Henson, un giovane afroamericano di 20 anni del Maryland che divenne ben presto uno dei suoi pi\u00f9 stretti collaboratori.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_26473\" aria-describedby=\"caption-attachment-26473\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-26473\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/30_Mattew-Henson-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"875\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/30_Mattew-Henson-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/30_Mattew-Henson-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary-199x300.jpg 199w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-26473\" class=\"wp-caption-text\">Mattew Henson, fotografia di Robert Edwin Peary<\/figcaption><\/figure>\nPeary, Henson e gli altri membri della spedizione iniziarono a trascorrere lunghi periodi in Artide affinch\u00e9 i loro corpi potessero adattarsi alla rigidit\u00e0 del clima, all\u2019alimentazione e all\u2019abbigliamento degli Inuit, sfruttando il tempo a disposizione per raccogliere pi\u00f9 informazioni possibili sulla natura del territorio. I successivi viaggi gli permisero di accertarsi per primo della natura della Groenlandia, finalmente riconosciuta come isola, avvicinandosi cos\u00ec sempre di pi\u00f9 alla meta. Peary si dimostr\u00f2 ben presto un uomo disposto a pagare un prezzo molto alto per raggiungere i propri scopi: la prima spedizione venne compiuta dall\u2019esploratore con una gamba fratturata.<br \/>\nNel 1902, Peary raggiunse la latitudine 87\u00b017\u2019, ma a causa di un congelamento agli arti dovette desistere dall\u2019impresa. Nel 1909 durante il viaggio finanziato dalla National Geogrphic Society, e compiuto a bordo del Roosvelt, un piccolo ma robusto rompighiaccio, riusc\u00ec ad arrivare a 322 miglia dal Polo.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_26474\" aria-describedby=\"caption-attachment-26474\" style=\"width: 369px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26474 size-full\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/35_Rompighiaccio.jpg\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/35_Rompighiaccio.jpg 369w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/35_Rompighiaccio-300x227.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 369px) 100vw, 369px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-26474\" class=\"wp-caption-text\">Il rompighiaccio Roosvelt della spedizione finanziata dalla National Geogrphic Society, nel 1909<\/figcaption><\/figure>\nNel mese di marzo, all\u2019et\u00e0 di 52 anni, Peary inizi\u00f2 il viaggio in slitta verso il nord con un equipaggio composta da 24 uomini (di cui 17 Inuit) e 133 cani. Il Polo distava 765 km dal punto di attracco della nave. Il 1 aprile, a causa della mancanza di cibo, Peary fece rientrare al campo base la maggior parte degli uomini mentre rimasero con lui solo Henson e quattro guide eschimesi. Una volta raggiunta la meta Peary e i suoi uomini restarono presso il punto in cui venne conficcata nel suolo ghiacciato la bandiera americana per 30 ore. Poi, esausto a causa di una infezione alla gola, decise di ripartire verso l\u2019accampamento principale.<br \/>\nIl 6 settembre del 1909 l\u2019esploratore americano raggiunse un ufficio telegrafico a Indian Harbour, nel Labrador, dal quale invi\u00f2 un messaggio al New York Times: \u201c<em>Ho raggiunto il Polo il 6 aprile<\/em>\u201d, e ne invi\u00f2 uno anche all\u2019Associated Press \u201c<em>La bandiera a stelle e strisce sventola sul Polo<\/em>\u201d.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_26475\" aria-describedby=\"caption-attachment-26475\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-26475\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/40_Henson-e-le-guide-Inuit-davanti-alla-bandiera-americana-che-delimita-il-Polo-Nord-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"716\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/40_Henson-e-le-guide-Inuit-davanti-alla-bandiera-americana-che-delimita-il-Polo-Nord-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/40_Henson-e-le-guide-Inuit-davanti-alla-bandiera-americana-che-delimita-il-Polo-Nord-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary-243x300.jpg 243w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-26475\" class=\"wp-caption-text\">Henson e le guide Inuit davanti alla bandiera americana che delimita il Polo Nord, fotografia di Robert Edwin Peary<\/figcaption><\/figure>\nE\u2019 interessante notare come Peary riconoscesse alla fotografia un ruolo di primaria importanza nei suoi viaggi. \u00a0Avendo necessit\u00e0 di raccogliere fondi per poter allestire la sua spedizione, concep\u00ec l\u2019impresa come una missione di carattere scientifico, oltre che di grande valore politico. La fotografia poteva quindi testimoniare la correttezza delle proprie ipotesi e contemporaneamente coinvolgere un pubblico sempre pi\u00f9 ampio tra i sostenitori del suo viaggio. Peary ambiva ad allargare il suo raggio di azione catturando l\u2019approvazione popolare attraverso pubblicazioni e conferenze, cosi la fotografia divenne uno strumento essenziale per veicolare le sue scoperte, poich\u00e9 riassumeva in s\u00e9 sia il carattere di immagine scientifica che di rappresentazione per la massa.<br \/>\nNon dobbiamo dimenticare che ancora per lungo tempo dopo la met\u00e0 del XIX secolo realizzare fotografie durante i viaggi esplorativi risultava estremamente complesso. L\u2019equipaggiamento fotografico era grande e pesante, i processi per ottenere le immagini macchinosi, i supporti, ovvero le lastre di vetro erano estremamente delicati e il mantenimento delle immagini, una volta sviluppate, necessitava cura e protezione. Peary descrisse spesso nei suoi diari le difficolt\u00e0 dell\u2019ambiente artico. I banchi di ghiaccio che improvvisamente emergevano dalle acque rendendo impervio ed imprevedibile il percorso, ma anche la fragilit\u00e0 della superficie congelata, le inaspettate tempeste di neve, il vento che soffiava atrocemente sui volti, l\u2019accecante luce riflessa dal ghiaccio e l\u2019infinita e cupa notte artica influivano pesantemente sull\u2019andamento del cammino.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_26476\" aria-describedby=\"caption-attachment-26476\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-26476\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/50_Il-controllo-del-territorio-nel-vento-artico-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/50_Il-controllo-del-territorio-nel-vento-artico-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/50_Il-controllo-del-territorio-nel-vento-artico-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-26476\" class=\"wp-caption-text\">Il controllo del territorio nel vento artico, fotografia di Robert Edwin Peary<\/figcaption><\/figure>\nDalle fotografie realizzate durante la spedizione di Peary affiora tutto questo. Non solo l\u2019eroismo degli uomini ma anche la loro fragilit\u00e0 davanti ad un ambiente respingente. Emergono le singole storie delle persone fotografate. Ed ecco i ritratti e gli autoritratti di Peary, abbigliato con pelli e pellicce per proteggersi dalle temperature proibitive, il cui sguardo penetrante colpiva per forza e fierezza, per la consapevolezza profonda del proprio ruolo.<br \/>\nEd ancora Mattew Henson, il giovane aiutante di Peary, che lo accompagn\u00f2 fino al momento in cui la bandiera americana venne conficcata nel ghiaccio e che per il suo impegno e la sua dedizione ottenne un posto di rilievo posando al centro della fotografia accanto alle guide Inuit, con alle spalle il Polo Nord finalmente conquistato.<br \/>\nLe immagini di Peary per\u00f2 erano soprattutto dominate dal ghiaccio. Da quel bianco immenso, infinito, incontenibile, che sembrava fagocitare tutto, persone, oggetti, animali.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_26477\" aria-describedby=\"caption-attachment-26477\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-26477\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/60_Il-viaggio-in-slitta-sul-ghiaccio-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/60_Il-viaggio-in-slitta-sul-ghiaccio-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/60_Il-viaggio-in-slitta-sul-ghiaccio-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-26477\" class=\"wp-caption-text\">Il viaggio in slitta sul ghiaccio, fotografia di Robert Edwin Peary<\/figcaption><\/figure>\n&nbsp;<br \/>\nPeary fu il principale autore delle immagini realizzate che per la loro bellezza, pulizia e rigore, appaiono ancora oggi come esempi straordinari e irripetibili. In alcune fotografie le figure umane sembrano quasi smaterializzarsi nell\u2019ambiente, diventarne parte, acquisire la stessa concretezza del ghiaccio che le circonda.<br \/>\nEppure, furono proprio le immagini scattate durante il viaggio ad essere al centro di un contenzioso che dur\u00f2 per decenni.<br \/>\nCompiuta infatti la missione e rientrato ad Indian Harbour, Peary scopr\u00ec solo dopo aver comunicato il successo della sua missione che, cinque giorni prima di lui, il compatriota Frederick Cook aveva spedito dalle scozzesi isole Shetland un telegramma in cui affermava di aver raggiunto il Polo il 21 aprile del 1908. Un anno prima di Peary. La sua delusione, dopo ben otto spedizioni polari in 23 anni di carriera fu cocente.<br \/>\nDa quel preciso istante tra i due esploratori inizi\u00f2 una battaglia che trov\u00f2 una conclusione solo due anni dopo, grazie all\u2019intervento del Congresso degli Stati Uniti che decret\u00f2 definitivamente sulla querelle. Nel 1911 venne infatti stabilito che il primato spettava a Peary anche se ancora oggi, a pi\u00f9 di cento anni di distanza, molti sostengono che in realt\u00e0 l\u2019esploratore americano non abbia raggiunto la meta per una manciata di miglia. Durante la fase pi\u00f9 accesa della controversia con Cook, Peary venne attaccato specialmente riguardo alla descrizione che rilasci\u00f2 dell\u2019ultima parte del viaggio. Il suo racconto infatti risultava frammentario e pieno di inesattezze, e poich\u00e9 nessuno del suo equipaggio possedeva le conoscenze scientifiche necessarie per confermare ci\u00f2 che avvenne, Peary fu accusato di aver alterato a suo favore parte dei dati raccolti.<br \/>\n<figure id=\"attachment_26478\" aria-describedby=\"caption-attachment-26478\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-26478\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/70_Membri-della-spedizione-impegnati-nella-raccolta-di-dati-scientifici-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/70_Membri-della-spedizione-impegnati-nella-raccolta-di-dati-scientifici-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/70_Membri-della-spedizione-impegnati-nella-raccolta-di-dati-scientifici-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary-300x214.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-26478\" class=\"wp-caption-text\">Membri della spedizione impegnati nella raccolta di dati scientifici, fotografia di Robert Edwin Peary<\/figcaption><\/figure>\nMolti ritennero anche le sue fotografie dei falsi, creati a tavolino per poter confermare le sue affermazioni. Peary, fotografo ed esploratore, aveva scelto, salvo alcuni scatti realizzati dagli altri membri della spedizione, di occuparsi personalmente della documentazione del suo viaggio. E questo aument\u00f2 ovviamente la mole dei dubbi nei suoi confronti.<br \/>\nGrazie alle sue fotografie oggi possiamo conoscere i volti degli uomini che con lui condivisero la fatica e la gioia della grande impresa, ma solo qualche anno pi\u00f9 tardi i grandi pionieri dell\u2019Antartide scelsero invece di ingaggiare dei fotografi professionisti incaricati di testimoniare con esattezza incontestabile le loro conquiste. La contesa sul Polo Nord aveva fatto scuola e la fotografia diventava essenziale per diffondere la conoscenza dei grandi viaggi d\u2019esplorazione.<br \/>\nIl Polo Nord era stato conquistato.<br \/>\nDa quel momento in poi l\u2019attenzione si spost\u00f2 freneticamente verso l\u2019ancora intoccato Polo Sud.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nRenza Grossi<br \/>\n<strong>Tutor Fotografico FIAF<\/strong><br \/>\n<strong>Lettore della Fotografia FIAF<\/strong><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<figure id=\"attachment_26479\" aria-describedby=\"caption-attachment-26479\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-26479\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/80_Ultimo-giorno-di-marcia-verso-il-Polo-Nord-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/80_Ultimo-giorno-di-marcia-verso-il-Polo-Nord-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/02\/80_Ultimo-giorno-di-marcia-verso-il-Polo-Nord-fotografia-di-Robert-Edwin-Peary-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-26479\" class=\"wp-caption-text\">Ultimo giorno di marcia verso il Polo Nord, fotografia di Robert Edwin Peary<\/figcaption><\/figure>\n&nbsp;<br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26082\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/11\/logo-70FIAF-02.jpg\" alt=\"\" width=\"176\" height=\"105\" \/><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\">Campagna di tesseramento alla FIAF 2021<\/h2>\n<ul>\n<li>Offerta straordinaria e gratuita di attivit\u00e0 on-line:\u00a0<a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/11\/BROCHURE-A4-CONTENUTI-PER-SOCI-E-CIRCOLI-ONLINE.pdf\">BROCHURE A4-CONTENUTI PER SOCI E CIRCOLI ONLINE<\/a><\/li>\n<li>Vantaggi offerti dal tesseramento :\u00a0<a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/12\/SLIDE-vantaggi-tesseramento-2021-attivit\u00e0-FIAF-OK.pdf\">SLIDE vantaggi tesseramento 2021-attivit\u00e0 FIAF &#8211; OK<\/a><\/li>\n<li>Per procedere al tesseramento:\u00a0<a href=\"https:\/\/iscrizioni.fiaf.net\/\">https:\/\/iscrizioni.fiaf.net\/<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Robert Peary e l\u2019invenzione del Polo Nord \u00a0 Alcuni anni fa &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":26470,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7,16],"tags":[],"class_list":["post-26468","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio","category-cronache"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26468","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26468"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26468\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26470"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26468"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26468"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26468"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}