{"id":2754,"date":"2012-11-06T22:26:05","date_gmt":"2012-11-06T20:26:05","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=2754"},"modified":"2012-11-06T22:26:05","modified_gmt":"2012-11-06T20:26:05","slug":"eliografia-di-enrico-maddalena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2012\/11\/06\/eliografia-di-enrico-maddalena\/","title":{"rendered":"L&#039;eliografia &#8211; di Enrico Maddalena"},"content":{"rendered":"<p><em>Riporto un sonetto di Augusto Berta, contenuto in un testo <\/em><br \/>\n<em>di Carlo Brogi del 1896: &#8220;Il ritratto in fotografia&#8221;. <\/em><br \/>\n<strong><em>La Fotografia<\/em><\/strong><br \/>\n<em>Arte nata da un <strong>raggio<\/strong> e da un <strong>veleno<\/strong><\/em><br \/>\n<em>la disse un d\u00ec il Poeta &#8211; Gli rispose<\/em><br \/>\n<em>un altro: &#8211; Essenza d&#8217;anime e di cose!<\/em><br \/>\n<em>Tutto si eterna nel vital tuo seno:<\/em><br \/>\n<em>il sole, il giubilante arcobaleno,<\/em><br \/>\n<em>le stranezze del mar, l&#8217;ombre pensose<\/em><br \/>\n<em>del bosco, le dolcezze luminose<\/em><br \/>\n<em>d&#8217;uno stellante e puro occhio sereno.<\/em><br \/>\n<em>Ed io l&#8217;amo quel <strong>raggio<\/strong> <strong>velenoso<\/strong><\/em><br \/>\n<em>che suscita la forma come un Dio,<\/em><br \/>\n<em>che tutto vede e strappa al freddo oblio!<\/em><br \/>\n<em>Ed io l&#8217;adoro quel <strong>velen<\/strong> <strong>radioso<\/strong><\/em><br \/>\n<em>che mi consente ancor l&#8217;immagin pia<\/em><br \/>\n<em>&#8211; morta da tempo &#8211; della Mamma mia!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Vi si pone l\u2019accento, in pi\u00f9 riprese, alla natura ottica (il raggio) e chimica (il veleno) della fotografia. Bellissimo il finale dove il Berta evidenzia la natura referenziale di questo nuovo mezzo, la sua capacit\u00e0 di riportarci l\u00ec ed allora, in luoghi e tempi passati.<\/em><\/p>\n<p>La mia camera obscura, la parte ottica \u00e8 pronta. Non mi resta che dedicarmi a quella chimica.<br \/>\n<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019eliografia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ho sperimentato il disegno fotogenico di Talbot e solo in un secondo tempo l\u2019eliografia di Ni\u00e9pce. Ma per seguire la cronologia storica ne parlo ora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Joseph Nic\u00e9phore Ni\u00e9pce era interessato ai metodi di stampa, dalla litografia all\u2019incisione. Purtroppo era negato per il disegno. Pens\u00f2 allora ad un metodo per riportare in automatico un disegno su di una lastra da stampa. Gli incisori ricoprono una lastra di metallo, generalmente rame,\u00a0 con della cera o del bitume. Allora si usava il bitume di Giudea. L\u2019artista incideva il bitume con un bulino che, asportando l\u2019impasto, metteva allo scoperto il metallo. Si poneva quindi la lastra a contatto con il mordente (acido nitrico) che lo intaccava l\u00e0 dove era passato il bulino. Si creano pertanto dei solchi. Si puliva la lastra togliendo la cera o il bitume che la ricopriva e la si inchiostrava, pulendola in superficie con una racletta. L\u2019inchiostro restava nei solchi. Premendo un foglio di carta sulla lastra, ne restava impresso il disegno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ni\u00e9pce scopr\u00ec che il bitume di Giudea indurisce alla luce divenendo insolubile nell\u2019olio di lavanda che invece ha la propriet\u00e0 di scioglierlo quando non esposto. Inizi\u00f2 cos\u00ec i suoi esperimenti ricoprendo di bitume lastre di peltro e di rame. Rendeva trasparente una incisione, la poneva sulla lastra esponendo il tutto alla luce. L\u2019inchiostro del disegno faceva da maschera ed impediva alla luce di indurire il bitume sottostante. Lavando la lastra con olio di lavanda, veniva via la zona non esposta. In pratica la luce sostituiva il bulino. Si procedeva poi come per una normale incisione. A ben riflettere, \u00e8 questa la vera scoperta di Ni\u00e9pce: la fotoincisione, la prima tecnica fotomeccanica. E non \u00e8 una scoperta da poco se pensiamo che la maggior parte delle immagini fotografiche su carta non sono immagini all\u2019argento, ma all\u2019inchiostro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 famosa la sua riproduzione mediante questa tecnica, di una incisione raffigurante il cardinale Georges D\u2019Amboise.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/PHO03143.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2755\" title=\"PHO03143\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/PHO03143.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"786\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/PHO03143.jpg 600w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/PHO03143-229x300.jpg 229w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non sono riuscito a trovare, nemmeno su internet, il bitume di Giudea. Ma so, per aver praticato da ragazzo la stampa al bicromato di potassio, che questa sostanza ha propriet\u00e0 analoghe al bitume di Giudea. Un colloide, come la gelatina o la gomma arabica, in cui si discioglie del bicromato, indurisce nelle parti esposte alla luce che divengono insolubili all\u2019acqua. Una lastra ricoperta con tale sostanza si \u201csviluppa\u201d non in olio di lavanda ma in comunissima ed economica acqua calda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/eliografiamadonnadelmelograno.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2756\" title=\"eliografiamadonnadelmelograno\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/eliografiamadonnadelmelograno.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/eliografiamadonnadelmelograno.jpg 600w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/eliografiamadonnadelmelograno-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ho allora scansionato la \u201c<em>Madonna della melagrana<\/em>\u201d di Raffaello, l\u2019ho stampata, ho poi bagnato di olio con un batuffolo di cotone la carta per renderla trasparente e l\u2019ho posta, pressata da un vetro, su di un foglio di cartoncino per acquerello rivestito con gomma arabica e bicromato. Ho esposto il tutto al sole per qualche minuto, quindi ho immerso il cartoncino in acqua ottenendo la riproduzione \u201cautomatica\u201d del disegno. Volete paragonare la Madonna col Bambino ad un semplice cardinale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/eliogtrafiamadonnainpositivo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2757\" title=\"eliogtrafiamadonnainpositivo\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/eliogtrafiamadonnainpositivo.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"658\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/eliogtrafiamadonnainpositivo.jpg 600w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/eliogtrafiamadonnainpositivo-274x300.jpg 274w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 noto che il passo successivo di Ni\u00e9pce fu quello di ripetere il procedimento mediante una camera obscura. Poich\u00e9 la luce che entra in un tale apparecchio \u00e8 enormemente inferiore a quella solare diretta, sono necessari tempi di posa lunghissimi. Otto ore in quella che \u00e8 considerata la prima fotografia della storia. L\u2019immagine \u00e8 stabile perch\u00e9 l\u2019olio di lavanda ha ormai asportato il bitume fotosensibile dalle parti in ombra, facendo contemporaneamente da sviluppo e da fissaggio. Ci\u00f2 che piaceva a Ni\u00e9pce di questo procedimento \u00e8 che si ottiene una immagine direttamente positiva (il bitume di Giudea \u00e8 bianco). Nelle prove con il cloruro d\u2019argento si ottenevano invece immagini dai toni invertiti. Ma si era cacciato in un vicolo cieco perch\u00e9 le lunghissime esposizioni e la scarsa definizione delle immagini ottenute non riservavano al metodo alcun futuro. Il sogno di Ni\u00e9pce di ottenere immagini direttamente positive si \u00e8 realizzato con il digitale. Chi inizia a fotografare oggi pensa che il negativo sia un effetto di Photoshop. Va sottolineato, per amore del vero, che Hippolyte Bayard, contemporaneo di Daguerre e di Ni\u00e9pce, era riuscito a produrre immagini direttamente positive su carta all\u2019argento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/NICPHO1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2758\" title=\"NICPHO~1\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/NICPHO1.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/NICPHO1.jpg 600w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/NICPHO1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ho naturalmente voluto provare anch\u2019io l\u2019eliografia, inserendo nella mia camera obscura un cartoncino trattato con gomma arabica e bicromato. Dopo otto lunghe ore di esposizione, ho portato dentro casa la macchina ed ho \u201csviluppato\u201d la carta. Fantastico! Il muretto di fronte, l\u2019albero di melo, il palazzo e l\u2019albero lontani erano perfettamente riconoscibili! Ho riprovato le stesse emozioni che Ni\u00e9pce deve aver provato circa 180 anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/eliografia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2759\" title=\"eliografia\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/eliografia.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"652\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/eliografia.jpg 600w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2012\/11\/eliografia-276x300.jpg 276w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riporto un sonetto di Augusto Berta, contenuto in un testo di Carlo Brogi del 1896: &#8220;Il ritratto in fotografia&#8221;. 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