{"id":29870,"date":"2022-10-21T17:37:58","date_gmt":"2022-10-21T15:37:58","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=29870"},"modified":"2022-10-21T17:59:45","modified_gmt":"2022-10-21T15:59:45","slug":"confini-_-elaborazione-del-concept_07-prodotto-dsl-lab-di-cult-113-fiaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2022\/10\/21\/confini-_-elaborazione-del-concept_07-prodotto-dsl-lab-di-cult-113-fiaf\/","title":{"rendered":"CONFINI &#8211; Elaborazione del Concept_07 &#8211; LAB Di Cult 113 FIAF"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\"><strong>QUALI CONFINI?<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0\u201cSolo, in mezzo alla spiaggia, Bartleboom guardava. A piedi nudi, i pantaloni arrotolati in su per non bagnarli, un quadernone sotto il braccio e un cappello di lana in testa. Leggermente chinato in avanti, guardava: per terra. Studiava l\u2019esatto punto in cui l\u2019onda, dopo essersi rotta una decina di metri pi\u00f9 indietro, si allungava &#8211; divenuta lago, e specchio e macchia d\u2019olio &#8211; risalendo la delicata china della spiaggia e finalmente si arrestava\u2026\u201d<\/em>.<br \/>\nda Oceano Mare, Alessandro Baricco<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29871\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"404\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/1.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/1-300x209.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il personaggio del libro di Baricco, il professor Bartelboom, studia il moto delle onde: desidera indagare sui confini del mare.<\/p>\n<p>Ma si possono stabilire i confini del mare? E soprattutto cos\u2019\u00e8 un confine?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29872\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/2.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"449\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/2.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/2-300x232.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In principio il confine \u00e8 la linea di separazione, anche solo immaginaria, non visibile all\u2019occhio umano, che separa una propriet\u00e0, per esempio delle terre coltivate: la linea lungo la quale si estendono due appezzamenti confinanti che appartengono a due diversi proprietari.<\/p>\n<p>Il confine \u00e8 quindi una linea di divisione, di interruzione. Per\u00f2, visto che la separazione avviene lungo una linea quella diventa al tempo stesso una linea di contatto. Quindi un confine non solo separa ma unisce anche.<\/p>\n<p>In natura non esistono confini: ogni linea di separazione \u00e8 puramente artificiale e convenzionale. Se la Terra non fosse abitata si mostrerebbe come uno spazio indefinito e offrirebbe alla nostra vista un susseguirsi di corsi di fiumi, creste di montagne e rive di mari. Soltanto il passaggio dell&#8217;uomo rompe l\u2019indefinibile estensione della Terra, isola le cose l&#8217;una dall&#8217;altra e introduce il principio dell&#8217;appartenenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29873\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/3.jpg\" alt=\"\" width=\"579\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/3.jpg 579w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/3-300x300.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/3-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 579px) 100vw, 579px\" \/><\/p>\n<p>Eppure usiamo spesso la parola \u201cconfini\u201d anche in senso figurato e metaforico quasi avessimo costantemente bisogno di riconoscere linee di demarcazione (separazione \u2013 limite). Ne abbiamo bisogno per organizzare il nostro pensiero, per misurare la nostra esistenza. Sia per quanto riguarda il rapporto con gli altri, sia per il rapporto personale con noi stessi.<\/p>\n<p>I \u201cconfini\u201d sono una convenzione: ma \u00e8 una prerogativa umana sia costruirli che abbatterli e superarli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29874\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/4.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/4.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/4-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche il limite tra \u201cpubblico\u201d e \u201cprivato\u201d si \u00e8 spostato o \u00e8 stato addirittura cancellato: nella nostra era dominata da internet, la tecnologia ha reso concreto il capovolgimento di ogni regola e definizione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che accade sui social, ad esempio, \u00e8 un\u2019irrefrenabile esposizione della propria vita privata che oscura il concetto di intimit\u00e0 per soddisfare l\u2019istinto di ostentare la propria quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29875\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/5.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"381\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/5.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/5-300x197.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una delle dimensioni nella quale l\u2019uomo ha sempre provato a superare i propri limiti \u00e8 l\u2019Arte. Non vi sono confini espressivi per chi crea. Se proviamo a guardare le correnti artistiche che si sono succedute nel passato vedremo che la generazione successiva ha sempre provato a superare la precedente. Attraverso l\u2019arte si superano i confini e la creativit\u00e0 artistica si esprime per unire le persone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29876\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/6.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/6.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/6-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I muri, che nascono per separare e dividere, attualmente si dispiegano come enormi tele sulle quali gli <strong><em>street artists<\/em><\/strong> dipingono. Un tempo considerati \u201cimbrattatori\u201d, oggi sono chiamati dalle istituzioni locali perch\u00e9 con la loro arte portino colore ed allegria nelle periferie creando opere che hanno l\u2019obiettivo di rigenerazione sociale e riqualificazione urbana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-29877\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/7.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/7.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/10\/7-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questa nostra breve riflessione abbiamo cercato di porre l\u2019accento sulla continua e perenne esigenza dell\u2019essere umano di mettere barriere, sia fisiche che mentali, per la propria sopravvivenza; ma abbiamo visto che \u00e8 innata anche l\u2019opposta necessit\u00e0 di abbatterle e superarle.<\/p>\n<p>\u00c8 un continuo e dinamico divenire e lo studio del professor Bartelboom in <strong>Oceano mare<\/strong> di Alessandro Baricco \u00e8 destinato a fallire: <em>\u201c\u2026 vedete l\u00ec, dove l\u2019acqua arriva&#8230; sale sulla spiaggia poi si ferma&#8230; ecco, proprio quel punto, dove si ferma&#8230; dura proprio solo un attimo, guardate, ecco, ad esempio, l\u00ec&#8230; vedete che dura solo un attimo, poi sparisce, ma se uno riuscisse a fermare quell\u2019attimo&#8230; quando l\u2019acqua si ferma, proprio quel punto, quella curva&#8230; \u00e8 quello che io studio. Dove l\u2019acqua si ferma. L\u00ec finisce il mare.\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Francesca Sciarra<br \/>\nTutor Fotografico FIAF<\/p>\n<p>Anna Serrato<br \/>\nTutor Fotografico FIAF<\/p>\n<p>*Le immagini appartengono ad alcuni dei lavori fotografici dei partecipanti al Laboratorio LAB Di Cult 113 FIAF.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; QUALI CONFINI? &nbsp; \u00a0\u201cSolo, in mezzo alla spiaggia, Bartleboom guardava. 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