{"id":30434,"date":"2022-12-13T17:24:01","date_gmt":"2022-12-13T16:24:01","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=30434"},"modified":"2022-12-13T17:43:19","modified_gmt":"2022-12-13T16:43:19","slug":"duane-michals-prima-parte-a-cura-di-michele-di-donato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2022\/12\/13\/duane-michals-prima-parte-a-cura-di-michele-di-donato\/","title":{"rendered":"DUANE MICHALS_ Prima parte &#8211; a cura di Michele Di Donato"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Duane Michals non \u00e8 solo un fotografo ma anche e soprattutto un narratore, autore di immagini assemblate in sequenze fotografiche\u00a0 che esaminano la condizione umana in ogni suo aspetto. Si tratta di un lavoro emotivo quello di Michals, eseguito con uno stile unico e inconfondibile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Artista che confonde le frontiere della fotografia, pittura, del teatro e della poesia, Michals \u00e8 uno dei nomi pi\u00f9 nomi pi\u00f9 prestigiosi dell&#8217;avanguardia americana. Negli anni Sessanta ha proposto un nuovo approccio alla fotografia che non mira tanto a documentare la realt\u00e0 tangibile, quel &#8220;momento decisivo&#8221; che i suoi contemporanei si sforzavano di catturare, ma piuttosto si occupa degli aspetti metafisici della vita. In questo modo, Michals si allontana dalla fotografia come strumento di memoria visiva: ci\u00f2 che non si vede, ci\u00f2 che rimane nascosto, diventa l&#8217;obiettivo della sua ricerca.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nato a McKeesport, alla periferia di Pittsburgh, nel 1932, Michals ha studiato arte alla di Denver e design alla Parsons School of Design di New York. Ha scoperto la fotografia nel 1958 quasi per caso, durante un viaggio nell&#8217;Unione Sovietica, dove aveva portato con s\u00e9 la macchina fotografica di un amico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L&#8217;artista stesso afferma di essere stato fortunato a non aver mai studiato fotografia, perch\u00e9 questo gli ha permesso di allontanarsi dalle pratiche abituali, senza doversi preoccupare dei limiti imposti dalla fotografia tradizionale; infatti dichiara che i suoi riferimenti estetici pi\u00f9 riferimenti estetici pi\u00f9 rilevanti non sono dei fotografi ma tre pittori: Magritte, Balthus e de Chirico; quest\u2019ultimo, che ha conosciuto e fotografato, ha determinato la sua libert\u00e0, la sua natura ludica e la sua visione scenografica. L&#8217;unico fotografo che gli \u00e8 stato veramente d&#8217;ispirazione Eug\u00e8ne Atget, che con le sue vedute di Parigi al limite del surrealismo, ha ispirato la prima importante serie di \u00a0opere di Michals, \u201c<em>Empty New York<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-30438\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/Empty-New-York-e1670949266473.jpg\" alt=\"\" width=\"742\" height=\"573\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/Empty-New-York-e1670949266473.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/Empty-New-York-e1670949266473-300x232.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 742px) 100vw, 742px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Le opere di Michals vanno oltre la descrizione, oltre le superfici, per rivelare il soggetto, non come <em>appare<\/em> ma come si <em>sente<\/em>; sfidano i vincoli del linguaggio e della struttura visiva incorporando commenti testuali scritti a mano o piccole narrazioni testuali direttamente sui bordi delle fotografie. Mentre l&#8217;uso di titoli per le opere d&#8217;arte \u00e8 onnipresente, l&#8217;interconnessione di immagini in sequenza e la congiunzione di testo e immagine sono caratteristiche distintive di Michals.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Scrive l\u2019autore: &#8220;<em>La maggior parte del lavoro \u00e8 fatta nella mia testa. Quindi, quando si tratta di girare davvero, \u00e8 molto facile. Posso fare tutto in un&#8217;ora<\/em>&#8220;. Tuttavia, il suo lavoro deriva dall&#8217;esplorazione personale della memoria, della mortalit\u00e0, della temporalit\u00e0, dell&#8217;orientamento sessuale e della spiritualit\u00e0. Le sue fotografie sono profondamente affettive, sia che siano estratte da un nucleo autobiografico sulla sua prima infanzia passata sull&#8217;orlo del trauma, sia che siano tratte dalle realt\u00e0 psicologiche della vita moderna, comprese le genealogie e le esperienze queer, come l&#8217;iconografia del cruising gay maschile in <em>Chance Meeting<\/em> (1970), un incontro aperto, intimo ma sconcertante con un riflesso di s\u00e9. Le fotografie ritraggono un&#8217;immagine altamente <em>codificata<\/em> di due uomini, vestiti elegantemente, che camminano in un vicolo. Nell\u2019incrociarsi, entrambi gli uomini, in diverse inquadrature, si voltano a guardarsi l&#8217;un l&#8217;altro. Anche se potrebbe essere interpretato semplicemente come due uomini che vagano per la strada, la fotografia \u00e8 fortemente carica di desiderio e di crociera di met\u00e0 secolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-30437\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/chance-meeting.jpg\" alt=\"\" width=\"789\" height=\"403\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/chance-meeting.jpg 640w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/chance-meeting-300x153.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 789px) 100vw, 789px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La sfida immaginativa per Michals consiste nell&#8217;utilizzare le immagini visive per trasmettere idee astratte: come fotografare l&#8217;effimero, ci\u00f2 che \u00e8 immaginario, intangibile, invisibile o subconscio. Scrive: &#8220;<em>I fotografi si sentono a proprio agio nel fotografare ci\u00f2 che vedono. Ma non provano mai a fotografare ci\u00f2 che non si vede<\/em>&#8220;. Michals, come gi\u00e0 fece Julia Margareth Cameron nel XIX secolo, \u00a0usa panneggi diafani per evocare l&#8217;etereo, come in \u201c<em>Warren Beatty\u201d<\/em> (1967) e \u201c<em>Certain Words Must Be Said<\/em>\u201d (1976).<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-30439\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/Warren_Beatty_.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"809\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/Warren_Beatty_.jpg 1000w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/Warren_Beatty_-300x243.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/Warren_Beatty_-768x621.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-30436\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/certain-words-must-be-said-e1670949200754.jpg\" alt=\"\" width=\"818\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/certain-words-must-be-said-e1670949200754.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/certain-words-must-be-said-e1670949200754-300x235.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 818px) 100vw, 818px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Quando gioca con le &#8220;propriet\u00e0&#8221; del rispecchiamento, i riflessi da varie angolazioni, come in\u00a0 \u201c <em>A Story About A Story<\/em>\u201c(1989), illustra i punti ciechi, i confini e i limiti della percezione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_30444\" aria-describedby=\"caption-attachment-30444\" style=\"width: 931px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-30444\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/Michals_A_Story_About_.jpg\" alt=\"\" width=\"931\" height=\"716\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/Michals_A_Story_About_.jpg 931w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/Michals_A_Story_About_-300x231.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/Michals_A_Story_About_-768x591.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 931px) 100vw, 931px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-30444\" class=\"wp-caption-text\">Michals, Duane, A Story About a Story, 1989, 2018.47<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Sostiene che la realt\u00e0 \u00e8 relativa: &#8220;<em>Come fai a sapere che il mio riflesso \u00e8 quello vero? \u00c8 tutto nella tua mente, sai. Lo specchio riflette tutto<\/em>&#8220;. Oppure: &#8220;<em>Sono un riflesso che fotografa altri riflessi all&#8217;interno di un riflesso<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Michele Di Donato<\/strong><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Duane Michals non \u00e8 solo un fotografo ma anche e soprattutto un narratore, autore di immagini assemblate in sequenze &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":30439,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[128],"class_list":["post-30434","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio","tag-duane-michals"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30434"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30434\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30448,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30434\/revisions\/30448"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30439"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}