{"id":30616,"date":"2022-12-27T16:00:07","date_gmt":"2022-12-27T15:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=30616"},"modified":"2022-12-30T16:33:36","modified_gmt":"2022-12-30T15:33:36","slug":"duane-michals_-terza-e-ultima-parte-a-cura-di-michele-di-donato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2022\/12\/27\/duane-michals_-terza-e-ultima-parte-a-cura-di-michele-di-donato\/","title":{"rendered":"DUANE MICHALS_ Terza e ultima parte \u2013 a cura di Michele Di Donato"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\">Michals realizza scene narrative che ci portano in un viaggio nella sua realt\u00e0 e che pongono domande difficili che ci costringono a esaminare idee che vanno oltre il mondo dei fenomeni, oltre il mondo delle superfici. Sfida le nostre vite interiori e l&#8217;immagine idealizzata di noi stessi, disturbando i confini della personalit\u00e0, dell&#8217;ego e dell&#8217;identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">In ogni immagine, Michals <em>dialoga<\/em> con il mondo noumenale di Sartre (il mondo del subconscio, dei sogni), con l'&#8221;essere-in-s\u00e9&#8221;, dove Sartre vede l&#8217;uomo fuori dalla sua comfort zone.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 a questo che Michals si dedica, a un esame dell&#8217;in-s\u00e9 che ha un impatto sulla nostra comprensione poetica interna dello spazio e del tempo. Nei suoi immaginifici sogni ad occhi aperti Michals propone una &#8220;<em>liberazione verso le cose<\/em>&#8220;, l&#8217;intravedere una coesistenza tra un modo di percepire conscio e inconscio che permette di vedere la &#8220;<em>cosa in s\u00e9&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nelle sue sequenze fotografiche narrative multi-immagine, che presentano in modo controverso le didascalie poetiche di Michal sulle fotografie stesse, Michals fa crollare la divisione tra il fotografo e lo spettatore attraverso la mano scarabocchiata visibile dell&#8217;artista, contrastando il teorizzato &#8220;<em>senso dell&#8217;irraggiungibile<\/em>&#8221; di Sontag.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La sequenza che, forse \u00e8 emblematica del modo di \u201cnarrare\u201d di Michals \u00e8 \u201c<em>The man in the room<\/em>\u201d (1975).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-30618 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/the-man-in-the-room.jpg\" alt=\"\" width=\"612\" height=\"848\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/the-man-in-the-room.jpg 612w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/the-man-in-the-room-217x300.jpg 217w\" sizes=\"auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Per quanto riguarda l&#8217;aspetto visivo, \u00e8 equivoco ci\u00f2 che la sequenza cerca di presentare e ci\u00f2 che vuole che guardiamo. C&#8217;\u00e8 a malapena un evento, a parte il movimento della telecamera. L&#8217;insoddisfazione della visione (\u201c<em>non succede nulla<\/em>!\u201d) riorienta l&#8217;attenzione dello spettatore verso i testi scritti a mano. Le frasi costituiscono un monologo scritto dal soggetto che confessa il suo stupore nell&#8217;incontrare un amico morto nella stanza. A questo punto, lo spettatore pu\u00f2 pensare che l&#8217;uomo ripreso nelle fotografie sia l&#8217;amico morto di cui si parla nel testo scritto. perch\u00e9 l&#8217;uso comune della didascalia favorisce l&#8217;identificazione tra il soggetto parlante del testo e l&#8217;amico morto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Ma subito subentra l&#8217;identificazione tra il soggetto <em>parlante<\/em> del testo e il soggetto osservatore dalla cui prospettiva \u00e8 costruita l&#8217;immagine, cio\u00e8 il fotografo. Qui emerge la prima domanda: se l&#8217;uomo nella fotografia \u00e8 morto, questa immagine non pu\u00f2 essere una fotografia in s\u00e9. Altrimenti, come \u00e8 possibile fotografare un fantasma? Man mano che la sequenza procede, il soggetto parlante rimane perplesso di fronte allo specchio, che non riflette la sua immagine, e si rende conto che non \u00e8 altri che lui stesso ad essere morto. Sapere che l&#8217;uomo nelle fotografie non \u00e8 uno spettro, non allevia la confusione dello spettatore. A questo punto la seconda domanda affiora alla mente: se il soggetto che <em>scrive<\/em> \u00e8 un fantasma, non pu\u00f2 essere la stessa persona del fotografo, cio\u00e8 Duane Michals, che ha premuto l&#8217;otturatore e ha realizzato queste immagini. Una persona morta non pu\u00f2 scattare fotografie!<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Questo pensiero cancella la modalit\u00e0 abituale di lettura di un&#8217;immagine accompagnata dalle parole, rompendo la precedente identificazione tra il fotografo e il soggetto <em>parlante<\/em>. Inoltre, si scopre che il soggetto <em>parlante<\/em> del testo aveva segretamente desiderato l&#8217;uomo delle fotografie, sebbene avesse un&#8217;amante di nome Helen.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Ancora un\u2019altra domanda, quindi, si aggiunge alla confusione gi\u00e0 disperata dello spettatore: la persona morta era un omosessuale, che desiderava l&#8217;uomo delle fotografie sebbene avesse una relazione con una certa Helen.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">A tutti i livelli dell&#8217;esperienza, la sequenza di fotografie minaccia la convinzione abituale del valore di verit\u00e0 della rappresentazione fotografica, l&#8217;aspettativa della sincronizzazione tra immagini e testi, e infine la fiducia dello spettatore nella propria identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Ogni fotografia della sequenza di Michals attiva l&#8217;esperienza trasgressiva in senso foucaultiano, che ispira la reinvenzione del s\u00e9 scuotendo il nucleo della propria soggettivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Scrive Foucault: \u201c<em>Se Duane Michals ha fatto spesso ricorso alle sequenze, non \u00e8 perch\u00e9 vede in esse una forma capace di conciliare l&#8217;istantanea della fotografia con la continuit\u00e0 del tempo per raccontare una storia. Piuttosto, \u00e8 per dimostrare con la fotografia che, sebbene il tempo e l&#8217;esperienza continuino a giocare insieme, non appartengono allo stesso mondo. Il tempo pu\u00f2 portare cambiamenti, invecchiamento e morte, ma il pensiero-emozione \u00e8 molto pi\u00f9 forte del tempo; il pensiero-emozione, solo lui, pu\u00f2 vedere e mostrare le rughe invisibili del tempo<\/em>.\u201d<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-30617\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/luomo-illuminato.jpg\" alt=\"\" width=\"874\" height=\"932\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/luomo-illuminato.jpg 874w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/luomo-illuminato-281x300.jpg 281w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/12\/luomo-illuminato-768x819.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 874px) 100vw, 874px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 proprio questa la grande abilit\u00e0 di Michals come artista e come essere umano; le sue immagini ci permettono di accedere al mistero della nostra esistenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Michele Di Donato<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Michals realizza scene narrative che ci portano in un viaggio nella sua realt\u00e0 e che pongono domande difficili che ci &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":30618,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-30616","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-saggistica-archivio"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30616","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30616"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30616\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30625,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30616\/revisions\/30625"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30618"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}