{"id":30915,"date":"2023-02-16T18:06:15","date_gmt":"2023-02-16T17:06:15","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=30915"},"modified":"2023-02-16T18:17:50","modified_gmt":"2023-02-16T17:17:50","slug":"equivalenze-di-minor-white-_-seconda-parte-a-cura-di-michele-di-donato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2023\/02\/16\/equivalenze-di-minor-white-_-seconda-parte-a-cura-di-michele-di-donato\/","title":{"rendered":"\u201cEQUIVALENZE\u201d di MINOR WHITE _ Seconda parte \u2013 a cura di Michele Di Donato"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\">White inizia &#8220;Equivalence: The Perennial Trend&#8221; con una discussione sulla natura delle tendenze. Le tendenze, afferma White, sono \u201c<em>periferiche\u201d<\/em> e ovviamente interessate ai cambiamenti di stile. In contrasto con questi cambiamenti vi \u00e8 ci\u00f2 che White chiama &#8220;<em>significato eterno<\/em>&#8221; o &#8220;<em>Spirito<\/em>&#8220;. Sebbene le mode e gli stili possano cambiare, esse sono, come osserva White, \u201c<em>abiti per la ragion d&#8217;essere di qualsiasi arte [&#8230;] e accesso al significato centrale dell&#8217;esperienza estetica.<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">White prosegue sostenendo che con la teoria dell&#8217;Equivalenza qualsiasi stile, moda o tendenza pu\u00f2 essere elaborato fino a qualcosa che va oltre il conformismo della contingenza. L\u2019Equivalenza, per White, \u00e8 fondamentale per la pratica della \u201c<em>fotografia come mezzo di creazione-espressione\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Per delineare quella che passer\u00e0 alla storia come \u201cLa teoria dell&#8217;Equivalenza\u201d, White fa riferimento a tre diversi livelli che si riferiscono all&#8217;esperienza dello spettatore di una fotografia:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-30917 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/02\/ccs-3468-0-35501200-1498568736_thumb.jpg\" alt=\"\" width=\"530\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/02\/ccs-3468-0-35501200-1498568736_thumb.jpg 530w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/02\/ccs-3468-0-35501200-1498568736_thumb-248x300.jpg 248w\" sizes=\"auto, (max-width: 530px) 100vw, 530px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><u>La fotografia stessa: il fondamento visivo dell&#8217;esperienza visiva<\/u><\/strong><strong>.<\/strong> Nel primo livello White fa riferimento all&#8217;Equivalenza a livello grafico basata su una fotografia come esperienza visiva, non come oggetto. \u201c<em>Se il singolo osservatore si rende conto che per lui ci\u00f2 che vede in un&#8217;immagine corrisponde a qualcosa dentro di s\u00e9 \u2013 cio\u00e8, la fotografia rispecchia qualcosa in lui \u2013 allora la sua esperienza equivale a un certo grado di Equivalenza<\/em>\u201d. Il &#8220;livello grafico&#8221;, quindi, si riferisce alla fotografia stessa, come fondamento dell&#8217;esperienza dello spettatore. L&#8217;Equivalente \u00e8 una fotografia reale e l&#8217;equivalenza riguarda l&#8217;esperienza visiva di un Equivalente. Un equivalente \u00e8 un punto di riferimento visivo da che inizia l&#8217;esperienza dell&#8217;Equivalenza. \u201c<em>Qualsiasi fotografia<\/em>\u201d, dice White, \u201c<em>potrebbe funzionare come Equivalente per qualcuno, qualche volta, in qualche luogo<\/em>.\u201d Affinch\u00e9 uno spettatore faccia esperienza di Equivalenza ci deve essere, all&#8217;inizio, una fotografia. Che la fotografia funzioni o meno come Equivalente, dipende interamente dallo spettatore; l\u2019 Equivalenza, infatti, funziona <em>all&#8217;interno<\/em> di uno spettatore, in risposta a una fotografia.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-30918 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/02\/ccs-3468-0-53448000-1498568010_thumb.jpg\" alt=\"\" width=\"495\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/02\/ccs-3468-0-53448000-1498568010_thumb.jpg 495w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/02\/ccs-3468-0-53448000-1498568010_thumb-232x300.jpg 232w\" sizes=\"auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><u>La risposta dello spettatore: come risuona la fotografia<\/u><\/strong>. Nel secondo livello di equivalenza, White si riferisce allo spettatore che guarda la fotografia e alla corrispondenza della stessa \u201c<em>a qualcosa che sa di se stesso&#8221;<\/em>. In questo livello, quindi, \u201c<em>l&#8217;esperienza della fotografia\u201d<\/em> da parte dello spettatore risveglia qualcosa nella sua mente. A causa di questa attivit\u00e0 interiore da parte dello spettatore, la fotografia come semplice immagine grafica (nel primo livello di Equivalenza) diventa un Equivalente nel secondo livello. C&#8217;\u00e8 una progressione, quindi, dal <em>visibile<\/em> della realt\u00e0 esterna della fotografia stessa <em>all\u2019invisibile<\/em> della realt\u00e0 interiore dello spettatore, perch\u00e9 la fotografia suscita o stimola qualcosa all&#8217;interno dello spettatore. Che cosa esattamente <em>\u201csuccede nella mente dello spettatore mentre guarda una fotografia<\/em>\u201d \u00e8 difficile da determinare, ma, per White, certamente si riferisce all&#8217;esperienza che lo spettatore ha della fotografia, al suo &#8220;<em>senso speciale di corrispondenza\u201d<\/em> e <em>all&#8217;\u201dimmagine mentale\u201d <\/em>della fotografia da parte dello spettatore. La fotografia funge quindi da catalizzatore per gli spettatori. Per White, quando gli spettatori di un Equivalente sperimentano uno <em>&#8220;speciale senso di corrispondenza<\/em>&#8220;, allora c&#8217;\u00e8 qualcosa nella fotografia con cui si identificano, e attraverso questa identificazione sono personalmente connessi con l&#8217;Equivalente. Gli spettatori che sperimentano questa \u201c<em>corrispondenza<\/em>\u201d riconoscono qualcosa di s\u00e9 nella fotografia; qualcosa che li porta a riflettere e a riconoscere se stessi. La fotografia funge da innesco per il <em>s\u00e9 riflesso<\/em>, o, come lo chiama White, per lo \u201c<em>specchio<\/em>\u201d.\u00a0 Questa idea della fotografia come specchio \u00e8 usata frequentemente da White; per l\u2019autore, l\u2019Equivalente non solo rispecchia il mondo esterno visibile, ma soprattutto offre agli spettatori uno specchio del proprio mondo interiore invisibile. Attraverso la riflessione sull&#8217;Equivalente, gli spettatori vanno oltre la fotografia stessa; e White, nel determinare se una fotografia pu\u00f2 funzionare come Equivalente, sottolinea il ruolo vitale dello spettatore e della sua immagine mentale di una fotografia, quando propone la seguente equazione:<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Fotografia + Persona che guarda =\uf0d6 Immagine mentale.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Questa equazione contiene il primo e il secondo livello di Equivalenza di White. Al primo livello di Equivalenza \u00e8 la fotografia stessa una \u201c<em>fonte di stimolo<\/em>\u201d. Al secondo livello di Equivalenza lo spettatore viene coinvolto, la fotografia stimola o suscita e nella mente dello spettatore si forma una \u201c<em>immagine mentale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-30919 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/02\/ccs-3468-0-64482800-1498568852_thumb.jpg\" alt=\"\" width=\"475\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/02\/ccs-3468-0-64482800-1498568852_thumb.jpg 475w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/02\/ccs-3468-0-64482800-1498568852_thumb-223x300.jpg 223w\" sizes=\"auto, (max-width: 475px) 100vw, 475px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><u>L&#8217;immagine ricordata \u2013 l&#8217;esperienza interiore dopo che la fotografia non \u00e8 pi\u00f9 \u201cin vista\u201d<\/u><\/strong>. Il terzo livello di Equivalenza disegna una situazione in cui lo spettatore non<em>vede<\/em> pi\u00f9 la fotografia, ma la <em>ricorda<\/em>. Poich\u00e9 &#8220;<em>ricordiamo le immagini che vogliamo ricordare<\/em>&#8220;, si tratta di riconoscere il senso interiore dell&#8217;emozione e dell&#8217;esperienza attraverso quel ricordo. White continua sostenendo che quando una fotografia funziona come Equivalente, significa che il fotografo, durante lo scatto &#8220;[&#8230;] <em>aveva una sensazione che non era per il soggetto fotografato, ma per qualcos&#8217;altro<\/em>&#8220;. Conclude, di conseguenza dicendo che le buone fotografie hanno una grande \u201c<em>qualit\u00e0 espressivo-evocativa<\/em>\u201d. In questo livello White, \u201csi riferisce all&#8217;esperienza interiore che una persona ha mentre sta ricordando la sua immagine mentale dopo che la fotografia in questione \u201c<em>non \u00e8 in vista\u201d.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400\">Lo spettatore, in questo livello, non \u00e8 pi\u00f9 fisicamente <em>di fronte<\/em> alla fotografia ma ricorda la sua <em>&#8220;immagine mentale della fotografia\u201d<\/em>.; un\u2019immagine che esiste solo dentro di s\u00e9. \u00a0\u00c8 importante notare che quando White parla di <em>\u201cimmagine mentale\u201d<\/em> si riferisce <em>all\u2019esperienza dello spettatore di ricordare<\/em> piuttosto che semplicemente il proprio ricordo della fotografia stessa. Quindi nel terzo livello di esperienza di White, tutto accade nella mente dello spettatore; e White ne parla come di una esperienza <em>\u201cinvisibile\u201d<\/em> proprio perch\u00e8 avviene interamente nella mente dello spettatore. E\u2019 proprio in questo punto, il terzo livello,\u00a0 che la teoria di Equivalenza di White differisce da quella di Stieglitz. Scrive White che noi possiamo ricordare una fotografia per vari motivi: semplicemente perch\u00e9 &#8220;<em>la amiamo<\/em>&#8221; o perch\u00e9 <em>non ci piace<\/em>, oppure perch\u00e9 ci ha fatto <em>capire qualcosa su noi stessi<\/em>, o ha addirittura <em>apportato qualche lieve cambiamento<\/em> in noi. In ogni caso, il motivo per cui un uomo ricorda \u201c<em>della visione<\/em>\u201d, \u00e8 sempre personale e continua a provocare sensazioni anche dopo che l\u2019immagine originale \u00e8 svanita.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Michele Di Donato<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>White inizia &#8220;Equivalence: The Perennial Trend&#8221; con una discussione sulla natura delle tendenze. 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