{"id":31472,"date":"2023-04-30T21:12:44","date_gmt":"2023-04-30T19:12:44","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=31472"},"modified":"2023-05-14T10:35:25","modified_gmt":"2023-05-14T08:35:25","slug":"la-scuola-di-dusseldorf-a-cura-di-maurizio-cintioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2023\/04\/30\/la-scuola-di-dusseldorf-a-cura-di-maurizio-cintioli\/","title":{"rendered":"La Scuola di D\u00fcsseldorf_ prima parte &#8211; a cura di Maurizio Cintioli"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\">Tra il 1976 e il 1997 l\u2019Accademia di Belle Arti di D\u00fcsseldorf \u00e8 stata il centro del rinnovamento della produzione artistica fotografica europea. L&#8217;estetica della Scuola di D\u00fcsseldorf pone l\u2019accento sull&#8217;esperienza spersonalizzata post-industriale indagata in modo oggettivo dall\u2019autore che si pone di fronte al soggetto delle sue opere in modo asettico. L\u2019apparente \u201cscomparsa\u201d del fotografo produce effetti a volte stranianti, amplificati dal grandissimo formato delle stampe realizzate e dall\u2019estrema nitidezza dei numerosi particolari presenti nell\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Una nuova visione caratterizzata dal rigore formale e dal distacco con il soggetto riprodotto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Da questa scuola sono usciti i principali esponenti dell\u2019oggettivismo fotografico. Allievi dei coniugi Hilla e Bernd Becher, Thomas Struth, Candida H\u00f6fer, Thomas Ruff, e Andreas Gursky, sono riusciti, pi\u00f9 di altri e ognuno con percorsi autonomi, nell\u2019affermazione della fotografia come opera d\u2019arte, anche con l\u2019utilizzo di rielaborazioni digitali e formati di stampa monumentali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-31476 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/04\/Struth.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/04\/Struth.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/04\/Struth-300x158.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Per circa vent\u2019anni i coniugi Becher hanno insegnato nel dipartimento di fotografia dell\u2019Accademia di Belle Arti di D\u00fcsseldorf, ribattezzata scuola di D\u00fcsseldorf, proprio a indicare quella nuova oggettivit\u00e0 fotografica divulgata e praticata dai Becher. Oltre all\u2019attivit\u00e0 di insegnamento, la coppia tedesca ha anche portato avanti un importantissimo lavoro di ricerca sull\u2019architettura industriale europea e americana. Una ricerca in qualche modo influenzata dall\u2019opera del fotografo August Sander, che negli anni successivi alla prima guerra mondiale aveva catalogato con metodo e distacco, il popolo tedesco, procurandosi non pochi problemi con il regime nazista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-31474 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/04\/coniugi-becher-01.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"457\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/04\/coniugi-becher-01.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/04\/coniugi-becher-01-300x236.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Per i Becher la rappresentazione, se vuole essere moderna, deve essere meccanica e l\u2019arte deve essere realistica, oggettiva.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>\u201cAttraverso la fotografia cerchiamo di sistemare queste forme e renderle confrontabili. Per fare ci\u00f2, gli oggetti devono essere isolati dal loro contesto e liberati da associazioni\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Sono isolati e liberati da associazione i soggetti del loro primo libro fotografico <em>\u201cSculture anonime: una tipologia di edifici tecnici\u201d, <\/em>che raccoglie le immagini di edifici industriali, altoforni, silos e serbatoi. Nelle fotografie \u00e8 impossibile ravvisare la traccia di uno stile, le inquadrature sono il pi\u00f9 possibile neutre, il punto di vista \u00e8 collocato all\u2019incirca a met\u00e0 dell\u2019altezza del soggetto e la luce \u00e8 diffusa, priva di ombre nette. L\u2019utilizzo per la ripresa del banco ottico assicura la mancanza di distorsioni prospettiche e una elevata qualit\u00e0 dell\u2019immagine. Dalla rappresentazione \u00e8 bandita ogni presenza umana e il tempo appare sospeso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Una metodologia rigorosa che pu\u00f2 essere ravvisata anche nella particolare attenzione posta all\u2019allestimento espositivo, spesso articolato in griglie che raggruppano le stampe del medesimo formato, permettendo il confronto diretto di forme e materiali rappresentati. Le singole architetture decontestualizzate possono cos\u00ec, grazie alla molteplicit\u00e0 della griglia, dar vita ad un nuovo soggetto, ad un nuovo ambiente artificiale di riferimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-31475 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/04\/coniugi-becher-02.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/04\/coniugi-becher-02.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/04\/coniugi-becher-02-300x233.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Non deve meravigliare l\u2019attribuzione nel 1991 del Leone d\u2019Oro per la scultura alla Biennale di Venezia. Tutto il lavoro dei coniugi Becher ha, infatti, messo in risalto e guardato alle architetture industriali come a delle sculture anonime. Una catalogazione e un approccio enciclopedico attraverso il quale hanno dato vita a delle vere e proprie tipologie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-31473 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/04\/Coal-Bunkers-Bernd-and-Hilla-Becher.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/04\/Coal-Bunkers-Bernd-and-Hilla-Becher.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/04\/Coal-Bunkers-Bernd-and-Hilla-Becher-300x180.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 paradossale notare come le loro immagini, nelle quali il fotografo scompare, siano riuscite nella realt\u00e0 a creare un vero e proprio stile, l\u2019oggettivismo, che negli anni successivi ha segnato il cammino artistico di numerosi fotografi, tra i quali ovviamente gli allievi della scuola di D\u00fcsseldorf.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019esperienza dei coniugi Becher rappresenta un momento di svolta per la fotografia e per la sua inclusione a pieno titolo nel sistema <em>arte contemporanea<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Le opere dei fotografi della scuola di D\u00fcsseldorf hanno oggi raggiunto quotazioni estremamente elevate e fanno parte di collezioni pubbliche e private di grande prestigio.<\/p>\n<p>Maurizio Cintioli<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra il 1976 e il 1997 l\u2019Accademia di Belle Arti di D\u00fcsseldorf \u00e8 stata il centro del rinnovamento della produzione &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":31475,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2,31],"tags":[147],"class_list":["post-31472","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-animatore-culturale","category-saggistica-archivio","tag-dusseldorf"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31472","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31472"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31472\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31563,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31472\/revisions\/31563"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31475"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31472"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31472"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}