{"id":31565,"date":"2023-05-14T10:00:14","date_gmt":"2023-05-14T08:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=31565"},"modified":"2023-05-14T11:18:20","modified_gmt":"2023-05-14T09:18:20","slug":"la-scuola-di-dusseldorf-seconda-parte-thomas-struth","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2023\/05\/14\/la-scuola-di-dusseldorf-seconda-parte-thomas-struth\/","title":{"rendered":"La Scuola di D\u00fcsseldorf &#8211; Seconda parte: Thomas Struth"},"content":{"rendered":"<p>Tra gli allievi della Scuola di D\u00fcsseldorf, quello che pi\u00f9 di altri ha saputo coniugare i principi dell\u2019oggettivismo a una vasta tipologia di soggetti, \u00e8 probabilmente Thomas Struth. Citt\u00e0, luoghi pubblici, ritratti e luoghi naturali sono alcuni dei temi trattati dall\u2019artista tedesco nel corso degli anni. Sempre indagati in modo rigorosamente oggettivo, questi soggetti ci restituiscono tutta la visione apparentemente ordinaria della realt\u00e0 tipica dei dettami dei coniugi Becher.<\/p>\n<p>Thomas Struth inizia a studiare alla Kunstakademie di D\u00fcsseldorf nell&#8217;autunno del 1973, il suo primo insegnante \u00e8 Gerhard Richter, solo successivamente inizia a frequentare i corsi di Bernd e Hilla Becher. In questo periodo la fotografia \u00e8 soltanto un mezzo di cui si serve per pianificare quelli che sarebbero dovuti essere i suoi sviluppi pittorici. Per conoscere meglio le diverse possibilit\u00e0 del mezzo fotografico, ritrae i passanti in strada con esposizioni e composizioni diverse, utilizzando una macchina fotografica 35 mm. La citt\u00e0 funge, essenzialmente, da sfondo architettonico per le persone ritratte.<\/p>\n<p>Nel 1976, Struth decide di spostare definitivamente la sua attenzione sulla fotografia e di concentrarsi sulla strada stessa, piuttosto che sulla figura umana in contesto urbano. Realizza cos\u00ec una griglia di quarantanove fotografie di strade di D\u00fcsseldorf, ognuna delle quali strutturata intorno a una prospettiva centrale. Di fatto il suo primo lavoro fotografico.<br \/>\nI riferimenti agli insegnamenti dei coniugi Becher sono evidenti. L\u2019installazione viene esposta alla mostra annuale degli studenti dell\u2019Accademia d\u2019Arte di D\u00fcsseldorf.<\/p>\n<p>Nella primavera del 1977, Struth si reca a Londra con Axel H\u00fctte. Insieme realizzano una serie di scatti di strade ed edifici della zona operaia di Tower Hamlets, nell&#8217;East London. Negli anni successivi \u00e8 a New York grazie ad una borsa di studio e produce una serie di fotografie di strada in bianco e nero, tutte caratterizzate da una rigorosa prospettiva centrale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-04.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31566\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-04.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-04.jpg 550w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-04-300x208.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il soggiorno a Roma, nel 1984, rappresenta il vero punto di svolta nella produzione artistica di Thomas Struth. La serie dedicata ai musei e ai loro visitatori porta il fotografo tedesco all\u2019attenzione del mondo dell\u2019arte contemporanea anche grazie alle dimensioni delle opere e all\u2019estrema qualit\u00e0 e dettaglio delle stampe. Lo spettatore viene trasportato all\u2019interno dell\u2019immagine dove altre persone osservano immagini, opere d\u2019arte, in un continuo rimando di sguardi, in una sorta di gioco di specchi dove diversi piani di osservazione si incontrano in una visione collettiva della rappresentazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-31567 size-full\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-03-e1684054851801.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-03-e1684054851801.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-03-e1684054851801-300x173.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p>I protagonisti di queste opere sembrano vagare anonimi e soli in spazi di apparente aggregazione.<br \/>\nGli interni dei grandi musei internazionali appaiono luoghi asettici, caratterizzati da una presenza umana distratta, distaccata ed emozionalmente distante. Un anonimato di massa particolarmente straniante se messo in relazione con l\u2019ambientazione ricca di stimoli sensoriali. Ecco allora che il museo, agli occhi dell\u2019artista tedesco, diviene un \u201cnon-luogo\u201d al pari di un centro commerciale o di una stazione. \u00c8 quindi l\u2019atteggiamento del fruitore, svelato dall\u2019occhio impassibile del fotografo, a determinare la natura del luogo e non la struttura materiale del luogo stesso. Le figure umane appaiono parte di un rito, intente a mescolarsi ad una rappresentazione nella quale il copione e l\u2019atteggiamento da seguire \u00e8 scritto, dettato dagli stereotipi del turismo di massa e della globalizzazione dell\u2019intrattenimento.<\/p>\n<p>A partire dal 1999 lavora alla sua nuova serie &#8220;Paradise&#8221; nella quale, abbandonate le grandi citt\u00e0 e gli spazi pubblici, concentra il suo sguardo sulla natura incontaminata. In queste foto si avverte un senso di distanza intellettuale e fisica, una impossibilit\u00e0\u2019 di penetrare e comprendere qualcosa che forse abbiamo perso definitivamente. L\u2019uomo si allontana dalla natura e l\u2019arte assolve alla funzione di salvare queste foreste e restituirle intatte alla nostra memoria.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-08.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-31568 size-large\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-08-871x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"871\" height=\"1024\" \/><\/a><\/p>\n<p>Recentemente Struth ha rivolto il suo sguardo verso centri spaziali e di ricerca tecnologica svelando un\u2019estetica dell\u2019innovazione fatta di moderni macchinari che con i loro svariati utilizzi determinano la vita e il progresso dell\u2019uomo contemporaneo. Uomo che, tuttavia, non \u00e8 mai presente in queste opere e sembra di fatto subire indirettamente l\u2019influenza di queste tecnologie.<br \/>\n\u201cIl mio interesse in questo caso non \u00e8 rivolto tanto alla tecnologia in s\u00e9 quanto piuttosto ai contesti che consentono all\u2019ambizione umana di manifestarsi e agli intrecci che nascono da questo processo\u201d dichiara l\u2019artista tedesco.<\/p>\n<p>Le opere di Thomas Struth sono state esposte nelle maggiori istituzioni museali internazionali. Tra queste: Kunsthalle di Berna e di Amburgo, ICA di Boston, Museo Nazionale d&#8217;Arte di Tokyo, Metropolitan Museum di New York, Museum of Contemporary Art di Los Angeles e Chicago, Prado di Madrid e Kunsthaus di Zurigo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-07.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-31569 size-full\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-07-e1684054922932.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-07-e1684054922932.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/05\/struth-07-e1684054922932-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Maurizio Cintioli<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra gli allievi della Scuola di D\u00fcsseldorf, quello che pi\u00f9 di altri ha saputo coniugare i principi dell\u2019oggettivismo a una &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":51,"featured_media":31570,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7,19,20,27],"tags":[148],"class_list":["post-31565","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio","category-eventi-di-studio-della-fotografia","category-eventi-fotografici","category-libere-riflessioni","tag-scuola-di-dusseldorf"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31565","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/51"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31565"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31565\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31574,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31565\/revisions\/31574"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31570"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}