{"id":31743,"date":"2023-06-08T09:03:03","date_gmt":"2023-06-08T07:03:03","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=31743"},"modified":"2023-06-06T21:20:50","modified_gmt":"2023-06-06T19:20:50","slug":"la-scuola-di-dusseldorf-terza-parte-andreas-gursky","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2023\/06\/08\/la-scuola-di-dusseldorf-terza-parte-andreas-gursky\/","title":{"rendered":"La Scuola di D\u00fcsseldorf \u2013 Terza parte: Andreas Gursky"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\">Nato in Germania nel 1955, Andreas Gursky \u00e8 stato allievo dei coniugi Becher\u00a0 tra il 1980 e il 1987. Oggi \u00e8 considerato uno dei fotografi pi\u00f9 influenti del panorama della fotografia contemporanea, noto per le sue straordinarie immagini che catturano la complessit\u00e0 e la grandiosit\u00e0 del mondo moderno. Con una maestria tecnica impeccabile e un&#8217;attenta osservazione del nostro ambiente, Gursky ha rivoluzionato il modo in cui vediamo e comprendiamo la fotografia. Attraverso le sue immagini, trasforma paesaggi urbani e industriali in opere d&#8217;arte suggestive, affrontando temi come la globalizzazione, il consumismo e il potere dell&#8217;immagine nella societ\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-31746\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/gursky.jpg\" alt=\"\" width=\"581\" height=\"461\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/gursky.jpg 585w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/gursky-300x238.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019impassibilit\u00e0 e l\u2019oggettivit\u00e0 del suo sguardo fotografico si palesano nell\u2019allontanamento dal soggetto delle sue opere. Gursky osserva con distacco psicologico e fisico il mondo che lo circonda e gli spazi creati dall\u2019uomo per le sue attivit\u00e0 lavorative e ricreative. Porti, grandi magazzini, mercati finanziari, alberghi e stadi vengono analizzati nei minimi dettagli in stampe di grandi dimensioni. Luoghi lontani sui quali, sembra suggerire l\u2019autore, non \u00e8 possibile intervenire. L\u2019unica possibilit\u00e0 \u00e8 quella di assistere e vedere in lontananza lo svolgersi della vita.<br \/>\nLe sue foto, spesso frutto di manipolazioni digitali, presentano una profondit\u00e0 di campo straordinaria, che permette di catturare scene affollate e complesse con una nitidezza impressionante.<br \/>\nOpere che non sono riunite in serie, ma che vivono della loro singolarit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u201c<em>Una mappatura della vita contemporanea governata da una forza che non \u00e8 possibile vedere da una posizione in mezzo alla folla<\/em>\u201d, come fatto notare da Charlotte Cotton nel suo libro \u201cLa fotografia come arte contemporanea\u201d, che pone l\u2019accento sulla sensazione di onniscienza che le immagini di Gursky riescono a suscitare.<br \/>\nPrendendo in prestito la terminologia utilizzata dalla narratologia, possiamo affermare che il fotografo tedesco appare come un vero e proprio narratore onnisciente, capace di elevarsi al di sopra delle parti e adottare un punto di vista neutro. Una focalizzazione zero dell\u2019immagine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-31745 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/gursky.jpeg\" alt=\"\" width=\"581\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/gursky.jpeg 737w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/gursky-300x150.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L&#8217;opera di Gursky ha avuto un impatto significativo sulla fotografia contemporanea. La sua attenzione ai dettagli e alla composizione ha ispirato numerosi artisti e fotografi. La sua abilit\u00e0 nel catturare la grandiosit\u00e0 e la complessit\u00e0 del mondo moderno ha influenzato anche altre discipline artistiche, come la pittura e il cinema. Analizzare l\u2019ascesa di questo fotografo \u00e8 illuminante per capire le logiche di un mercato, quello dell\u2019arte contemporanea, che pu\u00f2 sembrare governato esclusivamente dall\u2019irrazionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il cammino artistico di Gursky inizia nei primi anni novanta con diverse mostre in Germania e Svizzera, una partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1990, quindi a Londra nel 1995 e nel 1996 alla Biennale di Sydney. A quel tempo, la quotazione delle sue opere si aggirava tra i 2 e i 3 mila dollari, un\u2019inezia rispetto alla sua quotazione di oggi.<br \/>\nLa sua carriera decolla veramente nel 1998, anno in cui vince un premio di fotografia della Private Citibank, nonch\u00e9 anno della sua prima mostra negli Stati Uniti e di una retrospettiva al Museo dell\u2019Accademia di D\u00fcsseldorf. In quello stesso anno una sua opera di grande formato supera per la prima volta la soglia dei 10 mila euro. Riproposta successivamente all\u2019asta, la stessa opera \u00e8 stata venduta per l\u2019equivalente di 44.600 euro. Nel duemila, anche grazie alla notizia che il MoMA di New York sta preparando una mostra monografica, un\u2019opera di Gursky sfiora i 300 mila euro all\u2019asta, un livello di prezzo che raddoppier\u00e0 abbondantemente l\u2019anno della sua consacrazione da parte del museo newyorkese. Nel novembre 2001, la casa d\u2019aste Christie\u2019s vende un\u2019opera, gi\u00e0 esposta al MoMA intitolata \u201cParis, Montparnasse\u201d, partendo da una stima pari a 340 mila euro per arrivare ad un prezzo finale di aggiudicazione di 680.400 euro.\u00a0Le quotazioni raggiunte dalle opere di Gursky divengono di fatto un indicatore della tendenza del mercato della fotografia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-31744 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/11_dscf7600_ed76e9a3.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"429\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/11_dscf7600_ed76e9a3.jpg 1920w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/11_dscf7600_ed76e9a3-300x222.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/11_dscf7600_ed76e9a3-1024x758.jpg 1024w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/11_dscf7600_ed76e9a3-768x568.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/11_dscf7600_ed76e9a3-1536x1137.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel 2010 entra a far parte di una ristretta schiera di artisti rappresentati dal noto gallerista Larry Gagosian, una delle figure pi\u00f9 influenti nel mercato dell\u2019arte attuale.<br \/>\nIl 2011 \u00e8 forse l\u2019anno decisivo per la consacrazione della fotografia nel sistema dell\u2019arte contemporanea. \u201cRhein II\u201d, un monumentale, quanto anonimo, paesaggio realizzato da Andreas Gursky, viene venduto per la cifra sbalorditiva di 4.338.500 dollari.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Se si vogliono comprendere i motivi per i quali \u201cRhein II\u201d ha raggiunto una tale quotazione, non si pu\u00f2 non partire dal cammino artistico di Gursky e dalla sua consacrazione da parte di istituzioni prestigiose come il MoMA. Il valore artistico ed economico paiono andare di pari passo e le quotazioni aumentare nel corso degli anni, spinte dalle esposizioni in musei e gallerie di tutto il mondo, che in qualche modo certificano il valore dell\u2019artista. Sembrerebbe, come sostenuto dal filosofo Arthur C. Danto che \u201c<em>ci\u00f2 che fa diventare un oggetto un\u2019opera d\u2019arte \u00e8 esterno all\u2019oggetto stesso<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-31747 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/Rhein_II-1280x720-1.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/Rhein_II-1280x720-1.jpg 1280w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/Rhein_II-1280x720-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/Rhein_II-1280x720-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/Rhein_II-1280x720-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/06\/Rhein_II-1280x720-1-390x220.jpg 390w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">In altre parole l\u2019opera d\u2019arte contemporanea \u00e8 tale se viene riconosciuta e accolta in un ambito artistico: museo, galleria, critici del settore, curatori, riviste specializzate. Sono queste istituzioni che di fatto certificano l\u2019artisticit\u00e0 di un\u2019opera.<br \/>\nDiviene allora del tutto sterile interrogarci sulla qualit\u00e0 estetica di \u201cRhein II\u201d, poco importante porci domande sulla sua anonimit\u00e0 fotografica. Non sono queste le caratteristiche da considerare per giudicare quest\u2019opera fotografica. Dovremmo invece interrogarci sul fatto che gli altri esemplari della stessa edizione sono esposti al MoMA, alla Pinakothekder Moderne di Monaco, alla Tate Modern di Londra e alla Glenstone Collection di Potomac. Sono loro in questo caso a \u201ccertificare\u201d il valore del lavoro di Gursky.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Fino al 7 gennaio 2024 \u00e8 possibile vedere alcune delle sue opere a Bologna alla Fondazione MAST. La mostra \u201cVisual Spaces of Today\u201d, comprende pi\u00f9 di 40 immagini dell\u2019artista e abbraccia un arco di tempo che va dai primi lavori (Dolomiten, Seilbahn I, 1987) alle fotografie pi\u00f9 recenti (V&amp;R II e V&amp;R III, 2022).<br \/>\nUn\u2019occasione da non perdere per meglio conoscere l\u2019opera e lo sguardo di Andreas Gursky che, con la sua personale visione, ha contribuito in modo fondamentale a far entrare, a pieno titolo, la fotografia nel mondo dell\u2019arte contemporanea.<\/p>\n<p>Maurizio Cintioli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato in Germania nel 1955, Andreas Gursky \u00e8 stato allievo dei coniugi Becher\u00a0 tra il 1980 e il 1987. 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