{"id":32776,"date":"2023-10-19T16:01:22","date_gmt":"2023-10-19T14:01:22","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=32776"},"modified":"2023-11-08T23:25:00","modified_gmt":"2023-11-08T22:25:00","slug":"oreste-ferretti_scavare-nel-buio-esplorare-nella-luce-a-cura-di-alessandro-bencivenni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2023\/10\/19\/oreste-ferretti_scavare-nel-buio-esplorare-nella-luce-a-cura-di-alessandro-bencivenni\/","title":{"rendered":"ORESTE FERRETTI_Scavare nel buio esplorare nella luce &#8211; a cura di Alessandro Bencivenni"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>La misurata oscurit\u00e0 che limita, delimita e rende visibile ogni luce.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>\u00a0Maurice Blanchot, <em>La conversazione infinita<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><em>Ma la dialettica di luce e tenebre cerca infaticabilmente esiti.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em>Giorgio Manganelli,<em> Emigrazioni oniriche<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-32791 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/10\/Locandina-Ferretti-Scavare-nel-buio-Esplorare-nella-luce.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"820\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/10\/Locandina-Ferretti-Scavare-nel-buio-Esplorare-nella-luce.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/10\/Locandina-Ferretti-Scavare-nel-buio-Esplorare-nella-luce-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La presentazione di una mostra di Oreste Ferretti non pu\u00f2 aggrapparsi alle\u00a0 generiche definizioni, esornative e dimenticabili, che affliggono di solito la lettura della fotografia di viaggio. Occorre un\u2019indagine sulle peculiarit\u00e0 dell\u2019autore, sulla natura del suo fare artistico, rintracciandone i modi attraverso gli elementi che sono protagonisti delle sue opere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00a0\u00a0Certo, da oltre quarant\u2019anni, un fotografo di viaggio, di luoghi di coinvolgente esotismo, di riti e di miti. A fronte di esperienze che si accumulano, fin dagli inizi in realt\u00e0 Ferretti non opera in base a un pensiero preesistente, con intenzioni documentarie e didascaliche, critiche e testimoniali. Si pu\u00f2 affermare che non fa \u201cfotografia\u201d, se consideriamo la fotografia vocata a una funzione referenziale e mimetico &#8211; riproduttiva \u2013 magari brillantemente e \u201cartisticamente\u201d riproduttiva \u2013 di oggetti, luoghi, persone fuori dall\u2019ordinario. Compone piuttosto \u201cimmagini\u201d, se consideriamo ci\u00f2 che proviene innanzi tutto dall\u2019immaginazione dell\u2019autore e che, a sua volta, serve ad alimentarla. \u00c8 convinzione di chi stende queste brevi note che, leggendo con cura le immagini di Ferretti, si possa riconoscere la frequente presenza, sintetizzata nel titolo di questa esposizione, della relazione tra il buio e la luce.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00a0 Alla radice dell\u2019immaginazione che presiede alle scelte fotografiche persistono memorie convergenti. Intanto, un \u201cmagico infantile o primario\u201d, come si direbbe di un pittore, che lo stesso autore ha rivelato. Da bambino \u2013 siamo tra la fine degli anni quaranta e l\u2019inizio dei cinquanta \u2013 passa lunghi periodi presso una zia, in una casa della campagna parmense priva di luce elettrica. La fascinazione, quindi, indelebile della lucerna ad olio e delle lunghe ombre che invadono gli spazi domestici o la stalla, segni del buio da inseguire o in cui sprofondare, feriti dalla luce che smuore. Ma a convergere nell\u2019immaginario \u00e8 ugualmente la passione negli anni dell\u2019adolescenza per le forme della pittura, pur non coltivata in maniera regolare e accademica. Soprattutto, una memoria della materia pittorica, di colori espressionisticamente forti che declinano acri contrasti (il Van Gogh, che Ferretti tanto ama, ma anche le fosforescenze simil caravaggesche delle figure che escono dai molti neri dei quadri otto-novecenteschi, numerosissimi su intere pareti della sua abitazione).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Un corollario su fascinazione e memoria pu\u00f2 inoltre offrire risposta a un piccolo enigma. Come mai, solo dopo molti anni, per una mostra ospitata proprio qui nel 2018, l\u2019autore stampa le sue foto e le espone, mentre a lungo ha preferito mostrare al pubblico la proiezione delle sue immagini inserite in audiovisivi? Forse perch\u00e9 nella proiezione le immagini, \u201ctrasparenti\u201d, rinnovano in sequenza il miracolo di una apparizione luminosa sullo schermo buio (\u00e8, in fondo, la <em>lanterne magique<\/em> di proustiana infantile memoria).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00a0 Il pensiero fotografico dell\u2019autore allora, che guida una inquadratura immediata e istintiva, rivela \u201cnel\u201d visibile \u201cil\u201d visibile che gi\u00e0 gli appartiene, moltissime volte sperimentato in tutte le forme possibili di una passione umana rivolta al mondo, ma ricca appunto di memoria personale. Un\u2019evocazione, se si vuole, per il s\u00e9 dell\u2019autore emotivamente vigile, ricca tuttavia di occasioni di sollecitare anche l\u2019immaginazione dello spettatore.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00a0 Le opere in mostra \u2013 in buona parte mai presentate nelle esposizioni precedenti e che vanno dal 1978 al 2023 \u2013 raccontano con completezza le caratteristiche del fotografo sopra delineate; viene qui scelta un\u2019organizzazione dello spazio espositivo che cerca di far convergere l\u2019interesse sulla qualit\u00e0 di ciascuna opera e, insieme, fa procedere il visitatore verso il fondo della navata e verso l\u2019abside dove nelle immagini si concentra la tipicit\u00e0 della relazione buio-luce propria di questo artista e del suo lavoro. Questa \u201cprogressione\u201d \u00e8 pi\u00f9 evidente se si segue il percorso lungo le pareti, sia iniziando da sinistra \u2013 come \u00e8 consigliabile \u2013 che da destra. La parte dell\u2019esposizione al centro della navata \u00e8 pi\u00f9 varia e pu\u00f2 funzionare da contraltare o da completamento per le immagini che si trovano ai lati e di fronte. La descritta disposizione \u201cin prospettiva\u201d \u00e8 ben anticipata dalla prima foto esposta lungo la parete sinistra (Cina \u2013 1984). Il fotografo coglie la situazione, <em>una tantum<\/em> senza ombre, con un\u2019attenzione bressoniana al momento pi\u00f9 decisivo per immaginare il quotidiano di un barbiere e dei suoi clienti sulla via della seta: in quella lunga fila ci sono tutte le foto possibili.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00a0 Il resto \u00e8 grande scoperta, se si ha il coraggio di leggere con cura, liberandosi dalle abitudini; perch\u00e9 l\u2019autore, come ho gi\u00e0 accennato, non \u00e8 \u201cfigurativo\u201d, non ritaglia \u00a0cio\u00e8 figure dello spazio reale, percepito e riprodotto, ma \u201cfigurale\u201d: la sua \u201cfigura\u201d, dopo un fenomenologico stato di sospensione, \u00e8 invece un segno depositato nello spazio come epifania, rivelazione di ci\u00f2 che il fotografo ha visto attraverso la propria immaginazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00a0 Via via scopriamo che nessun grande fotografo pu\u00f2 negarsi alle insinuazioni della luce, che Ferretti, in particolare, rivela la vitalit\u00e0, prorompente o misteriosa, dei paesaggi, degli ambienti di vita e di lavoro, il misticismo, a volte sconvolgente, dei rituali e del fuoco, \u00a0il fulgore, orgoglioso o dolente, degli occhi e dei gesti; si osservi, ad esempio, in alcune opere, il protagonismo delle mani: alla percezione visiva del fotografo, e nostra, sembra coniugarsi e sovrapporsi in maniera sinestesica la percezione tattile. Raggiunge tali obiettivi come un acrobata sul filo tra luce e ombra (il suo linguaggio, che crea, interpreta e produce realt\u00e0), tuffandosi nelle intermittenze della penombra, nella strategia dei chiaroscuri e dei pieni e dei vuoti, nei passaggi e negli attraversamenti dei processi osmotici di contaminazione. Le riprese in controluce, per le quali l\u2019autore \u00e8 famoso, non sono altro \u2013 occorrerebbe comprenderlo \u2013 che un sottoinsieme della principale categoria del suo fare artistico, senza dimenticare che si tratta pur sempre di un richiamo alle sagome collocate nel buio mitico della Caverna platonica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00a0 La tentazione tuttavia pi\u00f9 forte per Ferretti \u00e8 quella di sprofondare nel buio, dove le sue unghie non hanno mai smesso di scavare, per restituire la propria attivit\u00e0 di visione tra \u201craggi di intensa oscurit\u00e0\u201d, come direbbe un analista bioniano. Nelle dodici immagini dell\u2019abside, infine, culmine alchemico dell\u2019esposizione, si pu\u00f2 contemplare la passione dell\u2019autore per le grazie frammentarie del buio e della notte e la sua capacit\u00e0 creativa di respirare le infinite possibilit\u00e0 che il gioco luce-ombra offre in contesti molto diversi, dalle sponde del Gange a quelle del Tamigi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00a0\u00a0 Una considerazione conclusiva. Si pu\u00f2 sostenere che valga per Oreste Ferretti la convinzione, espressa gi\u00e0 da Savinio, che \u201cla notte \u00e8 pi\u00f9 umana del giorno\u201d e si pu\u00f2 pensare che i suoi occhi trasformatori di fotografo siano notturni e luminosi.<\/p>\n<p>Alessandro Bencivenni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-32776 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/10\/01a-LONDRA-20153_.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/10\/01a-LONDRA-20153_-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/10\/002-ETIOPIA-19902-copia.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/10\/002-ETIOPIA-19902-copia-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/10\/004-INDIA-Benares-2015-copia.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2023\/10\/004-INDIA-Benares-2015-copia-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a 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