{"id":3425,"date":"2013-02-17T20:35:51","date_gmt":"2013-02-17T18:35:51","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=3425"},"modified":"2013-02-17T20:35:51","modified_gmt":"2013-02-17T18:35:51","slug":"gabriele-basilico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2013\/02\/17\/gabriele-basilico\/","title":{"rendered":"Gabriele Basilico"},"content":{"rendered":"<p>Ci ha lasciato Gabriele Basilico, Maestro della Fotografia Italiana, grandissimo interprete della fotografia di paesaggio urbano.<br \/>\nDi lui vogliamo ricordare il rigore professionale, intellettuale, morale.<br \/>\nAlla moglie Giovanna Calvenzi e a quanti l&#8217; hanno conosciuto e gli hanno voluto bene, porgiamo il nostro pi\u00f9 sentito cordoglio.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nClaudio Pastrone<br \/>\n<strong>Presidente FIAF<\/strong><br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/02\/Basilico.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3426\" title=\"Basilico\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/02\/Basilico.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/02\/Basilico.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/02\/Basilico-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un modo che ritengo importante per ricordare Gabriele Basilico \u00e8 quello di riascoltarlo, per ricominciare un nuovo rapporto con lui, attraverso i segni che ha lasciato col suo operare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il momento del mutamento della propria visione fotografica \u00e8 probabilmente tra i pi\u00f9 rivelatori nell\u2019 esperienza del fotografo, perch\u00e9 in esso viene alla luce ci\u00f2 che normalmente \u00e8 nascosto nelle personali assolute convinzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Mission Photographique de la DATAR (1984 \u2013 1988) fu un progetto fondamentale per Gabriele Basilico che diede una svolta decisiva del suo rapporto con la fotografia:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u2026 &lt;&lt; Quei luoghi nord Europa, con il mare burrascoso, i cieli profondi, le nubi pesanti, con la pioggia insistente, il vento, il sole e la luce che cambiava continuamente, mi hanno spalancato una porta verso una nuova, grandiosa visione del paesaggio. Era il paesaggio di pittori come il Canaletto e il Bellotto, o come i Fiamminghi\u2026 Artisti descrittivi e apparentemente puntigliosi, che tuttavia mi avevano fatto ben intuire come quel frammento di mondo minuziosamente dipinto andasse molto oltre, superasse i bordi del quadro per espandersi verso altri orizzonti, forse addirittura verso il mondo intero. Credo di poter dire oggi che ci siano due nuovi concetti che da allora sono diventati emblematici del mio rinnovato alfabeto fotografico: il senso dell\u2019infinito come oggetto, come spazio osservato, che sta fuori e al di l\u00e0 della macchina fotografica, e che io non avevo mai rappresentato prima, e la pratica della contemplazione, che induceva uno sguardo lungo, uno sguardo iperanalitico che, per vedere e rappresentare quello che mi stava davanti, aveva bisogno di un tempo dilatatissimo. Ho scoperto \u201cla lentezza dello sguardo\u201d. Uno sguardo lento, come era stato per Atget o Walker Evans, uno sguardo che mette a fuoco ogni cosa, che porta a cogliere tutti i particolari, a leggere la realt\u00e0 in un modo assolutamente diretto: quindi il grande formato, il cavalletto, un ritmo rallentato, la luce cos\u00ec com\u2019\u00e8, senza filtri, guardare e basta. In contemplazione davanti a questa meraviglia della natura ricca e mutevole. La fotografia rischia persino di essere qualcosa di estraneo, che infastidisce, ma che si usa perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico mezzo possibile per raccontare ad altri quello che si prova, si vede e si comprende. E in questo senso \u00e8 anche un documento: di quello che si \u00e8 visto. C&#8217;\u00e8 un&#8217;immagine che racconta perfettamente queste sensazioni e queste percezioni, ed \u00e8 un paesaggio di Le Tr\u00e9port che ho fotografato nel 1985. Nella mia esperienza sul campo \u00e8 stato un passaggio senz&#8217;altro importante, direi persino cruciale. Penso che dopo quella ripresa \u00a0fotografica in quel luogo, in quel momento, molte cose siano cambiate, e in particolare il mio rapporto con il paesaggio. In quella fotografia c&#8217;\u00e8 un processo di sintesi massima, \u00e8 una fotografia ideale perch\u00e9 rimanda al luogo nella sua interezza e globalit\u00e0.&gt;&gt; \u2026<\/p>\n<p>brano tratto da \u201cArchitetture, citt\u00e0, visioni \u2013 Riflessioni sulla fotografia\u201d di Gabriele Basilico, a cura di Andrea Lissoni &#8211; Ed. Bruno Mondadori<br \/>\n<figure id=\"attachment_3427\" aria-describedby=\"caption-attachment-3427\" style=\"width: 500px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/02\/Gabriele-Basilico-Le-treport.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3427\" title=\"Gabriele Basilico Le treport\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/02\/Gabriele-Basilico-Le-treport.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"408\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/02\/Gabriele-Basilico-Le-treport.jpg 500w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/02\/Gabriele-Basilico-Le-treport-300x245.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3427\" class=\"wp-caption-text\">Gabriele Basilico - Le Tr\u00e8port, 1985<\/figcaption><\/figure>\n&nbsp;<br \/>\nSilvano Bicocchi<br \/>\nDirettore del <strong>Dipartimento Cultura FIAF<\/strong><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Altri contributi successivi alla prima pubblicazione<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n1) Riceviamo oggi 19\/02\/2013 questo prezioso contributo di Cesare Colombo (MFI) che pubblichiamo con molto piacere:<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<em>Gabriele Basilico ( 1944 ) \u00e8 studente di architettura al Politecnico di Milano nel 1968 e negli anni seguenti.<\/em><br \/>\n<em>La fotografia\u00a0 sociale, negli anni 70\u00a0 ( ben illustrata dalla recente mostra del Comune di Milano a Palazzo Reale ) \u00e8 contraddistinta da\u00a0 una ossessiva lettura militante degli avvenimenti e delle manifestazioni<\/em><br \/>\n<em>Nella coppia \u2018politica\u2019 formata da Giovanna Calvenzi e Gabriele ( che si sono conosciuti quando Gabriele ha 19 anni, nel 63 ) \u00e8 la prima la pi\u00f9 impegnata. Si sposeranno nel 74. Dunque un sodalizio di\u00a0 50 anni esatti.<\/em><br \/>\n<em>Io ricordo ( ma avevo nove anni pi\u00f9 di Gabriele ) le discussioni sulla scelta dei \u2018soggetti\u2019 della fotografia politica. Avevamo concluso che non avesse pi\u00f9 senso \u00a0riprendere le manifestazioni in modo propagandistico, e trionfalistico. &#8230;.. ma che dovevamo rivolgere gli obiettivi verso il cuore dei problemi che le manifestazioni affrontavano.<\/em><br \/>\n<em>Cos\u00ec Gabriele \u00a0&#8211; alla fine degli anni 70 &#8211; passa dal racconto delle mobilitazioni collettive\u00a0 al racconto complessivo della sua citt\u00e0 \u00a0: un deposito visivo di storia,\u00a0 problemi, contraddizioni<\/em><br \/>\n<em>I \u2018 Ritratti di fabbrica \u2018 non possono nascere se non da una consapevolezza sociale. Rivedendo i suoi provini \u00a0( Nikon 35 mm ) troviamo oltre alle fabbriche anche famiglie, artigiani, bambini che giocano. La difficolt\u00e0 \u00a0vera sembrava quella di \u00a0affidare ad una descrizione ottica istantanea, il racconto di un lungo percorso nel tempo. Come aveva intuito Goethe in realt\u00e0 noi vediamo ( oggi, quindi, fotografiamo ) ci\u00f2 che sappiamo&#8230; e forse ci\u00f2 che prevediamo<\/em><br \/>\n<em>Subito dopo &#8211; divenuto professionista a tempo pieno \u2013 Gabriele rinuncer\u00e0 a fotografare le singole case, le \u2018abitazioni per gli architetti\u2019.\u00a0 Non gli interessa estetizzare i singoli corpi edilizi, che apparirebbero avulsi dall\u2019 ambiente circostante&#8230;. fatto di altri spazi, e di traffico, arredi urbani, di cittadini in movimento. Non crede pi\u00f9 alla prospettiva di un volume isolato, pura gratificazione per il progettista.<\/em><br \/>\n<em>La citt\u00e0 sar\u00e0 dagli anni 80, per il suo sguardo, il contenitore dei volumi edilizi\u00a0 e delle condizioni sociali. Anche se Gabriele sceglie di non rappresentare direttamente queste ultime.\u00a0 Ma essere restano dietro e tra i quartieri, e sullo sfondo delle distese panoramiche. Anche qui noi leggiamo quel che sappiamo, oltre il perfetto momento descrittivo di Roma, Genova, Mantova, San Francisco, Mosca, Berlino.<\/em><br \/>\n<em>E qui in realt\u00e0 il sodalizio con Giovanna \u2013 che per altro lavora come foto editor per la stampa periodica e come curatrice di archivi &#8211; \u00a0diventa essenziale. E\u2019 risaputo : dietro ogni grande fotografo c\u2019\u00e8\u00a0 un grande \u2013 o una grande \u2013 editor. Mentre Gabriele punta in modo infallibile ed autonomo il suo obiettivo.,Giovanna gliene propone la lettura critica, la presenta e la teorizza per lui in modo essenziale&#8230;. restando sempre nell\u2019 ombra.<\/em><br \/>\nIeri\u00a0 abbiamo visto Giovanna ricevere gli amici , nello studio, a fianco del feretro del suo compagno, disteso in mezzo ai grandi pannelli delle sue opere. Era un sonno, ci appariva come un sogno simbolico, quello di Gabriele. Noi qui stasera vogliamo abbracciare Giovanna, mentre diamo il nostro ultimo addio a Gabriele. E tuttavia sappiamo che le \u00e8 affidata una grande eredit\u00e0 culturale, e storica, oltre che affettiva. Ed una enorme responsabilit\u00e0. Se l\u2019 archivio di Gabriele Basilico \u00e8 vastissimo, appare tuttavia semplice e aperto. Con il grande formato, con le pose sul treppiede non si fanno scatti multipli o continui. Ed \u00e8 interessante l\u2019 incrocio di tecnologie tra le matrici negative su pellicola e le stampe perfette in digitale. Ma proprio perch\u00e8 \u00a0il\u00a0 suo archivio \u00e8 chiaro, la decifrazione dell\u2019 opera di Gabriele si far\u00e0 col tempo sempre pi\u00f9 complessa. Ci saranno letture parallele delle sue citta\u2019, riflessioni sul continuo mutare dei tessuti urbani. La sua memoria \u2013 oggi contemporanea \u2013 diventer\u00e0 presto il passato turbinoso del nostro urbanesimo, da valutare criticamente. Sull\u2019 archivio aperto di Gabriele Basilico, assieme a Giovanna Calvenzi, potranno chinarsi in liberta\u2019 altre generazioni di osservatori. Da studiosi, da spettatori, potranno forse trasformarsi in una schiera di possibili nuovi autori &#8230; o per meglio dire di co-autori, a partire dalla sua opera memorabile..<br \/>\nCesare Colombo<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci ha lasciato Gabriele Basilico, Maestro della Fotografia Italiana, grandissimo interprete della fotografia di paesaggio urbano. 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