{"id":34467,"date":"2024-06-17T16:48:32","date_gmt":"2024-06-17T14:48:32","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=34467"},"modified":"2024-09-18T11:10:56","modified_gmt":"2024-09-18T09:10:56","slug":"totem-e-tabu_anteprima_19-a-cura-di-aurelio-raiola-e-paolo-caivano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2024\/06\/17\/totem-e-tabu_anteprima_19-a-cura-di-aurelio-raiola-e-paolo-caivano\/","title":{"rendered":"TOTEM e TABU\u2019_Anteprima_19 \u2013 a cura di Tiziana Mostropasqua e Paolo Caivano"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\">A volte, un Lab di Cult \u00e8 un pot-pourri dove i lavori di tutti imboccano da subito quella strada ampia che porta a un lavoro armonico sul tema scelto. Altre volte, invece, il Lab \u00e8 lo spazio dove la fantasia e l\u2019estro dei partecipanti imboccano viuzze laterali dove la ricerca del filo rosso \u00e8 un lavoro assai arduo, ma per questo ancora pi\u00f9 \u00a0elettrizzante. E anche questa volta non ci siamo smentiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-34469 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/alda-spano.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/alda-spano.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/alda-spano-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi ha voluto affrontare l\u2019ultimo tab\u00f9, quello della morte, come\u00a0<b>Alda Span\u00f2\u00a0<\/b>che ci parla del suo intreccio con la vita inestricabile ed eterno. Colpevolmente smemorata, per la societ\u00e0 contemporaneo la morte \u00e8 ancora un tab\u00f9, un trauma da superare. E allora non ne parliamo, della morte, \u00e8 deprimente, ansiogeno, addirittura <em>pornografico<\/em>. In un\u2019epoca che esalta la giovinezza, la bellezza, l\u2019efficienza e il successo, non c\u2019\u00e8 posto per la morte. Eppure la morte insegna a vivere, d\u00e0 una direzione alla vita, fa luce su ci\u00f2 che si \u00e8 e ci\u00f2 che si vuole. E i cimiteri, sempre pi\u00f9 soli, possono essere luogo di riflessione e comprensione, oltre che di silenzio e preghiera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-34468 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/alberto-mazzarino.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/alberto-mazzarino.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/alberto-mazzarino-300x300.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/alberto-mazzarino-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>Ma anche luogo in cui \u2013 ci ricorda <b>Alberto Mazzarino <\/b>\u2013 l\u2019arte riesce a trasformare la preghiera in ricongiungimento dei vivi e dei defunti per affrontare insieme il dolore della separazione. La bellezza della pietra a ricordo della bellezza dell\u2019anima dei morti, levatrice di conforto e consolazione, forza che unisce, pietoso aiuto per esorcizzare la morte. La bellezza che rende immortali e quasi addolcisce l\u2019inevitabile passaggio in cui vita e morte sembrano confondersi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">E di passaggio e <em>confusione<\/em> ci parla <strong>Ludovico Brancaccio<\/strong> nel suo lavoro sul lago d\u2019Averno,\u00a0 incrocio di miti, porta d\u2019accesso all\u2019oltretomba, dimora di Lucifero, selva oscura del poema dantesco. Un luogo che dialoga con la morte in un modo in cui non ci \u00e8 pi\u00f9 concesso da quando siamo diventati adulti. E il fotografo non pu\u00f2 fare altro che accostarsi al mistero con la consapevolezza di essere vivo e, proprio per questo, inadatto alla comprensione. Prova allora l\u2019unica soluzione possibile, forare <em>fisicamente<\/em> il velo che ci separa dalla morte e, da quel buco, far passare quel tanto di luce che ci \u00e8 permesso osservare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-34470 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/alfonso-pone.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/alfonso-pone.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/alfonso-pone-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Sulla separazione lavora anche <strong>Alfonso Pone<\/strong>, che affronta il dolore della morte con l\u2019unico strumento possibile, quello della poesia. E si cuce ali d\u2019angelo per portare in volo chi, nel momento dell\u2019addio, ha voluto essere il suo pensiero felice. Un lavoro che scava dentro il s\u00e9 per accettare la separazione e l\u2019infinito dolore che comporta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-34473 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/francesca-paola-cilento.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/francesca-paola-cilento.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/francesca-paola-cilento-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\nDel s\u00e9 e della separazione tra essere e rappresentazione ci parla anche\u00a0<b>Francesca Paola Cilento<\/b>. Nelle sue scansioni la fotografia sostituisce la pittura e svela i brandelli del Dorian Gray che alberga in ognuno di noi. \u00a0Immagini che scavano nel suo specchio da bambola e ri-trovano un\u2019estranea. Tracce-segni-solchi che disegnano una mappa di vicoli-strade-incroci per \u00a0affrontare il tab\u00f9 dell\u2019accettazione del tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-34475 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/luigi-montefoschi.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/luigi-montefoschi.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/luigi-montefoschi-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\nNel tempo dell\u2019oggi ci trascina con forza <b>Luigi Montefoschi <\/b>con fotografie da giornale tabloid che tuonano della realt\u00e0 distopica che tutti circonda e avvolge. Immagini vivide di luoghi che sono la reificazione dei totem sociali, visione oscena delle segrete stanze del potere. La fotografia capace di vedere oltre e di denunciare che il re pu\u00f2 \u2013 anzi, deve \u2013 essere denudato. Il totem \u00e8 morto, e allora viva il totem.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-34472 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/bruno-stefanile.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"324\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/bruno-stefanile.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/bruno-stefanile-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\nMa il potere sa come nascondersi e dispendersi in mille rivoli senza perdere memoria e identit\u00e0. Si \u00e8 diluito e atomizzato fino a trasformarsi in un\u2019idea, anzi l\u2019Idea pi\u00f9 seduttiva del momento, l\u2019Intelligenza Artificiale.<br \/>\nCosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 totemico che rappresentarsi come espressione onnisciente di sapere autonomo e per\u00f2 imperscrutabile ai suoi stessi sacerdoti? <strong>Bruno Stefanile<\/strong> ci mostra la separazione tra realt\u00e0 e iper-realt\u00e0, e immortala momenti quotidiani di apparente normalit\u00e0 sotto l\u2019occhio vigile di un Grande fratello che non solo osserva ma rende possibili, ancorch\u00e9 alieni, quei momenti stessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-34474 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/giuliana-tregua.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/giuliana-tregua.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/giuliana-tregua-300x231.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>Anche <b>Giuliana Tregua <\/b>parla di alienazione, pescando l\u2019attimo in cui nemmeno l\u2019Arte riesce a ricomporre lo iato tra l\u2019essere e la sua rappresentazione. I suoi scatti rivelano una comunit\u00e0 fatta di singoli in perenne interconnessione ma inevitabilmente soli. Si nasce soli, si vive soli, e soli si comunica ad altri soli il proprio stato di piantatore di bandierine nei luoghi del mondo. Spalle all\u2019arte, spalle alla vita, separati da un algoritmo che non appaga le nostre solitudini ma, anzi, scava voragini e trincee.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-34471 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/aurelio-raiola.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/aurelio-raiola.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/06\/aurelio-raiola-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>Infine <b>Aurelio Raiola<\/b>, che propone una storia di separazione reinterpretando il classico <i>sedotto e abbandonato<\/i>, dove il protagonista viene sedotto da una storica macchina da scrivere \u2013 la Lettera 22 che un giorno sar\u00e0 esposta al MOMA \u2013 e poi, col tempo, la abbandoner\u00e0 a un destino di bellissimo oggetto (non pi\u00f9) del desiderio, sorpassato dalla modernit\u00e0 e sepolto dalle mille cianfrusaglie della vita<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Come dicevamo all\u2019inizio, ogni partecipante al Lab ha seguito il suo pensiero e costruito la sua strada lastricata dei suoi totem e dei suoi tab\u00f9. Ma un il filo rosso che traccia una linea sottile e che accomuna tutti i lavori c\u2019\u00e8. Puoi chiamarla in modi diversi: separazione, perdita, addio.\u00a0 In una parola, morte. E c\u2019\u00e8 stato chi ha suggerito di titolare il lavoro collettivo con un motto napoletano che sa di imprecazione con il punto esclamativo: <em>chi ti \u00e8 muorto! <\/em>Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Testo a cura di Aurelio Raiola e Paolo Caivano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte, un Lab di Cult \u00e8 un pot-pourri dove i lavori di tutti imboccano da subito quella strada ampia &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":34473,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[121],"tags":[],"class_list":["post-34467","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-laboratori-di-cult"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34467","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34467"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34467\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35136,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34467\/revisions\/35136"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34473"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34467"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34467"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34467"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}