{"id":3634,"date":"2013-03-17T19:30:32","date_gmt":"2013-03-17T17:30:32","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=3634"},"modified":"2013-03-17T19:30:32","modified_gmt":"2013-03-17T17:30:32","slug":"i-falsi-fotografici-di-olga-micol","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2013\/03\/17\/i-falsi-fotografici-di-olga-micol\/","title":{"rendered":"I falsi fotografici &#8211; di Olga Micol"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>I falsi fotografici<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong> di Olga Micol<\/strong><br \/>\nDisquisizioni sulla fotografia e la sua manipolazione che inizia dalla camera oscura (1836) fino ai giorni nostri con Photoshop.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 27 gennaio 2013 ha chiuso un\u2019importante mostra al Metropolitan di New York : \u201dFaking It, Manipulated photograpy before Photoshop\u201d (la finizione della fotografia prima dell\u2019avvento di Photoshop).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La voglia di modificare le immagini della fotocamera \u00e8 vecchia quanto la fotografia stessa, solo i metodi sono cambiati. Quasi ogni tipo di manipolazione che oggi associamo alla fotografia digitale ha fatto parte anche della fotografia tradizionale: lisciare rughe, dimagrire il girovita, aggiungere persone a una scena (o la rimozione di loro) e anche fabbricare eventi mai accaduti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa mostra con 200 immagini, ha ripercorso la storia della fotografia manipolata dal 1840 fino al 1990, quando il computer ha sostituito le tecniche manuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le fotografie partendo dal negativo, sono state modificate con la raschiatura e con vari ritocchi ; in ogni caso, l&#8217;immagine finale \u00e8 risultata molto diversa da quella che si \u00e8 posta davanti alla macchina da presa in un primo momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una divertente e acuta digressione sui temi del vero e del falso nella fotografia nata sulla scia delle accese discussioni intorno al digitale e alla sua estrema manipolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La fotografia ha sempre &#8220;mentito&#8221;, non pu\u00f2 fare altro, perch\u00e9 il processo di trasposizione della realt\u00e0 in un&#8217;immagine bidimensionale glielo ha imposto, perch\u00e9 la sua fabbricazione ha sempre richiesto una lunga catena di scelte, ognuna delle quali ne ha modificato la trama e il senso. L&#8217;era di Photoshop ha solo messo alla portata di tutti e ha reso evidente, quello che la fotografia ha sempre saputo fare: deformare la realt\u00e0 consapevolmente o involontariamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3639\" title=\"1\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/1.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/1-300x120.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fantasmi, inserimenti vari, tutto si poteva fare anche con qualche semplice negativo, bastava saperlo fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fin dalla sua nascita (7 gennaio 1836) il mito della fotografia\u00a0 \u00e8 sempre stato proprio la \u201cverit\u00e0\u201d. Un mito questo che tutti hanno sempre cercato di sfruttare a proprio favore, per fornire un buon tornaconto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche la famosa foto del miliziano che cade di Robert Capa, dubbi ce ne sono stati e ce ne saranno, ma resta sempre una foto spettacolare da qualunque parte la vedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La\u00a0 rivista \u201c<em>Lectures pour tous<\/em>\u201d\u00a0 e successivamente pubblicata sul mensile del Corriere della Sera \u201cLa lettura\u201d del 1902 e parla l\u2019Esposizione Internazionale di Parigi del 1900:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0\u201cAll\u2019Esposizione universale di Parigi, uno dei principali fotografi offr\u00ec ai membri della giuria la riproduzione di un celebre quadro di Rembrand, dove a tutte le teste dei personaggi erano state sostituite quelle dei singoli giurati.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0E continua<em>: <\/em><em>\u201cUno dei metodi per ottenere false fotografie consiste nel sovrapporre due prove che non hanno niente da vedere l\u2019una con l\u2019altra. Volendo mettere, per esempio,\u00a0 sul corpo di una persona la testa di un\u2019altra, si fanno le due fotografie, nelle stesse proporzioni e sotto la stessa luce, delle due persone; poi si ritaglia la testa che si vuol sostituire alla vera, e si incolla sulla vera, badando a nascondere il meglio possibile la linea d\u2019attacco: se si tratta d\u2019una donna, un colletto o un mastro sar\u00e0 perci\u00f2 di grande aiuto: trattandosi d\u2019un uomo, serve moltissimo la barba. Eseguite queste operazioni, si rifotografa la prova cos\u00ec ottenuta, riducendola di met\u00e0 per rendere meno visibili le imperfezioni dell\u2019incollamento, e si ottiene una negativa finale, da cui si possono ricavare tutte le\u00a0 copie che si vogliono.\u201d<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3640\" title=\"2\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/2.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/2.jpg 500w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/2-300x256.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E scrive ancora: <em>\u201cBuona parte delle pretese fotografiche spiritiche sono dovute alla frode. Un fotografo americano, per il prezzo di dieci dollari, evocava gli spiriti dei morti e degli assenti. La persona interessata era ricevuta dalla moglie dell\u2019imbroglione la quale, mentre il marito fingeva d\u2019attendere ai preparativi dell\u2019operazione, faceva abilmente parlare il cliente intorno all\u2019et\u00e0, al sesso, ecc., della persona da evocare. Poi in gabinetto si apriva, e l\u2018operatore\u00a0 invitava il cliente a sedersi dinnanzi all\u2019obiettivo, raccomandandogli di pensare, con tutta la sua energia della volont\u00e0, allo spirito del morto o dell\u2019assente.\u201d<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/Untitled-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3641\" title=\"Untitled-1\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/Untitled-1.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"529\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/Untitled-1.jpg 500w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/Untitled-1-284x300.jpg 284w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Qui non ci sono pezzi ritagliati e appiccicati: vi \u00e8 la libera impressione d\u2019una negativa sopra un\u2019altra. Con lo stesso procedimento si ottiene la donna che appare in cielo, sul mare: la figura dell\u2019apparizione \u00e8 stata fotografata sopra un fondo di cielo e riportata poi sopra una negativa rappresentante il mare con uno sfondo celeste: la parte inferiore della veste \u00e8 stata sfumata perch\u00e9 sembri svanire nell\u2019atmosfera\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cLa trasparenza spettrale si ottiene, in fotografia, con un mezzo semplicissimo: la doppia posa. Mettete un personaggio qualunque sopra uno sfondo purchessia: fate una rapidissima posa e pi otturate l\u2019obbiettivo senza nessuno dinnanzi, e fate una seconda posa dello sfondo. Troverete, sviluppando la negativa, un corpo trasparente, attraverso al quale lo sfondo spiccher\u00e0 in tutti i suoi particolari<\/em>.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questa lunga disquisizione sul tema, voi penserete, che gi\u00e0 molto si sappia, poich\u00e9 sono state dedicate tavole rotonde, articoli libri ed ora anche una mostra con relativo catalogo a New York, ma lo scontro tra il \u201cfotografo\u201d tradizionale da camera oscura e quello ormai dedito al computer sta sempre infiammando gli animi.<\/p>\n<p>E allora cosa bisogna fare? Forse si pu\u00f2 rileggere la frase scritta nel 1902 dalle \u201c<em>Lectures pour tous<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u201c\u2026 <em>Sicch\u00e8 bisogna stare sull\u2019avviso e non dimenticar mai che una fotografia, per quanto ben riuscita, non prova nulla rispetto alla realt\u00e0 del soggetto di essa, se non fu a sua volta controllata nella sua autenticit\u00e0\u2026\u201d<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Comunque sta nell\u2019etica e nella professionalit\u00e0 del singolo fotografo ad aiutarci a leggere la fotografia come veramente \u00e8 stata fatta, segnalandoci le eventuali trasformazioni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong><em>Olga Micol<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/Untitled-2-320x200.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3642\" title=\"Untitled-2 [320x200]\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/03\/Untitled-2-320x200.jpg\" alt=\"\" width=\"140\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I falsi fotografici di Olga Micol Disquisizioni sulla fotografia e la sua manipolazione che inizia dalla camera oscura (1836) fino &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":3636,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7,19],"tags":[],"class_list":["post-3634","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio","category-eventi-di-studio-della-fotografia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3634","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3634"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3634\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3636"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3634"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3634"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3634"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}