{"id":3882,"date":"2013-04-23T20:18:25","date_gmt":"2013-04-23T18:18:25","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=3882"},"modified":"2013-04-23T20:18:25","modified_gmt":"2013-04-23T18:18:25","slug":"il-calotipo-1parte-di-enrico-maddalena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2013\/04\/23\/il-calotipo-1parte-di-enrico-maddalena\/","title":{"rendered":"Il calotipo \u2013 di Enrico Maddalena, prima parte."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>Il calotipo \u2013 di Enrico Maddalena,\u00a0<strong>prima parte.<\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non possiamo dimenticare, parlando di Talbot, il contributo dato alla fotografia dall\u2019amico, astronomo e scienziato, <em>Sir John Frederick William Herschel<\/em>. Questi infatti aveva scoperto anni prima l\u2019iposolfito e ne aveva notato le propriet\u00e0 solubilizzanti sugli alogenuri d\u2019argento. Fu lui a suggerire a Talbot l\u2019uso di questa sostanza per fissare le immagini. Mentre il cloruro di sodio e lo ioduro di potassio usati fino ad allora la\u201cstabilizzavano\u201d momentaneamente rendendo gli alogenuri poco sensibili alla luce, l\u2019iposolfito li asportava proprio, rendendo permanente l\u2019immagine. Le propriet\u00e0 \u201cfotografiche\u201d dell\u2019iposolfito (il termine esatto \u00e8 tiosolfato di sodio) vennero rese pubbliche e questa sostanza divenne di uso comune ed \u00e8 usata ancora oggi. Fu Herschel a coniare i termini di fotografia e di negativo e positivo. \u00c8 considerato il padre della chimica fotografica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma parliamo del calotipo (composto dalle parole greche <em>kalos<\/em>, bello, e <em>typos<\/em>, stampa). Il termine riguarda le immagini ottenute da Talbot dopo la scoperta dello sviluppo dell\u2019immagine latente, cosa che abbatt\u00e9 i tempi di posa, permettendo addirittura il ritratto e l\u2019inizio della diffusione del suo metodo accanto a quello di Daguerre. Talbot seppe dell\u2019acido gallico dal <em>reverendo Reade<\/em> che ne aveva scoperto le propriet\u00e0 casualmente. Anche questo religioso stava ripetendo le esperienze di Wedgwood. Sapeva che il cuoio imbevuto di nitrato d\u2019argento si mostra pi\u00f9 sensibile della carta e utilizz\u00f2 un paio di guanti di capretto che la moglie gli diede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando il reverendo, che aveva finito il pellame, ripet\u00e9 la richiesta alla moglie, questa giustamente non ne volle sapere. Reade pens\u00f2 che la maggiore sensibilit\u00e0 del cuoio fosse dovuta alle sostanze usate per la concia, decise allora di \u201cconciare\u201d la carta.\u00a0 A quell\u2019epoca si usava una soluzione di galle di quercia e di sommacco, ricca in acido gallico. Casualmente Talbot, che registrava con minuzia i dati di ogni sua sperimentazione, si accorse che l\u2019acido gallico, oltre ad aumentare la sensibilit\u00e0 della carta, era in grado di rivelare immagini esposte per tempi molto brevi. \u00c8 la scoperta dell\u2019immagine latente e dello sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da una lettera scritta da Talbot il 5 febbraio 1841 alla Literary Gazette:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cNon \u00e8 facile calcolare con esattezza fino a che punto si spinga questo aumento della sensibilit\u00e0, ma ora si pu\u00f2 certamente ottenere in un minuto un\u2019immagine molto migliore di quelle che si ottenevano col procedimento vecchio di un\u2019ora. Mi propongo di distinguere con il nome di Calotipie le fotografie di nuovo tipo che sono oggetto di questa lettera\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da una lettera del 19 febbraio dello stesso anno:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cUn giorno dello scorso settembre sperimentavo pezzi di carta sensibile, preparata in modi diversi, con la camera oscura, esponendoli alla luce soltanto per un tempo brevissimo, per scoprire quale di loro fosse il pi\u00f9 sensibile. Estrassi uno di questi fogli di carta e lo esaminai a luce di candela. Vi si scorgeva poco o niente, e lo lasciai su un tavolo in una stanza buia. Ritornando dopo qualche tempo, presi in mano la carta ed ebbi la grandissima sorpresa di scorgervi una immagine nitida. Ero sicuro che quando l\u2019avevo guardata la prima volta, non c\u2019era niente del genere e quindi, escludendo la magia, l\u2019unica conclusione possibile era che l\u2019immagine si fosse inaspettatamente autosviluppata con azione spontanea. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fortunatamente ricordavo il modo particolare con cui era stato preparato questo foglio di carta e sono stato quindi in grado di ripetere immediatamente l\u2019esperimento. Come prima, appena estratta dalla camera oscura, la carta non presentava quasi nulla di visibile. Ma questa volta, invece di lasciarla da parte, ho continuato ad osservarla a lume di candela e ho avuto la soddisfazione di veder cominciare ad apparire un\u2019immagine e tutti i suoi particolari emergere uno dopo l\u2019altro. Nel campo della scienza conosco poche cose pi\u00f9 sorprendenti della graduale comparsa dell\u2019immagine sul foglio nudo, specialmente la prima volta che si assiste all\u2019esperimento\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo punto Talbot decide di brevettare il procedimento calotipico e ne parla all\u2019amico Herschel che gli scrive:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cFai benissimo a brevettare la calotipia. Nessuno potr\u00e0 protestare per l\u2019interpretazione liberale con cui ti proponi di esercitare il diritto di brevetto, e devo dire che non ho mai sentito parlare di un oggetto pi\u00f9 promettente per un brevetto redditizio, del che mi congratulo sinceramente con te\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<figure id=\"attachment_3883\" aria-describedby=\"caption-attachment-3883\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/04\/William_Henry_Fox_Talbot_by_John_Moffat_1864.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3883\" title=\"William_Henry_Fox_Talbot,_by_John_Moffat,_1864\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/04\/William_Henry_Fox_Talbot_by_John_Moffat_1864.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"733\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/04\/William_Henry_Fox_Talbot_by_John_Moffat_1864.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/04\/William_Henry_Fox_Talbot_by_John_Moffat_1864-237x300.jpg 237w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3883\" class=\"wp-caption-text\">William Fox Henry Talbot<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_3884\" aria-describedby=\"caption-attachment-3884\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/04\/Sir_John_Herschel_with_Cap_by_Julia_Margaret_Cameron_detail.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3884\" title=\"Sir_John_Herschel_with_Cap_by_Julia_Margaret_Cameron_(detail)\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/04\/Sir_John_Herschel_with_Cap_by_Julia_Margaret_Cameron_detail.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"623\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/04\/Sir_John_Herschel_with_Cap_by_Julia_Margaret_Cameron_detail.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2013\/04\/Sir_John_Herschel_with_Cap_by_Julia_Margaret_Cameron_detail-279x300.jpg 279w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3884\" class=\"wp-caption-text\">Sir John Frederick William Herschel in un ritratto di Julia Margaret Cameron<\/figcaption><\/figure>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il calotipo \u2013 di Enrico Maddalena,\u00a0prima parte. 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