{"id":38909,"date":"2026-04-26T09:50:16","date_gmt":"2026-04-26T07:50:16","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=38909"},"modified":"2026-04-26T10:14:03","modified_gmt":"2026-04-26T08:14:03","slug":"1826-2026-una-storia-lunga-due-secoli-1-parte-di-lorenzo-ranzato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2026\/04\/26\/1826-2026-una-storia-lunga-due-secoli-1-parte-di-lorenzo-ranzato\/","title":{"rendered":"1826-2026, UNA STORIA LUNGA DUE SECOLI &#8211; 1\u00b0 PARTE &#8211;  di Lorenzo Ranzato."},"content":{"rendered":"<h3>Presentazione.<\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400\">Gli anni 2026-27 sono un\u2019importante ricorrenza per la fotografia, perch\u00e9 celebrano i due secoli di storia dalla sua nascita. Risale infatti a quegli anni la pi\u00f9 antica immagine fotografica realizzata dall\u2019inventore francese Joseph Nic\u00e9phore Ni\u00e9pce: si tratta della famosa <em>eliografia<\/em> su lastra di peltro al bitume di Giudea, che rappresenta una veduta scattata da una finestra di Le Gras, la sua casa-laboratorio nel villaggio di Saint-Loup-de-Varennes.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Per questo motivo abbiamo deciso di rivisitare alcuni snodi critici della storia della fotografia, con l\u2019obiettivo di delineare una sorta di mappa mentale per orientare il lettore nell\u2019intricata giungla delle molteplici manifestazioni del \u201cfotografico\u201d, ovvero le diverse idee della fotografia che hanno preso forma soprattutto nel corso del Novecento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Lungo questo percorso rileggeremo, anche se in modo non sistematico, alcuni episodi pi\u00f9 significativi del fenomeno fotografico e la storia dei principali movimenti, che si sono succeduti in questi due secoli nei diversi contesti culturali e geografici dell\u2019Europa e degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Proprio in omaggio a questa ricorrenza, l\u2019idea di intraprendere un cammino attraverso le vicende della storia della fotografia ci sembra oggi quanto mai opportuna, soprattutto in presenza di un contesto visivo contemporaneo oltremodo complesso, dove il rapporto privilegiato con il reale (anche quando fosse l\u2019immaginazione a plasmarlo) sembra messo in discussione non tanto dalla consolidata presenza del sistema digitale, quanto dall\u2019irruente ascesa dell\u2019Intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Lorenzo Ranzato AFIAP<\/p>\n<h1 style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><strong>La fotografia, \u201claboratorio di linguaggi\u201d<\/strong><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_38911\" aria-describedby=\"caption-attachment-38911\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-38911\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2026\/04\/1-Boulevard_du_Temple_by_Daguerre.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2026\/04\/1-Boulevard_du_Temple_by_Daguerre.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2026\/04\/1-Boulevard_du_Temple_by_Daguerre-300x215.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-38911\" class=\"wp-caption-text\">Louis Daguerre, Boulevard du Temple, 1838<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>La duplice natura della fotografia tra tecnica ed estetica<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il tema delle origini della fotografia ci consente di affrontare una serie di questioni che verranno riprese nel corso del nostro racconto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">A questo proposito, un riferimento importante \u00e8 costituito dal testo <em>Il pensiero dei fotografi<\/em> (2008) di Roberta Valtorta, un\u2019antologia che raccoglie \u201cle diverse idee della fotografia\u201d ed \u00e8 corredata da una serie di commenti critici, che ci accompagnano agevolmente lungo la storia del pensiero fotografico dalle origini fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019invenzione della fotografia si colloca nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento in piena cultura positivista. Negli anni in cui Louis Daguerre in Francia mette a punto il dagherrotipo ed Henry Fox Talbot in Inghilterra il calotipo, vengono scritti il fondamentale testo di Auguste Compte, <em>Cours de philosophie positive<\/em> (1830-1842) e quello di John Stuart Mill, <em>Sistema di logica deduttiva e induttiva<\/em>(1843). Presentata ufficialmente nel 1839 sia a Parigi sia a Londra a distanza di breve tempo, la fotografia riscuote un immediato successo e si diffonde in Europa e negli Stati Uniti \u201csuscitando tra gli artisti e gli intellettuali sentimenti e punti di vista diversi\u201d. Se Edgard Allan Poe ne sottolinea la capacit\u00e0 \u201cdi riprodurre con perfetta fedelt\u00e0 il reale visibile e la sua funzione ancillare rispetto alle arti e alle scienze\u201d, Charles Baudelaire nella sua invettiva del 1859 ne stronca completamente ogni ambizione artistica con la frase lapidaria: \u201cl\u2019industria fotografica \u00e8 il rifugio di tutti i pittori mancati\u201d (Valtorta, 2008, pp. 15-26).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Ed \u00e8 proprio il confronto con le tradizionali arti figurative e in particolare con la pittura che accende il dibattito nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento tra fotografi, artisti, letterati e critici d\u2019arte sul ruolo che la fotografia debba svolgere all\u2019interno della nascente societ\u00e0 industriale. Il nodo cruciale da sciogliere \u00e8 se essa debba rimanere circoscritta nell\u2019ambito della tecnica come <em>riproduzione del visibile<\/em> o se invece possa aspirare a ritagliarsi uno spazio autonomo all\u2019interno del variegato mondo della produzione artistica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Per rispondere a questo dilemma ci \u00e8 utile la lettura del saggio <em>Che cos\u2019\u00e8 la fotografia<\/em> di Claudio Marra (2017). Il suo ragionamento muove dal fatto che la fotografia non sia tanto un mezzo meccanico, quanto un sistema complesso costituito da \u201chardware e software\u201d: cio\u00e8 da una componente tecnologica (l\u2019apparato ottico e chimico nel passato, quello elettronico oggi) e da una componente logico-concettuale costituita da \u201cun\u2019insieme di elementi, funzioni e concetti che concorrono a determinare l\u2019identit\u00e0 culturale della pratica fotografica\u201d (Marra, 2017, pp.12-16).<\/p>\n<p>Le sue origini tecniche (la <em>camera obscura<\/em>, usata a partire dal Rinascimento da scienziati e pittori come strumento per la prospettiva e il disegno) e i luoghi di presentazione nel 1839 (l\u2019Accad\u00e9mie des Sciences di Parigi e la Royal Istitution di Londra) fanno pensare alla fotografia come a un semplice dispositivo di ripresa in grado di riprodurre fedelmente la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Per contro, la storia e le scelte dei tre pionieri, Ni\u00e9pce, Daguerre e Talbot, gi\u00e0 fanno intravvedere la coesistenza di sapere tecnico e valori estetici. Ne sono testimonianza, ad esempio, sul versante francese la collaborazione tra l\u2019inventore Ni\u00e9pce e l\u2019artista-scenografo Daguerre e sul versante inglese il nome <em>calotipia <\/em>che Talbot d\u00e0 alla propria invenzione e il titolo del suo libro, <em>The Pencil of Nature<\/em> (1844-1846), che fa esplicito riferimento al disegno e alla pittura.<\/p>\n<figure id=\"attachment_38912\" aria-describedby=\"caption-attachment-38912\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-38912\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2026\/04\/2-Talbot_William_Henry_Fox_-Calotipia.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"444\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2026\/04\/2-Talbot_William_Henry_Fox_-Calotipia.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2026\/04\/2-Talbot_William_Henry_Fox_-Calotipia-300x230.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-38912\" class=\"wp-caption-text\">Calotipia dal libro The Pencil of Nature di H. F. Talbot, 1844<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"font-weight: 400\">In realt\u00e0, l\u2019identit\u00e0 culturale della fotografia \u00e8 suffragata da riflessioni come quelle contenute negli scritti del filosofo Walter Benjamin, del critico cinematografico francese Andr\u00e9 Bazin e di John Berger, un teorico dei nostri tempi. Si tratta di riflessioni scritte in epoche successive e che appartengono al mondo dell\u2019arte visiva moderna: l\u2019immagine fotografica pu\u00f2 evocare un senso di annichilimento vitale provocato dallo scorrere del tempo o l\u2019illusione di sconfiggere la morte, segnalare la persistenza del ricordo nei ritratti dove il soggetto non \u00e8 pi\u00f9 presente oppure diventare una sorta di specchio della \u201cmemoria\u201d, che prima della fotografia era esercitata dalla mente (Marra, 2017, pp.16-17).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Gi\u00e0 da queste considerazioni possiamo prendere atto che la fotografia presenta una duplice natura<em>,<\/em> che la colloca \u201call\u2019incrocio tra scienza ed arte\u201d (Marra, 2017, p.28).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong><br \/>\nUn rapido sguardo su due secoli di storia<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Seguendo la ricostruzione di Marra, possiamo distinguere due fasi di sviluppo, una collocabile nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento e l\u2019altra nel Novecento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel corso dell\u2019Ottocento la fotografia si afferma pi\u00f9 nell\u2019ambito tecnico che in quello artistico. Sul versante estetico-culturale fatica a ritagliarsi uno spazio autonomo e per vedere riconosciuta la propria artisticit\u00e0 \u00e8 costretta a inseguire le forme e i modi della pittura espressi dal <em>movimento pittorialista<\/em>. Al contrario, l\u2019identit\u00e0 tecnica \u00e8 in grado di assumere un ruolo predominante, grazie a significative conquiste in ambito scientifico, dove sono richiesti \u201ccriteri di oggettivit\u00e0, di misurazione, di prova e di certificazione obiettiva che il credo positivista esigeva\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Senza dubbio la microscopia e l\u2019astronomia sono i campi pi\u00f9 rilevanti di invenzione e scoperta. Un altro interessante ambito di ricerca fa riferimento agli studi di fenomeni del reale inaccessibili alle nostre capacit\u00e0 percettive: spettacolari appaiono <em>le cronografie<\/em>del movimento dei corpi di Marey e Muybridge, che inventano dispositivi fotografici capaci di analizzare le fasi del moto degli animali e degli esseri umani (Marra, 2017, pp.28-32).<\/p>\n<figure id=\"attachment_38913\" aria-describedby=\"caption-attachment-38913\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-38913\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2026\/04\/3-Eadweard-Muybridge-Salto-ad-ostacoli-1887.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2026\/04\/3-Eadweard-Muybridge-Salto-ad-ostacoli-1887.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2026\/04\/3-Eadweard-Muybridge-Salto-ad-ostacoli-1887-300x254.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-38913\" class=\"wp-caption-text\">Eadweard Muybridge, Salto ad ostacoli, 1887<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Come vedremo pi\u00f9 avanti, l\u2019estetica novecentesca si sviluppa in opposizione ai canoni ottocenteschi per effetto sia della rivoluzione delle Avanguardie storiche sia della decisiva <em>trasformazione dell\u2019idea stessa di arte<\/em> realizzata da Marcel Duchamp. La sua invenzione del<em> ready-made<\/em> \u00e8 una geniale operazione di stampo dadaista che postula il rifiuto dell\u2019arte tradizionalmente intesa e consiste nell\u2019estrapolare dal contesto reale un oggetto comune che, grazie alla <em>selezione<\/em> operata dall\u2019artista, diventa esso stesso opera d\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Da questo punto in avanti, in campo fotografico tenderanno ad assumere un ruolo sempre pi\u00f9 rilevante \u201cl\u2019esibizione diretta del reale\u201d e \u201cil ridimensionamento dell\u2019autorialit\u00e0\u201d ovvero le due principali caratteristiche che sono alla base della rivoluzione duchampiana e che in un altro contesto storico Baudelaire aveva criticato come <em>non-arte<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel corso del Novecento la fotografia si trasformer\u00e0 in un autentico \u201claboratorio di linguaggi\u201d. Un cambio di paradigma determinante avverr\u00e0 con la svolta concettuale degli anni \u201960 e \u201970 come reazione ai modelli incardinati, ad esempio, sulla bellezza formale dei pittorialisti o il <em>momento decisivo<\/em> \u00e0 la Cartier-Bresson. Questa nuova forma di linguaggio si proporr\u00e0 come strumento di indagine capace di registrare idee e concetti attraverso forme espressive diverse basate, ad esempio, sulla serialit\u00e0 e sulla traccia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Infine, la <em>moda<\/em> e la <em>pubblicit\u00e0 <\/em>apriranno nuovi scenari, dove ricerca artistica e industria culturale si contaminano reciprocamente e consentiranno alla fotografia di acquisire una crescente centralit\u00e0 in tutti i processi di produzione artistica, dalle istallazioni ai video, dalle <em>performance<\/em> ai<em> social media<\/em>, definendo i contorni di una nuova \u201cestetica mediale\u201d (Marra, 2017, pp.33-35).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">In questo modo il <em>medium fotografico<\/em> potr\u00e0 dispiegare tutte le potenzialit\u00e0 e inaugurare nel corso degli anni \u201980 la nuova stagione del <em>pluralismo fotografico<\/em>, in un impetuoso accavallarsi di nuove idee, visioni e interpretazioni del mondo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_38914\" aria-describedby=\"caption-attachment-38914\" style=\"width: 580px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-38914\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2026\/04\/4-duchamp-con-ruota-di-bicicletta.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2026\/04\/4-duchamp-con-ruota-di-bicicletta.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2026\/04\/4-duchamp-con-ruota-di-bicicletta-300x194.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-38914\" class=\"wp-caption-text\">Marcel Duchamp fotografato accanto al primo ready-made Ruota di bicicletta, 1913.<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Ranzato AFIAP<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Riferimenti bibliografici:<br \/>\n<\/strong>Bazin A. (1973), <em>Che cos\u2019\u00e8 il cinema<\/em>, (ed. originale 1958), Garzanti Editore;<br \/>\nBenjamin W. (1966), <em>L\u2019opera d\u2019arte nell\u2019epoca della sua riproducibilit\u00e0 tecnica<\/em>, (ed. originale 1955), Einaudi;<br \/>\nBerger J. (2014), <em>Capire la fotografia<\/em>, (ed. originale 2013), Contrasto;<br \/>\nMarra C. (2017), <em>Che cos\u2019\u00e8 la fotografia<\/em>, Carrocci;<br \/>\nValtorta R. (2008), <em>Il pensiero dei fotografi<\/em>. <em>Un percorso nella storia della fotografia dalle origini a oggi<\/em>, Mondadori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentazione. 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