{"id":4179,"date":"2013-06-04T20:36:42","date_gmt":"2013-06-04T18:36:42","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=4179"},"modified":"2013-06-04T20:36:42","modified_gmt":"2013-06-04T18:36:42","slug":"ai-margini-della-realta-di-maurizio-tieghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2013\/06\/04\/ai-margini-della-realta-di-maurizio-tieghi\/","title":{"rendered":"Ai margini della realt\u00e0 &#8211; di Maurizio Tieghi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\">AI MARGINI DELLA REALT\u00c0<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Esercizi di fotografia creativa e concettuale liberamente ispirati al Blow Up di Antonioni, di Maurizio Tieghi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Attivit\u00e0 organizzata dal FOTOclub FERRARA, presentato a Ferrara, Casa dell\u2019Ariosto 2 marzo-9 giugno 2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fotografie di Carlo Boschini, Lucia Castelli, Franca Catellani, Sara Cestari, Pieranna Gibertini, Anna Maria Mantovani, Stefania Ricci Frabattista, Emiliano Rinaldi, Maurizio Tieghi, Nedo Zanolini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esposizione, frutto d\u2019intense lezioni teoriche, di riprese in studio e in esterni e svariati mesi di postproduzione, presenta i risultati del seminario di fotografia e del relativo workshop organizzato nel 2012 dal Fotoclub Ferrara, con la collaborazione scientifica del Centro Etnografico del Comune di Ferrara e la sinergia di numerosi enti, musei e associazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le 7 sezioni in cui si articola il percorso di visita, costituito da 58 opere fotografiche di grande formato, sono altrettanti racconti per immagini, che sviluppano suggestioni creative e concettuali scaturite non solo dall\u2019analisi di Blow Up, ma anche da considerazioni filologiche sulla storia del film e sull\u2019impatto che esso ha avuto nell\u2019immaginario visivo contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 Blow Up \u00e8 un labirintico intreccio di storie fotografiche, nella cui esplorazione possiamo incontrare grandi nomi della fotografia come John Cowan, David Bailey, Bert Stern e Don McCullin, ma anche i vagiti di tendenze come la optical art e spunti di riflessione sul significato dell\u2019arte contemporanea e sulla fallacit\u00e0 dell\u2019immagine fotografica nel catturare la realt\u00e0 delle cose. Appare chiaro quindi come la mostra non sia un semplice omaggio citazionista al capolavoro antonioniano, ma costituisca un complesso dialogo visuale e intertestuale instaurato tra gli autori e un film e un regista che hanno saputo contribuire, come pochi altri, alla storia della fotografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il lavoro di ripresa si \u00e8 avvalso della partecipazione di modelli e modelle (Leonardo Ferioli, Luna Malaguti, Luna Vago) e di un\u2019esperta di make-up (Arnika Laura Gerhard), mentre situazioni e accessori di scena hanno permesso ai corsisti di interagire con affermati artisti contemporanei: lo scultore e performer ecologista Ivano Vitali, i pittori Lanfranco, nome storico dell\u2019arte fantastica italiana, e Ferruccio Gard, riconosciuto maestro dell\u2019astrattismo cinetico, la capace scultrice Silvia Vendramel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Antonello Silverini, innovativo protagonista dell\u2019illustrazione italiana, firma l\u2019immagine del manifesto e la copertina del catalogo della mostra, mentre sono stati chiamati ad immaginare nuovi ulteriori dialoghi Paola Bonora, raffinata artista ferrarese, Gianni De Val, pittore bellunese che utilizza il pennello per dialogare con i linguaggi mediatici, e Gianfranco Vanni \u201cCollirio\u201d, firma irriverente del fumetto d\u2019autore italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La cura della mostra \u00e8 di Roberto Roda (per il Centro Etnografico Ferrarese) con la collaborazione di Emiliano Rinaldi.<\/p>\n\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Perch\u00e9 proprio Blow Up?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Girato a Londra nel 1966, non \u00e8 solo un film che ha fatto la storia del cinema, ma \u00e8 pure una profonda riflessione sulla concettualit\u00e0 dell\u2019arte contemporanea e sulla fallacit\u00e0 dell\u2019immagine fotografica, inserendosi a pieno diritto nel dibattito sulla polisignificanza dell\u2019immagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Blow Up \u00e8 un labirintico intreccio di storie fotografiche, che ha influenzato profondamente le successive generazioni di fotografi, e nella cui esplorazione possiamo incontrare grandi nomi come John Cowan, David Bailey, Bert Stern e Don McCullin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 27 luglio al 25 agosto 2013 la mostra sar\u00e0 riallestita presso il LAB 610 XL, Spazio per l\u2019arte contemporanea, di Sovramonte nel bellunese. In tale occasione saranno esposte, accanto alle fotografie, anche le opere d\u2019arte originali utilizzate sui set fotografici e tutta una serie di ulteriori opere che andranno a dialogare creativamente con le immagini realizzate dai 10 autori. Sar\u00e0 l\u2019occasione per ammirare opere di Ivano Vitali, Lanfranco, Ferruccio Gard, Silvia Vendramel, Antonello Silverini, Paola Bonora, Gianni De Val e Gianfranco Vanni \u201cCollirio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A dare ulteriore lustro al percorso espositivo \u00e8 da segnalare il catalogo realizzato da Editoriale Sometti, (formato 28 x 22 cm, pp.136, prezzo di copertina \u20ac 20,00), in cui \u00e8 possibile leggere anche i testi delle conversazioni che hanno portato alla realizzazione della mostra fotografica.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AI MARGINI DELLA REALT\u00c0 Esercizi di fotografia creativa e concettuale liberamente ispirati al Blow Up di Antonioni, di Maurizio Tieghi &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":4188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7,21],"tags":[],"class_list":["post-4179","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio","category-fotografia-regionale"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4179"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4179\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4188"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}