{"id":4868,"date":"2013-10-06T19:40:05","date_gmt":"2013-10-06T17:40:05","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=4868"},"modified":"2013-10-06T19:40:05","modified_gmt":"2013-10-06T17:40:05","slug":"i-sud-di-angela-maria-antuono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2013\/10\/06\/i-sud-di-angela-maria-antuono\/","title":{"rendered":"I Sud &#8211; di Angela Maria Antuono"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>I Sud<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0di Angela Maria Antuono<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giro, Girotondo\u2026\u00a0<\/strong><br \/>\nCome in un carosello felliniano &#8211; per niente grottesco e, semmai, intessuto di garbata e nostalgica ironia &#8211;\u00a0 le immagini dell\u2019Antuono s\u2019intrecciano l\u2019una con l\u2019altra autorizzandoci a formulare i tanti possibili percorsi di lettura. Percorsi che trovano un limite alla volont\u00e0 interpretativa di ognuno solo nel tempo e nello spazio\u00a0 cercato e organizzato dalla\u00a0 fotografa.<br \/>\nIl tempo \u00e8 quello presente, appena trascorso, e lo spazio \u00e8 il \u201cnostro\u201d Sud, anzi \u201ci Sud\u201d. Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 solo un Sud geografico; c\u2019\u00e8 anche quello che abbiamo\u00a0 dentro come identit\u00e0 ulteriore, come vocazione e come volont\u00e0; c\u2019\u00e8 anche un Sud storico, letterario, visivo che tanta tradizione iconografica ci ha consegnato, ed \u00e8 termine continuo di confronto, di verifica e di memoria.<br \/>\nIin questa galassia di Sud, l\u2019<em>\u00e9pos <\/em>verghiano di un tempo scompare, cos\u00ec come il realismo trasmessoci da Jovine, Levi, o Alvaro e, nel racconto visivo dell\u2019Autrice, si dirada per poi, decisamente, distaccarsi dall\u2019ancoraggio letterario (rimane, forse, un richiamo alla Serao e all\u2019Ortese). e collegarsi alle migliori realizzazioni cinematografiche e fotografiche.<br \/>\nPagina dopo pagina, constatiamo che tanta serenit\u00e0 di distacco e, nel contempo, il raggiungimento della\u00a0 nuova poposta visiva, sono realizzati con assoluta semplicit\u00e0 poich\u00e9 l\u2019operazione espressiva non smarrisce alcuni tratti fondamentali: genuinit\u00e0 e libert\u00e0 nell\u2019approccio visivo da una parte, e, dall\u2019altra, rivendicazione di un proprio ruolo esistenziale libero da condizionamenti o pregiudizi culturali e geografici. Mi preme, per\u00f2, sottolineare che tutto ci\u00f2 \u00e8 raggiunto declinando il \u201cragionare\u201d sul nostro Sud in chiave risolutamente femminile.<br \/>\nUn sensibile contatto tutto femminile, da donna, permette, infatti, alla nostra fotografa di riconoscersi nell\u2019ambiente esplorato e, altres\u00ec, riflettersi nel dialogo degli sguardi e dei corpi, dei sorrisi e dei pianti. Nessun stupore o sorpresa nella scoperta fotografica, n\u00e9 studio scientifico del fenomeno antropologico, n\u00e9 trattenimento a futura memoria; all\u2019opposto, un uso dello strumento fotografico come catalizzatore dell\u2019avvenimento, rivissuto come cartina tornasole rivelatrice di quelle\u00a0 risorse che solo un\u2019analisi affettuosa e intima del reale potrebbe riservarci.<br \/>\nE cos\u00ec \u201ci Sud emergono infiniti\u201d, fuori e dentro di noi, in un tempo nuovo che \u00e8 il \u201cc\u00e0iros\u201d degli antenati greci, lontano dal \u201ccronos\u201d quotidiano. E sono cos\u00ec tanti che vanno cercati nelle piccole come nelle grandi cose, proprio come ogni donna sa fare organizzando priorit\u00e0 di valori e di scelte nelle quali puoi rifugiarti con sicurezza. (continua)<br \/>\nPippo Pappalardo<br \/>\n<strong>Sulla soglia.<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-align: justify\">&#8230; Nel libro fotografico &#8220;I Sud&#8221; l&#8217;Antuono ci mostra con immagini non la documentazione della realt\u00e0 ma il proprio immaginario creativo rivolto al tema, il suo linguaggio fotografico, reso pi\u00f9 emozionale liberandolo dai legami spazio temporali dello statuto originario della fotografia, compone messaggi iconici che ci portano a una conoscenza profonda attraverso i segni che interpretano gli aspetti delle societ\u00e0 meridionali da lei prescelti. Il dramma del tempo pervade tutta l&#8217;opera che, in estrema sintesi, ci appare come il denso intreccio di storie generazionali, dal battesimo al cimitero, che si consuma nel teatro del quotidiano che ha sempre come sfondo la tradizione culturale e antropologica del mondo rurale meridionale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La bimba, dagli occhi malinconici e penetranti, ci introduce alla lettura del libro che subito pone in evidenza le ritualit\u00e0 battesimali, le bellissime spose che diventando mamme esaltano il primato femminile della procreazione. Tutti questi momenti hanno una forte connotazione iniziatica dei progressivi passaggi di ruolo della donna nella societ\u00e0 che ci \u00e8 rappresentata: tenera e fragile se bambina, forte e dall&#8217;eros prorompente se adulta, sentimentalmente indurita e ironica se anziana. La religione appare nel racconto fotografico invasiva e funzionale alle ritualit\u00e0 sociali, nel sancire i significati forti delle cerimonie iniziatiche e nelle feste patronali che ricorrentemente celebrano e rinnovano l&#8217;identit\u00e0 della comunit\u00e0 paesana. La donna mito erotico dell&#8217;immaginario meridionale \u00e8 nel libro un tema trasversale che riemerge in ogni suo contesto. L&#8217;autrice \u00e8 ben consapevole che questo \u00e8 un tema storico nel costume italiano, in particolare nel Sud (basti ricordare &#8220;Sedotta e abbandonata&#8221; di Pietro Germi (1964)), e pertanto indaga nelle attuali novit\u00e0 della realt\u00e0 fenomenica. Le diverse identit\u00e0 femminili rappresentate nel libro, sono l&#8217;immagine degli ultimi atti di quel processo di cambiamento della donna promosso dai mass media, che negli ultimi tre decenni ha rivoluzionato i modelli meridionali della femminilit\u00e0 popolare. Il libro racconta elementi di questa evoluzione antropologica della societ\u00e0 patriarcale con buon gusto, riuscendo a comunicare con leggerezza il radicale mutamento comportamentale della donna e con ironia i nuovi scenari del rapporto di coppia, dove il maschio ci appare spettatore impotente ma anche stupito e attratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il mondo rurale \u00e8 la tradizione che fa da sfondo a tutte le storie qui narrate, anche con una sola immagine. Storie che ci appaiono avvolte in contrastanti sentimenti del tempo che senza preamboli alternano il passionale ricordo del passato con l&#8217;acerba evidenza del presente. La vita contadina \u00e8 rappresentata con immagini fortemente simboliche ed evocatrici del duro lavoro all&#8217;aratro, dell&#8217;allevare animali per poi cibarsene, dell&#8217;arte del carbonaio, ecc. Esso ci appare come un mondo arcaico teso a perpetuare se stesso. Angela Maria Antuono con &#8220;I Sud&#8221; ha composto un racconto fotografico sospeso tra immaginario e realt\u00e0. Lo stili life della calla posta nel vaso sbeccato, ben composta nella cornice in rilievo sul muro sbrecciato, \u00e8 la metafora della ferita patita dal presente delle societ\u00e0 meridionali sempre alle prese tra la perpetuazione del passato e la sofferta attesa di un futuro. (continua)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Silvano Bicocchi<\/p>\n\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Sud \u00a0di Angela Maria Antuono Giro, Girotondo\u2026\u00a0 Come in un carosello felliniano &#8211; per niente grottesco e, semmai, intessuto &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":4869,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7,23],"tags":[],"class_list":["post-4868","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio","category-galleria-fotografica-opere"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4868","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4868"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4868\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4869"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4868"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4868"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4868"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}