{"id":5030,"date":"2013-10-27T20:00:30","date_gmt":"2013-10-27T18:00:30","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=5030"},"modified":"2013-10-27T20:00:30","modified_gmt":"2013-10-27T18:00:30","slug":"at-twelve-di-sally-mann-1parte-di-isabella-tholozan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2013\/10\/27\/at-twelve-di-sally-mann-1parte-di-isabella-tholozan\/","title":{"rendered":"\u201cAt Twelve\u201d di Sally Mann &#8211; Prima parte, di Isabella Tholozan"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>\u201cAt Twelve\u201d di Sally Mann<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Prima parte, a cura di Isabella Tholozan<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel commentare il mio primo intervento il Direttore, Silvano Bicocchi, osservava: \u201cSally Mann ci porta a contatto con un rapporto con la vita umana particolarissimo perch\u00e9 espresso in modo contemporaneamente diretto e caldo di sentimenti molto intimi, tipici di una letteratura americana alla Spoon River\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Condivido pienamente e aggiungo citando Cesare Pavese, il quale disse che H.L.Master apparteneva a quella stirpe di \u201cmisantropici scrutatori dei segreti del cuore e dei dilemmi della vita morale\u201d (Il Saggiatore 1943).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ritengo che la forza di Sally Mann sia proprio questa, cercare la verit\u00e0 attraverso un linguaggio fotografico schietto e particolare, espresso tramite l\u2019osservazione della realt\u00e0 coraggiosamente filtrata dalla personalissima spiritualit\u00e0, messa a nudo senza alcuna riserva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0L\u2019opera che propongo in questa occasione \u00e8 \u201cAt Twelve\u201d, seconda pubblicazione della fotografa, datata 1988, presentata in mostra anche in Italia, precisamente a Bologna a met\u00e0 degli anni 90; \u201cA dodici anni\u201d \u00e8 l\u2019inizio di quella lunga serie d\u2019immagini dedicate all\u2019universo infantile e adolescenziale che vedr\u00e0 coinvolti, negli anni successivi, anche i tre figli dell\u2019autrice, decretando definitivamente il successo artistico della Mann.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u201cProcesso creativo\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lexington \u00e8 la citt\u00e0 natale di Sally Mann, situata nello stato della Virginia, nel sud degli Stati Uniti, inserita in quell\u2019ambiente, ancora ben saldo alla cultura contadina, dove le origini pionieristiche sembrano da poco trascorse e non del tutto assorbite dall\u2019imponente formazione tecnologica contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sulle impronte di queste origini si sviluppa l\u2019opera, i cui personaggi sono contestualizzati in quei luoghi, da sempre quotidiano dell\u2019autrice, laddove incontra famiglie che appartengono a diversi ceti sociali, in ambienti a volte borghesi benestanti, a volte degradati e di forte disagio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sulla fiducia e la riconoscenza \u00e8 nata l\u2019opera, non dimentichiamo che il padre Robert, medico generico, ha esercitato per anni sul territorio, adoperandosi esclusivamente per il benessere delle persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo ricordo, rimasto profondo e indelebile, ha consentito all\u2019artista di inserirsi con facilit\u00e0 nei nuclei familiari, entrando cos\u00ec a far parte della loro quotidianit\u00e0, ricevendo in dono il racconto delle loro vite, di tutto quel fardello di sogni, speranze, delusioni e dolori che inevitabilmente accompagnano l\u2019esistenza delle persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi incontri portano l\u2019autrice a contatto con le diverse sfaccettature della cultura del sud, laddove le ragazze incontrate, raccontano le loro storie, non sempre felici e spensierate ma anche difficili e dolorose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono quindi le adolescenti, le principali e uniche protagoniste, ritratte nel loro ambiente familiare che fa da quinta teatrale a rappresentazioni evocative, all\u2019interno delle quali \u00e8 possibile scorgere particolari marcatamente simbolici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 cos\u00ec che l\u2019immagine riesce sempre a insufflare a ogni elemento compositivo un preciso significato metaforico e simbolico, immesso con arte allo scopo di enfatizzare e arricchire il dialogo con l\u2019osservatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ho scelto di inserire tutte le immagini che compongono l\u2019opera, suddividendole in due parti, omettendo volutamente le note descrittive dell\u2019autrice, poich\u00e9 credo che la sola osservazione delle immagini basti a comprendere tutto quello che scaturisce dagli sguardi delle protagoniste, dal loro abbandono all\u2019obiettivo e dall\u2019energica capacit\u00e0 narrativa dell\u2019autrice che dimostra, anche in quest\u2019occasione, di non avere paura alcuna.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAt Twelve\u201d di Sally Mann Prima parte, a cura di Isabella Tholozan Nel commentare il mio primo intervento il Direttore, 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