{"id":5302,"date":"2013-11-26T21:32:47","date_gmt":"2013-11-26T19:32:47","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=5302"},"modified":"2013-11-26T21:32:47","modified_gmt":"2013-11-26T19:32:47","slug":"garry-winogrand-seconda-parte-di-olga-micol","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2013\/11\/26\/garry-winogrand-seconda-parte-di-olga-micol\/","title":{"rendered":"Garry Winogrand \u2013 Seconda parte, di Olga Micol"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\">GARRY WINOGRAND \u2013 Seconda parte, di Olga Micol\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Garry Winogrand credeva che per descrivere uno stato d&#8217;animo, in fotografia, bisognava cogliere l&#8217;attimo, come aveva fatto Henri Cartier-Bresson, anche senza una precedente progettualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima di sviluppare gli scatti si dovrebbe aspettare un anno o due, perch\u00e9 l\u2019emotivit\u00e0 immediata, non aiuta a fare scelte migliori, il tempo invece, fa dimenticare questi momenti particolari, cos\u00ec si sar\u00e0 pi\u00f9 obiettivi quando si riguarderanno le foto, senza l\u2019emozione di chi le ha appena scattate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fotografava sempre guardando nel mirino e sorridendo alla gente. Lo scopo era quello di comunicare, di stabilire un contatto veloce ma personale con la gente, camminando al loro fianco. A differenza di Henri Cartier-Bresson, che ha cercato di essere invisibile, Winogrand invece voleva sempre far parte dell\u2019azione che fotografava, immerso tra la folla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ai giovani ha raccomandato di leggere libri, d\u2019arte, musica, pittura, scultura e tutte le cose al di fuori della fotografia di strada insieme alla lettura delle foto dei grandi maestri americani Robert Frank, American Images di Walker Evans, il lavoro di Robert Adams e le fotografie di Lee Friedlander, Paul Strand, e Henri Cartier-Bresson. \u201cQuesto aiuter\u00e0 a imparare a guardare e ottenere cos\u00ec una nuova visione fotografica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche Sebasti\u00e3o Salgado fotoreporter, uno dei fotografi pi\u00f9 influenti che ha documentato la fotografia sociale, ha iniziato la sua carriera come economista, studiando il lavoro. Ben presto per\u00f2 ha scelto di abbandonare l&#8217;economia (troppo focalizzata sulla teoria) per perseguire la fotografia documentaria, denunciando le pessime condizioni di lavoro delle persone in tutto il mondo. Salgado ha preso la sua esperienza di outsider come economista, e la ha applicata alla fotografia, ottenendo uno splendido risultato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Winogrand ha passato la vita a fotografare per strada con migliaia di scatti fotografici, non \u00e8 riuscito per\u00f2, a catalogarli, gli ha mancato il tempo e la costanza per farlo, questo gli ha comportato molta difficolt\u00e0 nel trovare gli scatti fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La maggior parte del suo archivio \u00e8 al Center for Creative Photography di Tucson, ma ci sono ancora oggi, altre fotografie e provini a contatto dislocati in altri luoghi, quindi non si pu\u00f2 sapere il numero esatto del suo immenso archivio. Si pu\u00f2 dedurre che possano esserci circa 25.000 rotoli, di cui forse non recensiti 6.500.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dietro le quinte del potere : fino a poco tempo fa si conosceva una sola foto di John F. Kennedy che, durante la Democratic National Convention di Los Angeles, accettava la sua nomina e chiedeva aiuto al suo partito, era stata pubblicata, tutte le altre circa 5000 state scoperte da Leo Rubinfien a Tucson.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mostra con il catalogo comprende tre sezioni: Down from the Bronx tra gli anni \u201850 e \u201870, A student in America realizzata nel corso di una serie di viaggi attraverso il paese e Boom and Bust tra i primi anni 70 e il 1984 l\u2019anno della sua scomparsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">la prima dove racconta il suo quartiere di origine in particolare la Manhattan di Midtown, la 59 strada e Central Park, dove il traffico era assordante e congestionato come in nessuna altra parte della citt\u00e0 e tra gli ingorghi pedonale dei marciapiedi e degli incroci ai semafori la concentrazione di cittadini \u00e8 elevata anche oggi come negli anni cinquanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ha qui rappresentato il bel mondo dell\u2019epoca, i caff\u00e8 e i locali notturni, le belle donne i loro vestiti pi\u00f9 eleganti cosi come i ritrovi affollati nell\u2018intervallo del pranzo ma<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma anche la realt\u00e0 degli emarginati e la vita degli homeless.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella seconda parte incominci\u00f2 a viaggiare e a fotografare la sua America, la pi\u00f9 vera, catturando la magnifica vastit\u00e0 del paesaggio del West, cos\u00ec come la diversa realt\u00e0 delle varie citt\u00e0: Huston, Dallas, Las Vegas e Los Angeles. Immagini che esprimono la profonda malinconia del momento con tutte le loro incongruenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dagli anni \u201970 in poi, con gli intensificarsi dei combattimenti in Vietnam, la fine della guerra e con lo scandalo Watergate, Winogrand decide di ritornare a lavorare in California, ma le immagini di questo periodo sono molto pi\u00f9 cupe e tristi, anche l\u2019atmosfera \u00e8 diversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La mostra comprende anche una serie di video con le sue interviste che fanno apprezzare la sua spiccata personalit\u00e0 che lo ha portato a catturare la vita e a viverla.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nOlga Micol<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&#8220;La fotografia non \u00e8 cosa si fotografa, ma ci\u00f2 che appare al fotografo&#8221;<br \/>\n(Garry Winogrand)<br \/>\n\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GARRY WINOGRAND \u2013 Seconda parte, di Olga Micol \u00a0Garry Winogrand credeva che per descrivere uno stato d&#8217;animo, in fotografia, bisognava &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":5303,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7,19],"tags":[],"class_list":["post-5302","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio","category-eventi-di-studio-della-fotografia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5302","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5302"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5302\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5303"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}