{"id":7246,"date":"2014-07-10T20:22:16","date_gmt":"2014-07-10T18:22:16","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=7246"},"modified":"2014-07-10T20:22:16","modified_gmt":"2014-07-10T18:22:16","slug":"flay-away-di-andrea-moneti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2014\/07\/10\/flay-away-di-andrea-moneti\/","title":{"rendered":"Flay away &#8211; di Andrea Moneti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\">FLY AWAY, Palloncini rossi sui muri di Firenze \u2013 di Andrea Moneti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La storia dei \u201cpalloncini rossi\u201d inizia nei primi mesi del 2014 a Firenze con le prime apparizioni di\u00a0 questi graffiti sui muri del quartiere di Rifredi, a nord della citt\u00e0, in un percorso che si sviluppa lungo via Filippo Corridoni e le strade limitrofe, da Piazza Dalmazia fino alla Fortezza da Basso, per poi comparire anche su molte altre strade dei quartieri fiorentini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il soggetto di questi disegni \u00e8 un omino stilizzato alle prese con uno o pi\u00f9 palloncini rossi, quasi sempre accompagnato da una parola didascalica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tratto \u00e8 semplice e ben riconoscibile, i colori utilizzati sono il nero e il rosso, e i disegni appaiono eseguiti velocemente ma con precisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019autore \u00e8 sconosciuto, il suo tag (la firma) \u00e8 una H o una K, forse quest\u2019ultima una interpretazione grafica personale della H iniziale, oppure indice di un secondo autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I colori utilizzati sono due, rosso e nero, e da un primo e pi\u00f9 variabile utilizzo trovano poi una costanza nell\u2019impiego del nero per il soggetto e il rosso per il dettaglio dei palloncini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Appaiono inizialmente su muri gi\u00e0 utilizzati da altri graffiti, sui quali l\u2019autore sceglie una posizione defilata, mai troppo invadente, anche per il loro sviluppo generalmente ridotto e spesso verticale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In altre e pi\u00f9 recenti realizzazioni invece l\u2019autore ricerca posizioni pi\u00f9 in evidenza su delle pareti pulite, come per cercare una maggiore visibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0I disegni evidenziano uno stato d\u2019animo: le situazioni si riferiscono a un sentimento di abbandono, forse la fine di una storia d\u2019amore. In alcuni \u00e8 rappresentato un omino in piedi su un cuore, sul quale \u00e8 appoggiata &#8211; quasi ne fosse trafitto &#8211; una scala a pioli che scende, fino a una linea di terra. Il presagio di un percorso obbligato \u00e8 ribadito dalla scritta \u201cEXIT\u201d che accompagna il disegno, ma sembra come se l\u2019autore, mostrando questa sua rappresentazione quasi sospesa, sperasse in un possibile e alternativo epilogo della situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nello sviluppo della narrazione il disegno si trasforma: il cuore diventa un palloncino, la scala di uscita in un filo e la sensazione di abbandono un volo dove l\u2019ometto viene sollevato in aria e trascinato alla merc\u00e8 del vento. L\u2019abbandono si \u00e8 consumato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Le didascalie sono in inglese, e probabilmente descrivono lo stato d\u2019animo rappresentato di volta in volta dall\u2019autore:\u00a0 ENTER &#8211; RESISTANCE &#8211; LOST &#8211; FLY &#8211;\u00a0 FLY AWAY &#8211;\u00a0 EXIT &#8211; FREE.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che graffiti si potrebbero definire questi disegni come pillole di street-art, non tanto per la dimensione o rilevanza delle realizzazioni ma per l\u2019intento comunicativo e originale.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nLa street-art come mezzo di espressione e comunicazione si pone a cavallo tra la comunit\u00e0 sociale e il mondo dell\u2019arte, e andando oltre il semplice fenomeno del writing \u00e8 generalmente un vettore di comunicazione su tematiche sociali, non solamente e necessariamente di denuncia.<br \/>\nBanksy, attivo dagli anni 2000, \u00e8 certamente un riferimento di questa corrente espressiva. Le sue opere di distinguono per la loro originalit\u00e0 esprimendosi su rilevanti temi sociali, tra i quali la libert\u00e0 sessuale, di coscienza, di espressione, il pacifismo.<br \/>\nOsservando questi disegni \u00e8 naturale fare anche riferimento a analoghe forme espressive, sulle quali tra tutti la famosa \u201cLinea\u201d di Osvaldo Cavandoli: questi tuttavia, liberi da logiche commerciali, presentano una peculiare leggerezza, dovuta principalmente alla loro espressione di un sentimento, oltre che alla originalit\u00e0 delle azioni rappresentate.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nDopo questa mia breve introduzione con tutti i limiti della mia interpretazione, non conoscendo l\u2019autore e quello che voleva in effetti comunicarci, lascio lo spazio alle immagini per rappresentare un fenomeno che mi ha incuriosito e mi ha fatto tornare a camminare per le strade della mia citt\u00e0, con lo sguardo rivolto ai muri, alla ricerca di palloncini rossi.<br \/>\n\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FLY AWAY, Palloncini rossi sui muri di Firenze \u2013 di Andrea Moneti La storia dei \u201cpalloncini rossi\u201d inizia nei primi &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":7247,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7,23],"tags":[],"class_list":["post-7246","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio","category-galleria-fotografica-opere"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7246"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7246\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7247"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}