{"id":7688,"date":"2014-10-05T20:59:49","date_gmt":"2014-10-05T18:59:49","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=7688"},"modified":"2014-10-05T20:59:49","modified_gmt":"2014-10-05T18:59:49","slug":"franco-grignani-un-ricercatore-visivo-1-p-di-orietta-bay","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2014\/10\/05\/franco-grignani-un-ricercatore-visivo-1-p-di-orietta-bay\/","title":{"rendered":"Franco Grignani: Un ricercatore Visivo (1\u00b0 p.) di Orietta Bay"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\">Franco Grignani: Un ricercatore Visivo (1\u00b0 parte ) \u2013 a cura di Orietta Bay,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La fotografia \u00e8 anche definita l\u2019arte della realt\u00e0, dal momento che proprio per rappresentarla era nata. Ma nonostante questa affermazione per tutto il Novecento e oltre, partendo dalla importante stagione delle avanguardie storiche che, accomunate dal rifiuto dei contenuti naturalistici dell\u2019arte e dalla valorizzazione degli elementi strutturali e formali, hanno fortemente scosso e messo in discussione il concetto di \u201crappresentazione\u201d, la fotografia ha iniziato a occuparsi in modo autorevole delle forme astratte, dei segni, della luce in se stessa, cercando espressioni diverse, che si allontanano dalla realt\u00e0 visibile. La fotografia astratta infatti esula dalla rappresentazione oggettiva della realt\u00e0 e apre a nuove possibilit\u00e0, pi\u00f9 personali, del mezzo fotografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Possiamo rintracciare il suo inizio nell\u2019esperienza del Bauhaus e dei suoi autorevoli esponenti tra i quali Moholy-Nagy, Feininger, Peterhans, Gropius.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo panorama di grandi cambiamenti \u00e8 coinvolto in modo totale anche Franco Grignani (1908 \u2013 1999 Milano), architetto e grafic-designer, fotografo nato nel 1908 a Pieve Porto Morone (Pavia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giovanissimo, gi\u00e0 nel 1926, inizia una ricerca personale sul dinamismo e la rappresentazione del movimento con una serie di esperimenti, che, avvicinandolo alle idee del futurismo e del fotodinamismo, da cui la sua grande personalit\u00e0, per cos\u00ec dire, prende le mosse, lo conducono a riflettere sull\u2019importanza della visione e della necessit\u00e0 del coinvolgimento dello spettatore nell\u2019opera. Decisiva sar\u00e0 per la sua formazione la permanenza nello studio di Pippo Oriani dal 1929 al 1934.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo stesso Grignani afferma: \u201cle balde teorie del futurismo mi erano cos\u00ec congenite che ancor prima di leggere il Dinamismo plastico di Boccioni ogni qualvolta che la mia matita disegnava produceva linee di forza o serie di curve ovalizzate in un dinamismo compenetrato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella sua storia artistica Grignani \u00e8 stato un esemplare ricercatore visivo, un \u201citer mentale volto ad indagare le possibilit\u00e0 del senso\u201d(Guido Montana).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ruolo che la fotografia svolge in questo suo percorso \u00e8 determinante. Egli infatti ha la convinzione che la fotografia e i processi ad essa collegati permettano di vedere oltre quello che l\u2019occhio umano pu\u00f2 fare. Asserisce infatti: \u201cio cerco ci\u00f2 che non esiste, quello che \u00e8 al di l\u00e0 del reale. L\u2019occhio umano ha dei limiti, ad un certo punto non va oltre. Anche il nostro occhio \u00e8 tarato. La velocit\u00e0 dunque obbliga la mente ad intervenire per supplire alle difficolt\u00e0, alle incertezze del nostro occhio. Cos\u00ec io altero la prospettiva, cerco forme impossibili, entro nel labirinto delle distorsioni\u201d. L\u2019immagine diviene un punto di partenza, lo spazio necessario per incontrare altri spazi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si serve del mosso e del flou, di sovrapposizioni per andare oltre la realt\u00e0 delle cose, per penetrare in una dimensione diversa, per allargarne il significato. Nelle sue fotografie un semplice punto diventa una scia. Per approfondire il principio della dinamica della percezione dal taxi riprende le strade e i grattacieli di N.Y., le foto sono mosse ma lui dice: \u201channo ugualmente un significato razionale. Il tempo della realt\u00e0 mi ha dato il tempo dell\u2019idea, un altro reale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Definisce subpercezione che \u00e8\u0300 \u00abil recupero contemporaneo dello spazio visivo totale&#8230;(G.Scim\u00e9\u03011980), la capacit\u00e0 di vedere oltre, di saper analizzare tutti i fenomeni emozionali al proporsi di un\u2019immagine. Dalla visione plurima alle distorsioni, ai giochi geometrici, al fuoco e allo sfocato, alle superfici riflettenti, tutte le opere di Grignani ci propongono una realt\u00e0 diversa da quella normale, sono autoreferenziali, ci immettono in una sorta di corto circuito della percezione che produce ansiet\u00e0 e tensione. Tensione sensoriale che trascende l\u2019oggettivit\u00e0, \u201cuna fuga che sembra irrazionale e che comunque \u00e8 mossa da un vento folle, fresco e solare che a sua volta corre, insegue altre immagini\u201d. Un vortice di attesa e inquietudine che sollecita lo sguardo e lo conduce: \u201cIl continuo esercizio mi ha sensibilizzato l\u2019occhio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La sua \u00e8 stata una vicenda culturale lunga e complessa nella quale la fotografia ha avuto un\u2019influenza forte, meglio dire, determinante. Fotografie sperimentali realizzate per sollecitare intuito e percezione e portarci a trasformare la realt\u00e0 in visione creativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bibliografia &#8211; supplemento a Fotografia Italiana N\u00b0 235 \u2013 marzo 1978<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">direttore Lanfranco Colombo<\/p>\n\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franco Grignani: Un ricercatore Visivo (1\u00b0 parte ) \u2013 a cura di Orietta Bay, &nbsp; La fotografia \u00e8 anche definita &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":7689,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-7688","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7688","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7688"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7688\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7689"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}