{"id":8495,"date":"2015-01-11T21:45:49","date_gmt":"2015-01-11T19:45:49","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=8495"},"modified":"2015-01-11T21:45:49","modified_gmt":"2015-01-11T19:45:49","slug":"paolo-monti-di-orietta-bay-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2015\/01\/11\/paolo-monti-di-orietta-bay-i-parte\/","title":{"rendered":"Paolo Monti &#8211; di Orietta Bay, I\u00b0 parte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\">Paolo Monti \u2013 di Orietta bay, Prima Parte<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il secondo dopoguerra \u00e8 stato in Italia un momento di grande cambiamento. La disfatta economica e sociale, conseguente al fallimento del Fascismo e delle ideologie totalitarie europee che ha condizionato il periodo postbellico, ha costretto il paese ad un processo di evoluzione per poter riconquistare un\u2019 identit\u00e0 nazionale nuova e salda ed operare una veloce ricostruzione, anche fisica, del nostro territorio, toccando aspetti molto significativi della vita quotidiana e delle sue consuetudini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche l\u2019arte \u00e8 naturalmente coinvolta da quest\u2019aria di trasformazione che, soprattutto in Italia, \u00e8 strettamente unita con quella sociale. Il dibattito si concentra tra il formalismo che cercava il recupero della tradizione visuale italiana, anche se sotto nuove vesti, e il realismo, che nelle sue fasce estreme, cercava di dar voce alla diffusa precariet\u00e0, sofferenza e disagio in cui versava gran parte della popolazione. Espressione importante fu senza dubbio il neorealismo le cui radici affondano nell\u2019anteguerra e il cui pensiero ci rimanda alla letteratura (Moravia, Calvino, Pratolini) e all\u2019opera di giovani coraggiosi registi (Rosellini, De Sica, Visconti).Tuttavia in fotografia non era ancora ben delineato un pensiero autonomo che si sganciasse dalla tradizione classica e pittorica. Novit\u00e0 di spicco \u00e8 stata non l\u2019adesione al neorealismo ma la pubblicazione nel 1947 sulla rivista \u201cFerrania\u201d del Manifesto programmatico del gruppo \u201cLa Bussola\u201d. Giuseppe Cavalli, paladino delle teorie crociane, spinge la fotografia verso un primato della forma evitando \u201cle secche\u201d della documentazione e della cronaca. Vi si legge: \u201cNoi crediamo alla fotografia come arte. Questo mezzo di espressione moderno e sensibilissimo ha raggiunto, con l\u2019ausilio della tecnica che oggi chimica meccanica e ottica mettono a disposizione, la duttilit\u00e0, la ricchezza, l\u2019efficacia di un linguaggio indipendente e vivo. \u00c8 dunque possibile essere poeti con l\u2019obiettivo come con il pennello, lo scalpello e la penna: anche con l\u2019obiettivo si pu\u00f2 trasformare la realt\u00e0 in fantasia: che \u00e8 l\u2019indispensabile e prima condizione dell\u2019arte\u201d. Lo firmarono Giuseppe Cavalli, Mario Finazzi, Ferruccio Leiss, Federico Vender, Luigi Veronesi. Lo stile \u201cBussola\u201d che era caratterizzato da un tono alto e dalla rarefazione delle linee ha fatto scuola, per qualche tempo, per buona parte della miglior produzione italiana. Contemporaneamente si fanno anche sentire l\u2019influenza delle novit\u00e0 espressive europee e americane. Il pensiero si apre sulla loro vastit\u00e0, che in fotografia vanno dall\u2019evoluzione stilistica alla capacit\u00e0 di fornire una visione autonoma della realt\u00e0. Interrogativi che portano a spostare l\u2019azione su un piano intellettuale. Sono proprio alcuni fotografi intellettuali, tra i quali Paolo Monti, a contribuire al nuovo rinnovamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Paolo Monti nasce l\u201911 agosto del 1908 ad Anzola d\u2019Ossola ma per seguire la professione del padre, funzionario di banca, la famiglia si sposta in vari paesi e citt\u00e0. Costretto a letto per una lunga malattia infantile scopre una passione precoce per i libri e le immagini. Dal padre, \u201cun amatore evoluto che sapeva fare tutto da se\u201d e al quale Monti dedica molti scritti, eredita la passione, all\u2019inizio latente, per la fotografia. La sua prima esperienza diretta con un apparecchio fotografico risale al 1928 in occasione di una gita a Venezia: \u201csolo su insistenza di mio padre a 20 anni portai con me a Venezia una vecchia Folding Kodak 8&#215;14\u2026 che si potesse andare a Venezia senza macchina fotografica era tale scandalo da non poter essere perdonato\u201d. Nei suoi scritti riferisce: \u201dChe la fotografia fosse una cosa seria me lo dicevano le mie esperienze visive, e quanto vedevo nelle riviste straniere, soprattutto tedesche, ma non parlo delle riviste specializzate che allora non mi interessavano, ma di quello pi\u00f9 diffuse, come per esempio Das Leben che dedicava circa la met\u00e0 delle sue immagini a fotografie di ogni genere. Erano i tempi della nuova Oggettivit\u00e0 e i fotografi si davano alla scoperta della materia e delle analogie delle forme. Si cominciava a vedere la fotografia come un mezzo autonomo e completo di espressione grafica e plastica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Convince il padre ad acquistargli una macchina importante, come desidera, ma si limita a scatti duranti i mesi estivi riprendendo paesaggi o ritratti. \u201cil tempo della fotografia non era ancora venuto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 1930 si laurea in Economia Politica e intraprende la carriera di dirigente industriale e commerciale presso il Gruppo Montedison, poi divenuta Montecatini. Dopo la fine della seconda guerra mondiale assume la direzione del Consorzio Agrario provinciale di Venezia . La fotografia fino ad allora era rimasta per Monti uno svago nei momenti di relax, un passatempo domenicale, ma l\u2019incontro con Venezia cambia radicalmente questa sua posizione. Lui stesso racconta: \u201cquesta mia passione \u00e8 legata a Venezia. Citt\u00e0 che \u00e8 soprattutto un luogo dello spirito, un modo di vivere,un sogno realizzato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questa citt\u00e0 frequenta altri fotografi appassionati e con loro instaura rapporti importanti ed amicali, determinanti per le scelte di vita future. Vanno ricordati il negozio dei fratelli Pambakian e Ferruccio Leiss, che divenne uno dei promotori de \u201cLa Bussola\u201d. Monti fu il primo a sottolineare il valore dell\u2019opera, soprattutto teorica, di Cavalli e di aver con il gruppo de \u201cLa Bussola\u201d contribuito a diffondere una coscienza estetica.<\/p>\n<p>Orietta Bay<br \/>\n\n&nbsp;<br \/>\nLegenda delle didascalie delle immagini:<br \/>\nle immagini che non portano nella didascalia il nome dell&#8217;autore sono di Paolo Monti.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nBibliografia: \u201cPaolo Monti \u2013 Scritti scelti 1953-1983\u201d<br \/>\n\u201cPaolo Monti \u2013 Fotografie 1950-1980\u201d a cura di Giovanni Chiaromonte<br \/>\nSupplemento a \u201cFotografia italiana\u201d n\u00b0 228 \u2013 luglio-agosto 1977<br \/>\nIl Milanese \u2013 Giugno 2013 \u2013 Federico Vender (di Cesare Colombo)<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paolo Monti \u2013 di Orietta bay, Prima Parte Il secondo dopoguerra \u00e8 stato in Italia un momento di grande cambiamento. &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":8519,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-8495","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8495","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8495"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8495\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8519"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}