{"id":8899,"date":"2015-02-15T21:40:51","date_gmt":"2015-02-15T19:40:51","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=8899"},"modified":"2015-02-15T21:40:51","modified_gmt":"2015-02-15T19:40:51","slug":"il-collodio-di-enrico-maddalena-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2015\/02\/15\/il-collodio-di-enrico-maddalena-i-parte\/","title":{"rendered":"Il collodio &#8211; di Enrico Maddalena, I\u00b0 parte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>Il collodio \u2013 di Enrico Maddalena, I\u00b0 parte<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il collodio \u00e8 una soluzione viscosa di nitrocellulosa in alcool ed etere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A sua volta, la nitrocellulosa si prepara sciogliendo del cotone puro in acido solforico e nitrato di potassio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scoperto nel 1846 dallo svizzero Christian Friedrich Schonbein, il collodio veniva usato in medicina, grazie alla sua propriet\u00e0 di evaporare in breve tempo formando una pellicola sottile ed impermeabile, per ricoprire le ferite ed evitarne il contatto con l\u2019aria. In farmacia hanno un prodotto che ha una funzione analoga, ma non \u00e8 composto da collodio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gustave Le Gray descriveva il procedimento al collodio nel suo \u201cTrait\u00e9 pratique de Photographie\u201d gi\u00e0 nel 1849, ma lo applicava sulla carta e non sul vetro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel marzo 1851, l\u2019architetto inglese Frederich Scott Archer pubblic\u00f2 sulla rivista \u201cThe Chemist\u201d un articolo: \u201cOn the use of collodion in photography\u201d. \u00c8 considerato l\u2019inventore di questo nuovo metodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Archer stendeva su vetro il collodio viscoso, mescolato ad una soluzione alcolica di ioduro di potassio, quindi sensibilizzava la lastra immergendola in una soluzione di nitrato d\u2019argento. La lastra veniva esposta ancora umida, quindi veniva sviluppata in acido pirogallico e fissata con iposolfito di sodio. Tutto questo andava fatto prima che il collodio asciugasse e divenisse quindi impermeabile alle soluzioni. Il fotografo doveva, nello spazio di circa 20 minuti, preparare la lastra, esporla, svilupparla e fissarla. Occorreva quindi portarsi dietro la camera oscura, fosse essa una tenda o un carro coperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il collodio formava un\u2019emulsione estremamente trasparente e permetteva una concentrazione di sali d\u2019argento tale da rendere le lastre dieci volte pi\u00f9 sensibili di quelle all\u2019albume. Archer non si cur\u00f2 di brevettare il procedimento e mor\u00ec in grande povert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/1_Roger_Fentons_waggon.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8901\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/1_Roger_Fentons_waggon.jpg\" alt=\"1_Roger_Fentons_waggon\" width=\"580\" height=\"611\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/1_Roger_Fentons_waggon.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/1_Roger_Fentons_waggon-285x300.jpg 285w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il carro fotografico di Roger Fenton, fotografo ufficiale nella Guerra di Crimea. Fenton \u00e8 considerato il primo \u201creporter\u201d di guerra.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/2_giuseppe-verdi-c-1860.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8902\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/2_giuseppe-verdi-c-1860.jpg\" alt=\"2_giuseppe-verdi-c-1860\" width=\"580\" height=\"790\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/2_giuseppe-verdi-c-1860.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/2_giuseppe-verdi-c-1860-220x300.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>\u00a0Giuseppe Verdi fotografato da Nadar. Da lastra al collodio umido.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La mia esperienza con il collodio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi reco dal solito ingrosso di materiali chimici ed ordino, dopo una ricerca su internet, un flacone di collodio. \u00c8 ancora in vendita, chiss\u00e0 per quali usi. Il 13 di novembre mi telefonano dal negozio: \u201c\u00c8 arrivato il collodio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/3_collodio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8903\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/3_collodio.jpg\" alt=\"3_collodio\" width=\"580\" height=\"1074\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/3_collodio.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/3_collodio-162x300.jpg 162w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/3_collodio-553x1024.jpg 553w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riporto al solito brani del mio diario, scritto per tener traccia delle dosi e delle modalit\u00e0, ma anche delle emozioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>26 novembre 2007<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ho appena preparato il collodio. Ho sciolto un grammo di ioduro di potassio ed un decigrammo di bromuro di potassio in mezzo ml di acqua distillata. Ho versato la soluzione nel cilindro graduato, aggiungendovi 20 ml di alcool etilico a 95\u00b0. Ho quindi aggiunto 40 ml di etere. Si \u00e8 formata subito una sospensione lattescente, stratificata al di sopra di quella inferiore che \u00e8 rimasta limpida. Ho poi aggiunto 40 ml di collodio al 5%, molto viscoso, versando il tutto in una boccetta di vetro scuro. Ora dovr\u00e0 riposare per 48 ore.<br \/>\nHo avuto un po&#8217; da fare per eliminare dall&#8217;imbuto di vetro e dal cilindro la pellicola di collodio che vi era rimasta aderente. Per ora questi 100 ml di collodio fotografico mi bastano per parecchie esposizioni. In futuro credo che, per evitare di imbrattare la vetreria, segner\u00f2 la boccetta a diverse altezze, corrispondenti ai volumi delle diverse sostanze da mescolare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>15 dicembre 2007<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Questa mattina, dopo aver pulito dalla neve l&#8217;auto mia e di mia moglie, ho accompagnato le figlie a scuola e mi sono recato al lavoro. Il parcheggio della mia scuola era quasi vuoto. Ho pensato ad un&#8217;assenza collettiva causa neve, ma poi mi sono ricordato che oggi c&#8217;\u00e8 l&#8217;assemblea d&#8217;istituto. Avevo una mattinata intera di libert\u00e0! Comprato il pane e passato in libreria a ritirare &#8220;Alle origini del fotografico&#8221;, un libro di Roberto Signorini ordinato ed appena arrivato, sono tornato a casa.<br \/>\nEra il momento buono per la prima prova al collodio.<br \/>\nHo pulito una lastra di vetro (devo tornare dal vetraio, me ne \u00e8 rimasta solo un&#8217;altra) e, indossati i guanti di lattice, ho versato un po&#8217; di collodio su di un angolo, inclinandola per farlo stendere su tutta la superficie. Sapevo gi\u00e0 che avrei avuto bisogno di un po&#8217; di pratica perch\u00e9 l&#8217;operazione non \u00e8 facile ed occorre raggiungere una certa manualit\u00e0. Infatti ne ho versato troppo poco ed ho dovuto aggiungerne dell&#8217;altro, cosa da evitare perch\u00e9 impedisce la formazione di uno strato uniforme.<br \/>\nMi sono chiuso in camera oscura ed ho immerso la lastra nella soluzione di nitrato d&#8217;argento per sensibilizzarla. Si \u00e8 subito formato uno strato lattescente, segno dell&#8217;avvenuta reazione di precipitazione. Dopo un minuto, l&#8217;ho posta a scolare. Quindi l&#8217;ho sistemata nello chassis. Le lastre al collodio umido vanno esposte e sviluppate immediatamente, prima che il loro completo essiccamento le renda impermeabili ai bagni. Mi sono precipitato sul terrazzo ed ho puntato la mia camera obscura sul palazzo di fronte, nuovo di tinteggiatura e privo dei ponteggi. Il cielo \u00e8 nuvoloso, ma il riflesso della neve crea una luce uniforme e sufficientemente intensa. Sempre &#8220;a naso&#8221; ho giudicato buona una posa di 40 secondi (\u201cPoi aggiuster\u00f2 il tiro\u201d, pensavo mentre ero con l&#8217;occhio al cronometro e con il copriobiettivo in mano).<br \/>\nTrascorsi i 40 secondi, gi\u00f9 a sviluppare. In breve tempo, nello sviluppo fresco all&#8217;acido gallico \u00e8 comparsa l&#8217;immagine netta, nitida. Si vedevano chiaramente anche i bidoni di vernice lasciati dagli operai.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em> Mentre attendevo che l&#8217;annerimento giungesse al punto giusto, pensavo al fissaggio ed al timore che potesse ripetersi lo sbiadimento dell&#8217;immagine cos\u00ec come mi era capitato con l&#8217;albumina. Invece tutto \u00e8 andato bene anche nel fissaggio. Solo in qualche punto periferico il bianco degli alogenuri non \u00e8 scomparso completamente. Collodio gi\u00e0 impermeabile? Ora la lastra \u00e8 ad asciugare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em> Quanto \u00e8 diverso leggere un libro di storia della fotografia dal riviverne gli eventi!<br \/>\nCredo che per imparare, occorra fare. Un esempio. Ho acquistato da qualche giorno il &#8220;Dizionario di fotografia&#8221; della Rizzoli, in vendita scontato al 50%. E&#8217; un buon testo, sintetico, sulla fotografia, traduzione dell&#8217;omonimo francese edito dalla Larousse, cui hanno collaborato firme importanti.<br \/>\nAlla voce &#8220;Collodio umido&#8221; leggo:<br \/>\n<\/em><br \/>\n&#8220;&#8230;Nonostante numerosi inconvenienti: il peso e la fragilit\u00e0 del vetro, <strong>la difficolt\u00e0 di applicare il collodio nell&#8217;oscurit\u00e0<\/strong> e di sviluppare la lastra prima che sia asciutta, l&#8217;obbligo di trasportare una camera oscura portatile, i prodotti chimici e l&#8217;apparecchio stesso, i vantaggi di questo procedimento sono tali che compensano la difficolt\u00e0 dell&#8217;operazione. La finezza della grana e la lucentezza dei bianchi permettono di ottenere una grande precisione nei dettagli e una vasta gamma di tonalit\u00e0, caratteristiche che ritrattisti come Nadar e Carjat hanno saputo utilizzare al meglio&#8221;.<\/p>\n<p><em>Ora, non \u00e8 vero che il collodio va applicato al buio. Si applica in luce piena perch\u00e9 lo ioduro (di potassio o di cadmio) che vi si discioglie, non \u00e8 assolutamente sensibile alla luce. Lo \u00e8 lo ioduro d&#8217;argento che si forma in seguito all&#8217;immersione, questa s\u00ec al buio, nel nitrato d&#8217;argento.<\/em><br \/>\nDevo imparare a stendere bene l&#8217;emulsione. Il negativo, oltre a non essere uniforme, \u00e8 leggero. Si vede che ho sopravvalutato la luminosit\u00e0 della scena. Ma in fondo \u00e8 la prima prova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em> \u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>\u00a0<a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/4_collodio-1-neg.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8904\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/4_collodio-1-neg.jpg\" alt=\"4_collodio%201%20neg\" width=\"580\" height=\"678\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/4_collodio-1-neg.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/4_collodio-1-neg-257x300.jpg 257w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/5_collodio-1-pos.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8905\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/5_collodio-1-pos.jpg\" alt=\"5_collodio%201%20pos\" width=\"580\" height=\"629\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/5_collodio-1-pos.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/5_collodio-1-pos-277x300.jpg 277w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il collodio \u2013 di Enrico Maddalena, I\u00b0 parte \u00a0 Il collodio \u00e8 una soluzione viscosa di nitrocellulosa in alcool ed &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":8905,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-8899","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8899","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8899"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8899\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8905"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}