{"id":8941,"date":"2015-02-22T21:58:06","date_gmt":"2015-02-22T19:58:06","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/?p=8941"},"modified":"2015-02-22T21:58:06","modified_gmt":"2015-02-22T19:58:06","slug":"il-collodio-di-enrico-maddalena-ii-e-ultima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/2015\/02\/22\/il-collodio-di-enrico-maddalena-ii-e-ultima-parte\/","title":{"rendered":"Il collodio &#8211; di Enrico Maddalena, II\u00b0 e ultima parte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>Il collodio \u2013 di Enrico Maddalena, II\u00b0 e ultima parte<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>5 settembre 2008<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Mia moglie \u00e8 a scuola ed i figli dormono. Un clima di grande tranquillit\u00e0 e silenzio, l&#8217;ideale per trasformare il bagnetto del grottino in camera oscura e rimettersi al lavoro.<br \/>\nHo steso la tovaglia di plastica sulla lavatrice e vi ho messo la vaschetta con lo sviluppo, quella con il fissaggio e quella con la soluzione di nitrato d&#8217;argento. Il fissaggio \u00e8 limpido e credo sia ancora attivo. Sono salito sul balcone sud ed ho puntato la camera obscura nuovamente sul palazzo di fronte. Ottima luce, splendidi giochi d&#8217;ombra. Al centro un balcone con una cornice di gerani fioriti e sotto un&#8217;auto ed una bicicletta che scintillavano al sole. Ho inquadrato con attenzione, ho messo a fuoco memorizzando la posizione del riferimento e sono sceso gi\u00f9 a sensibilizzare la lastra di vetro che ho pulito prima con dell&#8217;alcool. Messi i guanti di lattice, ho versato il collodio sulla lastra, muovendola per distribuirlo per bene e scolando dopo un po&#8217; l&#8217;eccesso di liquido in un barattolo di vetro. Ho dato una rapida occhiata alla superficie: la stesa era uniforme, molto meglio che nel mio primo tentativo. Lampada di sicurezza ed immersione della lastra nel bagno di nitrato d&#8217;argento. Dopo circa un minuto \u00e8 divenuta lattiginosa, segno dell&#8217;avvenuta reazione con formazione dello ioduro d&#8217;argento. Altri trenta secondi nel bagno che tenevo in leggera agitazione alzando ed abbassando la vaschetta per un angolo, poi rapido risciacquo per immersione in acqua, inserimento nello chassis e via al piano notte per l&#8217;esposizione. Questa volta ho esposto per un minuto quindi, rimesso il tappo sull&#8217;obiettivo ed abbassato il volet, sono corso in camera oscura.<br \/>\nDi tanto in tanto scrutavo la lastra immersa nell&#8217;acido gallico, certo di veder apparire i primi neri. Passa un minuto, due, tre&#8230; niente. Aspetto ancora ma non appare il minimo accenno di annerimento.<br \/>\nCerco di capire cosa possa essere avvenuto. La soluzione di collodio e quella di nitrato d&#8217;argento debbono essere buone, visto che la reazione di precipitazione \u00e8 avvenuta. L&#8217;acido gallico l&#8217;ho preparato dalla soluzione madre ieri. E&#8217; invecchiata la soluzione madre?<br \/>\nMi conviene fare cos\u00ec: questa sera preparo una nuova soluzione di acido gallico ripartendo da quello in polvere e ripreparo una nuova soluzione di collodio. Domani riprovo.<br \/>\nLa prima prova al collodio and\u00f2 bene, tranne che per la stesa risultata irregolare.<br \/>\nOccorre aver fede&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Ho preparato una nuova soluzione madre di acido gallico (soluzione satura da diluire al bisogno). Per ora continuo ad usare l&#8217;acido gallico come rivelatore. Presa pratica col collodio, far\u00f2 delle prove con il solfato ferroso che \u00e8, per il collodio, il rivelatore di elezione (almeno cos&#8217; \u00e8 scritto nei testi dell&#8217;epoca).<br \/>\nIntanto ho preparato una nuova soluzione di collodio. La vecchia ha un colore bruno che ne rivela l&#8217;et\u00e0&#8230;<br \/>\n40 ml di collodio al 5%, 40 ml di acido acetico, 20 ml di alcool etilico. Parecchio tempo se ne \u00e8 andato per ripulire il cilindro graduato e l&#8217;imbuto di vetro.<br \/>\nHo versato nella bottiglietta un grammo di ioduro di potassio e 0,1 grammi di bromuro di potassio.<br \/>\nDi tanto in tanto l&#8217;agito un po&#8217;. Lo ioduro di potassio, solubile in acqua, lo \u00e8 poco nell&#8217;alcool e nell&#8217;etere. Sarebbe preferibile lo ioduro di cadmio, ma \u00e8 troppo costoso.<br \/>\nHo sentito dalle previsioni del tempo che domattina \u00e8 sereno. Ripeter\u00f2 la prova.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>6 settembre 2007<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Stamattina ho sistemato la camera obscura in giardino, regolandone il fuoco su di una poltroncina per un nuovo autoritratto, questa volta al collodio, ricalcando le orme di Nadar.<br \/>\nHo steso il collodio, preparato di fresco, in abbondanza sulla lastra a cominciare dall&#8217;angolo sinistro e l&#8217;ho mossa per stenderlo su tutta la superficie. Manovra perfetta: uno strato uniforme e trasparente. Sensibilizzazione in camera oscura col nitrato d&#8217;argento per due minuti, risciacquo rapido in acqua e caricamento dello chassis. Quindi esposizione di un minuto e mezzo. Di corsa in camera oscura ad immergere la lastra nell&#8217;acido gallico. Dopo soli dieci secondi si \u00e8 delineata l&#8217;immagine, nitida, perfetta. Di nuovo ho provato quella intensa emozione che nessuna digitale riesce pi\u00f9 a darmi. Guardavo quei neri profondi ed i bianchi trasparenti del negativo che riproducevano, a toni invertiti, me, la sedia e l&#8217;edera sullo sfondo. Immersione nel fissaggio ed un breve sguardo alla vaschetta del risciacquo posta sotto il lavandino. Torno alla lastra e la vedo notevolmente sbiadita. La estraggo, la sciacquo. Non \u00e8 la prima volta che mi succede e non capisco ancora perch\u00e9. Rimetto la lastra nello sviluppo, ma resta cos\u00ec com&#8217;\u00e8.<br \/>\nTorno allora a sensibilizzare una nuova lastra e la riespongo. Questa volta la stesa non \u00e8 perfetta come la prima, ma l&#8217;immagine compare di nuovo. L&#8217;annerimento non \u00e8 per\u00f2 uniforme. Non la fisso e mi limito a sciacquarla. Sensibilizzo una terza lastra, senza risciacquarla dopo il bagno di nitrato, considerato che dopo il bagno in acqua notavo delle striature sulle precedenti. Torno a posare per due minuti e 30 secondi. Questa volta il risultato \u00e8 di nuovo perfetto. La soluzione di sviluppo si annerisce e riesco a vedere l&#8217;immagine solo muovendo la vaschetta. Capisco subito il perch\u00e9 di quel deposito granuloso nero: \u00e8 la soluzione di nitrato d&#8217;argento che non ho asportato col lavaggio. Non la fisso, la sciacquo soltanto e la metto ad asciugare con le altre due nell&#8217;essiccatoio al buio. User\u00f2 la seconda prova per testare il tempo di resistenza alla luce. Senza sviluppo, l&#8217;annerimento diretto dovrebbe impiegare parecchio tempo a distruggere l&#8217;immagine.<br \/>\nQuesto del fissaggio \u00e8 un problema che devo risolvere. Quello con l&#8217;acido gallico \u00e8 uno sviluppo con una forte componente fisica (infatti la soluzione \u00e8 a pH acido e non basico come per gli sviluppi attuali). Dipende forse da questo? Nei vecchi libri che ho letto, non si fa cenno a questo problema.<br \/>\nEcco l&#8217;ultimo dei negativi di oggi, il migliore. Sono soddisfatto. Ricordo i primi autoritratti calotipici, nei quali era visibile la grana della carta.<br \/>\nUno dei miei obiettivi \u00e8 sempre stato quello di &#8220;forare la barriera del tempo&#8221; riuscendo a rendere sempre pi\u00f9 definito il mio volto. E&#8217; come guardarsi in uno specchio appannato che mano a mano diventa limpido. La definizione di questa immagine \u00e8 buona, soprattutto tenendo conto che sono rimasto immobile (tranne qualche rapida occhiata all&#8217;orologio) per ben due minuti e trenta secondi, e senza poggiatesta o altri marchingegni.<br \/>\nOccorre essere rapidi nella stesa, altrimenti il collodio inizia a rapprendersi. Ma comincio a prenderci la mano. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/1_collodio-5-negativo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8942\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/1_collodio-5-negativo.jpg\" alt=\"1_collodio%205%20negativo\" width=\"580\" height=\"624\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/1_collodio-5-negativo.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/1_collodio-5-negativo-279x300.jpg 279w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em> <a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/2_collodio-5-positivo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8943\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/2_collodio-5-positivo.jpg\" alt=\"2_collodio%205%20positivo\" width=\"580\" height=\"624\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/2_collodio-5-positivo.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/2_collodio-5-positivo-279x300.jpg 279w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non avete idea di quanto sia lungo un minuto e mezzo. Osservate il positivo. Ho in mano l\u2019orologio che sbircio di tanto in tanto cercando di non muovere la testa. Che succede? Il tempo si \u00e8 fermato? Mi ricordo di una frase letta su di un orologio solare sulla facciata di un palazzo: \u201c<em>Afflictis lentae, celeres gaudentibus horae<\/em>\u201d. Lo scorrere del tempo \u00e8 relativo. Il piede destro \u00e8 mosso: sono le pulsazioni dell\u2019arteria femorale che causano una ritmica e regolare oscillazione dell\u2019arto. Con tempi cos\u00ec lunghi non c\u2019\u00e8 bisogno di autoscatto. \u00c8 sufficiente togliere il tappo dall\u2019obiettivo e correre a sedersi restando immobili. Alla fine della posa, di corsa a rimettere il tappo all\u2019obiettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>8 settembre 2008<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Questa mattina mi sono di nuovo messo all&#8217;opera. La prima lastra si \u00e8 annerita appena. Ho allora preparato dello sviluppo fresco e ne ho esposto una seconda. Contrariamente alla stesa praticamente perfetta nell&#8217;autoritratto di ieri l&#8217;altro, questa volta ho avuto qualche difficolt\u00e0 e si notano diverse striature. La cosa credo dipenda dal fatto che l&#8217;etere \u00e8 estremamente volatile ed ogni volta che apro la bottiglietta con la soluzione di collodio, ne evapora una discreta quantit\u00e0, rendendo pi\u00f9 densa la soluzione. In ogni caso, la definizione \u00e8 ottima. Mai cos\u00ec chiari i dettagli. Ho esposto per un minuto e trenta secondi. Troppo? Non mi sembra dal tempo che ha impiegato ad apparire l&#8217;immagine (rispetto a due giorni fa). Eppure si notano, nelle parti pi\u00f9 chiare, come per il lenzuolo e per i riquadri bianchi sotto le finestre al sole (quelle sulla destra), delle solarizzazioni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em> <a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/3_collodio-7-pos.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8944\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/3_collodio-7-pos.jpg\" alt=\"3_collodio%207%20pos\" width=\"580\" height=\"629\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/3_collodio-7-pos.jpg 580w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/3_collodio-7-pos-277x300.jpg 277w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p>E&#8217; straordinaria la latitudine di posa che ha reso leggibili le parti in ombra ed in luce del palazzo, colpito da un sole obliquo.<br \/>\nHo aggiunto intanto dell&#8217;etere per la prossima prova, finendo la mia scorta. Dovr\u00f2 tornare in farmacia a procurarmene dell&#8217;altro.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E qui si \u00e8 interrotta, preso da altri affanni, la mia sperimentazione. L\u2019idea era quella di continuare con la gelatina e con la sensibilizzazione cromatica per ottenere lastre ortocromatiche e pancromatiche. Ma non \u00e8 detto che non riprenda questo viaggio nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dati i lunghi tempi di posa, gli otturatori non erano ancora stati inventati. Lo furono con le lastre alla gelatina che divennero talmente sensibili da richiedere tempi dell\u2019ordine di frazioni di secondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<a href=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/4_otturatore1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8945\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/4_otturatore1.jpg\" alt=\"4_otturatore1\" width=\"514\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/4_otturatore1.jpg 514w, https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2015\/02\/4_otturatore1-300x280.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 514px) 100vw, 514px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Uno dei primi otturatori: otturatore a battente, con comando pneumatico.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima di allora, come ho fatto anch\u2019io con la mia camera obscura, era sufficiente togliere il tappo, far passare i secondi necessari all\u2019esposizione e rimetterlo sull\u2019obiettivo. Su di un antico testo di fotografia leggo questa curiosa ed interessante procedura nel capitolo sugli otturatori:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cIl pi\u00f9 elementare \u00e8 sempre l\u2019otturatore a coperchio. Si toglie e si rimette con la mano. Convien non far muovere la macchina facendo tale manovra. Per poco che si esamini il movimento che si fa, si osserva che scoprendo l\u2019obbiettivo abbassando il coperchio e rimettendolo nello stesso senso, viene a darsi alla parte inferiore della lastra una durata maggiore di posa, poich\u00e9 la prima a scoprirsi e l\u2019ultima a ricoprirsi \u00e8 la parte superiore della lente. Nel paesaggio invece conviene dare una posa maggiore al terreno che al cielo, cos\u00ec converr\u00e0 alzare il coperchio dal basso in alto.\u201d<\/em> In pratica, quello che si fa oggi con i filtri digradanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando si \u00e8 cominciato a diffondere il digitale, molti lo snobbavano declamando la superiorit\u00e0 della pellicola. Alcuni lo fanno ancora oggi. Leggendo un vecchio libro di mio padre, mi rendo conto che: \u201cNiente di nuovo sotto il sole\u201d. \u00c8 stato cos\u00ec anche quando la gelatina ha sostituito il collodio:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Da: Giovanni Muffone \u2013 \u201cCome il sole dipinge\u201d \u2013 Fotografia per i dilettanti \u2013 Hoepli Editore, nona ed. 1925:<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cVoi o lettori, non vi farete mai l\u2019idea d\u2019un dilettante al collodio perch\u00e9 potreste pensare molti eroismi e molte fissazioni di mente che il volgo prenderebbe per ostinate cocciutaggini, ma i sacrifizi, i lavori, le privazioni, le grandi virt\u00f9 di soma, di cammello che si raccolsero in cotesto essere, che ormai \u00e8 sparito dal martirologio umano, sono appena concepibili e appena narrabili. Noi lo nominiamo solo perch\u00e9 non sfuggano alla storia le benemerenze di questa classe di persone, che volle e fortissimamente volle e dimostr\u00f2 a qual punto possa giungere il dilettantismo. Trasporto di bauli, di valigie, di tende d\u2019accampamento, recipienti per l\u2019acqua, un\u2019infinit\u00e0 di boccette, veleni, treppiedi, scatole. Sembrava una spedizione per paesi inesplorati e con ci\u00f2 un coraggio a tutta prova di sfidare la curiosa pubblicit\u00e0 dei monelli, dei villici, dei tranquilli quadrupedi delle vie di campagna che s\u2019impaurivano al terribile apparato. E la vittima usciva dalla lotta con le mani macchiate dal nitrato d\u2019argento, dall\u2019acido pirogallico, con gli occhi rossi e stanchi per il lavoro nelle tende a laboratorio e per risultato aveva spesso una negativa\u2026 ironicamente negativa perch\u00e9 il fiasco era completo! Quanta abnegazione sconosciuta, quanto coraggio sventurato!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Eppure questa vecchia guardia \u00e8 degna di ogni reverenza e pure a noi, giovani bersaglieri dell\u2019oggi, fa impressione l\u2019eroismo suo, e ci rendiamo conto del perch\u00e9 questi lodatori del tempo passato non si siano piegati ai nuovi processi\u2026 poich\u00e9 \u00e8 singolare, ma \u00e8 umano, che la evoluzione urti nell\u2019orgoglio di chi ha gi\u00e0 fatto, e sembri a ciascuno men degno fare il pi\u00f9 facile dopo aver superato il difficile. E cos\u00ec, nella turba dei nuovi fotografi troverete sempre un po\u2019 a parte, con cipiglio dantesco o con bonomia manzoniana, colui che fu sacerdote del collodio e scosta e si tiene su dai novellini facilini e rimpiange i vecchi sistemi che provavano almeno l\u2019ingegno, mentre oggi divengono marcelli nelle campagne e nelle citt\u00e0, tutti gli studenti che van fotografando\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora viviamo un\u2019altra rivoluzione della Fotografia, quella del digitale. La diffusione delle immagini su internet, l\u2019economicit\u00e0, la praticit\u00e0 stanno relegando la pellicola ad un fenomeno di nicchia, di appassionati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che una volta era una ipotesi fantascientifica \u00e8 ora realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel volume\u201dLe nuove frontiere\u201d di una serie di monografie sulla Fotografia edite da Arnoldo Mondatori nel 1980, leggo a pagina 17:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201c\u2026 lo sviluppo di queste tecniche fa pensare che la supermacchina del futuro potrebbe funzionare addirittura senza pellicola, cos\u00ec come noi la conosciamo. L&#8217;apparecchio potrebbe contenere una lastra sensibile permanente, capace di registrare immagini e poi cancellarle nello stesso modo in cui si registra e si cancella l&#8217;incisione sui nastri dei registratori.\u201d <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una vera e propria profezia.<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il collodio \u2013 di Enrico Maddalena, II\u00b0 e ultima parte \u00a0 5 settembre 2008 Mia moglie \u00e8 a scuola ed &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":8942,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-8941","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8941","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8941"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8941\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8942"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/agoradicult\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}