{"id":3865,"date":"2025-04-22T20:18:17","date_gmt":"2025-04-22T18:18:17","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agrosfera\/?p=3865"},"modified":"2025-04-22T20:18:17","modified_gmt":"2025-04-22T18:18:17","slug":"gabriella-di-gabriele-tartoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agrosfera\/2025\/04\/22\/gabriella-di-gabriele-tartoni\/","title":{"rendered":"\u201cGabriella\u201d di Gabriele Tartoni"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019agrosfera, intesa come l\u2019incontro tra la natura e l\u2019uomo con i suoi bisogni, apre a molteplici declinazioni, divagazioni ed esplorazioni del nostro territorio, attraverso la documentazione e la \u00a0creativit\u00e0 dello sguardo.<\/p>\n<p>Molti artisti del Novecento hanno affrontato temi legati all\u2019universo agricolo, alla trasformazione del paesaggio, in un contesto storico caratterizzato dall\u2019industrializzazione. Pensiamo ad alcuni esempi illustri come\u00a0 Dorothea Lange che ha fotografato le aree rurali, durante la Grande depressione, Renato Guttuso che ha rappresentato la vita contadina o gli artisti della Land Art che hanno modificato e celebrato gli spazi naturali. Al contempo i Futuristi hanno rifiutato il mondo rurale, a favore dell\u2019industria e della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 \u00a0dunque altrettanto significativo indagare attraverso il linguaggio fotografico, con l\u2019obiettivo di scovare esempi \u00a0virtuosi o di progresso, sviluppo, innovazione.<\/p>\n<p>Si potrebbe inciampare in facili clich\u00e9. Succede anche in\u00a0 alcuni servizi televisivi quando certe inquadrature ritagliano la vita edulcorata di persone che si allontanano dall\u2019alienazione dei tempi moderni, si trasferiscono in campagna o in valli abbandonate, per vivere allevando vacche e capre,\u00a0 coltivando o anche raccogliendo erbe selvatiche.<\/p>\n<p>L\u2019auspicabile \u00a0ripopolamento delle montagne e delle campagne,\u00a0 insieme alla fantasia di una vita pi\u00f9 in armonia con la natura pu\u00f2 facilmente far cadere nell\u2019equivoco di una percezione idilliaca e poco autentica, che non restituisce le reali difficolt\u00e0.\u00a0 \u00c8 necessario tentare di non idealizzare un passato incantato, in cui i frutti della terra erano pi\u00f9 buoni e profumati, \u00a0ma indagare nuove vie.<\/p>\n<p>\u201cGabriella\u201d \u00e8 una pastora di capre, pecore, mucche. A raccontare la sua vita, in piccoli frammenti, \u00e8 Gabriele Tartoni. Evitando l\u2019abbaglio di quel \u201cvivere in armonia con la natura\u201d che lascia immaginare quanto sia piacevole godersene i tempi, secondo un\u2019antica saggezza ritrovata, Tartoni illumina la realt\u00e0 di una scelta. Addolcire la natura coltivando, quindi curando le terre che sembrano destinate all\u2019abbandono, e allevando, \u00e8 un bene per tutti. Se da un lato appare apprezzabile una vita, tradizionalmente, solo per uomini, \u00e8 altrettanto importante mostrare gli aspetti di un mondo che non \u00e8 cos\u00ec fatato e che va aiutato perch\u00e8 \u00a0possa sopravvivere. La meccanizzazione dell\u2019agricoltura e gli allevamenti intensivi, di certo non quelli di Gabriella, \u00a0hanno spostato la popolazione dalle campagne alla citt\u00e0. Solo una minoranza si occupa della produzione alimentare e la maggior parte delle persone \u00e8 distante dalla terra, dai suoi processi e l\u2019unica esperienza con gli animali \u00e8 con quelli da compagnia. Diventa necessario dare forma a un immaginario in cui \u201czappare la terra\u201d abbia un nuovo valore. La custodia degli animali richiede amore, ma anche fatica, molta fatica. Le giornate di Gabriella iniziano prima dell\u2019alba e sono scandite da ritmi precisi, dalla pulizia delle stalle, con l\u2019eliminazione del letame, alla \u00a0mungitura, la somministrazione del foraggio e il pascolo. Gabriella alleva anche galline, colombi, maiali, un asino e un cavallo, non ha giorni liberi e ha collaboratori saltuari.<\/p>\n<p>La natura pu\u00f2 riservare brutte sorprese, del resto lasciata a s\u00e9 stessa \u00e8 anche crudele. A volte \u00e8 impossibile tenere a bada i lupi \u00a0che sono naturalmente predatori. Riescono a\u00a0 superare le barriere protettiva e a uccidere. \u00c8 in quei momenti che tutta la dedizione e il lavoro di Gabriella svanisce di fronte ai pochi resti sanguinanti di un agnellino e i rimpianti per una vita pi\u00f9 facile affiorano, ma, dice,<em> \u201cquelle capre e quelle pecore non sono solo nel campo a mangiare l\u2019erba che cresce infestante sotto agli olivi, ma sono l\u00ec per te.<\/em><\/p>\n<p><em>I loro occhi e le loro ganasce ruminanti ti parlano anche se non corre nessun suono\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Piera Cavalieri<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019agrosfera, intesa come l\u2019incontro tra la natura e l\u2019uomo con i suoi bisogni, apre a molteplici declinazioni, divagazioni ed esplorazioni del nostro territorio, attraverso la documentazione e la \u00a0creativit\u00e0 dello sguardo. 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