{"id":3982,"date":"2025-05-20T16:03:37","date_gmt":"2025-05-20T14:03:37","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/agrosfera\/?p=3982"},"modified":"2025-07-18T16:09:36","modified_gmt":"2025-07-18T14:09:36","slug":"bianchetta-genovese-di-francesco-zoppi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/agrosfera\/2025\/05\/20\/bianchetta-genovese-di-francesco-zoppi\/","title":{"rendered":"Bianchetta  Genovese di Francesco Zoppi"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Si sente spesso parlare di paesi in collina o territori ai margini delle citt\u00e0 abbandonati. Sono luoghi addormentati.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Per risvegliarli \u00e8 necessario tornare a coltivare la terra; ma servono finanze, infrastrutture e buona volont\u00e0. Il progetto Agrosfera ci permette di scovare posti virtuosi per costruire una grande mappatura fotografica. Ne sar\u00e0 motivo di orgoglio per noi che ci sentiamo sempre un po\u2019 speciali nel settore agroalimentare. Un ottimo esempio di recupero e valorizzazione di un territorio e dei suoi prodotti \u00e8 \u201cBianchetta genovese\u201d di Francesco Zoppi. La Bianchetta o, in dialetto, <i>Gianchetta<\/i> di Coronata \u00e8 un piacevole vino bianco aromatico di antichissima origine. Da una tavola bronzea risalente al 117 a.C. se ne \u00e8 scoperta l\u2019esistenza. Ma anche Stendhal in <i>Viaggio in Italia<\/i> racconta del bianco di Coronata e il poeta Giorgio Caproni del <i>gottino<\/i> di Coronata profumato di zafferano e cedro. La zona di coltivazione \u00e8 appunto Coronata, in Val Polcevera, una collina a ridosso del quartiere genovese di Cornigliano. Negli anni Cinquanta e Sessanta la cementificazione selvaggia e le acciaierie di Cornigliano trasformarono un borgo a vocazione agricola in un borgo industriale. Cessata la produzione di acciaio e sparite le ruspe, <i>\u201cgli spazi scampati all\u2019industrializzazione per poi essere abbandonati e degradati, sono diventati, per alcuni, l\u2019opportunit\u00e0 per provare a costruirsi le basi di un futuro lavorativo e di vita. In altre parole un possibile strumento di integrazione.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><i>Oggi questi spazi vengono restituiti alla vista del quartiere, dopo mesi di lavoro, curati e produttivi.\u201d<\/i>, scrive Zoppi. Come \u00e8 evidente le immagini mostrano una storia di riscoperta e di rinnovamento. Il campus coronata, nato nel 2016, e la Cooperativa <i>Un\u2019altra Storia<\/i> hanno l\u2019obiettivo di fornire accoglienza ai richiedenti asilo ma anche di mirare alla formazione e insegnare un mestiere che permetta la costruzione di un futuro nel nostro Paese, una finalit\u00e0 fondamentale. Giovani migranti hanno recuperato le piante del vitigno, ormai abbandonate da diversi anni, e le hanno rese di nuovo produttive. Anche se per alcuni di loro la religione impedisce di bere vino e la produzione vinicola era pressoch\u00e9 sconosciuta, prima dell\u2019arrivo al Campus, tutti hanno compreso il valore di una cos\u00ec antica tradizione produttiva del paese che li ospita. Hanno imparato le fasi importanti della coltivazione, dal taglio delle foglie alla legatura dei rami, per una migliore esposizione dei grappoli ai raggi del sole, i trattamenti con verderame e zolfo per evitare muffe e parassiti per arrivare alla grande festa della vendemmia. Il merito va ai vecchi viticoltori che hanno messo a disposizione la loro competenza, insegnando la pratica necessaria per la cura dei vitigni e l\u2019antica arte della vinificazione. Zoppi ci racconta, con efficacia e con un evidente quanto necessario coinvolgimento, un\u2019aula a cielo aperto dove imparare, sviluppare attitudini spendibili nel mondo del lavoro, ed essere valorizzati.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">A guarda<\/span>re le sue fotografie possiamo immaginare quanto sia stato fatto con fatica e dedizione per riportare a nuova vita un terreno che sembrava destinato all\u2019incuria. E ancora una volta constatiamo che il passaggio di testimone fra generazioni \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 raccolta da chi viene da lontano e permette la continuazione delle nostre tradizioni agricole pi\u00f9 <span class=\"s1\">preziose.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p>Piera Cavalieri<\/p>\n<p><sub>\u00a0<\/sub><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sente spesso parlare di paesi in collina o territori ai margini delle citt\u00e0 abbandonati. Sono luoghi addormentati.\u00a0 Per risvegliarli \u00e8 necessario tornare a coltivare la terra; ma servono finanze, infrastrutture e buona volont\u00e0. 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