{"id":1086,"date":"2021-06-16T14:41:03","date_gmt":"2021-06-16T12:41:03","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/?p=1086"},"modified":"2022-01-17T12:31:19","modified_gmt":"2022-01-17T11:31:19","slug":"presente-infinito-di-armando-perna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/2021\/06\/16\/presente-infinito-di-armando-perna\/","title":{"rendered":"\u201cPresente infinito\u201d di Armando Perna"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019incuria. Fronde ed erbe spontanee sfiorano il cemento di una costruzione non finita su cui troneggia la carcassa di un\u2019auto, opera di mani senza scrupoli. Impossibile immaginare come sia stata incastrata in quel modo, come in attesa che la natura faccia il suo corso e la inglobi a futuro spettro nascosto. E ancora un\u2019altra auto, stessa fine, dopo l\u2019asportazione degli pneumatici, sul tetto di una casa, all\u2019apparenza abbandonata, nel mezzo di una verde collina. Lamiere e ancora lamiere e ruggine, tanta. Quella che il tempo di improvvisare un cantiere e abbandonarlo ha permesso che fiorisse. Intorno alberi e fichi d\u2019India. Il terreno cede, frana sulla strada sottostante.<br>Borghi prosperi e importanti in epoca medievale, aggrediti dai terremoti e abbandonati fino a diventare inabitabili. Calabria, terra di bellezza offuscata dalla criminalit\u00e0 che si appella anche alla benedizione cristiana. Per parlare di ambiente e dunque di futuro \u00e8 necessario continuare la ricerca di immagini che ci fanno sobbalzare anche senza la necessit\u00e0 di effetti spettacolari o di immagini patinate. Qui \u00e8 tutto nudo e crudo. Armando Perna non lo decora, non lo interpreta e questo \u00e8 il suo atto artistico. Mappa il territorio calabrese e cos\u00ec pare di capirlo meglio. Paesaggi incompiuti per mano umana e per la natura che fa il suo corso. Un senso di instabilit\u00e0 li accompagna e un\u2019idea di attesa che non trova rimedio. Spesso l\u2019unica scelta sembra l\u2019abbandono perch\u00e9 l\u2019unica attesa proficua sarebbe la cura, unica impossibile soluzione. Quando si percorrono certe vie incombe il possibile clich\u00e9 della bellezza che si accompagna alla fragilit\u00e0 ma non \u00e8 certamente questo il caso. \u201cPresente infinito\u201d, la ricerca di Armando Perna, \u00e8 iniziata nel 2011 con il racconto dell\u2019impatto delle infrastrutture sul paesaggio, in particolare della Salerno &#8211; Reggio Calabria, ribattezzata nel 2016, al termine dei lavori di ammodernamento \u201cAutostrada del Mediterraneo\u201d. L\u2019autore afferma \u201cIl progetto nato sul carattere di isolamento della Calabria, dovuto in particolare all\u2019arretratezza del sistema infrastrutturale e alle caratteristiche orografiche, nel tempo si \u00e8 evoluto come una riflessione sui processi di arretramento che nel corso dei secoli hanno spinto le comunit\u00e0 calabresi a rifugiarsi nelle aree interne dell\u2019Aspromonte, e che hanno determinato la creazione di un universo fisico e mentale del tutto legato alla montagna, nonostante i 780 km di coste di cui gode la Calabria. Il nucleo centrale del lavoro ruota attorno al concetto di instabilit\u00e0, che \u00e8 instabilit\u00e0 del terreno, instabilit\u00e0 dell&#8217;economia, caratterizzata da un regime di sussistenza, e che si traduce pi\u00f9 in generale nella precariet\u00e0 della vita delle comunit\u00e0 calabresi.\u201d<br>Perna, ad un\u2019indagine fotografica ha affiancato una ricerca storiografica sulle catastrofi naturali: frane, alluvioni, terremoti. Questo percorso gli ha permesso di rintracciare un elemento comune nel ripetersi dei fenomeni naturali, il vivere nel trauma che caratterizza l\u2019essenza dell\u2019essere calabrese. Una condizione di precariet\u00e0 strutturale che si trasferisce nel rapporto con la vita. Ed ecco che si presenta puntuale il concetto di degrado che in fotografia pu\u00f2 essere addirittura ricercato per la diabolica \u2018bellezza\u2019 che, sempre fotograficamente, contiene. Emerge invece l\u2019accortezza di non addomesticare la visione, ma di restituirla nella sua oggettivit\u00e0, seppure seguendo un insieme coerente di riflessioni che inevitabilmente ci chiedono l\u2019attenzione su quanto l\u2019ambiente influenzi non solo il nostro benessere fisico, ma anche psicologico.<br>Piera Cavalieri<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019incuria. Fronde ed erbe spontanee sfiorano il cemento di una costruzione non finita su cui troneggia la carcassa di un\u2019auto, opera di mani senza scrupoli. Impossibile immaginare come sia stata incastrata in quel modo, come in attesa che la natura faccia il suo corso e la inglobi a futuro spettro nascosto. 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