{"id":1093,"date":"2021-06-16T14:50:03","date_gmt":"2021-06-16T12:50:03","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/?p=1093"},"modified":"2022-01-17T12:31:13","modified_gmt":"2022-01-17T11:31:13","slug":"dee-di-paola-fiorini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/2021\/06\/16\/dee-di-paola-fiorini\/","title":{"rendered":"\u201cDee\u201d di Paola Fiorini"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cNumen vel dissita iungit\u201d (La divinit\u00e0 congiunge anche le cose distanti), la citazione latina nell\u2019apertura di Dee, ci accompagna in un viaggio nel tempo, da un\u2019epoca arcaica all\u2019oggi. L\u2019autrice, Paola Fiorini, riflette sull\u2019uso del suolo, obiettivo che si \u00e8 proposta insieme agli altri membri del collettivo Synapsee, nel progetto fotografico \u201cAgro\u201d<br>Concentra la sua ricerca in Lessinia, su una produzione alternativa rispetto a quella dominante dei vigneti: la coltura di fiori ed erbe officinali. Il tentativo non \u00e8 proporre un lavoro di denuncia sullo sfruttamento irresponsabile del suolo. Forse le indagini sul nostro mondo malato appagano la fame di morale, ma corrono il rischio di attenuare la nostra percezione di quanto la situazione sia allarmante. \u00c8 dunque comprensibile il desiderio di addentrarsi in una dimensione pi\u00f9 spirituale e ossigenante, ideando un\u2019opera originale, lontana dall\u2019immagine annichilente di autodistruzione umana.<br>L\u2019autrice inizia con un reportage, ma le epifanie della fotografia, riservano sorprese. I riti, legati alle erbe e al loro impiego, illuminano la sua ricerca che, lentamente, diventa un lavoro di recupero che incontra il mito: il potere della Grande Madre che si incarna in figure di dee e di simboli che esprimono l\u2019eterno ciclo di nascita e morte, dove il femminile collega il mondo umano con quello divino. La suggestione di un tempo circolare abbraccia tutta la sequenza, che, dal presente sembra risalire ad una natura di inizio della civilt\u00e0 umana. La societ\u00e0 contemporanea ha sempre pi\u00f9 mortificato, la natura primitiva e selvaggia, quel nostro desiderio dolce e malinconico di vivere in relazione con la terra e l\u2019archetipo della Grande Madre diventa l\u2019espediente narrativo, il fuoco nascosto di Dee.<br>La sequenza, come racconta la stessa autrice, si \u00e8 manifestata da s\u00e9, come se in ogni immagine scelta lei stessa avesse riconosciuto un archetipo narrativo non premeditato e creatore di senso.<br>Una profonda sensibilit\u00e0, verso la sofferenza della Terra, e la riflessione, sulla crisi che sta attraversando l\u2019umanit\u00e0, ha accompagnato l\u2019autrice in questa ricerca molto personale che offre una speranza a chi vuole prendersi cura del mondo, superando un\u2019idea di natura come qualcosa di esterno a noi. Creare e praticare l\u2019arte a partire da qui pu\u00f2 dare un nuovo senso.<br>La definizione che appare nella penombra, grazie al medio formato, conferisce fascino e pienezza di senso, che permette ad ogni scatto di vivere in una piena autonomia. Colpiscono gli occhi chiusi che ci rivelano lo scorrere di un mondo interiore invisibile e che si apre all\u2019immaginazione, sollecitando l\u2019idea che immaginazione e speranza possano convivere in questo mondo guasto. Guardare indietro, alle cose perdute, al tempo dell\u2019inizio, con uno sguardo poetico che non rinuncia alla nostalgia, pu\u00f2 consentirci di accogliere forse quella tenerezza necessaria, come sembrano suggerirci alcune immagini di innocenza infantile e dolcezza dell\u2019et\u00e0 pi\u00f9 avanzata, per avere gli occhi nel futuro.<br>Ma Dee ci conduce anche verso altre riflessioni, non evidenti ma evocate, anche a partire dal titolo, sulle energie delle donne che continuamente sono fluite verso l\u2019accudimento degli affetti e sul disequilibrio tra maschile e femminile, che non \u00e8 una condizione di natura, dunque \u00e8 modificabile e lo sar\u00e0 quando uomini e donne si impegneranno in una vera reciprocit\u00e0. Resta, a chi guarda, il desiderio di scovare simbologie e significati in questa serie affascinante e misteriosa e l\u2019allusione ad un nuovo rinascimento, evocato con Flora della Primavera del Botticelli, il capolavoro del Rinascimento italiano. La speranza \u00e8 che possano fiorire le migliori attivit\u00e0 intellettuali per una nuova rinascita.<\/p>\n\n\n\n<p>Piera Cavalieri<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNumen vel dissita iungit\u201d (La divinit\u00e0 congiunge anche le cose distanti), la citazione latina nell\u2019apertura di Dee, ci accompagna in un viaggio nel tempo, da un\u2019epoca arcaica all\u2019oggi. 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