{"id":1098,"date":"2021-06-16T14:55:21","date_gmt":"2021-06-16T12:55:21","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/?p=1098"},"modified":"2022-01-17T12:31:06","modified_gmt":"2022-01-17T11:31:06","slug":"quasi-una-scelta-di-samuele-bianchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/2021\/06\/16\/quasi-una-scelta-di-samuele-bianchi\/","title":{"rendered":"\u201cQuasi una scelta\u201d di Samuele Bianchi"},"content":{"rendered":"\r\n<p>\u201cIn un giardino ad \u201cordine statico\u201d, una digitale che esce dal gruppo cui era destinata diventa indesiderabile. Produce disordine. In un giardino ad \u201cordine dinamico\u201d una digitale vagabonda traduce una fase dell\u2019evoluzione del luogo. Il disordine consisterebbe, al contrario, nell\u2019interrompere questa evoluzione. Molto spesso l\u2019ordine \u00e8 associato alla pulizia. \u00c8 una nozione soggettiva che non ha alcun senso biologico. &gt;&gt; Gilles Cl\u00e9ment | Il giardino in movimento<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Samuele Bianchi riflette sulla vera essenza del nostro rapporto con lo spazio, come una costante ripetizione di azioni tese a modificare il luogo scelto in cui vivere, un lavorio sulle continue e sorprendenti trasformazioni della natura che si adatta. In un percorso iniziato nel 2017, con l\u2019intenzione di osservare il \u201cDis-Ordine\u201d con cui si manifesta il paesaggio, l\u2019autore si sofferma sulla visione stessa del fotografo che, non essendo mai oggettiva, crea proprie composizioni della natura, attraverso ci\u00f2 che riconosce e sente. Un procedere che \u00e8 lontano da inquadrature immediatamente emozionali. \u201cQuasi una scelta\u201d non \u00e8 una ricerca sulle opere di maggiore impatto ambientale ma sugli spazi che ci circondano, fino a quest\u2019ultimo anno in cui, durante la quarantena, l\u2019autore ha rivolto lo sguardo sugli spazi adiacenti alle abitazioni, sui giardini e sulla loro cura. A farsi evidente \u00e8 stata una assonanza con gli spazi naturali fotografati fino ad allora. Tra le tante immagini di questo lungo lavoro alcune colpiscono particolarmente, per esempio l\u2019enorme siepe cresciuta a dismisura, come in un racconto mitologico, accanto ad un\u2019auto posteggiata e al suo proprietario che appaiono minuscoli al suo cospetto.<br \/>Pur non indugiando sulla bellezza, risulta spettacolare l\u2019infiorescenza tinta di fucsia che si allarga caotica in quell\u2019inquadratura dove una tettoia arrugginita, appena intravista, indica \u201cl\u2019evoluzione del luogo\u201d. Il movimento della natura non sottoposta all\u2019azione umana che mette ordine con la<br \/>potatura ornamentale del bosso, in un altro scatto, sottolinea il confine del giardino, oltre il quale la natura cresce rigogliosa secondo il suo disordine biologico.<br \/>Sono immagini che racchiudono presente e passato in un unico perimetro dove la natura e le cose seguono il loro corso. Da un insieme di pensieri in divenire e partendo dalle posizioni di Gilles Cl\u00e9ment, che offre nuove soluzioni su come rapportarci con la natura che ci ospita, Bianchi ha prodotto questo lungo lavoro legato al tema del dis-ordine e al concetto di \u201cscelta\u201d.<br \/>\u201cUna posizione che ci chiede di tralasciare delle certezze per darci modo di cogliere le immancabili dosi di sorpresa che la natura ci riserva se lasciata nel gioco delle sue continue trasformazioni. \u201cscrive Bianchi.<br \/>Il rapporto uomo-natura con questo tipo di approccio diventa un invito a seguire il fluire della natura. Le erbacce dovute alla continua rigenerazione per l\u2019assenza dell\u2019attivit\u00e0 umana diventano le protagoniste della conservazione della biodiversit\u00e0 e i paesaggi trascurati ci permettono di percepire la terra come un\u2019entit\u00e0 viva.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Piera Cavalieri<\/p>\r\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIn un giardino ad \u201cordine statico\u201d, una digitale che esce dal gruppo cui era destinata diventa indesiderabile. Produce disordine. In un giardino ad \u201cordine dinamico\u201d una digitale vagabonda traduce una fase dell\u2019evoluzione del luogo. Il disordine consisterebbe, al contrario, nell\u2019interrompere questa evoluzione. 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