{"id":1540,"date":"2021-10-19T10:21:48","date_gmt":"2021-10-19T08:21:48","guid":{"rendered":"https:\/\/ambientefuturo.fiaf.net\/?p=1540"},"modified":"2022-01-17T12:29:45","modified_gmt":"2022-01-17T11:29:45","slug":"blue-di-matteo-natalucci-e-luca-santini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/2021\/10\/19\/blue-di-matteo-natalucci-e-luca-santini\/","title":{"rendered":"&#8220;BLUE&#8221; di Matteo Natalucci e Luca Santini"},"content":{"rendered":"\r\n<p style=\"text-align: center\"><em>\u201cL\u2019arte dovrebbe confortare il disturbato e disturbare il comodo\u201d Banksy.<\/em><\/p>\r\n<p>La presenza di animali morti, di carcasse, di buoi scuoiati si rintraccia in molti capolavori dell\u2019arte, da Carracci a Rembrandt, Goya, Soutine, Chagall, Bacon, dove la carne e il rosso del sangue si ergono a simboli o spettri. Lo street art Banksy, uno degli artisti pi\u00f9 noti dell\u2019arte contemporanea, abbracciando la causa animalista, nel 2003 ha riempito un camion di animali di pelouche che simulavano di essere destinati al macello, con gemiti e lamenti, per le strade di New York. L\u2019emblematica provocazione \u00e8 una denuncia che indica quanto il nostro tempo porta con s\u00e9 un\u2019altra sensibilit\u00e0 verso gli animali. <em>Blue<\/em>, il cui nome attinge dall\u2019inglese stato di tristezza, feeling blue, e alla cottura francese molto al sangue, non nasce per fanatismo vegano, si rivolge tanto ai vegani convinti quanto agli onnivori felici. Certo, la prima lettura \u00e8 una commozione immediata, per nessuno escluso. La diatriba che ne segue \u00e8 l\u2019essere animalisti e mangiare animali. Spesso la virulenza di questi scontri diventa poco appassionante e riporta ognuno alle proprie convinzioni. I nostri antenati sono stati cacciatori e consumatori di bacche e vegetali, quindi onnivori come racconta il nostro apparato digerente ma \u00e8 vero che il tema delle scelte alimentari non \u00e8 mai stato cos\u00ec forte prima d\u2019ora e il tema si fa necessario, se vogliamo parlare di ambiente e futuro. L\u2019attenzione verso gli animali da allevamento e le emissioni che producono, inquinando l\u2019ambiente, sono i temi. Dovremmo averli tutti a cuore non accettando \u00a0\u00a0di consumare carni di animali stressati in allevamenti lager perch\u00e9, al di l\u00e0 di ogni posizione, il benessere degli animali \u00e8 anche il nostro benessere. Partendo da qui possiamo capire e apprezzare il lavoro di Luca Santini\u00a0e\u00a0Matteo Natalucci, che se ho ben capito non sono vegetariani. Per un anno e mezzo, di nascosto e senza permesso, si sono introdotti in alcuni capannoni anonimi dell\u2019Emilia -Romagna, raccogliendo l\u2019aspetto pi\u00f9 crudele, malsano e inquinante del nostro mangiare un eccesso di carne, uova e latticini. Calarci nelle immagini di <em>Blue<\/em> \u00e8 accettare di prendere un pugno allo stomaco, senza opporre resistenza. Impossibile negare che sia necessario un meccanismo di \u201cdissonanza cognitiva\u201d per poter mangiare animali e nello stesso tempo prenderci cura del nostro cane e del nostro gatto. \u00c8 questo meccanismo che ci impedisce di associare la gustosa cotoletta a quel che \u00e8: una fetta di mucca. La parola ingannevole diventa succulenta per il palato. Il punto di vista da cui guardiamo ci fa apparire il maiale in un modo piuttosto che in un altro, e quell\u2019occhio, a cui non siamo abituati a prestare attenzione, ci pone degli interrogativi e ci turba. Lo stesso sentimento perturbante ci coglie quando osserviamo la folla di conigli e ci concentriamo sullo sfinimento arreso di quell\u2019unico con il muso visibile e le zampe spelacchiate e penzolanti. La crudelt\u00e0 riservata alle galline e agli occhi ingenui dei vitelli, separati velocemente dalle madri per evitare consumino il latte, ci parlano in modo altrettanto chiaro. Siamo ormai consapevoli che il sovraffollamento richiede l\u2019uso massiccio di antibiotici per evitare la sciagura di zoonosi diffuse e che le emissioni degli allevamenti contribuiscono pi\u00f9 dell\u2019industria al cambiamento climatico. <em>Blue<\/em>, che ci mette di fronte ad una realt\u00e0 rimossa e annebbiata dall\u2019indifferenza, \u00e8 diventato libro grazie a una\u00a0campagna di crowdfunding. La speranza degli autori \u00e8 che possa lasciare qualche piccolo germoglio per future riflessioni.<\/p>\r\n<p>Nel 2020 <em>Blue<\/em> \u00e8 diventato un libro fotografico arricchito da una postfazione dello scrittore Wu Ming 2 ed \u00e8 presente in molte librerie sul territorio italiano.<\/p>\r\n<p><strong>Piera Cavalieri<\/strong><\/p>\r\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019arte dovrebbe confortare il disturbato e disturbare il comodo\u201d Banksy. La presenza di animali morti, di carcasse, di buoi scuoiati si rintraccia in molti capolavori dell\u2019arte, da Carracci a Rembrandt, Goya, Soutine, Chagall, Bacon, dove la carne e il rosso del sangue si ergono a simboli o spettri. 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