{"id":1651,"date":"2021-11-02T17:00:47","date_gmt":"2021-11-02T16:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/?p=1651"},"modified":"2022-01-17T12:29:09","modified_gmt":"2022-01-17T11:29:09","slug":"supernatura-di-annamaria-belloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/2021\/11\/02\/supernatura-di-annamaria-belloni\/","title":{"rendered":"&#8220;Supernatura&#8221; di Annamaria Belloni"},"content":{"rendered":"\r\n<p>La natura, quella che scriviamo con la N maiuscola, per Annamaria Belloni \u00e8 la Supernatura, l\u2019immensit\u00e0, non dominata dall\u2019uomo.<br \/>Se <em>le cose si conoscono solo quando sono perdute<\/em>, come scrive il filosofo Timothy Morton, \u00a0sul nuovo pensiero ecologico, si rende comprensibile quel tratto che accomuna le arti contemporanee: un sentimento dell\u2019assenza, della perdita, come se l\u2019aver valorizzato i luoghi, la loro flora e fauna, solo in base al potenziale economico ci avesse impedito di custodirne una bellezza diversa.<br \/>L\u2019autrice, per alcuni scatti, sceglie la fusione del soggetto con l\u2019ambiente, una suggestione potente, che ricorre nella storia della fotografia. Francesca Woodmann, nei suoi autoscatti, nascondeva il proprio corpo nudo nell\u2019acqua di un fiume, tra i grovigli delle radici di un albero, o lo confondeva tra le crepe del terreno arso e anche Arno Raphael Minkkinenn ha sempre messo in scena un suo speciale contatto con la natura. La poetica non \u00e8 la stessa, ma si possono rintracciare delle affinit\u00e0 che Annamaria Belloni, sembra ribadire, con la sua personale interpretazione: gli umani sono collegati, in una sorta di rete dove tutte le forme vive sono interconnesse comprese quelle inanimate. In questo caso non si tratta di autoritratti e i soggetti spesso sono donne o ragazze o vegetazione. Sono riprese di spalle, come la donna in una stanza da letto che davanti a s\u00e9 un muro mentre la natura fa il suo corso e le ramificazioni avanzano. Ed \u00e8 un\u2019altra donna che troviamo nella casa diroccata, dove l\u2019edera sta prendendo campo e le foglie le coprono il volto. Non \u00e8 una ricerca introspettiva, non \u00e8 sull\u2019umano che dobbiamo concentrarci o per lo meno non solo sull\u2019umano. Le due ragazze, con le stesse trecce, si volgono all\u2019orizzonte della natura che le circonda, lasciandoci immaginare il loro sguardo che si apre, come simbolo della loro giovane et\u00e0. Contiene una particolare forza l\u2019immagine della pianta, una di quelle da ornamento, che costretta in un vaso sembra ribellarsi ed espandersi nello spazio. \u201c<em>La natura si sta quindi riprendendo i propri spazi, entrando negli ambienti cittadini e nelle nostre case\u2026\u201d <\/em>dice l\u2019autrice nel suo racconto fotografico che a tratti si fa visionario.<br \/>La potenza di Supernatura trasmette quel senso di costrizione a cui abbiamo obbligata la natura stessa \u00a0e che si sente sotto la superficie di queste immagini. \u00c8 come se l\u00e0 sotto ci fosse un mondo intrappolato che scappa urlando, chiamandoci a stare nel mondo in modo pi\u00f9 illuminato. L\u2019autrice si concentra sul verde, sulle piante, considerate, in modo imprudente, come se fossero inanimate eppure noi dipendiamo dalle piante e non viceversa, questo potrebbe essere il pensiero successivo insieme all\u2019obiettivo di diventarne custodi amorevoli.\u00a0 Un tratto che colpisce in questo racconto fotografico, \u00e8 la vegetazione all\u2019opera, che non \u00e8 immobile come ci sembra, ma avanza con una lentezza che non riusciamo a percepire e, anche in ambienti avari di nutrimento, si adatta con quel poco che ha e prosegue, suscitando a ben pensarci una sorta di tenerezza, che pu\u00f2 offrici spunti di immaginazione e speranza per creare nuovi punti di vista meno antropocentrici.<\/p>\r\n<p><strong>Piera Cavalieri<\/strong><\/p>\r\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La natura, quella che scriviamo con la N maiuscola, per Annamaria Belloni \u00e8 la Supernatura, l\u2019immensit\u00e0, non dominata dall\u2019uomo.Se le cose si conoscono solo quando sono perdute, come scrive il filosofo Timothy Morton, \u00a0sul nuovo pensiero ecologico, si rende comprensibile quel tratto che accomuna le arti contemporanee: un sentimento dell\u2019assenza, della perdita, come se l\u2019aver valorizzato i luoghi, la loro flora e fauna, solo in base al potenziale economico ci avesse impedito di custodirne una bellezza diversa.L\u2019autrice, per alcuni scatti, sceglie la fusione del soggetto con l\u2019ambiente, una suggestione potente, che ricorre nella storia della fotografia. 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