{"id":1786,"date":"2021-11-30T09:35:31","date_gmt":"2021-11-30T08:35:31","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/?p=1786"},"modified":"2022-01-17T12:26:38","modified_gmt":"2022-01-17T11:26:38","slug":"60-milioni-di-leonello-bertolucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/2021\/11\/30\/60-milioni-di-leonello-bertolucci\/","title":{"rendered":"\u201c60 milioni\u201d di Leonello Bertolucci"},"content":{"rendered":"\r\n<p><\/p>\r\n<p>Gli ulivi del Salento, alti, nodosi, belli, che solo a evocarli generano una commozione, stanno soffrendo. Pare siano sessanta milioni come sessanta milioni sono gli italiani. Un\u2019affinit\u00e0\u00a0 che non \u00e8 solo numerica. Condividono, seppur diversa, una minaccia, la Xilella Fastidiosa gli uni e il Covid 19 gli altri. \u201cAnche la terminologia \u00e8 condivisa tra le due patologie: focolai, cluster, zone rosse, distanziamento. Una situazione di per s\u00e9 tragica prende in questo caso i caratteri del fato avverso, di un sortilegio, di una fattura malefica. Tra distopia e soprannaturale, emerge il lato oscuro di una presenza molto avvertibile in Terra d\u2019Otranto \u2013 come anticamente si chiamava il Salento \u2013 quella della magia. Tra macare, riti del fuoco, altari ancestrali al dio sole, credenze, culti pagani della fertilit\u00e0 e della madre terra, tarantate, sciamani, e altro ancora e ancora, arriva forte l\u2019impressione di essere molto piccoli e molto impotenti, in balia di forze volubili quanto ingovernabili, a volte oscure, come ora, ma in altri momenti dionisiache e di accecante seduzione.\u201d scrive l\u2019autore Leonello Bertolucci. Una riflessione che ne richiama un\u2019altra che, a dire il vero, si va ripetendo negli ultimi tempi: la necessit\u00e0 di superare l\u2019idea di natura come qualcosa di esterno e considerare tutte le forme di vita unite in un\u2019unica grande rete di relazioni. Lo sguardo poetico di Bertolucci passa attraverso la tristezza e ci conduce a prendere familiarit\u00e0 con uno dei molteplici problemi ambientali \u00a0irrisolti e, forse, a una auspicabile e fattiva responsabilit\u00e0. Sappiamo che da qualche parte esiste una natura selvaggia che ha poco a che fare con i nostri paesaggi costruiti dall\u2019agricoltura e dalle bonifiche, dove il controllo umano ha provocato danni all\u2019ecosistema. In balia dei nostri disastri e della natura sfuggita al nostro dominio e dalla quale siamo attratti come se in essa permanesse un mistero inaccessibile, rischiamo di ricorrere alla magia o a ipotetiche distopie. Nel nostro stesso presente possiamo gi\u00e0 vivere il futuro e, cos\u00ec come \u00e8, ci appare\u00a0 inquietante. La globalizzazione che ha fatto viaggiare uomini e merci, nell\u2019illusione di un mondo senza confini, ha importato la Xilella e il Covid 19. \u00c8 nelle crepe di questo nostro tempo, \u00a0incalzato dalla crisi climatica con le sue catastrofiche conseguenze, che l\u2019arte deve raccogliere l\u2019intravisto e quindi il futuro. Ma torniamo agli ulivi. Riconoscervi forme umane, con il meccanismo della pareidolia, ci consegna una chiave di lettura. L\u2019autore, nel lavoro completo, raccoglie espressioni e posture umane dolenti, \u00a0simulate da rami disseccati dalla Xilella, simili a braccia che si alzano al cielo in un urlo di dolore. Citando ancora una volta il filosofo inglese Timothy Morton, la consapevolezza ecologica, insieme alla consapevolezza che siamo una cosa fra le altre, ci mostra il lato perturbante: la nostra civilt\u00e0, fin dall\u2019inizio, agendo sulla natura, \u00e8 responsabile di ci\u00f2 che sta accadendo. \u00c8 dunque diventato necessario spostare l\u2019orizzonte umano, accettare la fine dell\u2019illusione antropocentrica e guardare al pianeta Terra da una scala diversa da quella umana. \u201cFondamentali testimoni del tempo che se ne vanno in questa epoca buia sono le persone pi\u00f9 anziane e gli ulivi secolari, con i quali perdiamo pezzi della memoria collettiva. E cos\u2019\u00e8 una fotografia se non, anzitutto, memoria?\u201d scrive Bertolucci. Cos\u00ec \u00e8. Il vecchio mondo di prima sta sparendo, ne siamo sempre pi\u00f9 consapevoli e la fotografia ne \u00e8 memoria.<\/p>\r\n<p><strong>Piera Cavalieri<\/strong><\/p>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ulivi del Salento, alti, nodosi, belli, che solo a evocarli generano una commozione, stanno soffrendo. Pare siano sessanta milioni come sessanta milioni sono gli italiani. Un\u2019affinit\u00e0\u00a0 che non \u00e8 solo numerica. Condividono, seppur diversa, una minaccia, la Xilella Fastidiosa gli uni e il Covid 19 gli altri. \u201cAnche la terminologia \u00e8 condivisa tra le due patologie: focolai, cluster, zone rosse, distanziamento. 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