{"id":1839,"date":"2021-12-17T15:15:01","date_gmt":"2021-12-17T14:15:01","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/?p=1839"},"modified":"2021-12-17T15:15:01","modified_gmt":"2021-12-17T14:15:01","slug":"la-fabbrica-di-ilenio-celoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/2021\/12\/17\/la-fabbrica-di-ilenio-celoria\/","title":{"rendered":"La fabbrica di Ilenio Celoria"},"content":{"rendered":"<p>\u201c<em>A Casale Monferrato la chiamano semplicemente \u201cla fabbrica\u201d forse perch\u00e9 pronunciare la parola Eternit ci fa pensare alle migliaia di morti che i casalesi hanno pianto\u2026\u201d <\/em>Ilenio Celoria<\/p>\n<p>A Casale Monferrato ancora si muore di mesotelioma epitelioide pleurico, la causa \u00e8 sempre il \u201cpolverino\u201d, la polvere di amianto prodotta dalla lavorazione dell\u2019Eternit. Le vittime sono anche tra chi non ha mai messo piede nella fabbrica, primi fra tutti gli abitanti della zona, un ambiente seriamente inquinato e a rischio. Compaiono dolori subdoli, fatica nella respirazione finch\u00e9 non si rientra nella tragica statistica che prevede un picco tra qualche anno perch\u00e9 gli anni di incubazione dall\u2019 esposizione sono tra i 35 e 40. Il 1986 segna la fine della produzione. A spargere le fibre d\u2019amianto erano stati gli stessi operai che rientravano a casa con le tute impolverate. Il trasporto dell\u2019amianto grezzo, gli scarichi liquidi della lavorazione che raggiungevano il Po e la deposizione di polverino nell\u2019ambiente circostante contribuirono all\u2019inquinamento. Le\u00a0lastre di eternit,\u00a0<strong> che <\/strong>per decenni \u00a0sono state usate in edilizia, possono rilasciare fibre di amianto se abrase, perforate, spazzolate o se deteriorate, con gravi conseguenze per la salute delle persone che ne vengono a contatto. Sono sufficienti bassissime esposizioni per provocare un tumore polmonare, il\u00a0<strong>mesotelioma pleurico<\/strong>. I testimoni di quegli anni in cui la fabbrica era in funzione ed era un approdo ambito perch\u00e9 le retribuzioni superavano di gran lunga le retribuzioni medie,\u00a0 permettendo un certo benessere, raccontano di una citt\u00e0 bianca. Non si vedevano alberi verdi, tutto era biancastro come se nevicasse. \u00a0Era l\u2019illusoria e costante nevicata della polvere d\u2019amianto. Il \u201978 fu un anno particolare, fino ad allora nessuno aveva \u00a0percepito che si potesse morire, ma quando iniziarono a mancare i poco pi\u00f9 che 50enni e tanti ad ammalarsi, arriv\u00f2 la paura. Quanti di noi hanno in mente quell\u2019ondulatino che ricopriva i tetti delle casette per gli arnesi in campagna, recintava orti, pollai, si trasformava in fioriere o quant\u2019altro. A pensarci vengono i brividi eppure il nostro territorio ne era, o forse ne \u00e8 ancora, disseminato. \u00a0A giugno 2021 \u00e8 iniziato il processo Eternit bis, la lotta per avere giustizia a fianco di chi soffre e dei familiari delle vittime non \u00e8 terminata. Ilenio Celoria \u00e8 nato proprio a Casale Monferrato e ci\u00f2 probabilmente spiega \u00a0la potente necessit\u00e0 espressiva della tragedia e l\u2019efficacia del risultato. La forza di questo lavoro sta anche nell\u2019essere composto di scatti fatti in un lunghissimo arco di tempo, vent\u2019anni, dove presente e passato si mescolano senza un ordine cronologico. L\u2019autore ci lascia intravedere i colori scomparsi, \u201c<em>sono immagini che hanno perso quasi completamente il colore, immagini che presto, forse, diventeranno un ricordo<\/em>\u201d afferma. Un passato doloroso che per\u00f2 non \u00e8 ancora sbiadito e di cui non ci si pu\u00f2 liberare facilmente. Negli anni tutti i rifiuti contenenti amianto abbandonati nelle discariche abusive hanno devastato l\u2019ambiente e la salute dei cittadini. Bruciarli per non lasciare tracce ha prodotto roghi altamente tossici. Ne hanno sofferto anche gli animali, compresi quelli domestici a noi pi\u00f9 vicini e le piante che hanno perso stabilit\u00e0 per l\u2019amianto negli stagni e nei corsi d\u2019acqua.<\/p>\n<p><strong>Piera Cavalieri<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cA Casale Monferrato la chiamano semplicemente \u201cla fabbrica\u201d forse perch\u00e9 pronunciare la parola Eternit ci fa pensare alle migliaia di morti che i casalesi hanno pianto\u2026\u201d Ilenio Celoria A Casale Monferrato ancora si muore di mesotelioma epitelioide pleurico, la causa \u00e8 sempre il \u201cpolverino\u201d, la polvere di amianto prodotta dalla lavorazione dell\u2019Eternit. 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