{"id":1944,"date":"2022-01-24T15:17:19","date_gmt":"2022-01-24T14:17:19","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/?p=1944"},"modified":"2022-01-24T16:18:58","modified_gmt":"2022-01-24T15:18:58","slug":"terra-mala-living-with-poison-di-stefano-schirato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/ambientefuturo\/2022\/01\/24\/terra-mala-living-with-poison-di-stefano-schirato\/","title":{"rendered":"Terra Mala. Living with Poison. Stefano Schirato"},"content":{"rendered":"<p><strong>Illuminare la compassione<\/strong><\/p>\n<p>Terra mala o terra dei fuochi, Campania 1474 Km quadrati tra le province di Caserta e Napoli avvelenati da rifiuti altamente tossici.<\/p>\n<p><em>\u201cE dove dovremmo andare?\u201d<\/em> questa \u00e8 la risposta pi\u00f9 frequente degli abitanti nella zona alla domanda di Stefano Schirato sul perch\u00e8 \u00a0non si trasferissero.<\/p>\n<p>\u201c<em>Era il 1991 quando Mario Tamburino, camionista italo-argentino, fu ricoverato in ospedale a Pozzuoli per un improvviso bruciore agli occhi che gli impediva anche di vedere. Di l\u00ec a poco sarebbe diventato completamente cieco. Quel bruciore era provocato dalle gocce di una sostanza corrosiva fuoriuscita dai fusti tossici (ben 571) che lui stesso aveva caricato a Cuneo, in Piemonte, presso un\u2019azienda specializzata nello smaltimento di rifiuti pericolosi, che dovevano essere sversati in un terreno nelle campagne di Sant\u2019Anastasia, a Nord di Napoli. Dall\u2019inchiesta che ne scatur\u00ec nacque la parola ecomafia..<\/em>.\u201d Le scorie tossiche vengono interrate a circa sette metri di profondit\u00e0 con l\u2019aiuto di ruspe, dopo le prime indagini la camorra inizia a utilizzare motocarri di piccole dimensioni per trasportarli e depositarli nelle campagne, dove vengono bruciati insieme a cumuli di pneumatici cosparsi di benzina. Alcune immagini dell\u2019intera serie hanno il potere di farci avvertire l\u2019odore ripugnante che brucia la gola fino alla nausea e che ammorba l\u2019aria ogni santo giorno. Inevitabile chiedersi perch\u00e9 restare attaccati a quella terra mortifera, con un destino ineludibile. La mortalit\u00e0 per cancro ha raggiunte percentuali spaventose eppure ancora l\u00ec si vive o meglio si sopravvive. Dov\u2019\u00e8 il futuro? Esiste l\u2019idea di un futuro possibile? La scelta di restare suggerisce rassegnazione, ma anche resistenza. Schirato racconta con potenza e tenerezza un\u2019umanit\u00e0 disperata attraverso immagini, a tratti, di una bellezza scultorea. Nella selezione qui pubblicata non c\u2019\u00e8 lo scenario di devastazione, lo intuiamo, ma vediamo alcuni, tra i tanti, protagonisti inascoltati. L\u2019autore, impegnato da anni sul legame tra inquinamento e conseguenti malattie, ha iniziato nel 2015 a documentare gli effetti della criminalit\u00e0 che ha inquinato la Terra dei Fuochi. L\u2019avvelenamento \u00e8 iniziato molti anni prima, ma non \u00e8 cambiato nulla e i metalli pesanti continuano ad essere assorbiti, causando malattie respiratorie e cancro. Molte vittime sono bambini. La pandemia non ha fermato la criminalit\u00e0 e i roghi tossici. C\u2019entra la pandemia con la devastazione ambientale? L\u2019esposizione agli agenti inquinanti pu\u00f2 aumentare la capacit\u00e0 infiammatoria del virus ? La scienza si sta interrogando su questo nesso e la correlazione sembra probabile.<\/p>\n<p>Quel che a noi resta \u00e8 la sensazione diffusa \u00a0che la natura non sia pi\u00f9 disposta a farsi trasformare senza essere rispettata. \u00c8 in questo contesto che si apprezza la straordinaria capacit\u00e0 narrativa del lavoro di Schirato, prodotto qualche anno fa e sempre di tragica attualit\u00e0. Gli spettri che abbiamo creato in questo tempo, pur generoso di pace e prosperit\u00e0, anche se solo per la parte pi\u00f9 fortunata del mondo, sono rimasti invischiati nelle nostre terre. Ed \u00e8 solo dalla profonda compassione che queste immagini suscitano che dovremmo ripartire, restando umani.<\/p>\n<p><strong>Piera Cavalieri<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Illuminare la compassione Terra mala o terra dei fuochi, Campania 1474 Km quadrati tra le province di Caserta e Napoli avvelenati da rifiuti altamente tossici. \u201cE dove dovremmo andare?\u201d questa \u00e8 la risposta pi\u00f9 frequente degli abitanti nella zona alla domanda di Stefano Schirato sul perch\u00e8 \u00a0non si trasferissero. \u201cEra il 1991 quando Mario Tamburino, camionista italo-argentino, fu ricoverato in ospedale a Pozzuoli per un improvviso bruciore agli occhi che gli impediva anche di vedere. 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