{"id":1411,"date":"2025-03-28T18:28:59","date_gmt":"2025-03-28T17:28:59","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/basilicata\/?p=1411"},"modified":"2025-03-28T18:28:59","modified_gmt":"2025-03-28T17:28:59","slug":"sportelli-lucani-e-a-a-p-spazi-per-la-memoria-dellacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/basilicata\/sportelli-lucani-e-a-a-p-spazi-per-la-memoria-dellacqua\/","title":{"rendered":"Sportelli lucani E.A.A.P.: spazi per la memoria dell\u2019acqua."},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\">Il Fotoclub di Matera presenta \u201cSportelli lucani E.A.A.P.: spazi per la memoria dell\u2019acqua. Impressioni fotografiche\u201d, un progetto a firma di Pietro L\u2019Annunziata e Michele Morelli\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1412 aligncenter\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/basilicata\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2025\/03\/05_Locandina_sportelli-209x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"439\" height=\"630\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/basilicata\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2025\/03\/05_Locandina_sportelli-209x300.jpeg 209w, https:\/\/fiaf.net\/basilicata\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2025\/03\/05_Locandina_sportelli-713x1024.jpeg 713w, https:\/\/fiaf.net\/basilicata\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2025\/03\/05_Locandina_sportelli-768x1103.jpeg 768w, https:\/\/fiaf.net\/basilicata\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2025\/03\/05_Locandina_sportelli-1069x1536.jpeg 1069w, https:\/\/fiaf.net\/basilicata\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2025\/03\/05_Locandina_sportelli.jpeg 1114w\" sizes=\"auto, (max-width: 439px) 100vw, 439px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Sar\u00e0 possibile visitare la mostra dal 5 aprile al 4 maggio presso la Biblioteca Comunale \u201cFerdinando Santoro\u201d a Viggianello (Via Roma). L\u2019inaugurazione \u00e8 prevista per le 19 del primo giorno di apertura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1413\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/basilicata\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2025\/03\/Schermata-2025-03-28-alle-18.20.18-300x292.jpg\" alt=\"\" width=\"444\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/fiaf.net\/basilicata\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2025\/03\/Schermata-2025-03-28-alle-18.20.18-300x292.jpg 300w, https:\/\/fiaf.net\/basilicata\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2025\/03\/Schermata-2025-03-28-alle-18.20.18.jpg 670w\" sizes=\"auto, (max-width: 444px) 100vw, 444px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il tema dei Segni delle Memorie Recenti, sul cui filo si snodano una serie di iniziative promosse da Italia Nostra-sezione Matera, si connota fortemente come tema di comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Lo dimostra in maniera mirabile l\u2019esposizione fotografica di Pietro L\u2019Annunziata e Michele Morelli che, attraverso scatti d\u2019autore, immagina un vissuto ancora in corso per gli sportelli in ghisa dell\u2019Ente Autonomo per l\u2019Acquedotto Pugliese (E.A.A.P.).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\n<p style=\"font-weight: 400\">Dare una univoca lettura agli attimi colti dai due artisti \u00e8 tanto difficile da rendersi impossibile: quello che unisce \u00e8 lo sfondo di ghisa e l\u2019occhio sensibile della macchina fotografica. Ed \u00e8 intorno a questo che si agglutinano mille sensi, afferrando peraltro le accezioni diverse del termine senso: significato, percezione, contezza delle cose, facolt\u00e0 cognitiva. Sentimento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Forse per tutte queste ragioni e mille altre, un\u2019antropologa, un\u2019archeologa e una docente di estetica si sono specchiate nel tema, percorrendo trame parallele per quanto in diverso approccio. E le hanno volute illustrare, e le hanno colte nelle foto in mostra.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il ruolo sociale dell\u2019acqua, a cura di Silvia Possidente, e la rivoluzione della fotografia del banale di Maristella Trombetta enucleano due intuizioni evidenti nell\u2019esposizione fotografica di Pietro e Michele.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Per quello che mi concerne, da archeologa, l\u2019insieme vasto dei significanti della mostra, dal soggetto scelto fino alla sua rappresentazione artistica, si coniuga nel tempo dell\u2019archeologia del contemporaneo, disciplina pluridisciplina che con il metodo degli archetipi evolve nel presente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Non parliamo, per nulla, di definizioni moderne da dare alle cose del passato, n\u00e9 di nostalgico attingere al passato come tempo eroico; parliamo invece della percezione della durata del tempo. Guardiamo con spiccata severit\u00e0 verso un tempo veloce, orfano del passato remoto, e verso un futuro cortissimo, privato del futuro anteriore con le sue utopie. Ed \u00e8 proprio cos\u00ec che gli sportelli di ghisa fotografati si rendono macchina del tempo, di un tempo lungo, lunghissimo per le nostre lancette attuali, un tempo che lascia spazio alle cose senza derubricarle immediatamente come vecchie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 oggi progressiva la dismissione degli sportelli dei contatori dell\u2019acqua, avendo mutato anche la pertinenza della societ\u00e0 erogatrice; se ne cominciano a contare meno. Ma \u00e8 curioso come le foto colgano la cura di essi come elemento di arredo delle facciate, contestuale per\u00f2 a un\u2019idea di oggetto periferico ormai in decadenza.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Pietro L\u2019Annunziata e Michele Morelli hanno fermato il tempo delle cose mettendole a sfondo della vita che prosegue con i suoi ritmi, mentre si coglie ancora un\u2019ostinazione verso l\u2019eco del compito dell\u2019oggetto, il suo ruolo, la sua funzione. Si scorge un pensiero volto a fare cose per durare, per essere riparate, per avere tempo da vivere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Se un\u2019archeologia del contemporaneo doveva essere raccontata, queste foto la narrano attraverso un bagaglio di ricordi e di sapori ancora non sopiti, che ci proiettano in una dimensione del tempo dalla scansione ancora di ragionevole durata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il tempo lungo del nostro essere Umani.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><em>Isabella Marchetta<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Acqua, elemento di connessione tra natura e cultura<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Di che colore \u00e8 l\u2019acqua? Potremmo dire \u201cdi tutti i colori\u201d, poich\u00e9 l\u2019acqua filtra i colori della luce che l\u2019attraversa. Questo breve preambolo permette di sottolineare le caratteristiche di adattabilit\u00e0 e mutevolezza dell\u2019acqua, in base al luogo e allo spazio, altres\u00ec assumendo diversi stati fisici della materia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Ispirata alla sua fisicit\u00e0, in molte culture la simbologia legata all\u2019acqua \u00e8 ambivalente: da una parte il suo flusso evoca il potere vivificante e salvifico, dall\u2019altra nel suo essere impetuosa e imprevedibile rimanda alla distruzione e alla morte.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019uomo da sempre ha cercato di regimare il suo corso, di domarla e incanalarla. Tecniche e pratiche legate all\u2019acqua la trasformano da elemento ambientale a elemento sociale. E come uno specchio, l\u2019acqua riflette le storie degli uomini, le modalit\u00e0 di costruzione identitaria e degli immaginari ad essa collegati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Un\u2019osservazione pi\u00f9 in dettaglio merita la storia dell\u2019acqua nel processo di modernizzazione e in ambito urbano. Resa invisibile e silenziosa, \u00e8 diventata simbolo di un limen e attivatore di dicotomie tra il dentro e il fuori, il privato e il pubblico. L\u2019acqua trasformata in merce, oggettivata (ed erroneamente considerata inesauribile) ha fortemente condizionato l\u2019accesso democratico ad essa, dando luogo a distinzioni sociali e conflitti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Le fotografie realizzate da Pietro L\u2019Annunziata e Michele Morelli, con il loro focus sui dettagli degli sportelli E.A.A.P. e sull\u2019azione creativa dell\u2019uomo, consentono di oltrepassare il muro di superficialit\u00e0 che vede un\u2019assenza di relazione tra l\u2019acqua e l\u2019essere umano. Ampliare lo sguardo sui diversi saperi legati all\u2019acqua (spaziando sia da un punto di vista temporale sia sulle buone pratiche di culture altre) permette di far emergere il suo essere metafora di una fluida connessione tra natura e cultura, costringendoci a mettere in discussione le nostre certezze e riflettendo, al contempo, sull\u2019attuale crisi ambientale mondiale, sul rapporto tra umano e non umano e su nuove forme dell\u2019abitare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: center\"><em>Maria Silvia Possidente<\/em><\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Fotoclub di Matera presenta \u201cSportelli lucani E.A.A.P.: spazi per la memoria dell\u2019acqua. 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