{"id":1018,"date":"2017-04-27T13:36:56","date_gmt":"2017-04-27T11:36:56","guid":{"rendered":"https:\/\/fiaf.net\/regioni\/calabria\/?p=1018"},"modified":"2017-04-27T13:36:56","modified_gmt":"2017-04-27T11:36:56","slug":"seminario-con-giovanni-chiaramonte-alluniversita-mediterranea-di-reggio-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/seminario-con-giovanni-chiaramonte-alluniversita-mediterranea-di-reggio-calabria\/","title":{"rendered":"Seminario con Giovanni Chiaramonte all&#8217;Universit\u00e0 Mediterranea di Reggio Calabria"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 previsto per gioved\u00ec 4 maggio alle ore 16:30 il quarto e ultimo seminario del ciclo \u201cAndare\/Restare: comunque in movimento\u201d promosso dalla Biblioteca del Dipartimento di Agraria dell\u2019Universit\u00e0 Mediterranea di Reggio Calabria (localit\u00e0 Feo di Vito) nell\u2019ambito della campagna nazionale \u201cIl maggio dei libri\u201d. Giovanni Chiaramonte, uno dei grandi protagonisti della fotografia europea contemporanea, proporr\u00e0 la riflessione su una personale esperienza che oggi si trova documentata nel suo nuovo libro fotografico &#8220;Ultima Sicilia&#8221; (Postcart 2016): il ritrovamento di alcune pellicole dimenticate, con i suoi primi scatti da fotografo nei luoghi di origine dei genitori, nella Sicilia sudorientale, durante una vacanza del 1970. Dopo tanto tempo, rieccoli spuntare dal fondo di una cantina quei negativi in bianco e nero, un centinaio, alcuni mai stampati, testimoni di un mondo scomparso e di un uomo divenuto altro rispetto a quel tempo.<\/p>\n<p>Riconoscimento Fiaf U19\/17, CFC &#8220;Vanni Andreoni&#8221; BFI<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/wp-content\/uploads\/sites\/19\/2017\/04\/1158-Ultima-Sicilia_cover.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-1019\" alt=\"1158-Ultima Sicilia_cover\" src=\"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/wp-content\/uploads\/sites\/19\/2017\/04\/1158-Ultima-Sicilia_cover-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>Joel Meyerowitz, nell&#8217;introduzione al libro, cos\u00ec ne scrive: \u201cIl giovane fotografo \u2013 dal Nord urbanizzato \u2013 era tornato a casa (&#8230;) alla durezza abbagliante del sole (&#8230;), a un passato per il quale aveva sentito un&#8217;affinit\u00e0 che sarebbe durata per tutta la vita, e al quale sarebbe ritornato\u201d Ecco uno strano viaggio, che \u00e8 s\u00ec dentro i luoghi \u2013 luoghi ora mutati, nel tempo \u2013 ma anche dentro il proprio sguardo. Siamo davanti a un singolare confronto, quello con uno sguardo \u201cultimo\u201d \u2013 ultimo perch\u00e9 \u00e8 il primo, il definitivo &#8211;\u00a0 fissatosi in un istante e restituito, al fotografo ora ricco di nuove esperienze, cos\u00ec come lo descrive Meyerowitz \u201ctenero, sapiente, cordiale, acuto, triste, pieno di gioia: un giovane che apre gli occhi, come per la prima volta, sulle meraviglie del mondo ordinario e che guarda ogni cosa come se fosse un&#8217;istantanea del gran film della vita che sta scorrendo davanti ai suoi occhi\u201d. Un altro grande fotografo, Ferdinando Scianna, commentando quelle prime foto di Chiaramonte scrive: &#8220;Una costante dello sguardo del ragazzo Chiaramonte \u00e8 la maniera di sentire la luce. La luce costruisce lo spazio, definisce le architetture, fa vedere le scale, l\u2019intersecarsi delle viuzze, \u00e8 l\u2019essenza di quel teatro. Quasi sempre tagliata, come arrivasse dalle quinte di un palcoscenico, esalta le superfici, scolpisce i personaggi\u2026 \u00c8 personaggio del racconto anche lei.&#8221; E ancora Meyerowitz:&#8221;La dolcezza del cuore aperto e sensibile di Chiaramonte \u00e8 visibile ovunque si \u00e8 fermato: ogni portone e ogni gesto gli ha dato qualcosa da cogliere e custodire, fosse anche insignificante o momentaneo. Si vede come tutto fosse importante per lui&#8230; La trasparenza di questo sentimento lo accompagna attraverso gran parte delle fotografie.&#8221;<\/p>\n<p>Nella piena maturit\u00e0 della vita e della carriera di fotografo, per Chiaramonte l\u2019occasione di guardare al suo inizio \u00e8 anche un modo di fare i conti con il cambiamento &#8211; di s\u00e9, dei luoghi, dei paesaggi \u2013 provando a rintracciarvi e ricomprendere quel che pu\u00f2 durare ed \u00e8 essenziale, come a dire che in ogni luogo, in ogni istante di tempo, \u00e8 in gioco qualcosa di decisivo che solo uno sguardo attento e un cuore aperto possono cogliere. Le parole di Chiaramonte tratte da un suo recente scritto \u201cLa migrazione senza fine\u201d sembrano essere quelle pi\u00f9 appropriate a chiudere il ciclo di seminari promosso dalla Biblioteca di Agraria, ben sintetizzandone il tema-guida e l\u2019intenzione culturale:<\/p>\n<p>\u201cIl luogo<i> <\/i>dell\u2019inizio, per me, non \u00e8 stato il mio luogo d\u2019origine e la mia esistenza, come la mia opera, \u00e8 una migrazione senza fine tra le forme e le figure alzate nello spazio presente dal tempo che scorre, tra l\u2019immobile origine dell\u2019occidente e quell\u2019incessante inizio che \u00e8 il Moderno. Per questa ragione, ho sempre considerato come un diario segreto della mia anima la poesia di Friedrich Hoelderlin \u2018La migrazione\u2019 e il suo verso straordinario:\u2018difficilmente lascia il luogo ci\u00f2 che presso l\u2019origine dimora\u2019. (&#8230;) La vera dimora, fotografia dopo fotografia, mi \u00e8 apparsa cos\u00ec l\u2019incessante migrazione che ogni istante ciascuno di noi deve compiere tra il luogo del proprio inizio e il luogo, da sempre perduto, dell\u2019origine\u201d (da: Giovanni Chiaramonte, E.I.A.E. \u2013Et In Arcadia Ego, Galleria Luigi Ghirri, Ultreya 2011)<\/p>\n<p>qui la scheda del libro:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.postcart.com\/img-libri\/1168-Ultima%20Sicilia_scheda%20agg.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.postcart.com\/img-libri\/1168-Ultima%20Sicilia_scheda%20agg.pdf<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n    <div class=\"xs_social_share_widget xs_share_url after_content \t\tmain_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content\">\n\n\t\t\n        <ul>\n\t\t\t        <\/ul>\n    <\/div> \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 previsto per gioved\u00ec 4 maggio alle ore 16:30 il quarto e ultimo seminario del ciclo \u201cAndare\/Restare: comunque in movimento\u201d &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":948,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-1018","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attivita-circoli"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1018","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1018"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1018\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/wp-json\/wp\/v2\/media\/948"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fiaf.net\/calabria\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}